Oscuri inverni nel borgo medievale

scritto da Morgana da Avalon
Pubblicato 20 anni fa • Revisionato 20 anni fa
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Autore del testo Morgana da Avalon

Testo: Oscuri inverni nel borgo medievale
di Morgana da Avalon


C’era una volta, tantissimi anni fa, oserei direi mille anni fa, una bambina. Questa bambina stava trascorrendo la sua infanzia in un vecchio borgo medievale. I suoi genitori erano sempre assenti e lei amava vagabondare per le vie del piccolo centro al pomeriggio dopo la scuola. La bambina amava fare scherzi, a volte anche pesanti. Ma non lo faceva con cattiveria, lo faceva con l’innocenza tipica dei bambini, quell’innocenza che a volte anche ferisce. Allo stesso tempo era anche molto schiva e riflessiva e le lunghe passeggiate nei boschi la portavano alle riflessioni più disparate sull’universo e il mondo. Era spensierata e pensierosa allo stesso tempo. E alternava questi due momenti.
Cresceva e cresceva sempre di più ed era quasi donna. Ma sapeva che nel suo cuore sarebbe sempre rimasta bambina. Cresceva e continuava le sue passeggiate nei boschi. Ed in quei bui tempi medievali ci si chiedeva che cosa ci faceva di tardo pomeriggio una donna sola che nel silenzio calpestava la neve del bosco. “Le donne dovevano stare in casa ed occuparsi della casa. Nient’altro. Non dovevano pensare e riflettere. E soprattutto non dovevano girare solitarie per i boschi”. La legge della chiesa non lo permetteva, soprattutto in quella parte dell’attuale Italia. E poi adesso, nei tempi della lotta dei Comuni contro l’Impero, sarebbe stato pericolosissimo. La battaglia contro il Barbarossa era imminente e si diceva che sarebbe avvenuta proprio vicino alla sua casa. Sarebbe stata la battaglia decisiva per la sorte del suo paese.
Una sera di luna piena vagando per i boschi Morgana (così si chiamava la bambina) aveva incontrato una signora anziana ma che sprigionava una vitalità incredibile. L’aveva iniziata ai segreti delle erbe ed al loro utilizzo per guarire. E visto che era spesso a casa sola, sperimentava in continuazione con le erbe e aveva appreso molti dei loro segreti e ne aveva scoperti di nuovi. Il posto dove viveva quell’anziana signora, che aveva detto di chiamarsi Viviana era stupendo. Era un luogo incantato. La sua casa era praticamente distrutta, ma era calda, ospitale, e sembrava brillare di luce propria, sembrava emanare energia. La vecchietta teneva sempre molte candele accese e, sebbene le finestre fossero distrutte, da quando lei viveva al suo interno non pioveva o nevicava mai dentro. Viviana diceva che la sua casa era il bosco e la natura e per questo aveva lasciato la casa così come l’aveva trovata. Lei stessa era parte della natura.
Morgana cresceva e continuava a seguire le lezioni di Viviana sulle tematiche più varie della vita. L’anziana signora era una persona molto saggia ma non dura. Saggia ma sensibile. Morgana cresceva e la vecchietta non invecchiava mai.
Intanto si avvicinò il giorno decisivo della battaglia. Quel giorno mentre tutta la città era radunata ad assistere allo scontro, Morgana era chiusa in casa e la vecchietta meditava nel bosco sulle sorti della “stupida umanità”. Ma aveva uno strano presentimento. Da poco era nato il tribunale dell’inquisizione e aveva visto nella sua sfera magica, cioè un lago nero lucido, nel quale ci si poteva specchiare, molte sue conoscenti scomparire. Sapeva che sarebbe toccato a lei. Infatti mentre avveniva lo scontro della battaglia alcuni uomini in tuniche da sacerdote arrivarono nel bosco magico e furono sconvolti dalla sua presenza. I sacerdoti avevano percepito l’aura di positività, di beneficio della sua stanza. Ma se ne fregavano. Dovevano compiere il loro dovere, in nome del materialismo cristiano. Erano in cinque, ma uno di essi si oppose. Venne condannato anche lui al rogo, così come l’anziana Viviana. E mentre avveniva la battaglia tra Comuni e Impero, l’Anziana Viviana moriva.
Morgana uscì di casa verso tardi ma non trovò l’Amica nel bosco. Lesse il suo messaggio e si recò nel luogo dell’esecuzione, ma ormai era troppo tardi per salvarla. Sentì solo alcune urla. Degli uomini, che non si sa come mai, parlavano inglese le urlavano: “Confess, Confess!!!” E udiva Viviana che rispondeva con grande forza d’animo “Fuck You, Fuck You!!!!!. Si chiedeva se anche lei avrebbe avuto il suo coraggio. Ma ora no, non l’aveva. Era troppo paurosa, sebbene si avventurasse sola per boschi notturni ed invernali.
Finita l’esecuzione, finita la battaglia in cui vinsero i comuni, si recò silenziosa nel bosco incantato e nella casa dell’anziana signora. Entrò e vide che la casa era sopravissuta all’incendio degli inquisitori e continuava ad emanare luce. Lei vi entrò e per un attimo ebbe la sensazione che lo spirito di Viviana fosse entrato in lei e continuasse a vivere dentro di lei. Apprese nuove tecniche e diventò crescendo sempre più saggia. Odiava l’ipocrisia ma la stessa Viviana le aveva insegnato come le due religioni in sé non entravano in contrasto, ma era l’istituzione ecclesiastica che entrava in contrasto con il Vecchio Credo. Divenne monaca, ma una monaca che celava molti, moltissimi segreti. E non temeva più nulla, dal momento che da lunghi studi e lunghe meditazioni
le avevano fatto trovare se stessa.




p.s. scusate se sovrappongo , avvicino o allontano le date storiche a mio piacimento ma è per esigenze narrative- scusate anche se invento cose che in quella data non esistevano!
p.s.s. molti piccoli eventi comunque storici vengono cancellati dai grandi eventi. Ma quali sono i piùsignificativi?
Oscuri inverni nel borgo medievale testo di Morgana da Avalon
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