1. La fine diventa inizio

scritto da Mayuki
Scritto 2 anni fa • Pubblicato 2 anni fa • Revisionato 2 anni fa
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il primo capitolo ora pronto per tutti voi
- Nota dell'autore Mayuki

Testo: 1. La fine diventa inizio
di Mayuki

É assurdo quanto il silenzio possa essere assordante, e quanto pochi secondi possano sembrare intere ore, impensabile pensare come tutto quello che conoscevo possa essere diventato niente a causa di un solo traumatico avvenimento che avevo cercato di rimandare il più a lungo possibile, ma ora, adesso, che tutto era successo, che ogni cosa era anche fin troppo chiara sapevo e potevo sfortunatamente comprendere che ogni cosa era vera e che l'avevo persa per sempre...
Mi svegliai in un bosco, o una foresta non avevo mai capito quale fosse la differenza tra i due, ero intontita e anche molto debole, e in alcun modo mi ricordavo come fossi arrivata lì, ma in un certo senso si può dire che era una cosa positiva perché c'erano tante cose che volevo dimenticare. Camminai per diverse ore fino a che non intravidi una minuscola casucola alla fine della foresta, era carina e accogliente e nonostante le sue modeste dimensioni man mano che mi avvicinavo sentivo sempre di più che avrei incontrato brave persone che sicuramente mi avrebbero potuto aiutare. Voglio essere completamente onesta non è che avessi qualche senso speciale o abilità nascosta, era tutto un meccanismo del mio cervello che mi spingeva a proseguire anche se ormai non avevo più le forze, una specie di instinto di sopravvivenza. Arrivata davanti all'uscio feci la cosa più naturale possibile e bussai, ma non mi sarei mai aspettata una risposta del genere al mio semplice gesto, dall'altra parte della resistente anche se piccola porta di legno c'era un bambino alto quasi quanto me, che non avevo una così immensa statura, anzi tutto il contrario, aveva il viso gentile e buffo, occhi grandi, scuri e sinceri, come se non avessero mai dovuto affrontare il mondo prima, e sulla cima della sua buffa testa c'erano un paio di corna. Ora, lì per lì la cosa non mi sembrò nemmeno così assurda, d'altro canto avevo camminato per ore per una radura, che non sapevo come avevo fatto a raggiungere, dopo essere stata non so dove, quindi quella non mi parve una così grande stranezza, tuttavia il mio pensiero cambiò quando alla mia vista il buffo bambino spalancando l'uscio mise alla luce due paia di splendide e scure ali che gli spuntavano da dietro la schiena. In quel momento l'idifferenza iniziale divenne stupore, e lo stupore si trasformò in terrore, quando all'urlo del piccolo una donna anziana ancora più minuta di lui corse freneticamente a vedere cosa fosse accaduto a quello che presumibilmente era il nipote, e anche lei riportava le stesse identiche sembianze del nipotino, un paio di corna nere che su di lei parevano più robuste e danneggiate, e le ali che sul piccolo erano così splendenti e piene di vigore, su di lei erano spoglie e ingrigite dallo scorrere inesorabile del tempo.  
Non sapevo se ero più io spaventata da loro, o per qualche strana ragione loro da me, nessuno si muoveva o faceva gesti che potessero rivelare l'intenzione di fare qualcosa di cui ci si poteva pentire, e così in un'istante tutto divenne incerto e il mio sollievo mutò in stress, tuttavia avevo scordato la cosa principale di tutto questo ero assolutamente esausta e non ci misero troppo anche loro a capirlo dato che svenni praticamente sulla porta. Quando i miei occhi si riaprirono per mio immenso stupore ero in un letto, caldo e comodo e al mio fianco il piccolo angioletto mi stava bagnando la fronte con un panno, dato che nessuno dei due si accorse del mio risveglio decisi di fare finta di dormire e di ascoltare la loro conversazione per capire cosa stesse succedendo.   
"Nana? Perché abbiamo accolto questa umana, se dovessero scoprirlo verremo puniti" umana? quello fu il primo pensiero che mi balenò in mente, quindi loro non erano umani, e se non lo erano, cos'erano? Erano davvero angeli? Ero morta e mi trovavo in paradiso? A h troppe domande mi frullavano in testa quando furono interrotte dalla voce gentile della anziana: " Non preoccuparti Iru nessuno viene da queste parti inoltre, non potevamo lasciarla li fuori guardala bene si vede che è stanca e denutrita, non possiamo odiare chiunque solo perché appartenente agli umani, lo sai quanto me che non sono tutti cattivi e violenti" 
"sarà ma lei non mi convince c'è quale umano sano di mente busserebbe mai alla porta di un demone come se niente fosse, non ha alcun senso nana." demone!??? Aspetta no no no, nessuno aveva parlato dei demoni, insomma dai quella fragile e carina vechietta un demone? No devo saperne di più, devo capire. Non pensai a quale presentazione nè a chissà quali frondoli, semplicemente mi misi a sedere e mi presentai nella maniera più calma e pacata possibile: " Salve il mio nome è Yuki e vorrei sapere cosa sono i demoni e dove mi trovo se non vi è di troppo disturbo".
A quelle parole i due prima si guadarono e poi fissarono il loro sguardo preoccupato e sbalordito su di me, fu il piccolo Iru a parlare: " noi siamo demoni, creature magiche in grado di volare e sfruttare le arti arcane, e tu ti trovi nel nostro regno, la terra dei Demoni, REA."   

1. La fine diventa inizio testo di Mayuki
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