Diario del colono. 1 di...

scritto da Guru
Scritto 6 anni fa • Pubblicato 6 anni fa • Revisionato 6 anni fa
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Testo: Diario del colono. 1 di...
di Guru

"OGGI FAREMO LA STORIA" ha detto così il capitano.
Ha ragione ed io, Massimo Ruggero, sento in cuore mio che sia quasi un mio dovere tenere questo diario per i posteri. Non sono uno scrittore o un cronista ma voglio lasciare un qualcosa che un domani possa fare capire come è andata la storia.
Un po' come se un archeologo trovasse il diario di un homo erectus.
Sono anche convinto che tennero traccia della quotidianità possa essere una cosa preziosa e che nulla è da dare per scontato. Il dodecaedro romano ne è la prova.
Pertanto inizio questo diario dal oggi, giorno dalla partenza effettiva.
Quindi: GIORNO 1
Siamo partiti, lentamente. Apparte il momento effettivo della partenza il resto della giornata è stata la solita routine, l'unica novità è che si è acceso anche l'orologio della piazza; uno schermo che segna l'ora, la data, da quanto siamo in viaggio e la stima del tempo che ci rimane prima di arrivare e poi ci sono altre due righe vuote. Per la cronaca al mio rientro a casa segnava le 17:48, 5 ore e 48 minuti e 60 anni.
Quindi dovremmo arrivare quando avrò ottantatreottantaquattro anni.
Per oggi è tutto, non credo di dover aggiornare questo diario quotidianamente ma di annotarvi eventi rilevanti.

GIORNO 6
Ho riletto quanto scritto e mi sono accorto di aver commesso l'errore del dodecaedro romano. Quindi quando non vi sono eventi degni di nota cercherò di spiegare un aspetto della vita a bordo. Tratterò un tema alla volta. (Tanto l'orologio in piazza segna sempre 60 anni. Di tempo ce n'è!)
Oggi voglio fare una rapida panoramica di come è organizzato il lavoro. Partendo dalla giornata tipo. Basandomi sul mio lavoro.
Io sono un meccanico e principalmente, o per lo meno finora, mi sono occupato dei mezzi agricoli e degli impianti nel secondo modulo (quelli appunto dedicato all'agricoltura e all'allevamento).
La giornata inizia con la sveglia alle 7, colazione, lavata di faccia e denti e fuori. Nel modulo abitativo non ci sono mezzi di trasporto e per passare da un modulo all'alto bisogna salire con l'ascensore lungo uno dei quattro ponti (al massimo può essere a circa 3 km dalla tua casa) che collega il modulo abitativo a quello centrale , fluttuare, perché nel modulo centrale non c'è gravità, fino ai ponti del modulo dove si lavora (nel mio caso il secondo) e prendere un altro ascensore per scendere sul luogo di lavoro.
Gli ascensori hanno solo posti a sedere su cui bisogna legarsi con una cintura a quattro punti per evitare che la gente avvicinandosi al centro inizi a fluttuare e sbattere da qualche parte. Solo che non hanno pensato alle pietansiere che gli operai si portano per pranzo. E le prime volte le vedevi traghettati sopra la testa. L'orario è 8-12 e 13-17 (timbri quando entri e timbri quando esci), la pausa pranzo la faccio nella mensa insieme a gli operai agricoli e gli agricoltori. A fine giornata rifaccio il percorso inverso. Non vi è lo stipendio per non creare divisioni in classi sociali e l'unico modo per avere qualcosa di più e accumulare ore di straordinario ma non valgono molto. Tra il sabato e la domenica ti vengono consegnate le scorte alimentari per la settimana successiva, a parte il pane e le verdure che vengono consegnate anche il martedì e il giovedì.
Ad ogni cambio stagione, secondo quanto scritto nel regolamento, ci verranno fornite "adeguate quantità di vestiario"
Non c'è religione quindi non ci sono feste come il natale, la Pasqua, ecc... Ma ogni lavoratore ha 45 giorni di ferie e la malattia coperta.
Sempre stando a quanto scritto sul regolamento però siamo in una società del tipo Spartano: chi dovesse subire un infortunio che ne determini un'invalidità tale da non poter partecipare al progredire della colonia verrà eliminato. Stesso discorso vale per i figli nati con handicap tali da non poter, in futuro, partecipare al progredire della colonia.
Spero che questi casi siano proprio estremi, del tipo che sei ridotto ad un vegetale.
Spero di essere stato abbastanza chiaro e completo.

GIORNO 13
Ieri è avvenuto un suicidio. Qualcuno non è riuscito ad adattarsi a questa nuova condizione. Un po' lo capisco, gli affetti lasciati indietro rendono il cuore pesante, e il doversi ricreare una vita sociale non è facilissimo se uno ha un carattere introverso.
Non so chi fosse, non lo conoscevo, ma questa disgrazia ha mostrato la fredda procedura per l'estremo saluto.
Oggi c'è stato il "funerale". Come già detto non c'è religione quindi non c'è stato un prete, un rabbino, un monaco o chi per lui a leggere qualche sacra scrittura. C'era il capitano che ha fatto un breve discorso di cordoglio e di incoraggiamento per tutti noi. Poi il corpo è stato portato via e il suo nome e stato inserito nell'orologio della piazza.
Quando sono tornato a casa ho cercato sul regolamento cosa era previsto per i cadaveri, c'è scritto che diventano fertilizzante per il modulo agricolo.
Per quanto questa cosa sia brutta, ha una sua logica. Bisogna ottimizzare ogni risorsa.
Per la cronaca si chiamava George McRee
Diario del colono. 1 di... testo di Guru
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