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Terra dei demoni? REA? okay ora ero davvero confusa e credo che la mia confusione era scritta sulla mia faccia dato l'anziana gentile mi chiese subito: " suppongo che non sapeva di aver attraversato il confine dalla sua espressine sorpresa, deve essersi persa povera cara"
" bhe ecco si può dire così, anche se a dirle tutta la verità la storia è molto più complicata di così" come se avesse capito il mio disagio la dolce signora mi portò una specie di tè per farmi calmare, non era insapore come al solito, io non sopportavo il tè, non solo l'acqua stessa con cui era fatto aveva un non so che di saporito, ma gli stessi fiori in infusione erano davvero particolari, non ne avevo mai visti di così prima, e ora che ci pensavo bene sulla strada per arrivare fin qui ero incappata in parecchie piante molto singolari, uniche direi però non ci avevo prestato molta attenzione al momento. Nonostante i fiori esotici quella bevanda che mi spiegò chiamarsi Iria, che nella loro lingua singnifica letteralmente, per calmare, era davvero squisita e molto dolce anche senza l'aggiunta di zucchero. Anche se mi stavo gustando appieno la mia nuova scoperta il suo entusiasmo venne interrotto quasi all'istante," nana non trattarla come fosse nostra ospite, perchè non lo è, mi sembrava di avertelo già detto ma non ci porterà altro che guai se gli abitanti del villaggio la trovano qui, sai quanto odino gli umani" Umani ancora mi suonava strano essere chiamata così, d'altronde nel mio mondo non c'erano i demoni quindi non c'erano queste tipo di distinzioni, anche se a essere del tutto onesti nonostante fossimo tutti umani forse c'erano più divisioni, discrimiazioni e differenze che qui. Comunque avevo bisogno di saperne di più e soprattutto di un posto in cui stare almeno per il momento e loro erano la mia migliore opzione, quindi tentai il tutto per tutto e decisi di fidarmi di loro, di sperare, edi raccontargli le cose come stavano veramente.
" Ascoltatetemi per favore... Non so come sono giunta fin qui e non so nemmeno perchè io sia qui, so che vi sembrerà assurdo o inventato, e so, almeno da quello che ho potuto capire che non vi fidate di me, ma io non sono di questo mondo, c'è non sono un'umana del vostro mondo, ma di un altro. So che può suonare come una follia ma dal posto in cui vengo, non esistono i demoni, almeno non in senso figurato, e soprattutto nessuno può volare o usare la magia, non nel modo in cui lo intendete voi, quindi se per cortesia mi lasciaste vivere qui con voi sol..." ma non feci in tempo a finire che venni bruscamente interrotta dalla voce di quello che non era un bambino ma una persona consapovole della situazione, " senti non so se quello che dici sia vero oppure no, quindi non dirò che ci stai mentendo per abbindolarci ed ingannarci, la mia nana per quanto anziana non è una sprovveduta non avrebbe mai permesso a una cattiva persona di entrare in casa, tuttavia, non posso lasciarti stare qui, io sono l' unico uomo di casa rimasto e se ti ospitassimo gli altri abitanti ci isolerebbero più di quanto non fanno già, quindi mi spiace ma è un no." Quelle parole mi colsero di sorpresa erano paroli forti e giuste e inaspettate dalla bocca di qualcuno di così giovane, e questo voleva dire che doveva averne passate tante, e io sapevo esattamente cosa significava. Così mi alzai per andarmene ma la signora mi fermò, " sono d'accordo con le parole di mio nipote, ciononostante non posso lasciare andare una ragazza umana da sola per la foresta a quest'ora della notte, quindi per sta notte resterai con voi, domani mattina prenderai la tua strada." Non sapevo esattamente come rispondere a tanta gebtilezza, non solo era una completa estranea ma al tempo stessa una loro nemica da quello che sapevo, e nonostante tutto mi permise di restare. Ero commossa e mi sentivo anche in colpa e tutto quello che riuscì a dire fu: "Grazie".
La mattina seguente ero triste e amareggiata eppure comprendevo il perchè dovessi andarmene, prima però di andarmene nana preparò una splendida colazione con frutti di bosco che a differenza di quelli che tutti conosco erano molto più grandi e con il doppio del sapore e non ce ne era uno che fosse un po' aspro , in aggiunta Iru mi fece assaggiare un piatto che fanno sempre la mattina per mantenersi in forze e affrontare apppieno la giornata una specie di pane molto salato che sapeva di carne ma non era fatto con essa, invece era semplicemente condito con erbe medicinali perfette per mantere il corpo forte e nutrito. Ero piacevolmente colpita non sapevo che delle erbe potessero essere così deliziose così mi feci dire da nana come fossero le erbe, magari potevo procurarmele in qualche. Inoltre aldilà dell'astio iniziale Iru fu davvero premuroso nei miei, come se quasi gli dispiacesse cacciarmi. Alla fine della colazione li salutai, li ringraziai e senza sprecare ore di luce mi diressi subito nella radura così da poter raggiungere quanto prima il territorio degli umani, infatti da quello che nana mi aveva detto se dal punto in cui mi ero svegliata il giorno prima mi fossi diretta dalla parte opposta avrei trovato un piccolo paesino umano situato proprio sul confine. Non sapevo cosa o chi avrei incontrato ma dovevo provarci e così il mio nuovo viaggio ebbe inizio.