Le sigle

scritto da Tosi
Scritto 23 anni fa • Pubblicato 23 anni fa • Revisionato 23 anni fa
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Autore del testo Tosi

Testo: Le sigle
di Tosi


In questo momento vorrei avere uno dei miei quaderni di matematica delle superiori.
Non potrò mai dimenticare i mitici teoremi da dimostrare. Cominciavano tutti con la sigla Hp, che sta per Ipotesi, seguito dall’enunciato del teorema da dimostrare.
Come ad esempio: in un triangolo rettangolo, si dimostri che il quadrato costruito sull’ipotenusa è uguale alla somma dei quadrati costruiti sui due cateti.
Per risolvere il problema si doveva scrivere la sigla Ts, che sta per Tesi, e dimostrare che quanto ipotizzato fosse vero. Si poteva procedere in diverse maniere: con il metodo analitico oppure con il metodo grafico, fino al metodo più estremo e disperato che consisteva nel dimostrare l’ipotesi per assurdo.
Dimostrare un’ipotesi per assurdo è come dire che è così perché non potrebbe essere diversamente, un po’ come quando non comprendi la realtà ma l’accetti perché non sai immaginarne una migliore.
Quando ogni metodo risultava inefficace, io di solito apponevo presuntuosamente la sigla ATG, di cui il professore non conosceva il significato ma in classe, fra i compagni, era più nota del teorema di Pitagora: Applico Teorema Guardini. Alcuni giurano che dopo aver utilizzato quella magica sigla trovavano l’intuizione giusta per risolvere il problema.
Il teorema Guardini non è stato mai dimostrato e forse è proprio per questa sua caratteristica che al confronto tutti gli altri diventavano facili come le tabelline.
A questo punto, al termine dell’esercizio esaurientemente risolto, si riportava l’ultima e decisiva sigla: c.v.d., che per me era come un canto di vittoria: come volevasi dimostrare.
Le sigle testo di Tosi
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