Capitolo 13 – Il frammento che risponde

scritto da Mystory90
Scritto 22 ore fa • Pubblicato 7 ore fa • Revisionato 7 ore fa
0 0 0

Autore del testo

Immagine di Mystory90
Autore del testo Mystory90

Testo: Capitolo 13 – Il frammento che risponde
di Mystory90

Il caos nel villaggio sembrava rallentare intorno a loro, come se il tempo stesso trattenesse il respiro.

Reven e il capitano Valthor si guardavano attraverso il fumo leggero che saliva dalle capanne. Il frammento blu alla cintura di lui pulsava con un ritmo irregolare, quasi nervoso. Ogni battito di luce sembrava trovare eco nel calore che cresceva nel petto di Reven, come due note della stessa melodia antica che si riconoscevano dopo secoli di silenzio.

Valthor inclinò leggermente la testa, studiandola con occhi affilati.

«Senti anche tu, vero?» disse, la voce bassa ma chiara sopra il rumore del vento e delle grida lontane. «Quel calore. Quella chiamata. Non è solo un ricordo. È vivo. E sta rispondendo a te.»

Reven non rispose subito. Sentiva il frammento tirare verso di lei, come una corda invisibile tesa tra loro. Non era dolore. Era una sorta di riconoscimento profondo, quasi familiare.

«Tu hai rubato una parte di ciò che non ti appartiene» disse infine, la voce ferma nonostante il turbamento. «La Stella non è un oggetto da possedere o da usare per dominare i mari.»

Valthor sorrise, ma senza vera allegria. Era il sorriso di chi ha inseguito qualcosa per troppo tempo.

«Dominare? No, erede. Io voglio solo capire. Ho passato anni a cercare i resti di quel sapere antico. Quando ho trovato questo frammento» — toccò il pezzo luminoso con due dita — «ha iniziato a mostrarmi cose. Rotte dimenticate. Segreti del mare che nessun capitano ha mai sognato. Ma è incompleto. Si spegne. Si indebolisce. E ora… ora che sei qui, pulsa più forte. Come se ti riconoscesse.»

Finn, poco distante, fece un passo verso di lei, ma si fermò quando Reven alzò una mano. Voleva affrontare quel momento da sola.

Il calore nel petto di Reven si intensificò. Non era più solo un’eco. Era come se la Stella, anche spezzata, stesse cercando di ricongiungersi. Immagini sfocate le attraversarono la mente: la caverna sotto l’Abisso, la luce blu pulsante, la figura di Aelira con il ciondolo al collo. E poi… qualcosa di più. Un senso di responsabilità che non era solo suo, ma di tutta la sua stirpe.

«Tu non capisci» continuò Valthor, facendo un passo avanti. «Questo frammento mi ha tenuto in vita quando il mare avrebbe dovuto inghiottirmi. Mi ha dato forza. Ma mi sta consumando. Ha bisogno del resto. Ha bisogno di te.»

Reven scosse la testa lentamente.

«Non è consumo quello che senti. È un avvertimento. La Stella non dà potere senza chiedere in cambio equilibrio. I Custodi lo sapevano. La mia stirpe lo sapeva. Tu invece vuoi solo prendere.»

Il frammento brillò improvvisamente più intenso, tanto che Valthor abbassò lo sguardo per un istante, sorpreso. La luce blu si riflesse negli occhi di Reven, e per un breve momento sembrò che una sottile linea luminosa collegasse il petto di lei al frammento.

Sahira, poco lontano, mormorò qualcosa nella lingua antica dei Custodi. Sembrava una preghiera, o forse un richiamo.

«Vedi?» disse Valthor, la voce ora tesa. «Sta accadendo. Sta cercando di tornare intero attraverso di te. Se mi consegni ciò che porti dentro, potremmo ricostruirla insieme. Pensa a cosa potremmo fare: mappe che non sbagliano mai, correnti che obbediscono, un sapere che salverebbe migliaia di navi dal naufragio.»

Reven sentì il cuore battere più forte. Per un attimo, le parole di Valthor sembrarono quasi ragionevoli. Salvare vite. Guidare il mare. Ma poi rivide il viso stanco di Tarek dopo tre anni di solitudine, sentì la mano di suo padre stringere la sua sulla spiaggia, e ricordò lo sguardo di Finn sulla riva luminosa.

«No» rispose piano, ma con una determinazione nuova. «La Stella non è stata creata per comandare il mare. È stata lasciata per ricordarci che il mare non si comanda. Si rispetta. E io non lascerò che diventi uno strumento nelle mani di chi vuole piegarlo.»

Il frammento ebbe un guizzo violento. La luce blu si fece più calda, quasi calda al punto da scottare. Valthor fece una smorfia, portandosi una mano al fianco.

«Sta… reagendo a te» disse, tra i denti. «Come se ti riconoscesse come erede. Ma io non mi arrenderò. Questo frammento è mio, e presto avrò anche il resto.»

Reven sentì il calore dentro di sé stabilizzarsi, non più incontrollato. Non era ancora potere vero e proprio, ma una presenza calma, come una voce antica che le sussurrava: Tu hai scelto. Ora io resto con te.

Finn le si avvicinò finalmente, sfiorandole il braccio con delicatezza.

«Reven…» mormorò.

Lei gli rivolse uno sguardo rapido, grato. Quel tocco leggero bastò a ricordarle chi era: non solo un’erede, ma anche una Vice capitana, figlia, amica.

Valthor indietreggiò di un passo, osservandoli. Il frammento continuava a pulsare, ma ora sembrava più instabile, come se la vicinanza di Reven lo stesse mettendo in difficoltà invece di rafforzarlo.

«Questo non finisce qui» disse il capitano, la voce più bassa. «Tornerò. E quando lo farò, sarai tu a cercarmi, erede. Perché il frammento ti chiamerà, notte dopo notte, finché non vorrai completarlo.»

Fece un segnale ai suoi uomini. Lentamente, con ordine, iniziarono a ritirarsi verso la spiaggia, portando con sé il disordine che avevano seminato ma senza spingere oltre lo scontro.

Reven rimase immobile finché le scialuppe non furono lontane. Solo allora il calore nel petto si attenuò, lasciando però una traccia calda, costante.

Sahira le si avvicinò.

«Hai parlato con la voce di Aelira» disse piano. «La Stella ti ha riconosciuta davvero. Ma ora il frammento è sveglio. E Valthor non si fermerà.»

Reven annuì, guardando il mare dove le navi scure si allontanavano.

«Allora dovremo essere più veloci di lui» rispose. «La nave… dobbiamo finirla. E io devo capire cosa significa davvero portare questo retaggio.»

Finn rimase al suo fianco, silenzioso. Quando lei si voltò verso di lui, vide nei suoi occhi la stessa preoccupazione e la stessa fiducia di sempre.

«Qualunque cosa succeda» disse lui piano, «non sarai sola a portarlo.»

Reven sentì un nodo in gola, ma sorrise debolmente.

Per la prima volta, la Stella non sembrava solo un peso ereditato.

Sembrava una promessa che, lentamente, stava iniziando a capire.

???????

Capitolo 13 – Il frammento che risponde testo di Mystory90
0

Suggeriti da Mystory90


Alcuni articoli dal suo scaffale
Vai allo scaffale di Mystory90