No parking (5a parte)

scritto da Vince75
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Testo: No parking (5a parte)
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Al funerale di Chiappari Benito c'era tutto il paese.
Dopo la messa di suffragio, la triste processione si dirigeva verso il cimitero. Alle spalle del feretro la piccola, insignificante, moglie e alcuni parenti stretti; dietro tutti gli altri. Man mano che ci si avvicinava alla fine del corteo il silenzio commosso lasciava posto a leggeri brusii, che nelle ultime file diventavano commenti espliciti detti ad alta voce.
Il maresciallo Zarcone osservava la mesta sfilata. E se il colpevole non fosse stato il professore? Il Colombo non aveva confessato, anzi, ribadiva con sempre più forza la sua assoluta estraneità al delitto, e anche lui non ne era del tutto convinto: in effetti, il vero colpevole poteva trovarsi tra quelle persone.
Tornato in caserma , l'appuntato Baresi lo stava aspettando, più agitato del solito. "Guardi qui!" disse con tono eccitato. "Guardi che cosa ho trovato nella buca delle lettere!" Gli mostrò una busta sgualcita con all'interno una lettera, nella quale era scritta solo una frase:
"Che ci faceva la moglie del professore nel bosco al tramonto, proprio la sera che hanno ammazzato quel poveretto?"
"Quando è arrivata?" chiese il maresciallo.
"L'ho trovata stamattina, insieme all'altra posta"
"Facciamola analizzare subito in laboratorio, forse ci sono impronte - ma non ce ne saranno - e controlliamo le telecamere di servizio, magari ci potranno aiutare." Tirò fuori dalla tasca il pezzetto di plastica che aveva raccolto a casa Chiappari. "Aggiungi questo." Zarcone si sedette pensoso alla scrivania, tamburellando nervosamente con le dita, cercando di trovare una logica alla sequenza dei fatti.

Gli scarponcini bagnati! Improvvisamente si ricordò di quel dettaglio che lo aveva spinto a chiedere alla signora Colombo se amasse passeggiare nei dintorni, ricevendo una risposta negativa. Se la lettera anonima conteneva un minimo di verità, la moglie del professore aveva mentito: era stata in quel maledetto bosco, magari con l'intenzione di uccidere il suo amante. Decise di riflettere ancora, in attesa delle analisi sulla lettere e dei filmati a circuito chiuso. In tarda serata giunsero i responsi: nessun impronta sulla missiva e nulla dalle telecamere. Il frammento era stato identificato: era parte di una fotografia bruciata, ecco da dove proveniva quello strano odore nel soggiorno dei Chiappari. Per il giorno dopo avrebbe convocato di nuovo la signora Colombo. E l'avrebbe fatta confessare.
"Signora, lei mi ha mentito!" Il tono di Zarcone non lasciava dubbi, era più che minaccioso. La signora Colombo scoppiò in lacrime ancor prima che il maresciallo finisse la frase: con la testa china tra le mani e i gomiti appoggiati sulla scrivania, tra le lacrime e i singhiozzi, disse:
"E' vero, sono stata nel bosco quella sera, e quando ho visto uscire dal capanno una giovane donna non ci ho visto più, sono tornata di corsa a casa, ho trovato quella chiave inglese e sono tornata con l'intenzione di ammazzarlo, quel maiale; aveva detto che amava solo me, ma non era vero." Si soffiò più volte il naso. "E poi quella ragazza poteva essere sua figlia!" Si mise in una posizione più comoda, e guardò Zarcone:
"Si merita la fine che ha fatto, ma mi creda, non l'ho ucciso io!"
Il maresciallo restò basito."Ma signora, mi ha appena confessato che..."
La donna riprese vigore:"Ho detto che avevo intenzione di ucciderlo, non  che l'ho fatto! Non ci sono riuscita, ho fallito! Ho visto anche lui uscire dal capanno e mettersi di spalle, mi sono avvicinata, ma poi mi sono fermata, ho gettato la chiave nel sentiero e me ne sono andata."
L'indagine, apparentemente semplice, si stava trasformando in una matassa complicata da sbrogliare. Il maresciallo prese una decisione: 
"Baresi, accompagna a casa la signora. Ma lei non si muova dall'appartamento fino a mie disposizioni!"
"Ho capito bene? A casa, maresciallo?"
"Sì, hai capito bene. C'è un presunto colpevole in cella che presto dovremo rilasciare. Fai come ti dico, rapido!"
Rimase da solo a riflettere. Per pochi minuti. Prese il cappotto e si diresse verso il luogo del delitto; qualcosa, forse, gli era sfuggito.

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