Con il sole, per la vita. Medjugorie 2005

scritto da Antonio Balia
Scritto 15 anni fa • Pubblicato 15 anni fa • Revisionato 15 anni fa
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E' un percorso che inizia dal testo -Di ciò forse poco capirai-, e così a seguire... .
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Testo: Con il sole, per la vita. Medjugorie 2005
di Antonio Balia

Mentre Giovanna legge spirituale
persisto ancora immerso nella scienza
senza sapere chi dei due più vale.

Consultare gli stimola impellenza
ed or che siamo nel duemilacinque
si pensa di organizzar partenza:
per ritrovarci il giorno venticinque
nella lontana “santa?” Medjugorje
e almeno restar lì per giorni cinque.

Penso che or di testa lei sia fuori,
con la sarda che di ciò s’impregna;
così interessata a udire umori:
d'organizzarsi bene ora s’impegna
Andrea e Marcella vuole anche portare;
brillante come fiamma viva in legna.

Vorrebbe lì ascoltare quel cantare
da casa parte quindi presentendo
vedervi la Madonna presenziare;
non concepisco ciò che va dicendo
tanto normale non mi sta sembrando
sembra che la follia stia divergendo.

Due mari andiamo allora attraversando
e in pullman c’é chi canta e pure prega
ma certo non mi vado lì sgolando;
Giovanna si diverte e pure lega,
“la pensa strana, senz’altro capire:
ma il poverino annaspa e non annega”.

Non so perciò che mi vorranno dire;
ma mentre passeggiamo nel villaggio:
penso di abbandonare prevenire,
quasi considerandolo un oltraggio
alla spontaneità che qui mi adorna,
che alla Madonna renderanno omaggio.

Straordinario é ciò che mi contorna
stampato in visi di mille colori:
ma chissà se qualcosa gli ritorna.
Sembrano scie di sfolgoranti fiori
che cantan con il sole, per la vita
ridando la speranza a insani cuori:

ma ancora non capisco chi li invita
a salmodiar felici sulle strade.
Di notte imbocchiamo una salita
per capire ciò che da molto accade
tra la Madre del cielo e la veggente
qui, dove confluiscon le contrade.

Preghiamo per vederla ora presente
seduti sulle pietre in notte oscura
un solo cuore forma ora la gente
per intonar che illumina natura;
oggi voglion goderne concessione
del presentar di Santa Creatura.

Non discerno ancor la mia ragione
per lo strano che sto bene ammirando
ma che con gran potenza si propone.
Migliaia di persone stan pregando;
con l’apprestarsi dell’ora preziosa:
solo silenzio resterà cantando.

Seduto con Andrea; Marcella e Giosa
perse si son nell’imponente onda,
e per cader di pietra rumorosa
sento che dal cuor battere esonda.
Riprende il silenzio sopravvento
e nel silenzio: il vento ora mi inonda.

Dal nulla così nasce strano evento
quel vento, intorno lo sento girare
ma foglie non si muovono dal vento;
fiuto lo strano e resto ad osservare
ma dal nulla un brivido imperioso
s’impone costringendomi a tremare.

L’effetto straordinario e misterioso,
cieco, sordo e muto or risultando;
mentre prevedevo buon riposo
e pensavo di ritornar cantando
il pensare s’invola nella sorte
per ritrovarmi piangendo e pregando.

Il crocifisso in mano stringo forte,
se di più stringo si potrà spezzare;
si pensava a un luogo senza morte
ma il vento prosegue nel girare,
é turbinante come su in montagna:
chissà se a casa potrò più tornare.

Col terminare insolita campagna
nulla mi resta dell’apparizione
strano vissuto ancora mi accompagna;
non so spiegarmi la dimostrazione,
mille pensieri assillano la mente
col cuore in turbolenza per l’azione.

Portandomi lontano dal presente
da solo mi ritrovo col mio cuore
travolto da quell’impeto possente
e pur dall’assordante suo rumore;
ritrovandomi solo e circondato
nell’attimi infiniti che sono ore.

Ancor non so cosa mi é capitato;
ma l’indomani in strada radunati,
strano vento non hanno confermato.
Ma quei momenti non sono inventati;
confuso e sopraffatto da quei venti
forti, sferzanti e ancora inseparati.

Ma calda luce elimina i tormenti
che qui più non pensavo d’incontrare,
e dal silenzio a illuminar gli eventi
chiara sento la voce dall’altare
dichiarando del vento potente
e quel vissuto così confermare.

Cuore é liberato con la mente
dal sentire la voce di mio figlio
confermando del vento prepotente
sentito in quel tempo di “consiglio?”
subito ho suo dire confermato;
sbranando lì mi stava quell’artiglio.
Con il sole, per la vita. Medjugorie 2005 testo di Antonio Balia
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