Selvatico

scritto da Dede Marten
Scritto Un anno fa • Pubblicato 10 mesi fa • Revisionato 10 mesi fa
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Io vorrei tornasse Un mondo selvatico
- Nota dell'autore Dede Marten

Testo: Selvatico
di Dede Marten

Nei confronti di ciò che è "selvatico "

noi uomini moderni nutriamo un rapporto conflittuale

se da un lato subiamo una certa fascinazione dall' altro lo temiamo.

Perchè questa dualità di sentimenti?

l' attrazione viene da una certa invidia della libertà che ha il

selvatico rispetto al domestico,

Il timore e la paura invece sono dovuti alla sua imprevedibilità ,

alla sua capacità di essere indomito, non addomesticabile,

impossibile da catturare, guardingo, diffidente.

quindi non è facile averci a che fare, richiede che sia dedicato tempo

per cercare di entrare in relazione con il selvatico, .

Ciò presuppone impegno, pazienza, dedizione, cura, volontà di riuscire,

Noi uomini moderni che viviamo in un mondo diciamo morbido, non siamo

più abituati ad avere a che fare con chi non è disposto ad essere

addomesticato, alla durezza, alla indipendenza, alla forza di

carattere, alla forza di volontà che permette di sopportare la

sofferenza per raggiungere un determinato obiettivo , costi quello che

costi.,

Nel mondo animale Il selvatico segue l' istinto che lo guida, se

necessario non teme lo scontro, l' uso della violenza, accetta lo

scontro vincendo la paura, difende la sua femmina, i suoi cuccioli, li

protegge gli porta il cibo

difende il suo territorio, da chicchessia, a costo del ferimento, al

limite estremo a costo della morte.

Questo atteggiamento primordiale ci spaventa, perchè è molto lontano

dal nostro quotidiano, fatto di piccole debolezze, menzogne, invidie,

tradimenti, edulcorato, debole, insipido, poco chiaro, con ruoli non

ben definiti, con assenza di una guida, un punto di riferimento

autorevole, sia a livello sociale che a livello famigliare, un mondo

arcobaleno, un mondo asterisco insomma.

Nel mondo selvatico non c'è tempo per tutto ciò, si bada all'

essenziale, all' indispensabile, all' utile, a ciò che serve per la

vita, i ruoli sono chiari, i compiti anche.

E' un mondo semplice, diretto,

Un mondo dove conta solo "ciò che si è" e nulla "ciò che si ha".

Riusciamo noi moderni a relazionarci con il prossimo considerandolo

solo come essere umano e non considerandolo per "ciò che ha" ?

Come si fa a non amare il mondo selvatico?

Come sarebbe la nostra vita se ci riavvicinassimo al selvatico, all'

essenziale?

Riusciremmo a risvegliare il nostro istinto assopito?

Riusciremmo a vivere nella società attuale senza condividerne i valori

o disvalori a secondo dei punti di vista?

Un uomo selvatico negli ideali anche se non nei comportamenti, può

convivere con altri uomini nella società attuale?

O ne avrebbero paura E lo isolerebbero?

Sono domande probabilmente senza risposta univoca

Nel dubbio io preferisco coltivare quel po' di selvatico che è ancora in me,

seguo ancora l' istinto, soprattutto nei rapporti personali, è ciò che

si dice "sentire a pelle", una sensazione che ci trasmette

inconsciamente la persona che abbiamo davanti, una sensazione che può

essere piacevole o sgradevole e non parlo del suo aspetto fisico,

parlo di ciò che traspare dalla sua anima,

la cosiddetta "prima impressione", cerco sempre prove che smentiscano

ciò che ho sentito durante il primo incontro, raramente le trovo, sia

nel bene che nel male.

Ascoltando l' istinto cerco di non perdere del tutto la connessione

con il mondo animale.

E tu caro lettore, hai ancora tratti del carattere o del modo di

vivere o del modo di essere che ti avvicinano al "selvatico"?

Grazie

Selvatico testo di Dede Marten
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