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Cari sogni,
vi debbo lasciare.
La disillusione ha sconfitto la vostra forza.
Il passato dileggia i ricordi e voi, poveri miei compagni di speranza, siete caduti nell'inganno di un trompe d'oleil che voleva mostrarvi ciò che non esisterà.
Non potremo mai più gioire delle nostre tradizioni, nel viaggiare attraverso gli occhi contornati dalle vie di quelle profonde rughe che ne avevano fatto le strade dei nostri amati avi. Strade che noi amavamo seguire, durante i loro racconti di sorrisi e profumo di lacrime non dette e trattenute.
Com'erano meravigliosi i percorsi tracciati dai Nonni!
Loro che non sapevano inventare una storia, ne narravano la vita.
La vita; quella povera, faticosa, conquistata esistenza dove voi, amati Sogni, donaste loro tanta speranza, da riuscire a farne sopravvivenza.
Mentori, in me, fonte naturale di coraggio.
Dovro' ora accettare il futuro, senza di voi, miei amati Sogni.
Il Nuovo, s'impone.
Tutto quel "Nuovo" che nel nostro piccolo mondo, fatto di noi, rappresentava algido quotidiano vivere, nella sua ingannevole, plastificata, trasparenza.
In quel Nuovo, non ci potremo riabbracciare perché non ci riconoscermo.
Cari, amati Sogni, forse soltanto tra le ombre della notte, la nostra adorata solitudine ci concederà d'avvicinare una conchiglia all'orecchio, rivivendo i momenti di serena gaiezza, quando ne ascoltavamo l'istrionico, teneramente soporifero, sussurro del mare.
S.