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… come capire se un testo è stato scritto in tutto o in parte da Chat Gpt o da qualche IA affine.
In realtà, è molto semplice e, se vi piacciono le risposte sintetiche, questa è; “basta copiare e incollare il testo su un programma di IA detector che, con un certo margine di fallibilità, vi dice se e in che misura il testo è artificiale. I programmi di IA detector sono disponibili in rete gratuitamente e sono in grado di scovare i testi artificiali scritti, in tutto o in parte, con una IA. Probabilmente con le versioni più avanzate non funzionano, ma quelle sono a pagamento e la maggior parte delle persone non le usa” .
Se vi va di compiere una riflessione più articolata, può essere utile sapere che (fontii: Wired, Geopop, Agenda digitale ecc)
1. Un indizio è sicuramente il lessico: è difficile che in un testo generato da ChatGPT, Bard, Claude, ecc si trovino sfumature, doppi sensi ed espressioni colloquiali o dialettali tipiche del linguaggio umano.
2. Un secondo indizio è la sintassi: le frasi generate dall'IA sono spesso rigide e semplici e presentano una struttura ricorrente e coerente… ma anche monotona; se dopo un po’ vi vien voglia di dire “ho capito, tagliamo corto” può darsi che nel testo ci sia lo zampino di una IA .
3. Un terzo indizio è uno stile di scrittura impersonale. Uno scrittore umano cerca di movimentare e variare la scrittura per avvincere il lettore, anche a prezzo di imperfezioni. Un computer no. La IA simula, anche molto bene, le emozioni, ma non le prova. Spesso lo strumento con cui le scimmiotta è un’aggettivazione enfatica e abbondante.
4. Un quarto indizio sono le inverosimiglianze. Questo perché gli algoritmi mancano di una vera comprensione semantica e del mondo reale che genera le cosiddette “allucinazioni dell'IA”. Un umano sa (o dovrebbe sapere, certi fatti recentissimi e certe analisi sulla de- realizzazione delle proprie azioni potrebbe indurre a sfumare l’affermazione, ma non divaghiamo anche se dovremmo) che cosa è reale e cosa no. Una IA, non lo sa.
5. Un quinto indizio è che una IA non si sbilancia mai. Non prenderà mai posizioni esplicite o troppo nette su un argomento e, soprattutto, non andrà mai controcorrente, non esporrà mai tesi scomode o sgradite al potenziale lettore; anzi, o con il testo stesso o quando si interfaccerà con lui lo blandirà, cercherà sempre di essere accomodante, lo leccherà e likkierà. Del resto, voi comprereste un programma che vi dà del cretino/a?. Insomma: cuore & amore e vai con dio. Difficile trovare un horror scritto da una IA.
6. Sesto e ultimo indizio, in un testo artificiale non ci sono o quasi, soprattutto se il testo è scritto in inglese, errori grammaticali e di battitura.
Personalmente, oltre all'analisi testuale secondo i parametri di cui sopra, dò importanza a un altro indizio: se c'è il lieto fine, se il testo sembra scritto da Susanna Tutta Panna nel senso che tutto è consolatorio e finisce a tarallucci e vino e se c'è qualcuno o qualcosa che si chiama Hope (è un nome comunissimo e ho l’impressione che ciò derivi dal fatto che la IA attingeva e attinge alle fanfiction e allo young adult, dove mi dicono che ricorra spesso) è facile che il testo sia in parte finto.
Per i più curiosi: ho sottoposto i testi su AdC a un’IA detector? Certo, anche se limitatamente alla prosa. Non sempre, ma quando sentivo odore di IA... e confesso che ci ho quasi sempre preso, al netto, ribadisco, della affidabilità solo parziale del test. Ovviamente a quel punto dovevo resistere alla tentazione di dire: "limitando il commento al probabile X% scritto da mano umana devo dire che...". Ma ho sempre resistito e penso che riuscirò a resistere ancora per un bel pezzo.