Rieka:La prima aliena.
Di
Redlux
PREFAZIONE DELL'AUTORE
Caro lettore,
da qualche tempo per hobby mi diletto a scrivere racconti di fantascienza, materia che mi ha da sempre appassionato.
Quello che stai per leggere è il primo racconto di una serie si avventure dal titolo: "Rieka: la prima aliena."
Sono in assoluto uno scrittore dilettante e quindi non pretendo di avere scritto un best seller ma, spero, semplicemente un bel racconto dove si possono vivere diverse e genuine emozioni.
Premetto inoltre che il testo, non essendo passato sotto il controllo di un correttore di bozze e di un editore (mi hanno detto che il racconto meritava l’edizione ma poi mi hanno chiesto troppi soldi!) può contenere alcuni errori e forse frasi non perfettamente costruite, forse con la punteggiatura errata. Mi scuso della cosa, ma spero comunque che il tutto sia chiaro e comprensibile abbastanza da trasmettere quelle sensazioni che rendono bello ed entusiasmante leggere una storia dove non mancano sentimenti ed emozioni.
Per ultimo lascio libertà a te lettore di condividere con altri, anche duplicando il file, questo racconto. Unici vincoli che chiedo cortesemente di osservare come rispetto per le fatiche altrui, sono: il non modificare in alcun modo il testo ed il racconto e non appropriarsi e divulgare quest’opera a scopo di lucro. Qualora questo racconto fosse oggetto di interessi speculativi, essendone l'autore, voglio esserne informato immediatamente. Siate onesti, grazie.
La fantasia di un uomo è quella cosa che nessuna persona può imprigionare.
L’amore è però quella che la può trascinare dove vuole lui.
Red
PROLOGO
La guerra di conquista del re dei Tallin, Ceso, prosegue sanguinaria e cruenta contro gli abitanti del pianeta Argog. I Tallin sono una razza che ha fatto della conquista e della sottomissione di popoli inferiori sul piano tecnologico il suo scopo primario nella vita. Vivono sul pianeta Arcadia in completa unità sociale, non ci sono né nazioni né confini. Il pianeta è posto ai margini di quella che per noi abitanti della Terra è la Via Lattea, in un punto non molto lontano da noi, almeno per gli arcadiani. In questo periodo di guerra, e non è una novità per loro, sta per succedere qualcosa che comunque porterà ad un particolare contatto fra queste due razze: i terrestri, che solo teorizzano che esistano altre vite nella galassia, e gli arcadiani.
Il quadro della vicenda è il quadrante Dirme. I Tallin sono una razza molto simile a noi, se non per alcuni particolari: le orecchie appuntite in alto, un po' inclinate verso il dietro e molto attaccate alla testa, i denti canini superiori pronunciati, la particolare colorazione dei capelli in cui predomina il viola scuro ma che comprende anche il rosso e il nero, e due piccole corna sopra le tempie, di solo due – tre centimetri nelle donne, poco più lunghe negli uomini, che tendono a incurvarsi verso il dietro. Soprattutto nelle donne queste corna danno un tocco davvero particolare. Hanno anche alcuni "poteri", se così li vogliamo chiamare. Gli uomini, quando vogliono, in alcune situazioni stressanti o di paura, acquistano una forza straordinaria, che poi devono però compensare cibandosi notevolmente o con molto riposo. Le donne possono levitare e spostarsi a piacimento e scaricare, a distanza o per contatto, scariche di plasma energetico notevoli.
Questo popolo, grazie alle astronavi con motori a campo di energia che le spingono a velocità impressionanti, dette RAV, attraversano una galassia in 15 giorni, ha deciso di conquistare altri mondi meno avanzati, per espandere il suo dominio e impossessarsi delle ricchezze altrui.
I Tallin sono soliti attaccare pianeti facilmente conquistabili ma, nel loro ultimo loro tentativo di conquista a danno degli Argog, che apparentemente erano tecnologicamente a livello del nostro medioevo, si erano scontrati invece con una realtà avanzatissima. Infatti, per non deturpare il loro pianeta, la tecnologia non era evidente né nelle costruzioni né nei mezzi di trasporto: avevano mantenuto tutto al periodo pre–tecnologico. Basi, laboratori e tutto ciò che possedevano di avanzato era nascosto sotto terra. Quando i Tallin li avevano attaccati, convinti di ottenere come sempre una facile vittoria, si erano trovati davanti ad un nemico coriaceo ed alla pari. La guerra era divenuta subito sanguinosa e poi lunga, molto lunga. Così, come in tutte le guerre, la popolazione su entrambi i pianeti pativa fame e disagi, anche perché alcuni raid degli Argog erano arrivati su Arcadia provocando notevole distruzione e molti, molti morti. Alla fine i bollettini di guerra erano mere registrazioni di morte e distruzione. Ma il peggio doveva ancora arrivare.
Gli Argog terminarono quella che loro pensavano fosse un'arma risolutiva: la macchina del tempo. Questi presero di mira la famiglia reale e andarono indietro nel tempo di 49 anni, quando Ceso era poco più che un lattante, con lo scopo proprio di uccidere il futuro re. Pensavano così di bloccare quel sovrano violento, ponendo fine alla guerra. Ma qualche cosa, quando l'inviato Argog riuscì ad arrivare al bambino e cercò di rapirlo, provocò una reazione imprevista. Probabilmente uno sbalzo temporale, causato dall'anacronismo del contatto tra le due persone di diverse epoche, creò un tunnel iperspaziale nella fase del tempo, una voragine temporale che collegò quel giorno fino alla data di partenza del viaggio stesso, collegandosi alla macchina del tempo. La macchina, che richiedeva per funzionare moltissima energia, si sovraccaricò e fece sparire quasi metà del pianeta in un'esplosione di energia gigantesca, che prolungò in avanti nel tempo il tunnel di ben 152 anni. Una voragine temporale di 201 anni risucchiò il bambino e il viaggiatore del tempo, sparandoli dal passato al lontano futuro.
Essendo sparito dal passato, il re e anche la figlia ventenne Kamy che, benché donna, combatteva in modo particolarmente violento, sparirono anche dal presente lasciando il vuoto nella monarchia arcadiana. A causa dello scompenso dei fatti di cui anche lei faceva parte, svanì anche la moglie e nessuno riuscì mai a capire cosa le fosse successo e dove potesse essere. L’esplosione del pianeta Argog inoltre, portò all’annullamento di centinaia di migliaia di soldati e qualche centinaio di astronavi, impegnate nei combattimenti. Questa tragedia ovviamente portò alla fine della guerra: gli Argog non esistevano più, come non esisteva più il loro pianeta ridotto ad una gigantesca roccia simile ad una mezzaluna. Gli arcadiani si ritrovarono senza il 90% delle astronavi da combattimento e molti meno uomini e donne, periti nell’esplosione. Il pianeta Arcadia restò così sguarnito, con moltissime città distrutte e i mezzi di sostentamento assai ridotti a causa dei raid subiti. Ovviamente i pianeti conquistati, pur non infierendo sul nemico morente, ne approfittarono per liberarsi dei Tallin, obbligandoli, spesso in modo violento, a tornare a casa.
Quella situazione fece molto riflettere quel popolo, lasciando posto a chi di quella politica non ne aveva mai condiviso le idee. Per recuperare la loro civiltà, ricostruire tutto e salvare la vita su quel mondo, si promosse con veemenza l’unità degli sforzi e la ricerca della pace. Quello che seguì da quella politica fu fondamentale. Tutto cambiò radicalmente, e da pianeta guerriero, Arcadia si trasformò nei decenni successivi in un pianeta unito, pacifico e ricostruito. Infatti, l’incredibile successo dovuto all’unità di intenti, alla cooperazione e all’altruismo, spronò particolarmente questa nuova società ad ampliare ulteriormente tale politica. La collaborazione portò a sviluppi rapidi e insperati. In meno del previsto tutto era ricostruito, anche le astronavi. Questa volta però, la flotta era composta non più da sole navi da guerra, ma principalmente da navi per l’esplorazione e il soccorso ad altri pianeti. Questo cambiamento portò quelli che erano i vecchi pianeti conquistati a riunirsi ad Arcadia, questa volta per istituire una coalizione pacifica, volta al miglioramento e alla difesa da altri popoli che potevano essere come i “vecchi” arcadiani. Tutto questo portò alla condivisione delle conoscenze con un conseguente sviluppo tecnologico impressionante.
Da conquistatori, i talliniani, divennero esploratori e, grazie alle innumerevoli missioni, iniziarono a perlustrare la galassia in lungo e in largo, non sbarcando mai, però, sulla Terra. Quello che li ha da sempre tenuti lontano è quello che succede sulla terra oggi. I terrestri non hanno sviluppato nessuna politica pacifica e si ritrovano, nel 2150, in una situazione disastrosa.
Invece di investire nella ricerca per conoscere e scoprire, i terrestri hanno cercato solo il guadagno personale, portando la terra vicino al collasso, quindi lo sviluppo tecnologico e la stessa società non sono progrediti. Così, secondo l'etica di non intrusione che gli abitanti di Arcadia hanno sviluppato e sostenuta dal successore dello scomparso re Ceso, in pianeti classificati “no spazio” o ostili, cioè non ancora in grado di viaggiare liberamente nello spazio o composti da popoli belligeranti che potrebbero usare la tecnologia per distruggere, gli arcadiani ci hanno tenuti monitorati ma non si sono mai fatti vedere.
Ma le coincidenze e la casualità a volte giocano brutti scherzi.
VIAGGIO DI ESPLORAZIONE
Fino ad oggi, gli arcadiani sono rimasti all’oscuro di quello che può avere causato il disastro nella guerra contro gli Argog, la sparizione del re e di altri personaggi della sua famiglia avevano fatto teorizzare che qualcuno avesse modificato la linea del tempo, ma di prove concrete non ce n’erano, almeno proprio fino ad oggi: l’anno 152 dalla fine della guerra. Oggi è infatti il giorno in cui il tunnel spaziale del tempo arriva e si apre a tre metri circa d’altezza, nel mezzo di una strada nella periferia della capitale di Arcadia, Cleo. I due “trasportati”, l’argog con il piccolo Ceso ancora stretto fra le braccia, vengono fatti cadere violentemente fuori da quella specie di buco nero dal diametro di un paio di metri sotto gli occhi terrorizzati dei passanti. Purtroppo quell’ultimo esponente della sua razza, l’argog, urta violentemente il capo sul selciato, segnando così la completa estinzione del suo popolo. Ma nel suo ultimo gesto di compassione, stringe a se il piccolo Ceso proteggendo il bimbo dalla caduta.
Preso in considerazione il caso, eseguiti i rilevamenti con varie apparecchiature, esaminati tutti i dati, rapidamente le autorità capiscono cosa sia successo e chi siano i due arrivati da quel tunnel. Ora la storia arcadiana ha una risposta esauriente ai fatti di 152 anni prima e ha di nuovo, anche se ancora in fasce, il suo vecchio re. Adottato dall’attuale famiglia reale, Ceso viene cresciuto con la nuova filosofia di vita dei Tallin, ormai ben radicata in quella progredita società.
Passano rapidamente vent’anni e, l’orami uomo Ceso, è persona pacifica e sensibile, e si sposa con una bella ragazza Tallin di nome Urami. Per diritto, inoltre, a quell’età gli viene restituito il regno che aveva perso suo malgrado. Su Arcadia infatti il diritto reale, se tolto per motivi di forza maggiore, viene restituito una volta che la persona ha nuovamente la possibilità e le qualità per governare.
Non passa un anno, dopo il matrimonio della coppia, che nasce Rieka, figlia che dona immensa gioia ai due.
Ceso e Urami crescono quell’unica figlia viziandola non poco e facendola sentire sempre parte integrante della famiglia. Non se ne separano mai e la portano con loro ovunque e, proprio per questo motivo, Rieka, a dieci anni, vivrà una storia molto particolare e, purtroppo, pericolosa.
Tutto comincia quando, molto lontano da Arcadia, l'astronave Subpol è in esplorazione nel quadrante Tool in cerca di pianeti con forme di vita. Il comandante sconsolato ad un certo punto esclama: “Questo quadrante non sembra essere molto abitato. Non abbiamo trovato ancora niente.”
Primo ufficiale: “Passo all'analisi del sistema solare nel settore 6 8 8 per vedere se ci sono dei pianeti classe A.L.S.”
Secondo ufficiale: “Sembra di sì, il secondo, il pianeta Rid, ha caratteristiche A.L.S.”
Il comandante si entusiasma alla notizia: “Attivare sensori di profondità! Vediamo cosa c'è sotto l'atmosfera.”
Secondo ufficiale: “Confermo, presenza di vita umanoide, con civiltà apparentemente di sesto livello.”
Il comandante è stupito: “Già molto sviluppati. Prima di metterci in orbita eseguiamo un controllo accurato per evitare di essere rilevati da un qualche loro satellite. Avviciniamoci lentamente e attiviamo l'occultamento sensoriale.”
Primo ufficiale: “Riscontrata la presenza di satelliti attorno al pianeta. I sensori rivelano comunque solo sulla superficie un notevole sviluppo di veicoli a levitazione con tecnologie addirittura di settimo livello. Strano, però, che non ci siano hangar per astronavi, vista la tecnologia che hanno sviluppato.”
Capitano: “Cerchiamo di consultare i loro archivi storici elettronici e vediamo di capirci qualche cosa. Rimaniamo molto distanti però.”
Dopo un frenetico lavoro del gruppo di comando per regolare i sensori, questi rivelano qualche cosa che sconvolge la mentalità pacifica degli arcadiani: quel mondo è coinvolto in una guerra razziale ormai da decenni e la violenza di quella guerra è arrivata al punto di avere ridotto il numero delle razze che lo abitano a due, che occupano circa le due metà del pianeta, gli Anusi e gli Isuna. Queste, comunque, non hanno ancora capito quanto sia inutile farsi la guerra e continuano a spendere ogni risorsa per cercare di vincere quella lotta fratricida. Il motivo della lotta? Il più classico della storia, e possiamo dire anche dell'universo: il potere.
Il capitano passa dall’essere eccitato all’essere sconsolato: “Ecco perché non c'è stato sviluppo della ricerca nello spazio. La guerra ha assorbito ogni risorsa. Sono decenni che costruiscono solo armi, satelliti spia, sonde e veicoli militari. Certo che è un modo stupido di concepire la vita, fare figli solo per farseli ammazzare dai laser. Registriamo tutto e allontaniamoci, prima che si accorgano di qualche cosa, possono avere dei tipi di sonde che noi non rileviamo. Ufficiale tattico, niente da segnalare?”
L’ufficiale tattico consulta gli strumenti e risponde: “No. Solo una lieve distorsione nella gamma delle onde LIN, sembra probabilmente dovuta alla stella di questo sistema.”
Interviene il primo ufficiale: “Registrazioni eseguite. Mando la comunicazione al centro per le ricerche della coalizione via iperspazio.”
Capitano: “Va bene. Spedisci tutto e andiamo via.”
Già, solo una piccola distorsione su quelle onde, le Lin, che la Subpol usa per sondare i pianeti. Almeno così sembra, solo una distorsione. Infatti, anche se la tecnologia degli arcadiani non teme confronti, come aveva pensato il capitano, il popolo guerriero degli Anusi, una delle due fazioni del pianeta Rid, ha appena sviluppato una sonda che sfrutta una radiazione emessa dal sole di quel sistema ancora sconosciuta ad Arcadia e alla coalizione, irrilevabile quindi ai loro strumenti. Questa sonda è di una efficacia non facilmente immaginabile. La radiazione che usa oltrepassa facilmente scudi di energia e quant'altro e, come non bastasse, è difficilmente rilevabile proprio perché in quel sistema è naturale come le onde dell’acqua lo sono nel mare. Chi ci avrebbe mai fatto caso quindi? Ma queste radiazioni hanno, come proprietà un ritorno o eco che, se letto nella giusta maniera, può anche riferire quello che su un'altra nave spaziale viene detto!
Quello che ora è stato innescato avrà drastici sviluppi. Sì, gli arcadiani per quanto attenti e scrupolosi, visto il grande rispetto che hanno per la vita e il loro non voler influire sulle popolazioni di altri pianeti, questa volta hanno, su quel mondo, influito in un modo inverosimile. E non solo su quello.
Infatti, a loro insaputa, sul pianeta Rid, al momento dell'avvicinamento, nel settore in mano al popolo Anusiano, al Centro rilevazioni spaziali per la difesa, il primo radarista esclama: “Rilevo la presenza di un oggetto non identificato in avvicinamento dallo spazio.”
Il responsabile del centro si allerta subito: “Esaminalo e vedi se è una meteorite o una sonda degli Isuna. Vediamo di cosa è capace questa nostra nuova sonda.”
Il primo radarista trasale: “Allarme comandante! Non è una meteorite, ma un'astronave da combattimento, enorme, sconosciuta e sembra pesantemente armata! È a zero cinque Pac dal nostro pianeta, protetta da un non ben chiaro sistema di energia. Forse un occultamento.”
Il responsabile del centro radar, dopo aver guardato il monitor dove, man mano che arrivano dati dalla sonda, si forma l'immagine dell'astronave, è terrorizzato dalla scoperta, pensando si tratti di un imminente assalto dei loro secolari nemici o di forze aliene. Immediatamente si mette in contatto con il comitato di attacco, riunito per discutere tattiche di guerra e presieduto dallo stesso dittatore degli Anusi, Kotba.
“Siamo entrati in allarme di primo livello pronti con tutte le armi. Probabile attacco dallo spazio da parte di una astronave sconosciuta vicino al nostro pianeta.” Esclama il responsabile del centro.
Il primo generale del comitato: “Sicuri di quello che dite? Un'astronave? Che sappiamo noi, gli Isuna non hanno mai costruito astronavi. Solo piccoli veicoli per l’orbita, come noi d’altronde.”
Il responsabile conferma: “Invece lo è. Forse è aliena, non sappiamo ancora molto. Grazie alla nuova sonda IGB in orbita, stiamo comunque riuscendo ad esaminarla. È lunga circa 1239 lap larga 721 e alta 480. Altre informazioni le avremo a breve.”
Il primo generale del comitato continua: “Il supremo comandante Kotba è qui presente e ha udito tutto. A breve avrete notizie sul da farsi.”
Il primo radarista avverte inaspettatamente: “Attenzione l'astronave si sposta, sta virando, si allontana! Sì, confermo sì.... È sparita ad altissima velocità. Sì... sì... confermo, è sparita. Penso che non fosse un'arma degli Isuna ma un velivolo alieno, forse in esplorazione.”
Il generale del comitato si ricollega avendo udito il tutto: "Forse era un'astronave spia. Comunque i dati raccolti possono esserci molto utili. La loro tecnologia è molto più avanzata e ci può tornare utile per difenderci da loro, e perché no anche nella nostra guerra. Bel lavoro ragazzi! Fateci avere tutti i dati raccolti, anche se parziali dovranno essere esaminati accuratamente."
Cominciarono così a studiare quei dati che, al momento, erano per loro incomprensibili e incompleti. E magari fossero rimasti tali, così gli anusiani non avrebbero potuto fare gran che di quella roba! Ma gli arcadiani si rivelarono involontari complici di ulteriori sviluppi. Infatti di li a poco li aiutarono a completare quei dati.
UNA GITA PERICOLOSA
Arcadia, palazzo reale. Il re Ceso, come di consueto, appena svegliato, consulta il suo rullino giornaliero degli impegni che di certo, visto il ruolo che ricopre, sono molti. Ma nel consultare il suo palmare legge qualche cosa che lui accoglie sempre di buon grado: l'astronave da esplorazione Subpol ha trovato nel settore Tool un nuovo pianeta abitato. Ma come fa di consueto, anche se il riunire il comitato delle ricerche per sapere quali dati sono stati raccolti, decidere cosa fare, cioè se è il caso di contattare o no quella popolazione, monitorarla o altro, per lui è molto importante e stimola enormemente la sua curiosità, prima si intrattiene un po' con la famiglia. Si alza e si prepara insieme alla moglie, la regina Urami. Urami è una bella donna dagli occhi verde smeraldo, capelli viola scuro, lunghi fino alle spalle, alta sul metro e ottanta, longilinea, alla linea ci tiene molto e la cura in modo quasi ossessivo, età paragonabile ai nostri 40 anni, e in questo caso ci tiene molto a non farlo sapere, come poi tutte le donne. Urami insieme alla piccola Rieka, come dicevo prima, segue quasi sempre il marito nei suoi vari impegni. Dato che questo è proprio uno di quelli, Ceso chiama subito la prediletta figlia, che a 10 anni è già un peperino. Questa come si sente chiamare dal computer di palazzo si precipita dalla sua stanzetta, chiamiamola così una stanza di quasi 30 m3, a quella dei genitori, saltando fra le loro braccia ansiosa di iniziare una nuova giornata di gioco e di scoperte.
Infatti questa piccola rivela già adesso una forte propensione per le novità, vuole scoprire, capire e sapere, anche se lo studio non è proprio il suo forte. Le piace molto, e questo invece ai genitori non piace affatto, girare con le astronavi, e il suo sogno sarebbe comandarne una, e pilotare. Già adora, manco a dirlo, guidare gli spider per bambini, che sono tipo motociclette ma a levitazione: non hanno ruote.
I genitori vorrebbero che la loro figlia da grande diventasse una "gran dama di corte", infatti sarà regina e suo marito re, invece molte volte si rivela una "monellaccia", usa, ad esempio, le armi laser giocattolo, che danno piccole scosse a chi viene colpito, per fare impazzire i vari addetti ai lavori del palazzo. Inoltre corre salta e gioca tutto il giorno. Insomma: ha un carattere irrequieto. Proprio vista questa sua indole, per accontentarla ma anche per non lasciarla sola, quando può il re porta anche lei nei suoi viaggi, orgoglioso anche di presentare la sua bella famiglia a tutti. Questa è tra l’altro una cosa a cui i Tallin tengono davvero molto. Rieka così è divenuta la mascotte di corte e ormai tutti la chiamano affettuosamente Kay.
Ormai alla riunione del comitato delle ricerche sono pervenuti dalla Subpol i dati del nuovo pianeta e, sopraggiunto anche il re, si comincia a discutere il da farsi. Discussione che visto i dati è praticamente a senso unico.
"Di sicuro una popolazione così belligerante e guerrafondaia non deve essere contattata." Esclama Nabor un soledano molto ligio alla normativa della coalizione.
"Condivido. Sicuramente userebbero le nuove tecnologie solo per prevalere sui loro nemici. Potrebbero anche rapidamente costruire astronavi e diffondere la guerra di conquista in altri mondi." Replica Kmas un arridiano.
"Sì, non c'è dubbio che popolazioni così non devono essere contattate, come previsto dalla legge. È meglio tenersi a distanza e monitorare gli sviluppi, sperando che la situazione cambi. – Conferma anche Ceso che acceso l'interfono al plasma collocato sul tavolo, chiama la sua segretaria personale – Inosi, contatta mia moglie e digli che si prepari: io, lei e Rieka andiamo a fare un viaggetto. Voglio prelevare altri dati e capire meglio la situazione."
Già, il re un po' stanco degli ultimi impegni decide, approfittando dell'occasione, di fare un poco di vacanza con tutta la famiglia andando a vedere di persona quel nuovo pianeta e se è il caso di piazzare delle sonde di rilevamento.
Inutile dire come Rieka fosse più che felice di fare quel viaggio, viaggio che trascorre correndo su e giù per la nave e a chiedere, disturbando un po' tutti gli addetti al lavoro, a cosa serve questo o quello. Ma anche a fare scherzi e a chiedere al padre quando anche lei avrebbe potuto comandare una nave come quella, se poteva usare le sonde, il traduttore globale eccetera: un terremoto.
Una volta arrivati nei pressi del pianeta Rid dopo 2 giorni di viaggio usando la velocità rav12, quasi al massimo, Ceso consulta il monitor e alcuni dati sulla plancia di comando della nave e ordina: "Non avviciniamoci troppo al pianeta, non corriamo rischi inutili. Appena le sonde sono in grado di lavorare fermiamoci e occultiamoci."
Timoniere: "Ok. Eseguo. Posizione fissa a 500000 mila Inn . Nave occultata."
Ceso: "Stiamo qui e godiamoci lo spettacolo di questo sistema solare. Intanto sondiamo il pianeta. – dice riferendosi a quel particolare sistema planetario e a quel variopinto pianeta. – Anzi, tanto che ci siamo, analizziamo la stella di questo sistema. Mi sembra unica nel suo genere."
Ma quella astronave arcadiana non era affatto abbastanza lontana, come non era affatto abbastanza occultata, come non lo era stata neanche la Subpol.
Sul pianeta Rid infatti il primo radarista di una base di controllo attiva l'allarme: "Allarme nel settore 78, di nuovo un oggetto di grandi dimensioni si avvicina a noi! Ora si e fermato! È molto lontano ma la sonda Igb riesce ancora abbastanza bene ad analizzare tutto l'oggetto."
Il responsabile: "Sai ancora di cosa si tratta? È un'altra astronave?"
Il primo radarista risponde: "Non lo so ancora. Se rimane li ancora un po' però riuscirò a raccogliere abbastanza dati da poter conoscerne ogni nanomin dentro e fuori, e anche sapere chi c'è a bordo."
Responsabile: "Fa un buon lavoro e non ti pentirai, stiamo per cambiare la storia del potente popolo Anusi e tu ne farai parte. Se la cose stanno come penso… Se è una astronave informami subito dell'equipaggio!"
Primo radarista: "Ho quasi finito. Comunque si tratta di una astronave similare a quella che abbiamo visto 8 giorni fa. All'interno ci sono 210 esseri umanoidi, sia grandi che 4 piccoli, probabilmente sono bambini. Sembra, anzi, è pesantemente armata. Altri dati arrivano fra poco."
Responsabile: "Come pensavo! Anche se armata non è una nave da guerra, ma da esplorazione o cose simili. Nessuno porta i bambini in guerra o si ritira davanti ad un nemico meno potente coma ha fatto quell'altra."
Primo radarista: "Ho dell'altro. Ho alcune loro trasmissioni radio e sono riuscito a registrare alcune loro conversazioni. A capo della nave c'è addirittura il re del loro popolo, un certo Ceso, insieme alla famiglia, la moglie Urami e la figlia piccola, Rieka. Si sono appena scambiati dei saluti con il loro pianeta, vengono dal pianeta Arcadia."
Il responsabile è più che soddisfatto delle informazioni: "Tutto molto interessante. Una gita di piacere. E a noi un grosso piacere questi misteriosi esploratori ce lo hanno fatto. Si, oggi la storia cambierà e in nostro favore. Chiamate subito il sovrano supremo Kotba"
Sulla nave reale Tal–sov, così si chiama l'astronave arcadiana sulla quale viaggia Ceso, intanto l'ufficiale tattico mette al corrente il re che: "Continuo a ricevere dei disturbi sulle onde Lin che mi impediscono un corretto sondaggio. Sto cercando di individuare la radiazione e compensare ma non ci riesco. Sono troppo forti e penetrano dappertutto."
Il Re non vuole troppe scuse: "Continui, scopra di cosa si tratta, magari scopriamo qualche novità importante."
Ufficiale Tattico: "Sono onde sconosciute che vengono irradiate dalla stella centrale, delle onde radianti particolarmente alte che mutano attraversandoci in una frequenza sempre diversa. Oltrepassano e attraversano ogni cosa anche i nostri scudi. Questa energia merita di essere analizzata, magari potrebbe essere utile. Comunque non è dannosa per noi."
Ceso: "Bene, fa tutte le registrazioni del caso e mandale al centro delle scienze su Tolonai. Almeno il viaggio non è stato inutile: qualcosa di nuovo lo abbiamo scoperto!"
Ufficiale Tattico: "Il comitato delle scienze cosa ha deciso riguardo al monitorare questo pianeta? Dobbiamo lasciare qui delle sonde?"
Ceso: "No, la loro tecnologia è troppo avanti, se le rilevassero e scoprissero come funzionano potremmo influire sulla loro tecnologia. Probabilmente torneremo in un prossimo futuro per vedere gli sviluppi della situazione, sempre che ci sia ancora qualcuno da vedere!"
Dopo un giorno circa di frenetico lavoro, la Tal–sov riparte e si allontana lasciando tutti contenti, si proprio tutti. Gli arcadiani per i dati raccolti ma anche, purtroppo, gli anusiani che con un intero giorno di sondaggi hanno potuto conoscere e memorizzare nei loro archivi ogni centimetro della nave arcadiana.
UNA FESTA FINITA MALE
Così, il passare del tempo rivelò come quel primo contatto con gli anusiani fu drammatico per quel pianeta. Nei successivi 10 anni, infatti, dato anche che gli arcadiani decisero di non tenere monitorato quel pianeta e quel quadrante poco popolato, gli anusiani riuscirono a studiare e a riprodurre la maggior parte della tecnologia arcadiana compresi gli schemi dei motori, delle astronavi e degli armamenti. In soli 2 anni acquistarono così una supremazia enorme sui loro nemici giurati, gli Isuna, che sterminarono quasi completamente con le nuove armi e le astronavi che cominciarono a costruire. I pochi superstiti rimasti furono poi resi schiavi. Costruirono altre astronavi alle quali, applicando le proprietà della sonda Igb appropriatamente modificata, potevano letteralmente sparire da qualsiasi sistema di rilevamento e alla vista. Con questo sistema di occultamento inoltre non potevano essere colpite dalla maggior parte delle armi convenzionali a raggi, mentre loro potevano sparare a volontà, anche se solo missili. Questa tecnologia, sconosciuta a tutti gli altri sistemi, diede agli anusiani una enorme supremazia militare che li spinse subito, vista la loro cultura e indole militaresca, alla conquista di altri mondi di quella che ora definivano la ‘loro galassia’. Con quelle armi, astronavi e grazie anche ad una efficace tattica, non ebbero difficoltà ad avere la meglio su molti mondi, distruggendo le loro flotte, sfruttando soprattutto l'elemento sorpresa. Ora però la minaccia si sta avvicinando ad Arcadia.
Su Arcadia, a differenza del pianeta Rid, in questi 10 anni, si è continuato a vivere pacificamente, a consolidare la Coalizione dei pianeti e a scoprire nuove razze che abitano vari sistemi solari del loro e di altri quadranti. Giusto per la cronaca, continuano anche a monitorare noi terrestri e a pensare, visto l'approssimarsi della nostra estinzione a causa dell'inquinamento e della manipolazione genetica incontrollata delle piante, se sia il caso di effettuare un probabile intervento per salvarci. Sembra che da oggi, il 2192, arrivare al 2200 sia davvero molto improbabile. La famiglia reale continua a gestire egregiamente, grazie ad uno staff di uomini e donne geniali, detto consiglio dei maestri, il tutto. Pace e armonia regnano sovrane in quel sistema.
Anche la piccola Rieka ovviamente è cresciuta, studiando nelle migliori scuole, giocando e, visto che è un'amante della musica, soprattutto quella un po' movimentata, possiamo dire anche ballando molto. Qualche anno fa, a 16 anni, età necessaria per la legge, con sua grande gioia ha guidato il suo primo Jecod: potente moto a levitazione e tre reattori ad idrogeno compresso, due sono posti ai lati dietro la moto e uno davanti collegato al manubrio: veicolo capace di prestazioni impressionanti. Nel caso di chi ha una età così giovane viene ovviamente limitata nella potenza. Lei con la massima disinvoltura, dopo poco tempo di "scuola guida", ha cominciato a sfrecciare per la città e non solo, tenendo così un po' in apprensione soprattutto la regina, sensibile e attaccatissima alla figlia. Non solo, a quell'età è già da due che le donne Tallin hanno lo sviluppo fisico che finirà fra tre. Tra le altre cose alle donne cadono le prime corna, più piccole, e crescono quelle da adulta, causando emicranie non piccole. Inoltre sviluppano i "poteri" che vi ho menzionato all'inizio: volo e scariche di plasma energetico. Per di più, essendo ormai donna, la bellezza di Rieka comincia a non passare più inosservata ai giovani tallin coetanei. Sì, in poco tempo Rieka, ormai oggi diciannovenne, non è più una bambina giocherellona ma una ragazza alta, proporzionata, un fisico veramente invidiabile mantenuto anche grazie all'esercizio fisico che fa, come la mamma è fissata con la linea, insomma come diciamo noi terrestri: con tutte le cose a posto. Ha lunghissimi capelli viola, occhi azzurro cielo e decisamente uno sguardo penetrante, viso fine e un sorriso che metterebbe di buon umore anche il più depresso del mondo, carattere esuberante e gioioso. Per dirle tutte, le piace anche vestire alla moda.
Il padre vede in tutto questo un problema più che una virtù, in quanto, anche se orgoglioso di avere una figlia così graziosa, sa che quella bellezza porterà problemi. Infatti anche se le rispettano molto più dei terrestri, agli uomini Tallin le donne piacciono e parecchio e sono disposti a tutto pur di conquistarle. In caso di contrasti non è raro che si arrivi alle scorrettezze più basse per figurare sopra gli altri. Nell'antichità non erano rari i duelli, dove ci si scambiavano delle "legnate" notevoli, anche se questi duelli non erano mai mortali. Pensate che alcune di queste usanza sono ancora in voga su Arcadia. Il re Ceso si rende conto che anche se è vero che molte donne Tallin sono bellissime, di belle così e con quel carattere monello e sbarazzino che conquista non poco, si può aggiungere anche che è una principessa, non ce ne sono molte. Tutto questo garantisce frotte di conquistatori da ogni dove.
Basta notare quando arriva e ferma la moto che tanto ama guidare, vestita all'ultima moda: un caratteristico geral, un tipico abbigliamento che va tanto fra le giovani Tallin, composto da: short, un pantaloncino molto corto, reggiseno a fascia con bretelle a canottiera, quasi un top, e stivaletti alti quasi al ginocchio. Pistola laser legata alla coscia, altra strana moda arcadiana. Le armi così portate difatti hanno fatture eleganti e particolari artistici, usate solo per dare ‘un certo non so che a chi le indossa. A quel punto, quando scende dalla jecod, si toglie il casco, libera i suoi lunghi capelli che si appoggiano dolcemente sul viso fino giù a più di metà schiena, e saluta sorridente con il suo “ciao ragazzi", i "ragazzi" a quella visione fanno gli occhi grandi e languidi. Il cuore quasi si ferma e diventa della consistenza di un budino. I sentimenti invece diventano forti e gli amici non sono più amici, ma guerrieri disposti a tutto pur di riuscire in qualche modo a fare breccia in quel cuore.
Il fatto curioso è che comunque lei, a parte una storia poco importante finita in meno di due anni, ora non ha ancora un vero ragazzo fisso, a parte uno che gli piace parecchio, ma che sta tardando un po' troppo a concludere. Infatti questo ragazzo, molto bello ma ne parleremo dopo, indugia nel dichiararsi per non legarsi troppo presto. Questo lo rende un po' troppo lento nell’agire e ambiguo, cosa che ovviamente non piace troppo a Rieka.
Arriviamo ad oggi, giorno in cui per Rieka tante cose stanno per cambiare. Infatti quella di oggi per Rieka è sicuramente una delle date più importanti: è il compimento dei suoi 20 anni. In questo giorno si terrà per lei la festa della maturità. Questa festa è importante e particolare per diversi motivi. Innanzi tutto lei diventa maggiorenne, quindi indipendente e considerata responsabile dalla società arcadiana. Essendo principessa, è poi per questo che si tiene una festa in suo onore, viene presenta ai sudditi come colei che succederà, eventualmente insieme al marito, sul trono di Arcadia a suo padre. Infatti da questo momento in poi potrà anche governare il pianeta: oggi lei acquista i poteri di regnante e potrà comandare in base alle necessità anche astronavi ed eserciti. Inutile dire che, a causa anche della giovane età, lei più che avere a che fare con cose politiche vorrebbe pilotare una nave spaziale per viaggiare con le amiche su qualche bel pianeta e divertirsi. In ultima cosa, da non dimenticare, secondo le loro usanze ora si potrà anche sposare. E questo fa nutrire in lei una certa speranza per quel che riguarda l'attuale ragazzo che sta corteggiando.
La festa di presentazione o, detto in Arcadiano, del Nion, si tiene nel palazzo reale. C'erano, ovviamente, tutte le tv principali del pianeta e l'emozione per molti era enorme: finalmente c'era un successore al trono. La madre di Rieka, Urami, ovviamente era in lacrime dalla gioia e dall'emozione intanto che assisteva ai preparativi della figlia. E i preparativi di quella festa, che si tiene così di rado, erano stati davvero enormi. Anche per Rieka la cosa era stata abbastanza stressante. Prima di tutto avrebbe dovuto fare un breve discorso di presentazione davanti a miliardi di persone, fra quelle presenti e quelle collegate via TV. E poi c'erano da provare i vestiti le acconciature... Insomma: per un po' niente amiche, giri in moto e stereo a palla. Comunque si faceva coraggio e sopportava anche perché, come detto prima, lei era innamorata persa di un bel ragazzo tallin, un certo Zoges. Alto un metro e ottantatrè, capelli bordò, occhi penetranti scuri, muscoloso quanto basta, fa palestra regolarmente, con quell'aria proprio da macho insomma: un tipo in grado di far girare la testa a qualsiasi ragazza e Rieka è proprio una di queste. Lei pensava che, visto questo speciale avvenimento che dava ai due la possibilità di cominciare a pensare ad una eventuale relazione seria, Zoges si sarebbe finalmente fatto avanti ufficialmente dimostrando così una certa maturità e serietà. Lei almeno lo sperava molto, almeno chiedere di essere la sua ragazza ufficiale o dirle anche un semplice ti amo, che lui non le aveva mai detto, sempre per lo stesso motivo di prima. C'è da dire che questo ragazzo, in realtà, stravedeva per lei. Le aveva addirittura fatto delle belle foto, una sua passione, e gliene aveva regalate diverse, e lui amava ogni tanto riguardarsele. Alcune se le portava sempre con sé sognando ad un futuro al suo fianco, ma, visto che anche molte altre gli facevano la corte, titubava molto. L’essere cosciente di essere un bell’uomo lo faceva infatti essere un dongiovanni e voleva godersi il successo prima di impegnarsi seriamente: questo era uno dei due difetti che a Rieka piacevano veramente poco. Le faceva capire di amarla con piccoli gesti, ma poi si tirava sempre indietro quando era ora di dichiararsi: voleva continuare a sentirsi ancora libero di scegliere, diceva lui, non si sentiva sicuro. Insomma giocava sui sentimenti di Rieka sicuro del suo fascino. Che crudeltà da parte di questo ragazzo centellinare un sentimento così profondo come l’amore di quella donna per lui.
Altro problema da non sottovalutare era la sua irascibilità che lo portava di tanto in tanto a commettere qualche stupidaggine. Rieka si sentiva angosciata da questa situazione: molte volte aveva pianto amaramente a causa di quell’atteggiamento, ma lui, poco sensibile, non cambiava condotta. Lei, testarda e innamorata, però sperava molto che con il tempo cambiasse.
Arriva la serata della festa. Tutti i presenti attendono con ansia il momento in cui la principessa sarà ufficialmente presentata. Lei è estremamente tesa, vorrebbe prendere la moto e andarsene, ma è inutile: il copione va rispettato. La sala dei convegni del palazzo reale, una sala enorme capace di contenere più di tremila persone, è gremita e Ceso sale sul palco e da inizio alla celebrazione. Dal caos dovuto al gran numero di presenti che parlano le più svariate lingue della galassia, al silenzio, passano solo pochi secondi. Le luci che illuminano a giorno quella grande sala si abbassano per creare la giusta atmosfera e portare l’attenzione di tutti i presenti sul palco. Ceso è li e da inizio alla cerimonia vera e propria. La tensione e l’emozione di tutti è alta. Dopo un breve discorso di rito sulla storia e sugli sforzi fatti dalla coalizione dei pianeti per la pace nei vari mondi li rappresentati da molti capi di popoli e razze, arriva così il momento in cui il re presenta ufficialmente la figlia che dovrà perpetrare tali sforzi nella galassia. Nella sala c’è un tale silenzio che quasi sembra vuota. Ora si spengono anche le ultime luci se non una che illumina il sovrano e un’altra che illumina lo sfondo del palco dove c’è una pesante tenda blu scuro che riluccica grazie ad inserti e ricami dorati.
Il re, dopo una breve pausa, esordisce con la voce che, anche se vuole cercare di rendere ferma, tradisce un po' di emozione: "Reali, consiglieri, rappresentanti dei 194 pianeti della coalizione, siamo ora giunti al momento clou della serata. È con orgoglio e con gioia che vi presento ufficialmente la mia diletta figlia Rieka che oggi, all'età di 20 anni, diventa la mia diretta erede al trono di Arcadia e consigliera permanente della coalizione dei pianeti."
Terminate queste poche parole tutti applaudono fragorosamente per accogliere la principessa. Il re, emozionatissimo, ora tace, si gira e osserva la tenda dietro di lui che viene ulteriormente illuminata da un altro potente faro. La tenda comincia ad aprirsi. A quel punto, un applauso appena iniziato spontaneamente si ferma, e nella sala non si ode che un poco di brusio dovuto a quelli che si chiedevano come sarebbe stata la principessa che ancora non si vede. Gli occhi di tutti, e alcuni ne avevano anche più di due, erano fissi al palco dove li al centro c'era il re, voltato indietro e anche lui in trepidante attesa. Questo anche perché, a parte Urami sua moglie, nessuno aveva visto Rieka prepararsi, quindi che vestito avrebbe indossato? Come si sarebbe acconciata? L'attesa di quei pochi secondi sembrò un'eternità. In grande trepidazione era anche il quasi fidanzato, o pensate voi a come chiamare la posizione in cui era Zoges, con il cuore a mille pensando e immaginandosi come sarebbe stata bella la sua probabile futura fidanzata. Gli amici attorno a lui, d'atro canto, erano pronti a massacrarlo di pacche e a sbeffeggiarlo in base alla faccia che avrebbe fatto vedendola. Ma non poterono farlo perché all'aprirsi in due della tenda subito dietro non si vede nessuno. Poi appare Rieka come forse mai si era vista che a passi lenti si avvicina al podio dove c’è il padre. Era vestita di un lungo vestito da sera azzurro e luccicante di pailette e pietre preziose, senza maniche e scollato quanto basta per essere provocante ma non in modo volgare, attillato quel po' da risaltare la bella linea del corpo, per poi cadere morbido dai fianchi in giù fino ai piedi. I capelli erano tutti tirati indietro e legati a coda di cavallo, tenuta un po' alta così da aprirsi e fare un bell'effetto sulla schiena. Fra i capelli alcune strisce di velo luccicante facevano brillare quella coda. Inoltre aveva una treccina che partiva da un lato del viso, dietro l'orecchio, per finire sul petto. Così tutta la bellezza del viso e gli occhi azzurri leggermente a mandorla, grazie anche a un sapiente machiage, venivano risaltati. Quel silenzio che prima c'era in sala fu interrotto da un basso ma corale ‘Hoo!’ Poi di nuovo silenzio: Rieka deve ora fare il suo discorso.
Preparato e letto cento volte ora, davanti a centinaia, anzi migliaia di persone li presenti in un silenzio tombale, non era certo facile tirare fuori la voce per ripeterlo. Rieka fa allora un bel sospiro e poi, raggiunto il padre che le lascia il posto davanti al microfono inizia: "Re, principi, ambasciatori, ma anche persone comuni, ma comunque fondamentali per la nostra società perché voi siete l'anima della coalizione si, a tutti voi che siete presenti o che mi state seguendo in televisione, vi saluto tutti da oggi come principessa incaricata della casa dei Tannim di Arcadia."
Un applauso scrosciante e prolungato la interrompe. Terminato il fragore Rieka riprende. "So che molti mi conoscono come una principessa un po' fuori dalle righe, ma quello che voglio che sappiate è che, grazie anche all'esempio di mio padre e mia madre, ho comunque in me un profondo attaccamento per il mio pianeta, per voi che siete la mia gente, per la coalizione e tutte le razze che la compongono e, sicuramente, anche per quelle che si aggiungeranno nel tempo. Così, non è d'ufficio che dico questo: sono disposta a difendere da oggi con ogni mezzo, e così dovrà fare eventualmente il marito che avrò, la pace e la prosperità che caratterizza da decenni la coalizione dei pianeti. Il mio impegno sarà quello di mantenere e migliorare, dove possibile, la vita di tutti, collaborando strettamente con il Comitato centrale dei pianeti della Coalizione e il consiglio dei maestri. Pace e vita felice a tutti voi."
Di nuovo un prolungato applauso saluta la neoprincipessa insediata, ora ufficialmente, grazie a quelle parole. Rieka quindi scende dal palco in platea, grazie ad una scaletta posta a lato, e fa il bagno di folla di rito, fra complimenti e incoraggiamenti da parte di tutti. Anche Zoges la raggiunge vicino al palco. Lei, vedendolo arrivare, pensa subito di giocare le sue armi seduttive migliori. Così gli va incontro, fissandolo con i suoi occhioni da cerbiatta e muovendosi con eleganza, ma anche con non poca sensualità. Ha un atteggiamento che chiaramente dice a quel ragazzo: insomma lo vedi quello che ti perdi? Anche gli amici di Zoges rimangono senza fiato vedendola così e guardano lui in attesa della sua reazione.
Zoges è un attimo interdetto perché, ovviamente, quella scena lo ha colpito, ma poi freddo come un iceberg, e il suo cuore evidentemente lo è, le stringe semplicemente la mano, le fa i complimenti insieme a tutti gli amici e amiche ma, purtroppo come fin troppo spesso succede, si ferma li, ai complimenti. Rieka si aspettava che almeno questa volta, vedendola così attraente in quello scenario, si decidesse a fare un passettino in avanti nella loro relazione, chiedendole appunto se voleva essere la sua ragazza ufficiale o anche solo dicendole per la prima volta: conosciamoci meglio. Rieka non si aspettava neppure lo facesse li davanti a tutti. Sperava anche solo in un sussurro, una frase, una parola, anche in un orecchio. Quando una è innamorata, le basta davvero poco! Un: “Dopo devo dirti una cosa.”
Niente! Lo sguardo fisso di lei negli occhi di lui avrebbe dovuto farglielo capire bene cosa cercava e la delusione che stava provando nel suo cuore. Rieka, come al solito, quel minimo di concreto nei suoi affetti invece non lo riceve e prova così nel suo intimo l'ennesima grande delusione d'amore.
Ora i pensieri di Rieka verso Zoges stanno rapidamente cambiando. Ora sta seriamente pensando che quel ragazzo, sarà anche stato bello, a lei sarà anche piaciuto da impazzire, ma si chiede anche perché deve continuare a perdere tempo con uno così che in definitiva non la vuole considerare neppure la sua ragazza. Anzi, forse solo un trofeo da mostrare in alcune occasioni perché bella, ma che poi preferisce seguire la sua indole da dongiovanni a discapito dei suoi sentimenti. Sì, pensa lei, forse lui non la ama così come sperava: lui semplicemente si gongolava del fatto che era lei la vera innamorata. Rieka, dopo questa riflessione ora pensa seriamente, anche se la cosa le sarà dolorosa, di lasciare perdere quell’uomo. Se solo Zoges si fosse immaginato quello che sarebbe successo di li a poco.
La serata trascorre comunque nel migliore dei modi, anche se alla povera Rieka ha l’asciato l’amaro in bocca. A tarda notte alla fine, tutta la "sacra famiglia" dei reali si ritira nella proprie stanze: Ceso e Urami, contenti e orgogliosi della figlia, prima di ritirarsi nella loro stanza la abbracciano felici e le fanno gli auguri e i complimenti. Anche Rieka è contenta: la sua vita ha avuto la svolta che desiderava e si era anche tolta il pensiero di quella festa. Infatti lei quei ritrovi ufficiali non li gradiva molto. Comunque, quella giornata per lei si concludeva con una profonda ferita nel cuore, per il comportamento di Zoges, e ora, a mente più fredda, meditava anche di vendicarsi di quel comportamento sconsiderato verso i suoi sentimenti.
Ma le sorprese non erano finite. Ceso per la figlia aveva una sorpresa che l'avrebbe "mandata in orbita", in tutti i sensi.
Rieka passa una notte abbastanza tranquilla nella sua stanza, svegliandosi ogni tanto fra i suoi animaloni di peluche, a causa ancora della tensione della serata. Poi al risveglio, la mattina, mentre si prepara, sente il padre che la chiama via interfono. "Rieka? Vieni che dobbiamo andare in un posto?"
Rieka non capisce cosa voglia il padre: "Ma dove? Non mi dire che già si comincia con gli impegni di stato, mica ne ho tanta voglia e poi devo vedermi con Zoges. Devo dirgli chiaro una cosa!"
Ceso, che non sa nulla del difficile rapporto fra i due, esclama: "Eh, quello sì che è un bravo ragazzo. Comunque lo vedrai dopo, e questi non sono impegni di governo, quelli per adesso non ti riguardano ancora. Ti voglio solo fare vedere una cosa che è qui in orbita. Prendiamo la mia navicella, vedrai che ti piacerà."
Rieka, seccata, risponde: "Ma io con Zoges devo proprio parlare. – a dire il vero se lo voleva fulminare – Di che si tratta? Da quando abbiamo ‘cose in orbita’? Sei stranamente misterioso."
Ceso, ridendo: "Tu fidati del tuo vecchio e vedrai, sì, vedrai."
Rieka parte in volo e, uscita dalla stanza, piomba nella camera del padre e tutta eccitata gli ripete in continuazione: "Allora è una sorpresa! Vero? È una sorpresa? Dai non tenermi sulle spine, lo sai che non lo sopporto." dice saltellandogli attorno.
Ceso: "Per ora ti dico solo che è una cosa che tua madre non era molto d'accordo che io facessi, ma poi l'ho convinta."
Un indizio così mise Rieka subito sulla buona strada per capire di cosa si trattava e così torna nella sua stanza sfrecciando in volo per i corridoi, per prendere le ultime cose e finirsi di preparare. Raggiunge, dopo poco, nuovamente il padre e, intanto che con la navicella uscivano dall'atmosfera, la sua testolina immaginava di cosa potesse trattarsi: un viaggio al comando dell'astronave reale? O una nave solo per lei?
La navicella si avvicina all'hangar spaziale di Morpon. Rieka è perplessa "Ma che ci facciamo in un hangar dove costruiscono astronavi? Non mi dire che quello che pensavo è vero!"
Il padre fa ancora il misterioso: "Per adesso ti dico solo che qui ci lavora un mio vecchio amico, fidato, a cui ho dato un compito segretissimo che ti riguarda. Adesso ci fermiamo e gli andiamo a parlare."
I due scendono mettendo un po' di scompiglio fra i lavoratori dell'hangar che si vedono passare di li nientepopodimeno che il Re con la figlia in tenuta classica, il consueto geral, e sono in imbarazzo perché vorrebbero rimirarsi quella bella ragazza, d'altronde quando ricapita di rivederla dal vivo e da così vicino, ma temono che il Re se ne accorga e gli faccia passare un brutto quarto d'ora o anche più.
Così i due arrivano da Cofer, anziano progettista e costruttore di astronavi, nonché esperto pilota, al quale si deve molto nella progettazione di navi sempre più veloci, manovrabili e comode per tutti.
"Buongiorno Cofer, da quanto tempo non ci si vede!" Lo saluta appena lo vede Ceso
Cofer: "Buongiorno sire e buongiorno principessa. Certo che sei cresciuta dall'ultima volta che ti ho visto. Comunque sire, è ormai un annetto. Direi da che mi ha commissionato quel lavoro."
Ceso: "È terminato?"
Cofer: "Sì, terminato, collaudato, pronto per la consegna."
Ceso sorride e giratosi verso la figlia in trepidante attesa, dice: "Rieka, vedi, non sapevo cosa farti di regalo per i tuoi venti anni e così ho pensato di farti questo qui che, conoscendoti, apprezzerai molto. Cofer, abbassa il campo di riflesso per favore."
Cofer spinge un tasto sulla vicina parete dove c’è un pannello di comando e il campo di forza che formava davanti a loro come una specie di grande specchio, si dilegua lasciando alla vista della giovane un grande oblò che dava sull'esterno, su un settore dell'hangar dove era ormeggiata una navicella spaziale bellissima, lunga una cinquantina di metri e alta una decina, di forma triangolare e con i lati un po' bombati, molto affusolata e filante: era la nave spaziale che Rieka aveva sempre voluto pilotare.
Rieka non si controlla e senza aspettare che il padre le dica che quella astronave è la sua, in preda alla gioia e praticamente urlando, salta al collo del padre dicendogli: "Papi sei un mito, una leggenda, nessun'altra principessa ha una nave spaziale come questa. È stupenda. E che accessori ha?"
Cofer: "Vede, principessa, questa navetta è piccola, ma comunque di classe 6 e viaggia fino a RAV13, solo una corazzata stellare le passa davanti. Motori a campo d'energia di ultima generazione. Abbiamo pensato anche alla difesa: 12 cannoncini laser ad impulso di protoni, che non definirei proprio ‘cannoncini’, e per le emergenze 4 missili a testata di idrogeno arricchito, molto efficaci! Comoda per 10 persone ma ci si sta bene anche in 15. Poi, conoscendo la sua predilezione per la musica, impianto surranud di ultima generazione con effetto di profondità da tremila watt circa con diffusione per tutta la nave."
Rieka è fuori di testa per la gioia: "Voglio provarla! Voglio provarla! Posso vero?"
Cofer: "Pronta è pronta, ma è suo padre che deve dare il consenso. Questo, cara principessa, non è più un giocattolo come i motorini che guidava da bambina o le Jecod."
Ceso: "Certo, puoi provarla, ma prima voglio che Cofer t'insegni un po'. Come ha detto, questo non è un giocattolo. Devi dimostrare maturità nel gestirla, altrimenti…"
Rieka abbraccia forte come non mai il padre, interrompendolo: "Sei il papà più mitico che ci sia. Ti voglio, bene più che ad ogni altra cosa e di anche alla mamma che le voglio bene. Non ti preoccupare: ti dimostrerò che non sono più una bambina!"
Cofer non ne è convintissimo ma sa che poi a vent’anni è anche difficile non essere così esuberanti: "Se ti piace, visto che è la tua, noi l'avevamo battezzata con il nome di Revan, è un nome basato sull’antica lingua dei tallin e praticamente vuole dire, l'astronave di Rieka, niente di speciale ma ci piaceva. A te piace?"
Rieka: "Sì, direi che è perfetto. D’altronde è la mia nave, no?" Ma tanto del nome in quel momento non è che gliene importasse molto. Lei voleva provarla!
Ceso ha come sempre un po' i tempi stretti e deve salutare la figlia: "Ciao, piccola, ci vediamo questa sera. Non andare troppo lontano finché non conosci bene la nave. OK?"
Rieka, che neppure lo ha sentito in quanto fissa il tanto agoniato regalo, gli risponde: "Va bene prometto. Per ora la provo solo in orbita o fino a Plaster. Voglio farla vedere ad Aky!"
Il re così torna ai suoi affari e Rieka inizia un po' di tirocinio per imparare a pilotare la sua nuova astronave. Ovviamente sulla nave ci ha portato subito le amiche che ha contattato immediatamente e, con Cofer da istruttore, si sono fatte un bel giretto attorno ad Arcadia e nelle vicinanze.
Passano solo alcuni giorni e Rieka vuole provare la sua nuova astronave anche nello spazio aperto, vuole testare le prestazioni dell’astronave descritte da Cofer. Così un giorno parte da sola per fare un giro di prova.
Nel frattempo il re riceve da un consigliere uno strano avviso dal centro della sicurezza del perimetro esterno. "Abbiamo ricevuto una segnalazione di diverse anomalie sulle onde Lin di sondaggio. L'anomalia è dovuta a una forma di energia sconosciuta che sembra muoversi nello spazio. A detta degli esperti, sembrano come onde cosmiche che vengono verso il nostro sistema."
Il re ha come un presentimento strano e chiede: "State cercando di analizzare il fenomeno? Voglio sapere se è un qualche cosa di cui preoccuparci o no. Tenetemi aggiornato non appena si sa qualche cosa, soprattutto se queste onde possono avere delle conseguenze su di noi."
Il consigliere lo tranquillizza: "Certamente! La terrò aggiornato di ogni notizia."
Intanto Rieka sta continuando a provare la sua nuova navetta e la spinge prima a rav4 poi 5, 6, 7 fino a Rav8. “Questa nave va che è una meraviglia!” esclama entusiasta la ragazza. Visto la velocità raggiunta, Rieka si è allontanata già parecchio da casa, meglio dire, dal pianeta. Improvvisamente sul quadro di controllo si accende una spia rossa proprio sul monitor dei sensori.
Rieka legge nel monitor: "Una forte interferenza sulle onde Lin? Chissà cosa c'è? Be, meglio rallentare, con i sensori metà fuori uso diventa pericoloso viaggiare sopra Rav5. Computer analizza il problema e informami sull'anomalia."
Rieka decide così di invertire la rotta e iniziare il rientro a casa con calma, almeno finché persiste quella strana interferenza. Ma, continuando a consultare i monitor e le informazioni del computer, il fatto preoccupante è che sembra che il ‘problema’ stia seguendo la sua astronave. Non solo. Il 'problema' ad un certo punto si raddoppia; sembra poi che quelle distorsioni invece di calare crescano e abbiano circondato la nave. A quel punto Rieka comincia ad avere paura. La cosa è davvero troppo strana. Sente di essere in pericolo, ed è da sola e lontano da casa.
"Ma che succede? – si chiede preoccupata – Onde di distorsione intelligenti? Adesso chiamo casa... – Rieka attiva le conversazioni e chiama – Astronave Revan chiama base Xenon.... Astronave Revan chiama base Xenon.... Astronave Revan chiama base Xenon.... per quale motivo non mi rispondete? Chiama Rieka... Rieka chiama base Xenon, sono la figlia del re di arcadia, Ceso... Niente comunicazioni su tutti i livelli, bloccate! Ma che..."
È in quel momento qualcuno chiama la Revan. La paura adesso diventa ancora più forte. Infatti questo testimonia che dietro a tutto questo c'è un ‘qualcuno’ con intenzioni poco simpatiche. L'unica speranza è che il tutto sia solo un brutto scherzo. Rieka risponde: "Sono Rieka, principessa del popolo Tallin di Arcadia. Chi siete e come osate circondarmi e bloccare la mia navigazione?"
Sul suo schermo appare un essere mai visto. Umanoide, ma con il viso decisamente rugoso, sembra un vecchietto di più di cent’anni. Questo, con arroganza, risponde alla ragazza: "So bene chi siete principessa. Mi presento anch'io: sono Zedan capitano in comando delle truppe di conquista del popolo Anusi. Come tale, la invito ad arrendersi e a consegnarci la nave immediatamente o saremo costretti a distruggerla."
Rieka a queste parole rimane quasi incredula e paralizzata dalla paura. Ma cerca di reagire. "Voi non conoscete la potenza delle nostre astronavi da guerra. Se mi fate qualche cosa sarete polverizzati da mio padre. La coalizione spazzerà via la vostra misera flotta in un attimo."
Zedan se la ride: "È probabile, ma prima dovete riuscire a vederci per agganciare i vostri sensori a qualche cosa e poi non credo che faranno fuoco sulla figlia del re. – poi gli urla – ORA ARRENDITI o spariamo!"
Rieka capisce bene come da sola non può contrastare una piccola flotta, soprattutto con una astronave da ‘crociera’ anche se con ottime armi. Soprattutto su chi sparare? Non si vede né si rileva nessuno! L'unica cosa è la fuga.
Rieka interroga l’unico suo alleato in quel momento disperato: "Computer: il pianeta abitato più vicino a noi qual è?"
Il computer di bordo risponde prontamente: "Pianeta Terra, a 8 minuti a Rav10. Ma siamo con i sensori al 43%"
Rieka ha poche scelte: "Va bene lo stesso. Speriamo solo che le loro navi vadano più piano: vale la pena rischiare. Prepara la partenza immediata a Rav 11, scappiamo di qui. Prepara un palmare per distinguere i segni vitali dei terrestri così se mi inseguiranno sul pianeta potrò distinguere fra chi è del pianeta e chi non. Attiva gli scudi solo appena partiti per non destare sospetti."
Pochi attimi e la Revan schizza a velocità elevatissima verso la terra. Gli Anusi non aspettandosi che quella nave andasse a velocità Rav così elevate rimangono un attimo spiazzati ma poi il capitano urla: "Presto, tracciatela, non lasciamoci sfuggire un'occasione come questa. A tutta velocità. – po' si gira di scatto – Ufficiale di rotta dove è diretta?"
L’ufficiale di rotta risponde prontamente: "Sembra verso un sistema solare con un piccolo pianeta abitato non molto lontano da qui."
Zedan si sfrega le mani e ghigna in modo malefico: "Se pensa di nascondersi lì si sbaglia. Noi possiamo attaccare anche quel pianeta, ormai che ci siamo…"
L’ufficiale Tattico però consiglia: "Se mi permette, capitano, forse sarebbe meglio sfruttare l'elemento sorpresa. Se attacchiamo quel pianeta sicuramente i Tallin si accorgeranno della cosa e muoveranno in forze contro di noi. Le ricordo che loro stanno tenendo monitorato tutto il settore: siamo nel loro territorio. Non conoscendo il loro potenziale, potremmo essere distrutti in effetti in poco tempo. Meglio che non notino niente di particolare mentre siamo sulla terra, non ci devono assolutamente scoprire."
Il capitano riflette: "Vero! Sei in gamba! Cosa proponi allora?"
L’ufficiale Tattico pensa un attimo e risponde: "Sicuramente la ragazza non si farà riconoscere visto la loro politica di non ingerenza e la paura di essere trattata da quel popolo come un topo da laboratorio. Quel pianeta è primitivo e probabilmente non sanno ancora dell'esistenza di altre forme di vita, rischierebbe troppo. Cercherà di mischiarsi fra loro e poi di mettersi in contatto con il suo pianeta per avere aiuto. Proporrei di andare anche noi lì in incognito a prelevarla."
Zedan è felice di quella situazione e si sente già con la principessa alla sua mercé: "L'idea mi sembra ottima. Procediamo, andiamo a prenderla! Non ci scappa più!"
PRIMO, PARTICOLARE CONTATTO
Intanto Rieka è arrivata sulla terra a tutta velocità e ordina al computer: "Computer, cercami una zona desertica dove nascondere la nave."
Il computer dopo pochi secondi: "Trovato un vasto deserto sabbioso a Est."
Rieka: "Traccia la rotta e andiamo li. Sotterriamo l'astronave a venti metri di profondità. Attiva l'occultamento per evitare i radar terrestri."
Computer: "Eseguito. Tra cinque minuti attraverseremo la loro atmosfera e fra tre ci sarà l’impatto. Formerò un tunnel con un colpo a fase. La sabbia e la terra dovrebbero richiudersi da soli sopra di noi."
Rieka sospira: "Speriamo che gli anusiani abbiano tardato quanto basta per non vedere dove mi vado a nascondere, altrimenti saranno guai. Poi, non mi troveranno più. L'importante sarà riparare le comunicazioni e avvisare casa."
Il computer la informa: "Le comunicazioni sono già attive. La loro interferenza non c'è più. I sensori a lungo raggio adesso rilevano quelle onde di interferenza in avvicinamento al pianeta terra a velocità Rav6."
Rieka: "Allora è meglio effettuare il silenzio radio così da non fare individuare la posizione della nave. Posso trasmettere poi da un altro punto."
La terra si avvicina rapidamente e l’astronave rallenta a velocità sub luce. Poi comincia l’attraversamento dell’atmosfera terrestre. Il computer a questo punto informa: "Siamo sotto la loro atmosfera. Stiamo per creare il tunnel. Raggiungeremo profondità venti metri. Fuoco!"
Il raggio a fase apre un tunnel profondo dalla superficie sabbiosa fino a una trentina di metri sotto terra. L’astronave imbocca il ‘tunnel’ velocemente, poi gran parte delle tonnellate di sabbia sollevate dal colpo di cannone ricadono sull'astronave. L'astronave grazie agli speciali scudi comunque non si fa nulla e si ferma tranquilla alla profondità desiderata.
Computer: "Astronave ferma, tutti i sistemi sono operativi. Operazione riuscita correttamente. Rilevato nella sabbia presenza di residui di dutonio e minerali che permettono a questa profondità di non essere rilevati dai sensori standard. Procedo con analisi dell'interferenza."
Rieka sta spegnendo intanto tutti i sistemi di supporto inutili a questo punto, per risparmiare energia, e si prepara per scendere dall’astronave. Almeno, pensa lei, se trovano la nave lei non ci sarà. Così si organizza: "Ok. Trovami una città dove mi possa nascondere, con molta gente, magari un po' caotica. Poi cercherò di stabilire lì una base per comunicare."
Computer: "Per essere sicuri di raggiungere Arcadia con il segnale si può usare la nave come ponte radio."
Rieka: "No. Se quando cercherò di contattare papà, loro intercettassero e bloccassero le mie trasmissioni, troverebbero sia me che l'astronave. Se invece trasmetto solo io e trovassero solo me, tu trasmetterai il messaggio al mio posto. Controlla la mia posizione e stato ogni quindici minuti. Se qualche cosa non va chiama tu subito casa. Comunque spero che se ne vadano prima."
Computer: "Come sempre lei ha ragione signorina Rieka. Trovata una città adatta par nascondersi. Settore 83. È di grandezza media per questo pianeta e caotica. Molto distante da qui, per allontanare i curiosi dall'astronave. Le raccomando di non rimanere lì molto visto l'alto grado di inquinamento e soprattutto l'elevata criminalità."
Rieka: "So difendermi bene! Mandami li. Cerca un posto isolato e nascosto dove trasferirmi."
Computer: "Le consiglio di vestirsi prima."
Rieka è perplessa: "Ma sono vestita! Ti sembro nuda?"
Computer: "Diciamo che ci sono alcuni aspetti negativi nel suo abbigliamento arcadiano. Quello che indossa qui, sulla terra è considerato un abbigliamento molto succinto e non molto consono ad una ragazza seria. Inoltre attirerebbe troppo l’attenzione non essendo per certi aspetti simile a niente che indossano i terrestri. Meglio che si vesta con una camicia o una maglia, e pantaloni o gonna. Le consiglio anche un giubbino leggero, dove la mando la mattina con questa stagione fa anche un po' freddo."
Rieka: "Fammi vedere delle foto di come si vestono in quella città."
Computer: "Posso riprodurre alcuni indumenti da mettere sopra la sua veste ufficiale e anche un copricapo per nascondere le corna e le orecchie a punta: sono cose che i terrestri non hanno. I canini pronunciati non dovrebbero destare sospetti. Può sempre inventare una scusa."
Rieka guarda le foto degli abiti e dice al computer:: "Ok. Questi vestiti possono tornare utili anche per coprire le armi. Se proprio mi vogliono prendere, voglio difendermi a dovere."
Se vi chiedete se i capelli viola possono essere un problema, il fatto è che per quelli che vivono in quest’epoca, colorare i capelli in tinte particolari è assolutamente normale. Rieka così si veste con un paio di jeans, maglietta e giubbino leggero, bandana in testa e capelli raccolti in alto e sulle orecchie per nascondere ulteriormente le evidenti differenze fra lei e i terrestri, lasciandoli uscire da dietro il fazzoletto sulla schiena. Poi si fa teletrasferire in un vicolo, al momento deserto, che si trova nella città di Padorno nel nord Italia.
Questa è una discreta metropoli nata nel 2100 grazie ad un progetto sperimentale di città ecosostenibile. Il fatto è che, anche se sarà stata ecosostenibile, è purtroppo diventata anche una città ben poco sicura con un elevatissimo tasso di criminalità e, come paradosso, inquinamento. È proprio qui che capita Rieka.
Ora la giovane aliena è li, in quel vicolo poco pulito, sola, in un pianeta sconosciuto e catalogato come ‘abitato da una società violenta’, dagli studi che vi avevano e stavano facendo. La prima cosa che viene da fare alla giovane è calmarsi un poco e fare un profondo respiro, solo per accorgersi immediatamente che l’aria sulla terra è decisamente diversa da quella del suo piante natale: questa è pesantemente inquinata. Si guarda attorno e vede che per fortuna nessuno l’ha vista apparire. Poi, guarda verso l’ingresso del vicolo, a poche decine di metri da lei, e nota il viavai della gente a piedi sul marciapiede e il traffico, caotico a quell’ora, di auto che portano la gente al lavoro. Ora deve fare il passo più difficile. Mischiarsi fra quella folla pericolosa.
La paura era davvero preponderante e le stringeva lo stomaco tanto da darle la nausea: ormai stava diventando una costante di quelle ore e le domande che le passavano per la testa aumentavano lo stress. "E se mi trovano gli Anusiani? E se succede qualche cosa e i terrestri si accorgono che non sono una di loro, che mi faranno? Non è che mi ritrovo imprigionata per essere vivisezionata come una cavia da laboratorio? Papà e mamma mi staranno già cercando? Cadrò in mano di qualche criminale?" Domande e ansia! Quasi trema dalla tensione che prova li, sola e braccata.
Comunque un pensiero che la confortava c’era: sicuramente il padre, comunque, di li a poco avrebbe notato la sua mancanza, sarebbe andato a cercarla e, molto probabilmente, l'avrebbe presto trovata. Rieka così si fa coraggio e cerca di ragionare e organizzarsi.
"Ora devo trovare una base da cui posso trasmettere. Devo evitare di essere vista, se resto in giro gli anusiani mi riconoscerebbero subito avendomi vista durante il collegamento sull'astronave."
Già ma dove nascondersi? Intanto gli anusiani entrano in orbita attorno alla terra per trovare la nave di Rieka.
Zedan però è furibondo: "Come è possibile che le tracce di quella nave si perdano sotto l'atmosfera?"
Ufficiale Tattico: "A causa della forte presenza di ossigeno ed inquinanti che si catalizzano e ossidano le particelle residue di energia propulsiva. Comunque le tracce si perdono in un deserto. Probabilmente è riuscita a nasconderla o sottoterra o volando bassissima. A quest'ora potrebbe essere anche dall'altra parte del pianeta."
Zedan: "Non possiamo rintracciare un'astronave a piedi in mezzo al deserto di questo pianeta. Dobbiamo restringere la zona il più possibile."
Ma il radarista da una buona notizia: "Capitano! Guardi qui sul monitor. Vede, ho rilevato una forma di energia anomala per tre punto ottantacinque secondi in questo punto. È un vicolo in una grossa città. È una forma di energia sub spaziale che in una civiltà retrograda come questa non dovrebbe ancora esistere."
Il capitano guardando lo schermo, sorride: "Anacronismo! È lei! Sono sicuro! Presto! Squadra di sbarco pronta e camuffata, non voglio che ci riconosca nessuno. Se i terrestri si allarmano potrebbero scoprirci e di conseguenza anche gli arcadiani che controllano il pianeta. Cinque al modellatore!"
Questo apparecchio, il modellatore, da la possibilità di modificare temporaneamente il viso degli anusiani affinché assomigli il più possibile ad altre razze di fattura comunque simile, come lo sono i terrestri. Fatta l’operazione la squadra si prepara allo sbarco.
Intanto su Arcadia Ceso e Urami, sapendo delle scorrazzate spaziali della figlia, che in quei giorni non è praticamente mai scesa dall'astronave, vogliono mettersi in contatto con lei e sapere come ha trovato il regalo. Inoltre la vogliono con loro ad una cena insieme ad altri "pezzi grossi" di altri pianeti per discutere un nuovo progetto. Ceso sa bene che la figlia è sicuramente ancora giovane per quelle cose e lei, come ha fatto in quei giorni, preferisce andare in giro con le amiche a divertirsi. Ma vuole cominciare a responsabilizzare quella figlia non poco viziata. Ha già vent’anni ed è ora che cresca un po' di più: è ora che smetta di fare la sedicenne. Così i due reali, intanto che stavano facendo un giretto insieme, vanno al centro delle comunicazioni dell'astroporto della capitale per contattare la figlia. Dopo i convenevoli, Ceso e Urami si siedono davanti al grande schermo principale sul quale vengono visualizzate le comunicazioni. Ma sorge un problema: non si riesce a contattare la Revan, sembra sparita. Un addetto ai sensori a lungo raggio conferma la cosa.
"Non si riesce a rintracciare l'astronave di vostra figlia. Ho provato a inviare segnali di chiamata sia nel sub che nell'iper spazio, ma non ho risposta."
Il colonnello della base, dopo diversi tentativi, da proprio lui al re e alla regina conferma alla notizia della impossibilità di comunicare con la Revan.
"Non riusciamo ad agganciare le comunicazioni. Comunque non si preoccupi sire, facciamo alcuni altri tentativi regolando le frequenze dei campi di sondaggio e la troveremo di sicuro. D'altronde è una nave nuova, qualche difetto può averlo, magari il sistema di comunicazione è in avaria..."
"Sì. Ma sono i sensori che non la trovano! L'unica è sperare che il difetto venga da qui. – risponde una Urami già quasi alle lacrime. Poi rivolta al marito, abbracciandolo – Te lo avevo detto che non dovevamo regalargliela l'astronave, è troppo giovane e inesperta!"
Ma un addetto fa una scoperta. "Colonnello, guardi i dati sulle frequenze dei sensori, ci sono diversi campi distorsivi che ci impediscono di eseguire correttamente le ricerche. In particolare le onde Lin per sondare a lungo raggio vengono fatte rimbalzare e disperse."
Il colonnello va alla postazione e nota il problema. "Ma che roba è? Un mucchio di campi distorsivi che si muovono lentamente qua e la. E la forma di energia che li genera è sconosciuta. Sire l'unica risposta al fatto che non riusciamo a contattare vostra figlia sono queste distorsioni spaziali. Ora le studiamo e poi le faremo sapere, non si preoccupi, vedrà che sua figlia tornerà prima che noi abbiamo capito cosa sia successo. Ad andare bene è su Plaster a bersi una bibita con le amiche!"
Il re e la regina tornano così verso il palazzo un po' rincuorati da quelle parole, ma non troppo. Urami in particolare sente che qualche cosa non va ed è davvero molto in apprensione. Arrivata al palazzo si chiude in camera e, armeggiando nervosamente qua e la per la stanza per ammazzare il tempo, guarda continuamente l'orologio in attesa che si faccia l'ora in cui di solito Rieka rientra.
Come andranno le cose intanto sulla Terra? Sulla Terra, dopo che si era fatta trasferire in un vicolo isolato, Rieka, fattasi coraggio, si era incamminata per la strada e, mescolata alla gente, ragionava sul cosa potesse fare. Un cicalino del suo Delan, un analizzatore multifunzione portatile di solito allacciato al polso come un comune bracciale, la avvisa di qualcosa! Rieka lo guarda e vede quello che temeva.
"Lo sapevo! In un qualche modo mi hanno rintracciata. Forse hanno registrato l'energia del teletrasferitore. Sono tre, no, anzi cinque, sono armati e vengono verso di me. Che faccio? La cosa migliore sarebbe nascondersi sperando che non abbiano dei Delan o simili anche loro, altrimenti mi troveranno ovunque, sarebbe inutile nascondersi!"
La paura è ormai panico, il cuore le batteva forte, di quei visi che incrociava uno, di li a poco, poteva essere il suo aguzzino. Farsi prendere poteva significare la sua fine, ma anche un grosso problema per la sua famiglia se tenuta come ostaggio. A quel punto dal Delan si accorge che uno di quegli anusiani si avvicinava pericolosamente ma da dove non lo sa. Rieka di istinto comincia ad affrettare il passo. Il panico la faceva quasi correre e ormai non si rendeva più conto di dove andava: era solo concentrata a salvarsi dal rapimento, intanto teneva già stretta sotto il giubbino la pistola laser. Mentre, svelta più che poteva, camminava lungo un marciapiede, neppure si accorge che il muro della casa alla sua destra è finito e che si sta incamminando in mezzo ad un incrocio. Così, proprio appena finito il muro e imboccato l’incrocio, accade l’imprevisto che lei non avrebbe mai voluto che accadesse: si scontra con tutto il suo impeto con un ragazzo che arrivava dall'altra parte e stava svoltando l’angolo! Che disastro! Ora potrebbe avere irritato uno degli aggressivi abitanti della terra! E c’è da dire che l’urto è abbastanza violento in quanto anche il ragazzo terrestre procedeva di passo svelto.
Il caso vuole che quel ragazzo, un certo Roby, uno studente che sta per specializzarsi in informatica, appassionato e maestro di discipline marziali e campione di videogame, è anche lui un ventenne. Lui, con la testa fra le nuvole e immerso nei suoi pensieri, visse quella scena quasi al rallentatore, tanto che mentre il tutto accadeva la mente arrivò a fare alcune congetture e ragionamenti sulla donna apparsagli davanti così all’improvviso. Infatti appena vide Rieka sbucare da dietro al muro che lo fissò impaurita, subito fu folgorato da quel viso dolce, soprattutto dai suoi occhi, belli, profondi, azzurri come il mare, capaci di folgorare letteralmente chi li avesse guardati: in un istante lui si perse in quello sguardo meraviglioso. Ma non solo. In quel momento quegli occhi facevano capire che quella ragazza aveva paura, molta paura. Si, anche se lei non stava dicendo nulla, lo sguardo, la sua espressione stava urlando: aiuto salvatemi, non voglio morire.
Roby in quell’attimo rimase ammagliato da quell'espressione in quel bel viso pulito. Inoltre quei lunghi capelli, di un colore davvero particolare, che si stendevano sulla schiena sbucando da sotto la bandana e che si muovevano al vento, coronavano il tutto come fosse un sogno materializzatosi in un istante. Questa scena colpì profondamente il giovane e in quell’istante in cui quegli sguardi si incrociarono, quella giovane gli piacque particolarmente e gli fece una tenerezza infinita: sentì dentro di lui un brivido unico che non aveva mai provato prima. È incredibile come la mente agisce in pochi attimi decidendo, senza neanche che ce ne rendiamo conto, il nostro futuro.
Quella sensazione si inacutì dopo l'inevitabile, violento scontro con quella particolare ragazza. Lei, dopo l’urto perde l’equilibrio, anche a causa dello slancio, cadendo a terra, ma in preda al panico balza subito in piedi facendo un salto indietro.
Rieka ora è terrorizzata, tremante, pensando ad una reazione bruta del terrestre e quindi di essere scoperta. Così pensa di scusarsi e andarsene al più presto, ma tutto quello che le uscì fu un tremante: "kegy! Inoremo doresno, corgito." Tradotto è un banale: “Mi scusi signore ma sto andando di fretta.”
Nel precipitare degli eventi, Rieka ha dimenticato il traduttore globale spento, e così parla in un perfetto arcadiano.
Roby, che non riusciva ancora a concretizzare cosa stava di preciso succedendo, inebetito dalle sensazioni che stava provando, con gli occhi che non riusciva a staccare dal viso di Rieka che lo stava fissano, risponde cercando di essere il più cordiale possibile così da di dimostrarsi gentile ed educato e fare una buona impressione.
Gesticolando ampiamente pensando cosi di farsi capire al meglio da quella ragazza straniera, risponde: "Ha... è straniera. Io... no capisco. Comprende italiano? No problema... Tutto OK, tutto bene!"
Poi si china, raccoglie un fermacapelli che nell’urto le era caduto e glielo porge. Rieka rimane colpita dal fatto che il terrestre si mostri così gentile. Lei pensava, come praticamente tutti gli arcadiani, che tutti i terrestri fossero delle specie di barbari pronti a ricorrere alla violenza non appena ce ne sia l'occasione, non che avessero tutti i torti, ed era ormai pronta a difendersi da una sicura aggressione. Così Rieka fissa quel tipo, che è sempre più perplesso, stranita ragionando su cosa fare mentre allunga timidamente la mano e si riprende il fermaglio.
Ci sono da aggiungere alcuni particolari: Roby non è un bellissimo ragazzo, è… un tipo. Molto calmo di carattere, ha modi gentili ed educati. Inoltre c’è da dire che un ragazzo moro con un fisico ben delineato, fa palestra appunto, come il suo, che traspare dal giubbino aperto con sotto una maglietta aderente, per una tallin è una vera attrazione.
Inoltre Roby ha un viso con uno sguardo tranquillo, come il suo carattere, che da una certa fiducia. Caratteristiche che, anche se solo a prima vista, lasciano anche l’aliena piacevolmente colpita dal coetaneo con cui si è appena scontrata. In definitiva: Roby non da proprio l’idea di un uomo violento pronto a menare le mani con il o la prima persona che incontra.
Proprio per il fatto di avere provato questa sensazione, Rieka pensa in un attimo di approfittare dell'occasione: è pericoloso ma deve rischiare, gli anusiani stavano arrivando! In fondo il tipo sembra in quel momento affidabile e addirittura preoccupato per lei.
“Sì! – pensa Rieka – “Vale la pena rischiare: d’altronde non ho molta scelta. Forse ho avuto fortuna!”
D’impulso gli si aggrappa al giacchino aperto all'altezza del petto, lo fissa dritto negli occhi e gli dice, questa volta con il traduttore attivato: "Mi aiuti, dei malviventi mi stanno inseguendo! Ho bisogno di un posto in cui nascondermi!"
Roby era sconcertato, non sapeva davvero più che pesci prendere. Una così bella ragazza che lo fissava a pochi centimetri da lui proprio non gli era mai capitato, e in più disperata che gli chiede aiuto. Poi ora parlava correttamente italiano, mentre prima sembrava straniera. Tutto era strano, confuso. Inoltre guardarla gli continuava a fare uno strano effetto, piacevole, ma strano: quella perfetta sconosciuta gli stava piacendo da matti, ma non solo per il fatto che era bella, ma per il fatto che aveva un certo non so che. Poi una ragazza che si dice inseguita da manigoldi e quindi probabilmente nel panico ma che dava comunque l’impressione di essere dolce e aggraziata, è davvero strano. Poi la voce sottile e delicata. Lui più che doverla aiutare avrebbe voluto invitarla a cena!
“Ma che mi succede? Devo davvero aver preso una brutta botta!” si dice fra se con il cuore che gli si stringe nel petto. L’emozione che in quel momento prova è fortissima tanto che si sentiva una fitta dritta proprio in quella che è la sede dei nostri sentimenti. Roby è sempre più confuso e stordito. Non capisce letteralmente più nulla! Ma è proprio per questo anomalo effetto che quel ragazzo decide che avrebbe cercato ogni mezzo per non farsi sfuggire quella donna, chiunque fosse, per non perdere per sempre quello sguardo e quel viso che lo avevano stregato in quel modo e in pochi istanti.
Così Roby comincia a mettere insieme le idee per aiutare quella ragazza: ora lui, infatti, si sente in dovere di aiutarla. Anche perché: quale occasione migliore c’è per conquistare una donna se non salvarla da un imminente pericolo? Un eroe ha sempre il suo fascino! Ecco quindi l'idea:
"Ah, lei parla italiano! – le dice – Bene. Allora, l'unico posto che mi viene in mente adesso dove andare a nascondersi subito è casa mia che è qui a cinquanta metri. Solo che non so se è il caso, d'altronde io per lei sono uno sconosciuto, ma se è in pericolo e si fida, possiamo solo andare li. Poi da casa chiameremo subito la polizia e faremo arrestare quei malviventi!"
Rieka accenna un sorriso notando l’imbarazzo di Roby.
"Va benissimo casa tua, ma non chiamiamo la polizia. Li ti spiego il perché, ma facciamo presto!"
Roby torna subito indietro e, camminando con al fianco Rieka che cercava di sbirciare senza farsi vedere il delan per capire dove fossero gli anusiani, cerca nervosamente le chiavi di casa. Ma il delan rivela una situazione sconcertante: un anusiano sta evidentemente proprio arrivando contro di loro, e altri due arrivano da dietro. Lo spazio si accorcia rapidamente: lui va verso di loro e loro verso di lui. Rieka lo sa e cerca a tutti i costi un diversivo per non farsi notare. Già ma cosa? Non avendo idee chiede a Roby: "Quanto manca a casa tua?"
"Una trentina di metri, perché?" risponde un preoccupato Roby.
"Sono troppi, ho visto quei criminali, ormai ci sono addosso, ma se mi vorranno dovranno faticare parecchio!" dice Rieka pensando a come fare per stendere quei tipi senza fare capire chi era. Ma nel dire così, senza saperlo, stimola ancora di più in Roby quel senso di responsabilità che era scattato nei suoi confronti: si sente come se dovesse difendere la sua fidanzata. Inoltre sarà stato quello sguardo dolce, la situazione, l'averla vista disperata, il fatto che lei era bella davvero, forse tutti questi fattori messi insieme, ma ora più che mai Roby affronterebbe da solo un intero esercito pur di difendere quella giovane dai suoi aggressori. Poi, si ripete, quell’occasione può dargli diversi punti a suo favore per cercare di corteggiarla una volta risolta la questione. Così lui addirittura non vede l’ora di fare l’eroe davanti a quella emerita sconosciuta.
"Tu non devi fare nulla! Tu non sai chi sono io! – dice con non poco orgoglio Roby – Quelli te li cucino io a dovere. Tu dimmi solo chi sono."
"Sicuro di quello che dici? Non è meglio evitarli?" chiede preoccupata Rieka sapendo che quelli che l’ignaro terrestre vuole affrontare sono guerrieri alieni.
"Tu fidati! Io non lascio che dei criminali se la prendano con una bella ragazza come te! Dimmi solo chi sono i brutti ceffi!" dice Roby con voce decisa, fermandosi, prendendo con fermezza le spalle di lei con le mani e fissandola dritto negli occhi.
Quei gesti sono cose che gli altri ragazzi mai le avevano anche solo azzardato di fare! Inoltre, quello sguardo fiero e sicuro, quella sicurezza trasmessa dal tono della voce e proprio da quegli occhi profondi che la fissano… mettono la ragazza un po' in imbarazzo. Ma, questo non è il problema. Sente infatti uno strano fremito interiore che nessuno essendosi comportato così con lei le aveva mai provocato. Si rende conto che quell’atteggiamento la scuote a livello un po' più profondo: le piace da matti! Quello sconosciuto le dava un senso di sicurezza e fiducia particolare: una cosa mai provata con gli altri ragazzi del suo pianeta che conosceva molto meglio!
Rendendosi conto di cosa quella situazione stava smuovendo dentro di lei, pensa preoccupata: ‘Rieka? Ma che mi succede? Ti fai piacere i terrestri? Ricorda che sono degli incivili!’ E cerca di assopire quel pensiero.
"Li riconosci perché hanno tutti un giubbotto blu con uno scudetto oro sul petto a forma di doppia T. – dice lei cercando di essere impassibile, ma tradendo con la voce, che le esce un po' tremula, quello che le sta succedendo. Poi aggiunge di scatto – Attento! Mancano solo alcuni metri".
I due si fermano così, immobili, attendendo che gli eventi facciano il loro corso, con lo sguardo dell’uno perso negli occhi dell’altro. Prolungando quegli sguardi in quel frangente particolare, Rieka sente ancora di più che quel giovane le trasmette … ‘strane sensazioni’. Sì, gli sguardi e le parole del terrestre l’hanno toccata davvero in quel profondo dell’animo umano dove risiedono, spesso un po' troppo assopiti proprio per il fatto che nessuno li stimola, tutti i nostri sentimenti. Ha saputo, forse senza neppure rendersene conto, toccare quelle corde che possono risvegliare da quel profondo antro il sentimento più forte: l’amore.
‘Ma sei scema? – pensa ancora fra sé – Sei con un terrestre sconosciuto e ti fai abbindolare in due minuti? Non sei mica un’adolescente alle sue prime infatuazioni! Accidenti! Svegliati! È un terrestre!’
Il tutto si blocca quando Roby spinge un po' al fianco la ragazza percependo il pericolo subito dietro di lui.
Il giovane si gira con calma. Davanti a lui gli si para un tipo più o meno della sua altezza con il viso truce che lo fissa.
"Problemi signore?" Chiede sarcastico Roby.
Al tipo si aggiungono altri due che si affiancano. Uno risponde alla domanda di Roby.
"Sì, signore. Dobbiamo arrestare la signorina. È una pericolosa criminale. Non si intrometta, sono questioni di polizia."
"Ha! Sareste poliziotti?" chiede lui.
"Sì, esatto. Non sappiamo cosa quella donna le abbia raccontato, ma se lei si intromette sarà arrestato come suo complice. Quindi si faccia da parte se non vuole guai!" minaccia con voce truce l’anusiano.
Roby: "Non vedo divise, mi faccia vedere un tesserino, quello è impossibile che non lo abbiate. Tutti dovete averne uno, giusto?"
L'anusiano, non sapendo cosa rispondere e capendo che il giovane ha mangiato la foglia, cerca di passare alle vie di fatto tentando di colpire Roby con un pugno, ma lui, già pronto, si scansa abbassandosi e, avanzando, gli prende il braccio tirandolo con forza facendo sbilanciare in avanti l’aggressore. Ora Roby, essendo passato con quello scatto dietro gli altri due che si girano e che non si aspettavano una tale rapida reazione, si gira a sua volta e gli tira due calci violentissimi e ben assestati all'altezza dello stomaco. Ma gli anusiani li non hanno la stomaco, ma quelli che potremmo definire i nostri reni, ben esposti, e quel colpo toglie il fiato dal dolore a quei due malintenzionati presi ancora più di sorpresa da quella tecnica di combattimento così rapida ed efficace. Il terzo, vista la situazione, si scaglia contro Rieka che, stupita anche lei da come si stava battendo quel giovane sconosciuto, era rimasta li ferma e imbambolata.
"Sta fermo"!" Dice a Roby l'anusiano, stringendo il collo di Rieka.
"Se non la molli ti faccio secco!" intima Roby vedendo Rieka in pericolo.
Ho detto che Roby è un tipo calmo. Aggiungerei che, si è calmo ma in quelle poche occasioni in cui perde la calma è una furia! Non per questo fa arti marziali. Ora, il vedere un omone grande e grosso stringere il collo di una giovane tanto che sta quasi soffocando, è proprio una di quelle occasioni che lo alterano oltre il limite.
Intanto la lotta aveva ovviamente attratto l'attenzione dei passanti che, vedendo cosa stava succedendo cominciano a insultare pesantemente il tipo che trattiene Rieka e a minacciarlo pesantemente. Purtroppo come spesso succede però, nessuno si espone più di tanto per salvarla.
L'anusiano ora non sa cosa fare, l’attenzione su di lui è troppa e i suoi due amici sono ancora a terra. Non sapendo cosa fare si distrae guardandosi attorno pensando che qualcuno possa colpirlo da dietro. Sperando che i suoi complici si rifacciano al più presto, intanto li esorta vigorosamente. Roby nota la distrazione e ne approfitta subito scagliandosi contro l’uomo. Rieka vedendo l'arrivo furioso di Roby, d’istinto si scansa da una parte, per quel poco che riesce a muoversi. L'anusiano sentendo Rieka dimenarsi si gira in avanti giusto un attimo prima di essere steso da un rapido diretto in pieno viso.
La folla attorno applaude il nobile gesto, mentre Rieka, afferrato il suo salvatore per un braccio, lo trascina subito via.
"Svelto andiamo a casa tua, ce ne possono essere altri!" dice lei tirandolo con foga lontano da li.
"Io li voglio finire tutti e tre!" si lamenta Roby che preso dalla furia e dal senso di eroismo li vorrebbe finire di pestare a dovere tutti e tre.
Ma Rieka insiste strattonandolo ancora più forte, così che Roby deve cedere all'insistente fanciulla. Ma fatte alcune decine di metri Rieka si preoccupa di nuovo.
Roby notandolo le dice: "Siamo arrivati, quella è la mia porta."
Rieka però vede davanti a sé l’altro anusiano: "Troppo tardi lo stesso, eccone li un'altro. Appoggiati al muro nella rientranza dell'ingresso, presto! Questa volta possiamo sottrarci allo scontro!" lei vuole questa volta solo evitare di essere vista per evitare il contatto con il tipo e non dare così indicazione di dove sia andata a nascondere. Ma come non farsi vedere in viso? Come rimanere coperta alla vista dell’uomo?
Lei rimugina il più velocemente possibile intanto che Roby ubbidisce alle sue indicazioni e si infila nella rientranza dell’ingresso del suo condominio. Lo fa senza ben capire cosa vuole fare Rieka, ma poi capisce subito! Lei all'improvviso si appoggia con le spalle al muro vicino all’angolo interno della rientranza e tira a se Roby avvinghiandosi a lui, abbracciandolo e poi fingendo di baciarlo.
Il corpo di Roby in quel modo la copre alla vista dell’anusiano, ma c’è un effetto collaterale: se Roby prima non realizzava molto, era confuso dalla situazione, ora nella sua mente lampeggiava una scritta: "Tilt". È vero, il bacio era stato ovviamente finto, a stampo come si dice, Rieka aveva solo appoggiato le sue labbra e quelle del terrestre, ma quelle labbra morbide e l'avere abbracciato per un attimo quel bel corpicino ed essere stato stretto con tanta foga da quella ragazza, aveva causato un vero e proprio sconvolgimento interiore in Roby: un effetto a dir poco devastante. Il cosiddetto colpo di fulmine è una bazzecola in confronto. L'infatuazione al duecento per cento era in atto, tanto che, una volta passato l'anusiano, che visti i due sbaciucchiarsi tira dritto non riconoscendo la sua preda, Rieka deve svegliarlo. Infatti lei lo lascia, ma lui rimane un attimo li inebetito.
"Ehi, eroe! Che fai, ci prendi gusto? Era solo per fare passare quello là senza che mi riconoscesse. Ora puoi mollarmi, il pericolo è scampato. Se non ti sbrighi e non entriamo subito in casa quelli tornano e mi rapiscono."
Roby, stordito, risponde con voce tremolante vergognandosi non poco per quella figuraccia.
"Sì ... sì ... ha … sì, scusa, è vero, scusa, ma sai non sapevo … e… adesso entriamo... e … adesso prendo le chiavi…"
Rieka se la ride vedendolo così: sembra un ubriaco, intontito e incapace di intendere e di volere. Un ragazzo così prestante capace di abbattere tre uomini più grossi di lui, che va ko per un finto bacio rivelandosi, nonostante tutto quello che ha fatto, un giovane timido e vergognoso! Addirittura Rieka nota che a Roby trema tanto la mano che fa fatica a infilare la chiave nella toppa della serratura.
L’aliena, guardandolo e pensando fra sé, sente che in fondo quel tipo gli piace per davvero, anche se pensare così per una tallin è più che mai una cosa assurda! Ma è inutile: in quel momento è così tenero, proprio con quel suo fare un po' timido. Ma poi sa essere anche fermo e deciso tanto che l'ha difesa così coraggiosamente e a spada tratta dagli anusiani, e poi, quando la fissa dritta negli occhi … Poi… e poi… insomma: sono cose che lasciano il segno nel suo giovane cuore! Così, meditando su quei pensieri, l’aliena si da di nuovo della stupida ragazzina infatuata. Però questo è quello che prova, che farci?
Entrati nel palazzo, salgono rapidamente le scale e Roby apre la porta dell'appartamento.
"Scusa – dice imbarazzato – Ma non aspettavo ospiti e tanto meno una ragazza. Perdona la confusione qui è un vero un disastro, ma ero uscito anche con un po' di fretta e non ho rimediato al disordine." gli dice mentre la fa entrare.
"Grazie per i complimenti. Non ti preoccupare, capisco benissimo anzi, sono io che ti devo chiedere scusa per tutto. Stai facendo anche troppo per me." lo rassicura Rieka.
Roby fa accomodare la particolare ospite, e così finalmente i due si possono presentare decentemente. Rieka, ora seduta su un divano, finalmente può tranquillizzarsi anche se sente ancora la tensione di quegli attimi concitati.
È da capire: immaginatevi voi di trovarvi in un paese anzi, pianeta straniero, in pericolo, braccati e ora in casa di un ‘violento terrestre’, come ci definiscono loro. Per lo meno un timore va svanendo: il terrestre non sembra affatto un burbero, anzi: l’ha salvata e addirittura gli piace!
Roby, vedendo la titubanza di Rieka, è quello che rompe il ghiaccio per primo.
"Allora, penso sia io quello che si deve presentare per primo: io mi chiamo Roby, vivo qui da solo a causa degli studi. I miei vivono in un'altra città, ma ci vediamo spesso, ogni tanto vengono loro qua e ogni tanto sono io che vado a trovarli. Qua ci lavoro pure: faccio l'istruttore di arti marziali, la sera, sai per mantenermi gli studi. Comunque con me puoi stare più che tranquilla, non ho nessuna intenzione cattiva o di approfittare della situazione. E sappi che per me è stato un onore difenderti da quei brutti ceffi e se vuoi, rimani qui quanto ti pare, per me è un piacere … Tanto che ci siamo, ti posso offrire una cosa da bere o da mangiare?"
"Sei molto gentile… Roby giusto? No, grazie. La tensione mi ha chiuso lo stomaco. – risponde Rieka. Più che altro lei non sapeva che sapore avrebbe mai avuto il cibo terrestre o se per lei si fosse rivelato tossico o peggio – Allora mi presento io: mi chiamo Rieka. E sono in questa città solo di passaggio, vengo da molto lontano. Mi devo scusare con te perché sei un bravo ragazzo e non vorrei sembrare maleducata, ma per ora non posso dirti altro."
"Rieka… nome interessante, ma di dov'è? Da dove vieni? " chiede incuriosito Roby.
"Beh, diciamo... da molto lontano. A dire il vero dal sud della terra"
"Capisco, dimenticavo che comunque io per te sono un estraneo. Ma non capisco come una ragazza carina come te si sia trovata ad essere inseguita da dei criminali. A dire il vero, in questa città di crimini se ne compiono moltissimi, non si è davvero mai al sicuro, ma mai ho visto cercare di rapire qualcuno in pieno giorno e per di più spacciandosi per la polizia. La cosa è strana. Io insisto che dobbiamo chiamarla noi la polizia, e subito, per denunciare quei tipi. Magari fanno parte della malavita organizzata. Sai, donne come te possono, per certa gentaglia, essere fonte di reddito notevole in certi locali di malaffare. In questo quartiere non passa sera che qualche ragazza non sparisca o venga violentata! Che tristezza!"
"No! – esclama Rieka con un certo timore – Non chiamare nessuno. Non voglio che nessuno sappia che sono qui."
"Ma… sarai mica clandestina? Oppure sei scappata di casa? – ma poi Roby si rende conto di indagare un po' troppo, così preferisce lasciare stare la cosa – Beh, meglio che freno la mia curiosità. Hai detto che non puoi dirmi molto, quindi ti rispetto. Basta però che poi non mi ritrovo io nei guai. Tu hai diritto alla tua privacy, ma io vivo onestamente e non voglio passare per un delinquente già alla mia età. Se vuoi, comunque, puoi rimanere qui quanto ti pare. Io sono abituato a dormire sul divano, ci rimango molte volte quando mi addormento guardando la tv. Tu puoi stare nella mia stanza, il letto è pulito e le lenzuola lavate di fresco: ieri sono passati i miei e mi hanno portato la roba lavata. Qualsiasi altra cosa ti serve chiedi pure."
"Non preoccuparti anch’io amo l’onestà. – replica lei volendolo rassicurare – Quello che posso dirti, e anche se per te forse è difficile voglio che tu mi creda, è che non sono una clandestina né tanto meno una fuorilegge. Non ti metterò nei guai con la giustizia perché non ho commesso nessun crimine. Però la questione che mi riguarda è molto particolare e non posso dirtela anche per salvaguardare il tuo bene! Forse ti posso sembrare scortese, dopo tutto quello che tu hai fatto per me. In realtà non so come ringraziati. Sono io l'estranea e tu non ti sei risparmiato per difendermi rischiando la vita, ed ora faccio la strana e la misteriosa. Ma credimi! Penso tu sia un ragazzo con un cuore d'oro, non ti mentirei mai! Sai, mi è piaciuto molto come sei stato coraggioso nel salvarmi. Anche tutto questo che mi offri era proprio quello di cui avevo bisogno: un po' di ristoro, un riparo per un giorno o due, ma non sapevo come chiedertelo. Ho proprio bisogno di potermi fidare di qualcuno, sai, io per adesso qui sono sola e in pericolo. Vedrai che non ti disturberò affatto e al più presto cercherò di andare via."
Roby urlerebbe un: “E vai che ho fatto colpo!” ma si da il giusto contegno e le risponde: "No, tranquilla, resta quanto ti serve! – Roby è colpito dal tono di voce della ragazza, così dolce e pacato tanto da convincerlo immediatamente della sua sincerità: perché chi mente non parla così – Non avere affatto fretta! Puoi rimanere quanto vuoi. Io poi so anche cucinare abbastanza bene e mi farebbe piacere offrirti una cenetta. Non intima, per carità, io ti voglio rispettare. Solo che a pensarci bene, non ho nulla in frigo. – poi vuole fare il brillante – Anzi, forse sarà il caso che ti vada a comprare qualche cosa. Anche se hai lo stomaco chiuso, qualcosa devi mangiarlo lo stesso. Hai qualche preferenza? Di veloce lo chef consiglia: la pizza del pizzaiolo qui sotto o pasta al sugo ‘alla Roby’... in pratica pomodoro e grana grattugiato!"
Roby sta giocando tutte le sue carte seduttive sperando che ‘l’incantevole fanciulla’ rimanga il più a lungo possibile per poterla corteggiare assiduamente. Lui infatti prova per quella creatura già dei sentimenti così forti che non si sa spiegare molto: la conosce da troppo poco tempo, sa appena il suo nome! Ma il suo cuore è già tutto per lei. Vada per la bellezza, il finto bacio, ma chi è veramente? Quell'alone di mistero rende ancora più affascinante quella donna dai capelli viola e più la guarda più si sente attratto da lei. E così Roby è ancora più motivato a conquistarla. Sì: è ufficiale! Il giovane ha perso completamente la testa, è rimasto completamente conquistato!
"Fa te ... io... io mangio un po' di tutto. – dice Rieka – Anzi, hai detto pizza? Vada per la pizza."
Tanto, pensava lei, qualche cosa doveva in effetti mangiarlo e i terrestri si nutrono in gran parte delle stesse cose degli arcadiani, si può provare ad assaggiare, poi vedrà.
"Ok! Hai paura di rimanere da sola? – dice euforico Roby – Io esco a comprare le pizze, ci vorranno quindici, venti minuti, è un problema?"
Rieka: "No, no, tu vai io... Beh, se non chiedo troppo avrei bisogno di una doccia per rimettermi un po' in sesto. Sai, fra la corsa e la tensione... Posso approfittare?"
Roby è un po' perplesso per la richiesta, ma d'altronde se rimarrà li da lui alcuni giorni in effetti una doccia dovrà pur farla.
"Non c'è problema. Tu fa finta di avere trovato il genio della lampada! – poi andando nell'armadio – Questo è l'accappatoio pulito, asciugamani pulito, il bagno è pulito e in ordine, sapone profumato e pulito, c'è di tutto. Serve altro? Esprimi un desiderio che io lo esaudisco!"
Rieka sorride vedendolo così indaffarato per lei: "No, no, sei fin troppo gentile,... genio. Vai pure che io mi arrangio."
Questa richiesta, per quanto strana sulla terra, non lo è per i tallin, popolo amante dell’acqua e maniaca della pulizia. Per questa razza potere stare sotto una doccia o dentro una vasca dopo una situazione stressante è fondamentale per recuperare la pressione passata e rilassarsi riordinando le idee. Ecco il perché della particolare richiesta.
Roby così esce di casa un po' poco volentieri, guardando lei che lo saluta con la manina e con il suo accappatoio in mano, sapendo che di lì a poco si sarebbe spogliata e fatta la doccia: pagherebbe per vedere quel corpo con un po' meno vestiti addosso, ma poi capisce che forse è meglio così, cerca di pensare ad altro e infila la porta. Solo ora, uscendo, sente un po' di timore per l'accaduto, pensando di rischiare di divenire lui ora oggetto di violenza se quei tipi erano ancora nei paraggi. Così, prima di uscire fuori di casa, guarda bene in giro per vedere se ci sono persone sospette e raggiunge rapidamente la pizzeria che poi è praticamente dall’altra parte della strada.
Ora mentre attende l’ordinazione continua a riflettere. Alcuni dubbi su chi sia realmente quella ragazza si fanno forti: mica starà proteggendo una criminale? Ma l'impressione che lei gli ha dato con le sue parole non è certo quella di una malvivente. Mistero! Tutto è incredibilmente strano! L’unica cosa di tangibile è proprio l’enorme tensione passata. Rilassandosi un attimo nota che le mani un po' gli tremano, sente l’ansia che lo pervade e lo stomaco che gli si chiude. Che pericolo ha passato! Ma poi per chi? Questo si chiede. Chi è quella donna misteriosa che ospita in casa sua e che gli piace tanto? Solo ora capisce quanti ragionamenti e decisioni assurde ha preso in così poco tempo a causa di quegli occhi e quello sguardo dolce e malinconico che ha incrociato per pochi attimi. Roby è davvero confuso e indeciso: sentimenti e logicità sono in aperto conflitto dentro di lui.
La cosa che non capisce è anche che donna non solo è bella, ha un qualcosa che lo stimola in un modo unico e particolare, inspiegabile, e questo sentimento gli si è fissato nel cuore e non si toglie di li. Roby si sente pure stupido, in quanto si ripete anche che una donna bella così, a uno come lui, non ci pensa neppure lontanamente. Quelle li guardano solo i ricconi e gli imprenditori, qualcuno che le lanci nello spettacolo o nella tv.
La testa di Roby quasi fuma dai mille pensieri che la pervadono, ma per fortuna le pizze sono pronte e il richiamo del pizzaiolo lo fa risvegliare e ritornare alla realtà. Preso il cibo e pagato il conto, il giovane ancora confuso esce di corsa dalla pizzeria e poco dopo è già in casa.
Rieka intanto, appena Roby esce, cerca di capire in quel poco tempo che è da sola, il funzionamento delle case terrestri: interruttori della luce, rubinetti dell'acqua, il bagno in genere. Per lei sono cose nuovissime e mai viste. L'ambiente un po' più tranquillo la rilassa e così, senza rendersi molto più conto di quello che fa, si spoglia, e non sapendo dove appoggiare gli abiti, il bagno è molto piccolo e teme che si inumidiscano, li lascia fuori su una poltrona e si infila nella doccia dove rimane con la testa sotto l’acqua per non poco tempo a rilassarsi.
Proprio mentre si rilassa sotto la doccia, si sofferma di nuovo a pensare su come era stato carino, coraggioso e premuroso quel Roby che, pur non avendola mai vista né conosciuta, aveva rischiato la vita per lei e poi ora la accudiva neanche fossero parenti, o… fidanzati. Rieka realizza, pensando ad alcuni atteggiamenti del giovane, che probabilmente anche lei deve avere fatto colpo sul ragazzo terrestre.
“Sta a vedere – ragiona sottovoce – Che tutti e due stiamo pensando la stessa cosa! Poi in definitiva sembra veramente un ragazzo di buoni principi, altro che barbaro! – continua ragionando fra sé – Infatti, la vita per un amico non tutti la rischiano, figuriamoci per un'estranea, quindi nel cuore di quell’uomo c’è del buono sicuramente, la logica è quella.”
Poi la sua mente ritorna a quando l’ha fermata e con sguardo sicuro le ha offerto tutta la sua protezione. Quel gesto è stato proprio il ‘la’ dove lei è rimasta davvero toccata nei sentimenti. Pensa addirittura che se lui ci provasse lei probabilmente ‘no’, non glielo direbbe ma cercherebbe sicuramente di conoscerlo meglio: quel giovane è davvero intrigante. Ma poi, ripensando al fatto che è un terrestre si da, di nuovo, anche sella ragazzina stupida, poco seria e infatuata, ridendosela da sola sotto l’acqua della doccia che, scorrendo sul suo corpo, porta via con sé anche molta di quella tensione e paura passate quel giorno.
Rieka, dilungandosi nel godersi la doccia, fa si che Roby nel frattempo arrivi a casa. Lui sentendo ancora lo scrosciare dell’acqua, per non intimorire la ragazza le dice ad alta voce il classico: "Ciao! Sono tornato!", frase che però lo fa pensare un attimo.
"Neanche fossimo già sposati! – sussurra fra sé e sé, poi prosegue – Magari lo fossimo! E chi esce più di casa quando si fa il bagno!”
Fulminato dal pensiero, prende una ulteriore decisione: vuole accelerare i tempi e, se la ragazza non è collegata con qualche storia poco chiara o altro, gli dirà a breve quello che prova per lei. In fondo ormai più la pensa e più gli piace, e se sarà interessata a uomini di maggiore successo pazienza: ‘Almeno ci ho provato. Non provarci sarebbe stupido.’ Continua nel suo ragionamento.
“MA CHI SEI?”
Posate le pizze e apparecchiato la tavola, Roby riordina un poco la stanza da alcune cose e vedendo i panni di Rieka un gettati alla rinfusa sulla poltrona va metterli a posto.
“Ma che cavolo è questa… – esclama ad alta voce dalla sorpresa – Ma tu guarda cosa teneva nascosto sotto i panni! Sembra un'arma. – continua guardando lo strano oggetto ritrovato – È una specie di pistola ma decisamente futuristica insieme a questi due apparecchietti rettangolari, elettronici … e queste spie che lampeggiano. La cosa adesso mi comincia a puzzare di brutto! Questi sembrano telefonini ma sono troppo diversi dal solito. Questa non me la racconta giusta! Che ci fa questa con un'arma? E questi aggeggi? Sta a vedere che questa è una spia o una dei servizi segreti! È un agente in incognito! – ha l’illuminazione Roby – Sì! Ecco chi erano quei tipi! Erano dei servizi segreti. Quelli i tesserini mica li hanno o li mostrano a tutti. Ora si spiega la questione! Ecco il perché di tutti questi misteri! È una spia! La schiantona adesso mi mette nei problemi, e grossi. Ho menato tre del governo! Qui mi faccio ammazzare. Altro che fargli la corte. Loro mi fanno fuori!" Pensa terrorizzato.
Agitato, Roby non si accorge che quei pensieri fatti a voce alta e quelle parole arrivano alle sensibili orecchie di Rieka, che è silenziosamente uscita dal bagno con il suo l'accappatoio addosso e un asciugamano avvolto sulla testa per coprire le evidenti differenze fisiche. Tra l’altro l’accappatoio si è un po' aperto sotto i fianchi lasciando scoperta una gamba della ragazza fino a metà coscia, così che quando il giovane, sentendola dietro di lui, si gira per poi subito aggredirla verbalmente per essersi sentito tradito, rimane un po' interdetto dalla scena provocante che ha davanti. Ma poi è Rieka che, vedendo Roby con quelle cose in mano e quindi rendendosi conto della situazione creatasi, si adira.
"Che hai fatto? – gli urla avvicinandosi a due dita dal naso del ragazzo – Chi ti da il permesso di rovistare nei miei vestiti? Come hai osato?"
Roby rimane raggelato dall’inaspettata reazione di Rieka, ma poi reagisce lui.
"Io non rovistavo niente, volevo solo metterli a posto! Piuttosto dimmi tu: che ci fa qui quest'arma o quello che è. Cos'è un prototipo? Cosa sei? Una spia di qualche governo? Io adesso chiamo la polizia, poi salterà fuori la verità. Io non mi voglio fare ammazzare. Lo spionaggio non scherza con chi gli mena i suoi agenti!"
Roby va a grandi passi verso il telefono ma Rieka vista la situazione e sentendosi persa se Roby chiama qualcuno, con uno scatto fulmineo gli prende la pistola che teneva in mano a penzoloni fa un passo indietro e gliela punta contro.
"Fermati è un consiglio!" intima Rieka.
Roby va nel panico.
"Ehi, Ehi, calma! Io non ti voglio ammazzare, non ho mai fatto male a nessuno e non intendo farne oggi. Anzi pensavo proprio adesso che sei una ragazza carina e mi stavi anche simpatica. Pensa che ti volevo fare la corte! – dice con voce tremolante cercando di calmare la giovane – Se vuoi andare via, vai pure, io non ti ho mai visto e non dirò niente a nessuno. Ma non farmi niente, puoi fidarti di me! Ti ho anche salvata! Mi devi qualcosa, penso. O fra voi spie non usa ringraziare chi vi salva la pelle? – ma poi la rabbia di essere ferito anche nei sentimenti lo fa continuare – Comunque che mi nascondevi qualche cosa lo sapevo dall'inizio. Quindi lasciati dire due cose: che sei una falsa, e che mi hai sempre usato, sfruttando quello che ho provato per te, e poi non ti dico quello che penso di chi si comporta così visto che già mi vuoi ammazzare lo stesso."
Sapete come si fa a mandare su tutte le furie una donna tallin? Ditele che mente o che è disonesta! Basta una sola di queste cose per farla scoppiare. Roby gliele ha dette tutt'e due. Aggiungete: il panico di poter essere scoperta e catturata o dai terrestri o dagli anusiani, lo stress della giornata e per finire un carattere facilmente infiammabile e otterrete una reazione come quella che ha Rieka ha questo punto.
"Non ti devi permettere di darmi della criminale e della bugiarda! – urla Rieka tenendo sotto tiro Roby che si vede già con una pallottola piantata in fronte – Io non mento mai! Inoltre non ti voglio fare niente. Io, giusto che tu lo sappia, visto che ci tieni a sapere la verità, non ho mai sparato a nessuno, non rubo, e non sono dei servizi segreti di questo pianeta né faccio niente di simile. Questa pistola laser è solo una moda del mio pianeta, come il cavallo basso dei pantaloni lo è per il vostro. Sei un cafone! L'unico motivo per cui ti punto la pistola è il fatto che non ti fidi di me e se chiami la polizia mi condanni a morte, visto che i miei non sanno che sono atterrata qui e non possono venire a salvarmi! Cafone!"
La rabbia è sempre una cattiva consigliera e Rieka ora ha veramente parlato troppo. Ma se n’è accorta troppo tardi!
Nota infatti che Roby è sempre più perplesso e la fissa rimanendo in religioso silenzio. Molte di quelle affermazioni per lui non hanno proprio senso. Passano quindi pochi interminabili attimi, densi di tensione in cui i due si fissano dritti negli occhi.
Roby poi interrompe il silenzio e con voce bassa chiede: "Tuo pianeta? Atterrata qui? Ma, cosa dici? Strana sei strana ma pensare di essere una extraterrestre è troppo! Ma tu sei pazza! – dice roteando il dito all’altezza della tempia – Insomma perché ti dovrebbero uccidere, cosa mi stai nascondendo? Cosa c'è che io non devo sapere? Senti, tu sparami se vuoi, io chiamo la polizia, sono stufo di essere preso in giro da te! Sei proprio tutta matta! Ho protetto una pazza, ma tu guarda!"
Rieka ormai non sa più che fare, ed esclama: "Fermati! Non condannarmi a morte! Vuoi vedere cosa ti sto nascondendo? Ecco cosa ti sto nascondendo. Hai detto che mi posso fidare di te? Ora vedremo se è vero. Adesso affido a te la mia vita. Quello che sarà di me da ora in poi dipende solo da te. Guarda!"
Roby si blocca a quelle parole con la mano che stava per afferrare la cornetta del telefono e la fissa un po' impaurito da quella reazione. Rieka con un gesto rapido afferra l'asciugamano che ha attorcigliato in testa, tira con forza, lo srotola e lo lancia verso Roby. Lui lo prende al volo e fissa i suoi lunghi capelli umidi che si sollevano per un attimo in alto, sembra a coronare il suo bel viso rigato dalle lacrime, per poi ricadere e lasciare allo scoperto i due cornini che le donne Tallin portano sempre con tanto orgoglio, e le orecchie a punta.
"Sei contento? Ora sai come stanno le cose. Sì! Non sono del vostro pianeta, sono un’aliena!" dice lei, e scoppia a piangere disperata lasciandosi cadere lei sul divano e facendo cadere la pistola a terra.
Roby è bloccato. Non sa più che pensare.
“Ora ho veramente paura! – dice il ragazzo che non sa davvero più che fare – Tu mi sembravi una ragazza come tutte le altre, e invece. Mi spieghi cosa sono quelle corna e quelle orecchie? Cosa hai fatto da cercare aiuto proprio da me? Ma, possibile sia così? Ho in casa una extraterrestre che sembra uscita dal giornale di miss universo? Ma gli extraterrestri non sono bassi verdi e rugosi? Non puoi essere una marziana sei… sei… insomma, una favola di ragazza! Che macello!”
Regna per un attimo un silenzio pieno di tensione disturbato solo dai singhiozzi della ragazza. Troppe domande e non un senso logico.
"Cominciamo da una parte per capire. – riprende poi Roby – Mi puoi dire chi sei per davvero? Cos'è quella roba, dico le corna e le orecchie, un travestimento o cosa?"
Rieka, asciugandosi le lacrime e trattenendo i singhiozzi a stento, gli risponde: "Io sono la principessa Rieka, figlia di Ceso, re del popolo Tallin del pianeta Arcadia. Sono qui perché delle astronavi sconosciute hanno cercato di rapirmi e non so neanche il perché. Sono sbarcata qui per scappare, ma anche loro sono sbarcati sulla Terra e mi stanno cercando ma evidentemente non possono individuarmi se non a vista. Per ora sono viva solo grazie al tuo intervento."
Roby ovviamente fa seriamente fatica ad accettare la cosa. Lui, anche se appassionato di fantascienza, non credeva molto esistessero altre forme di vita al di fuori della terra. Confuso e frastornato più che mai, prende un po' di coraggio e apre un cassetto della credenza dove ci sono dei fazzolettini di carta e glieli porge. Poi le chiede: "Vuoi dirmi che tu vieni da un altro pianeta e che io oggi, fra miliardi di terrestri, sarei il primo umano ad essere contattato da voi, per di più da una donna molto bella come te, scusa se mi ripeto, e poi una principessa? Scusa ma faccio fatica, non credo di essere tanto fortunato! Ritrovarmi con miss universo nel salotto di casa mia. Mi sembra troppo davvero!"
Rieka è ancora in lacrime: "Diciamo che le cose stanno più o meno così e comunque non sono miss universo, sono arrivata seconda all'elezione di miss galassia dopo Ksok di Plaster. Grazie lo stesso per il complimento, sei sempre carino, ma se non mi credi fa come ti pare. Però non ha molto senso se prima mi salvi e poi mi dai in pasto a gente che non so cosa mi farà quando capirà chi sono."
Roby sta per impazzire! Una giornata così non gli era di certo mai capitata. Ora si ritrova pure responsabile della vita di una principessa aliena di non so dove che è li a casa sua per non si sa quale motivo e lui si è pure invaghito di lei! Nervoso e frastornato, cammina su e giù per la stanza, comunque ancora scettico, così le dice: "Tu continui a prendermi in giro. Cerca di capirmi: mi sento come se la testa mi stesse per esplodere. Non so se ti rendi conto di cosa significa per me questo a livello mentale. E poi che prove ho che tu sei veramente un’aliena? Insomma, le tue corna possono essere finte, come le orecchie e i canini, il colore dei capelli: cose che si possono fare. Toglimi ogni dubbio: fammi toccare le corna e le orecchie, almeno per essere sicuro che sia tutto vero. Capisci? Questo per me è come vivere un sogno! Non mi sembra possibile!"
Rieka lo guarda e sorride un po', poi gli dice: "Le mie corna le puoi toccare solo se ci sposiamo. Devi sapere che il toccare le corna di una donna nelle usanze della mia razza è un gesto molto intimo di noi Tallin. Io penso che per un terrestre basti questa cosa…"
Rieka si alza in piedi, si solleva delicatamente dal suolo di trenta centimetri circa, allunga le sue mani verso un esterrefatto Roby e gli dice: "Ora dammi le tue mani."
Roby allunga le braccia sbigottito e prende le mani che Rieka gli tende. Poi lei lentamente gli gira intorno, senza toccare terra, facendo girare anche lui. Roby è allibito, a fatica comincia a comprendere la situazione in cui si viene a trovare. Ora l'interesse per quella donna diventa davvero particolare. Lui non sa il perché, ma ora si accorge, mentre la guarda negli occhi e ne intravede ancora quelle calde lacrime che le rigano il viso, che lui si sta legando a lei ancora di più: ma com'è possibile? È addirittura un’aliena! Ma è proprio questo che lo fa sentire ancora di più responsabile di lei: lui è responsabile della vita della prima extraterrestre sbarcata sulla terra. Ora, come lei stessa ha detto, la sua vita dipende solo da lui.
Ma a Roby quello che gli sembra impossibile è che i suoi sentimenti invece di smorzarsi, affiorano sempre più forti e gli fanno capire che si sta innamorando perdutamente di quell'essere: il fatto che sia di un altro mondo, invece di allontanarlo gli fa provare ancora più interesse per quella ragazza. Ora sente ancora di più un’attrazione verso l’aliena davvero forte, non sarà amore, ovviamente, ma si sente attratto come il ferro da una potente calamita!
Roby, continuando lentamente a girare in tondo con Rieka, anche se a fatica, ormai deve accettare l’evidenza dei fatti. Sì riprende un attimo, e poi le dice: "Beh direi che a questo punto è evidente che tu non sei terrestre… Sono davvero frastornato... Ma allora... ora ti devo aiutare. Mi sento in obbligo di farlo, a nome anche di tutti i terrestri. Poi tu mi hai affidato la tua vita. Sono in obbligo adesso. Allora..., vediamo di organizzarci. Dicevi che ti ritrovi qui perché qualcuno ti sta dando la caccia per un motivo sconosciuto."
"Voglio che lo fai solo se te la senti. – lo frena Rieka – Io non ti voglio coinvolgere, sei già stato fin troppo buono con me, in più potresti davvero trovarti in pericolo di vita."
Roby ormai ha deciso: "Io mi voglio coinvolgere. Ti ripeto che mi piaci e non ho mai comunque lasciato donne in difficoltà o nel bisogno. Allora, ricominciamo! Ti ritrovi qui perché qualcuno ti sta dando la caccia per un motivo sconosciuto, giusto?"
"Già ti dichiari? ... – dice Rieka fissando un Roby che arrossisce all’istante. Poi continua – Lascia stare, comunque… sì. Le cose in poche parole stanno così."
Roby così la ferma dal suo girare, le stringe forte le delicate mani, la guarda negli occhi e teneramente le dice: "Ora non piangere più. Non ti posso vedere piangere, ragazze come te, aliene o terrestri che siano, devono solo sorridere. Io ti aiuterò a tornare a casa qualsiasi cosa comporti. Ti proteggerò da qualsiasi cosa, l'ho già fatto e continuerò a farlo. Puoi fidarti di me. Ti proteggerò qualsiasi cosa mi possa costare. Adesso dimmi di cosa hai bisogno o dove ti devo portare e avrai tutta la mia collaborazione. Per te posso anche uccidere chi ti vuole fare del male! Questa adesso è la tua base operativa segreta!"
Ora è Rieka che rimane un attimo perplessa. L'atteggiamento di quell'umano di cui comunque poco, fino a quel momento, si fidava, la colpisce: ad un certo punto sembra ancora più interessato ai suoi problemi e se ne preoccupa incurante di quello che gli può accadere. Poi, quella forte e sicura stretta alle mani! Lui continua a stringerla e lei per la seconda volta continua a fremere. Allora anche lei stringe le sue mani e gli dice un tenero: "Sì! Mi fido di te. D’altronde se mi volevi fare la corte, penso che tu sia più coinvolto in questa avventura di quanto io possa immaginare. Poi non so perché ma qualcosa mi dice che tu abbia dei buoni sentimenti.”
Roby va subito in imbarazzo, poi lascia cadere il discorso pensando che rischia di fare la figura del dongiovanni da strapazzo e le dice: "Sono contento, vedrai che non te ne pentirai. Ma adesso dobbiamo muoverci e mi devi spiegare di cosa hai bisogno per metterti in comunicazione con i tuoi, il tuo pianeta o altro. Ho bisogno di dettagli per non commettere errori che potrebbero farti scoprire. Se si viene a sapere che sei un’aliena ti potrebbero prendere e fare sparire chissà dove."
Rieka però a quel punto si dimostra ancora un po' titubante: "Sì... sì dunque..." balbetta.
Roby indispettito, la tira giù per le braccia facendola atterrare, le stringe le braccia all'altezza delle spalle, la guarda fissa a pochi centimetri dal naso e le intima: "Ehi! Ti ho detto che ti devi fidare di me. Sono l'unico per adesso che ti può aiutare, che non ti vuole vivisezionare e che ti vuole, in un certo senso, bene. O mi dici tutto o non se ne fa niente. Voglio salvarti la pelle, ma se non ti fidi di me, trovati un altro. Se avessi cattive intenzioni avrei già approfittato di te, visto quello che hai addosso."
Rieka rimane imbarazzata e diventa tutta rossa ricordando di avere addosso solo un accappatoio. Però è sempre più colpita dallo sguardo fisso e deciso di Roby e anche da quella presa forte che per l’ennesima volta le da un senso di sicurezza e protezione. Poi nessuno le aveva mai parlato così e pochissimi le avevano detto così chiaramente che le volevano bene.
"Sì, scusa hai ragione. – dice con voce incerta – Senti, io mi rivestirei, così mi sento non proprio a mio agio, e poi ne discutiamo a tavola mangiando la pizza, ok?"
"Va bene, io vado in cucina a scaldare le pizze che ormai saranno fredde, tu prendi i tuoi panni e rivestiti o se ti sto ancora così vicino cambio idea… – dice Roby sempre più deciso nel portare avanti il suo progetto – Ma, a proposito tu la pizza, la mangi? Forse non sai neppure cos'è, non è che ti avveleni?"
Rieka: "Be l'assaggio. Noi siamo umanoidi compatibili. Quello che mangiamo noi lo mangiate anche voi, l'unica cosa sono i sapori. Comunque ho una fame che mangerei di tutto!"
"Ti piacerà allora. La pizza ha conquistato il mondo, ora anche lo spazio! Però, potrei farci uno slogan!" Dice tutto baldanzoso Roby.
Lei va a rivestirsi. Poi, pensando alla serata, si trucca un po' perché vuole farsi bella per quel ragazzo che, inutile negarlo, in fondo comincia a piacerle … molto! Al fare quel pensiero, sorto così, naturale, nato spontaneo come l’erba nei campi, Rieka sente ad un tratto una forte emozione che si rivela come una stretta al petto. Lei sa di che si tratta! Si gira e si guarda nel grande specchio dell’armadio e si sussurra: “Rieka! Ma che fai? Continui? Ti innamori del primo che ti capita? Ma ti sei impazzita? È un umano, un barbaro, non ti può conquistare, sei una principessa e una Tallin… Sì, – dice dopo una breve pausa – principessa o no quello mi sta conquistando alla grande. Che scema e io ci sto cascando con tutti gli stivali.” Colpita al cuore pure lei!
Così dopo poco si ritrovano a sedere a tavola. Roby che, persa ormai ogni cognizione di causa, vede nel fatto che quella donna sia un'extraterrestre un motivo in più per corteggiarla, ha fatto un po' il brillante tirando fuori per apparecchiare ciò che di meglio ha in casa, comprese due candele per fare un po' di atmosfera. Rieka ha analizzato la pizza e l'ha pure assaggiata. Per lei sa un po' di poco, visto che i loro cibi sono estremamente saporiti, ma in fondo le piace.
In quella cenetta a lume di candela inizia una lunga conversazione. Gli argomenti sono davvero infiniti. Roby è molto curioso e così i due parlano molto dei loro mondi, della loro vita e chi più ne ha più ne metta. Roby in tutto quel parlare arriva all'argomento che più, ormai, gli interessa.
"Posso chiederti, per pura curiosità, per quel che riguarda l'amore, cosa fate voi, vi corteggiate, vi fidanzate o cosa?"
Rieka, che non è stupida e capisce, sorride e gli risponde: "Ma… vedi, le cose funzionano più o meno come da voi. Se due si piacciono, si corteggiano, si fidanzano e poi si sposano. Però fino al matrimonio non ‘si fa niente’, non so se mi spiego. Dal punto di vista sessuale c’è un rispetto e una morale molto diversa. Voi avete altre abitudini, mi sembra."
Roby, imbarazzato, comunque vuole sapere quello che ormai più gli interessa: "Sì... sì... capisco, interessante. E, scusa se mi permetto, tu chissà in quanti ti avranno corteggiato. E se non sono troppo curioso, hai un fidanzato? Lo chiedo perché ormai sarà in pensiero, immagino. Dovremo avvisare anche lui.”
Rieka, che ora ha ben capito dove il terrestre vuole arrivare, risponde con un sorrisetto sarcastico: "E io posso sapere perché ti interessa tanto questo argomento?"
Roby, smascherato e quindi ancora più imbarazzato, ha le orecchie che ormai gli prendono fuoco tanto sono rosse, e balbetta nervosamente.
"No, no... così... sei molto carina... e allora pensavo che come minimo fosti già fidanzata... ecco... magari sposata... ma notavo che non ne parli, quindi mi sembrava strano. Poi volevo capire come comportarmi... Avrai un fidanzato magari geloso o ti devo trattare con un certo rispetto, non so… sai…"
"Perché, come pensavi di comportarti?" lo blocca lei fissandolo e sorridendo sarcastica e divertita nel vedere il giovane nel completo panico.
Ma poi Rieka, notando che Roby non sa davvero più che dire, mettendo ben in evidenza così tutta la sua timidezza e come preferisce affrontare di petto un anusiano piuttosto che una ragazza, sta al gioco. Infatti, vuole vederci più chiaro sulle intenzioni del terrestre, che si dimostra così intraprendente nei suoi confronti. E dato che le piace, non vuole avere un atteggiamento che lo scoraggi in un qualche modo. Non vuole fare la facile ma neppure quella inconquistabile.
"Sì, alcuni mi hanno fatto la corte e uno in particolare adesso mi piaceva. – ma questo le fa venire in mente Zoges e a denti stretti mugugna – Anzi, quel bastardo l’ho corteggiato io come una deficiente, per due anni! Sì, proprio come una deficiente, e lui mi ha solo scaricato.”
Roby vedendola così non capisce e chiede: “Qualcosa non va?”
Rieka si riprende subito e continua: “Lascia stare. Comunque la risposta è no! Non sono ancora fidanzata, come ti dicevo uno mi piaceva ma non c’è proprio storia, se è questo quello che ti interessa."
Roby al sentire che non ha impegni seri scoppierebbe dalla gioia e si metterebbe a saltellare per tutta la casa, ma ovviamente non può. Anche se, comunque, al sentire che uno gli piace, lo intimorisce. Così replica: "No, no… Così... – poi taglia il discorso – Beh, adesso fidanzata o no, bisogna che ci organizziamo per metterci in contatto con i tuoi, penso. Oppure torni a casa da sola? Di che mezzi disponi per le comunicazioni e il rintracciamento dei nemici?"
Rieka, che dentro di se se la ride vedendo quel ragazzo che tanto fa il duro, adesso balbettante e rosso di vergogna, gli risponde: "Vedi, non so se spiegarti e se capirai."
Roby facendo appello a tutto il suo orgoglio terrestre la rimbrotta: "Non offendere! Sono un genio nel capire come funzionano le cose, spiega e vedrai. Poi ci penso io a guidarti in questo pianeta di ‘cattivi’."
Così Rieka comincia a spiegare un po' i rudimenti di alcune apparecchiature come il sensore portatile serie Delan, utile per individuare cose o persone che si stanno cercando, il comunicatore portatile a bracciale, pistola laser o disintegratrice che dir si voglia. Gli parla anche della sua astronave sotterrata in un deserto che impara essere quello del Sahara.
Roby si affascina molto alla cosa: da un lato fa fatica a credere a quello che gli sta succedendo, e dall'altro un'avventura come questa lo eccita. Un patito della fantascienza terrestre, ora praticamente la vive: gli sembra di sognare.
Capito un po' le spiegazioni di Rieka sulle problematiche legate al comunicare con casa o tornarci, cerca di progettare immediatamente un piano. "Allora, se comunichiamo con la tua astronave ci possono rilevare. E tantomeno quindi farci trasferire la. Puoi riuscire a sapere se quei tipi sono ancora qui sulla terra o sono in orbita?"
Rieka: "Con il Delan li posso individuare solo se sono in un raggio di cinquecento metri. Dalla mia nave invece non ho praticamente limiti."
Roby: "Ok. Allora se te la senti ci facciamo una passeggiata in incognito qui fuori con il sensore portatile e vediamo se sono in zona. Se non ti possono rintracciare con i sensori, cosa che avrebbero già fatto, evidentemente possono trovarti solo a vista, come dicevi tu. Noi così abbiamo un vantaggio notevole. Ma penso che, visto che ti hanno perso da tempo, magari sono andati via. Anzi, possiamo fare così: se non troviamo nessuno, domani chiamiamo i tuoi."
Rieka ci pensa poi gli dice: "Ai ragione, avevo più o meno pensato la stessa cosa. Impari presto, non ti facevo così perspicace. Ti assumo come ufficiale tattico."
Roby a quelle parole si sente euforico e replica: "E non hai ancora visto nulla. Prendi questo giacchino e usciamo. Con i vestiti diversi sarà ancora più difficile riconoscerti. Solo attenzione, qui i criminali pullulano e una come te non passa inosservata. Devi essere pronta a difenderti. Io comunque ti proteggerò a costo della vita!"
Rieka sorride incredula di come quel ragazzo se la sia presa tanto a cuore. Poi risponde: "Sei davvero un caro ragazzo. Grazie! Comunque puoi stare tranquillo, so picchiare forte anch'io e poi, ho in serbo alcuni trucchetti."
Roby aiuta così Rieka a destreggiarsi anche con i vestiti tipicamente terrestri: ciarniere lampo e bottoni. Così le sistema dolcemente il giacchino, le sistema un po' i lunghi capelli che, come al solito, si impigliano un po' qua e la, poi gli viene spontaneo anche fargli una piccola carezza affettuosa. Rieka è intenerita da questi gesti premurosi che, a parte i genitori, fino ad allora nessuno le aveva fatto: nessuno su arcadia si prende certe libertà con una principessa. E così il corteggiamento del terrestre comincia a sortire qualche effetto e in lei comincia a crescere quell'attaccamento verso il "barbaro terrestre", che poi così barbaro non sembrava affatto. Già, lei non riusciva a non pensare a come quel ragazzo la stava proteggendo con tanto affetto e premura. In lei continua a ripetersi la domanda: che sia il famoso colpo di fulmine? Comunque, mentre pensa tra se e se, fa fatica ad accettare la cosa, visto che sentimenti così forti e immediati non li aveva mai provati prima.
"Grazie, sei davvero carino." È tutto quello che le esce parlando a bassa voce, accennando un timido sorriso e con tono dolce.
Per poco che sia, Roby a questo punto è sempre più fuori di se per la gioia, il cuore gli scoppia in petto, ma ovviamente ostenta calma e fermezza per continuare a fare colpo sulla donna. Rieka finisce di sistemarsi e, anche se a malincuore, con una berretta di pile si copre le corna e le orecchie. Così i due escono e, sensori alla mano, cercano di vedere se ci sono degli anusiani in giro. Roby però, ormai preso al cento per cento dalla vicenda e dal fascino di Rieka, ne approfitta per chiacchierare e fare il saputo sugli usi e i costumi dei terrestri. Le fa vedere così negozi e vetrine, intanto che indagano. È anche orgoglioso di girare con una ragazza così: lo vedessero gli amici!
Passano anche davanti ad un negozio di musica e li Roby ha una trovata: "Ti piace la musica? Voi immagino ne ascoltiate sul vostro pianeta."
"Sì certo! Io poi ne ascolto molta, e un po' canto. Mi fai sentire i generi che avete qui?" risponde Rieka.
Roby non aspettava altro: "Sì certo! Entriamo qui che ti faccio sentire un po' di tutto. Ti piace quella più calma o movimentata?"
Rieka d’istinto risponde: "Mi piace quella molto, ma molto ritmata. Sai, amo molto anche il ballo."
I due entrano e Roby va a parlare con il negoziante: "Vorremmo sentire le ultime novità rock e della tecno." chiede.
Il negoziante, che a fatica scolla gli occhi da Rieka, indica a Roby gli scaffali dove può trovare quello che cerca. I due vanno a cercare, e Roby sceglie alcuni brani di quelli tosti e li ascoltano insieme nell’apposita postazione con le cuffie. A Rieka gli brillano gli occhi: certi brani tecno sono praticamente la stessa musica che ascolta su Arcadia, meno complessa, ma molto simile. L’aliena si fa subito prendere dal ritmo! Quasi istintivamente si apre il giacchino, in negozio è molto caldo, lasciando intravedere la maglietta attillata, e comincia a muoversi al ritmo incalzante della musica. Roby però cerca di fermarla subito, in quanto una così attira l'attenzione non poco: c'erano già il negoziante e un paio di clienti con lo sguardo fisso su di lei e un'altro aveva già ricevuto una sonora gomitata al fianco dalla sua ragazza. Così Roby, temendo che quegli sguardi potessero notare qualcosa di anomalo nella ragazza, le fa scegliere qualche disco, li paga, glieli regala e poi escono dal negozio. Rieka apprezza molto quel pensiero tanto che, presa da quella chiamiamola così, particolare simpatia per quel ragazzo che si sta dimostrando sempre più premuroso, quasi si era dimenticata cosa deve fare e perché è li.
Ormai si è fatta sera, e un bel tramonto ci mette del suo nel rendere particolare quei momenti che Roby e Rieka stanno passando insieme. Il sole è rimasto tagliato a metà dall’orizzonte e lui comincia ad illuminare il cielo con un bel rosso vivo. Alcune nuvolette gli passano davanti, sembra che lo facciano solo per essere anche loro tinte da quei raggi rossi che rendono magica e romantica quella serata. I due camminano e osservano quello spettacolo naturale che meraviglia sempre chi lo contempla e che, come nel caso dei due giovani, spesso va ad amplificare quelli che sono i sentimenti di affetto che uno prova per l’altra persona.
Così, mentre i due passeggiano per quella città abbellita da quella tinta rosso acceso, Roby, ancora più coinvolto dai suoi sentimenti, si avvicina fianco a fianco a Rieka e, tenendo lo sguardo timidamente rivolto all’asfalto, cerca di farsi un po' avanti per farle capire quello che sente per lei.
"Io… non so per quanto tu starai ancora qui con me. – dice – Sei una principessa che viene da un'altro mondo, immagino dovrai tornare al più presto a casa e forse qui non verrai mai più. Non vorrei che tu ti dimenticassi di me. Quindi, se non ci rivedessimo più, vorrei che tu ogni tanto mettessi su uno dei dischi che ti ho regalato e pensassi a questa nostra serata insieme."
Rieka rimane interdetta, sente in quelle parole e nel come le dice, la conferma che quell'umano prova qualche cosa di importante per lei. È assurdo parlare di sentimenti quando si conosce una persona da solo poco più di mezza giornata, si ripete in continuazione, ma anche lei comunque sente qualche cosa per lui e quella sera, che sta diventando speciale, in effetti non voleva certo dimenticarla.
Rieka lo guarda sott'occhio un attimo, poi, anche se giustamente non vorrebbe prendere una sbandata per uno appena visto, ma certi sentimenti le stanno crescendo nel cuore, vorrebbe dirgli qualche cosa, solo per fargli capire che c’è un po' di simpatia da parte sua, ovviamente non amore, ma una certa sintonia si. Arriva però solo a dire "Certo…" che all'improvviso dalla penombra tre malintenzionati della zona si avvicinano minacciosi ai due demolendo con la loro violenza quel momento magico: cose purtroppo fin troppo normali li.
Infatti Roby viveva già in una città poco sicura, ma pure in una zona parecchio degradata. Lui pensava, visto che c’è ancora abbastanza luce, di potere andare in giro con una certa tranquillità, ma purtroppo non è così e i brutti ceffi fanno subito capire quali sono le loro altrettanto brutte intenzioni. Uno infatti si avvicina proprio a Rieka ghignando ironicamente e le dice: "Ehi, una coppia di fidanzatini! E che bella pupetta abbiamo qui."
Un altro aggiunge: "Sì, mica male. – e tira fuori un coltello – Che ne dite se ci seguite li dietro nel vicolo?"
Roby con fare duro prova a minacciarli dicendo con un sorriso beffardo: "Badate che non vi conviene. Se ci tenete alla pelle lasciateci andare. – Poi rivolto a Rieka sussurra – Tu fa come l'altra volta, hai capito?"
"Guarda che io non ho problemi a difendermi, io mi preoccupo per te. Questi me li mangio a colazione!" È la risposta di lei, decisa e sicura di se.
Roby non si spiega quelle parole e si chiede cosa sia capace di fare. Forse, pensa che anche lei conosca qualche arte marziale del suo pianeta, ma insiste: "Non ti preoccupare, andiamo nel vicolo e gli faccio fare la fine degli anusiani, inoltre li non ci noterà nessuno."
Uno di loro vedendo che i due chiacchierano e si stanno litigando chi dei due sarà quello che li metterà fuori combattimento, alza i toni e ordina: "Ehi, cosa pensate di fare! Non stiamo mica scherzando noi! Seguiteci e forse vedrete l’alba di domani! Chi vi credete di essere, presto! Nel vicolo!”
Rieka e Roby seguono quei delinquenti che pensano di avere vita facile nel loro atto criminale e se la ridono rimirandosi la ragazza e pensando all’ovvio crimine che vogliono perpetrare. Ma come si sbagliano! Appena nel vicolo Roby fulmineo tira fuori da una tasca apposita fatta del giubbotto, i suoi inseparabili bastoni Nunchaku, sì, proprio quelli collegati da una corta catena, avete presente Bruce Lee?
In meno che non si dica ha già steso due dei bulli con altrettanti rapidi colpi uno in fronte al primo e uno alla nuca dell’altro malvivente. Il terzo, che faceva lo sbaglio di puntare il coltello contro Rieka, tenendola per un braccio, come lei vede che sono in un punto del vicolo dove nessuno vedrà, anche lei mette in opera la sua linea difensiva. In un istante l'intero vicolo si illumina della luce azzurra di un'impressionante scarica di plasma che lascia incosciente e ustionato a terra il poveraccio.
Roby è esterrefatto! Questa era proprio una bella novità! Fissa il tipo steso a terra con i vestiti che, parzialmente bruciacchiati, fumano e la faccia che ancora esprime il trauma che il poveretto ha appena passato, poi fissa con un po' di paura Rieka e le dice: "Ehi, questo non me lo avevi detto! Sei una tipa ‘elettrizzante’ e piena di novità! Bel comodo per l'autodifesa: scariche ad alto voltaggio?"
Rieka sorride: "In realtà è una forma di plasma di energia che produce il nostro corpo. È qualcosa che qui da voi torna utile, mi sembra. Solo che c’è un lato negativo: scaricare spesso tutta questa energia, mi stanca molto."
Dopo essersi ricomposti un attimo, Roby e Rieka si allontanano alla svelta per evitare eventuali curiosi, poi si fermano ed esaminano i risultati raccolti dal Delan. Buone notizie: degli anusiani nessuna traccia.
Roby: "Io proverei a contattare la tua astronave per avere informazioni migliori."
Rieka: "E se ci individuano?"
Roby: "Possiamo fare così: facciamo la trasmissione, se sono ancora in ascolto e ci rintracciano, noi come cominciamo a vederli sul Delan, ci nascondiamo immediatamente in un locale un po' affollato, li faranno fatica a trovarci. Un bel posticino è qui non molto lontano. Vale la pena rischiare. Qualche cosa dobbiamo farla, no?"
Rieka "Ok. Proviamo."
Rieka così prova con il comunicatore a contattare l'astronave che ovviamente le risponde immediatamente.
“Ho buone notizie, principessa, e i dati sono più che rassicuranti. – dice il computer – Stando alle mie ripetute rilevazioni posso confermare con certezza assoluta che gli anusiani sono spariti dalla terra da un’ora circa. Inoltre anche quelle distorsioni se ne sono andate, il che conferma che le astronavi sono partite e penso definitivamente. Evidentemente visto che avevano perso la loro preda, quel popolo ostile ha cambiato rapidamente tattica. Così, ora sei fuori pericolo e puoi comunicare tranquillamente con i tuoi e tornare a casa.”
"Perfetto, ora chiamo mamma e papà che ormai avranno un esaurimento, sono figlia unica e se solo mi perdono per cinque minuti stanno già male." Esclama sorridente l’aliena.
Roby a sentire che tutto sembra già sistemato si rattrista capendo che questo vuol dire che l’extraterrestre presto partirà per sempre, ma non lo vuole fare vedere e non fa trasparire il suo stato d’animo.
"Lo capisco. Devi andare all'astronave o puoi comunicare anche da qui?"
Rieka: "Posso comunicare anche da qui. La mia nave farà da ponte radio."
UN SOLO GIORNO SULLA TERRA
Rieka si rimette in comunicazione subito con la sua nave. "Computer, mettimi in contatto con casa mia.”
“Attenda principessa. Un attimo che attendo la risposta.” Informa il computer.
Nell’attesa Rieka nota che il terrestre la sta guardando con occhi sognanti e sorride.
“Ma che hai da guardare? Non ti permetto di fissarmi così” dice con una voce suadente mentre fa l’impassibile, anche se si capisce che è un po' imbarazzata e un po' compiaciuta.
Roby ha un impeto di coraggio e vuole sbilanciarsi: “Ho l’abitudine di guardare ciò che è bello e … “ comincia a dire per avanzare qualche dolce parola che faccia capire qualcosa in più di quello che sente per l’aliena, quando l’infallibile puntualità del computer interrompe l’idillio del ragazzo.
“Comunicazioni attive. Ho contattato tuo padre, Rieka puoi parlare.”
“Pronto papà? – dice subito lei, con Roby che non visto in quanto dietro le spalle di lei, gesticola nervosamente facendo chiaramente capire come vorrebbe ridurre in briciole l’inopportuno computer – Sono Rieka, mi senti?"
Ceso, commosso, urla un liberatorio: "Rieka... Rieka dove sei finita? Come stai? Tutto a posto? Sei in pericolo? Ti veniamo a prendere subito con la flotta! Dammi le coordinate immediatamente!"
Rieka lo rassicura subito: "Non ti preoccupare papà, sto benissimo, non mi è successo nulla. Però c'è qualche cosa di importante che ti devo dire subito! Penso che la coalizione e il nostro pianeta siano in pericolo da parte di un popolo: gli Anusi. È un popolo bellicoso e aggressivo che si trova nel nostro spazio con delle navi perfettamente occultate. Mentre andavo su Lakis hanno cercato di rapirmi, ma sono riuscita a scappare. Voi avete per caso rilevato delle distorsioni sulle onde Lin?"
Ceso allibito: "Beh, sì, in effetti ultimamente qui nei dintorni ne abbiamo molte, le stiamo analizzando per capire cosa sono."
Rieka: "Possono essere loro. Come ti dicevo sono astronavi occultate da una forma di energia a noi sconosciuta. Quando mi hanno aggredito, hanno cercato di rapirmi probabilmente per ricattarvi. State attenti, probabilmente visto che sono riuscita a scappare tenteranno a breve un attacco a sorpresa."
Ceso: "Ho capito, dove sei adesso?"
Rieka: "Sulla terra. Ma ora vengo via, prima però devo ringraziare un terrestre a cui devo la vita, vuoi vederlo?"
Ceso quasi ha un infarto! Sentire che la figlia è sulla ‘pericolosissima terra’ e che si è fatta riconoscere da un terrestre è per lui uno shock troppo forte! Ripresosi un attimo, ha come reazione un’alterazione dell’umore notevole che passa così dalla gioia di avere ritrovato la figlia all’ira incontrollata.
"Ti sei fatta riconoscere da un terrestre? Sei pazza? Lo sapevo di avere una figlia tutta matta! É un pianeta inesplorato e pericoloso, abitato da barbari e manigoldi! Come ti è venuto in mente di fare una cosa del genere? Hai influito sulla loro storia! Come mai non capisci! Lo sai della responsabilità che ti sei presa?"
Roby sentendo quella sfilza di offese, non resiste e interviene.
"Buonasera re Ceso! Sono il barbaro e violento terrestre. A parte il particolare, non si preoccupi signore solo io so della cosa e con me il vostro segreto è al sicuro. Inoltre le prometto di riportarle sua figlia sana e salva, è un giuramento. Sa, ultimamente sulla terra non ci sono solo bastardi e manigoldi!"
Ceso ancora più infuriato per quel sarcasmo gli risponde: "Glielo auguro giovanotto! Altrimenti lei sarà responsabile della conquista del suo pianeta da parte nostra e io la verrò a prendere per torturarla con le mie mani! Ora Rieka ascolta: se è vero che rischiamo di essere sotto minaccia di conquista, tu rimani li per circa un’altra giornata, il tempo di analizzare la situazione e di farti arrivare qua senza pericolo. Potrebbero, vedendoti rientrare, cercare di rapirti di nuovo. Stai in un posto sicuro e soprattutto lontano dai terrestri! Ci sentiamo al più presto."
Rieka: "Ok, ciao papi, prossima comunicazione domani sera. Non stare in pensiero: sono in buone mani."
Roby, appena Rieka chiude la comunicazione, esclama sarcastico: "Hai un paparino che è di una apertura mentale notevole! – ma poi lascia perdere, felice di sapere che l’aliena starà li ancora un giorno intero – Grazie per la fiducia e per quello che hai detto di me. – e continua – Ora quindi dobbiamo solo aspettare, Giusto?”
“Esatto! Aspettare.” Dice Rieka che comincia a sentire la stanchezza di quella giornata.
Roby lo nota e fa la proposta migliore: “Torniamo a casa. Ormai è tardi e di brutti incontri ne abbiamo già fatti abbastanza!”
Rieka se la ride: “Certo che con noi non gli va tanto bene ai criminali!”
“Sicuramente ne sono usciti… ‘scossi’ dal nostro incontro!” replica lui.
Mentre se la ridono, i due, fianco a fianco, si incamminano verso casa. Roby nel tragitto ogni tanto cerca di guardarsi e rimirarsi quella ragazza aliena e fra se si ripete: “Però, quanto è bella!”. E pensa a come il giorno dopo possa organizzarsi per passare con lei una bella giornata e, soprattutto, cercare in quelle poche ore di fare la meglio impressione che può. Non gliene frega niente se è aliena, anzi: il fatto che lo sia lo attira a lei ancora di più, così da rendere quella donna ai suoi occhi di un fascino meraviglioso e unico. A lui piace da matti e vuole provare a conquistarla in quel poco tempo che gli avvenimenti gli hanno dato, costi quello che costi. Lei lo contraccambierà? Se saranno rose, fioriranno! È la sua filosofia.
Dopo poco i due arrivano a casa, stanchi per la lunga giornata ricca veramente di emozioni, ma soprattutto di pericoli scampati: gli anusiani, un nuovo contatto con un'altra razza, i ladri, eccetera
Rieka è stremata. Appena nell’appartamento saluta Roby con un dolce: "Grazie per la serata, alla fine mi sono veramente divertita. Ora andrei a letto che casco dal sonno. Mai vissuta una giornata così."
Roby: "Condivido. Grazie a te. Penso di avere passato il più bel giorno della mia vita. Però ora anch'io casco dal sonno. – breve pausa fra i due che si fissano negli occhi, poi lui conclude – Allora… buonanotte."
Rieka: "Buonanotte."
Ma lei, affettuosa di natura, fa quello che non doveva fare ad un ragazzo che ha una certa instabilità sentimentale come la sua in quel momento. Infatti, prima di andare in camera, prende fra le mani il viso di Roby si alza alcuni centimetri da terra e lo bacia teneramente in fronte, poi vola felice alla camera da letto.
Roby rimane li imbambolato e stordito: "Cavolo! Sta a vedere che gli piaccio! E questa volta il bacio era voluto!" Pensa. “Però è anche solo un bacio nella fronte: non vuole dire niente!” Ragiona pure. Conclusione del pensiero: “Caro Roby, sei il più grande illuso del pianeta”. Però quel gesto lo ha così caricato che ora, se potesse, sarebbe lui a fare scintille. Poi si decide a sdraiarsi. Problema: ora l'emozione è troppa davvero e il sonno ha preso per lui un'altra strada. Così rimane sul divano con occhi da gufo fissi al soffitto a rimuginare sulle cose e sulle esperienze del giorno. Mai un giorno, anzi poche ore, avevano influito così profondamente su di lui.
E così Roby rievoca quelle immagini di quel primo incontro/scontro con l’aliena: gli occhi impauriti che aveva Rieka, le prime parole, tutte quelle prime cose che erano successe fra loro, ma che ormai stavano per finire. Infatti tempo una sola giornata, anzi, ora qualcosa in meno, poi lei sarebbe andata alla sua nave, avrebbe acceso i motori e via nel suo mondo. Lui così non l'avrebbe mai più rivista a meno che quell’aliena non provasse qualche cosa per lui e mantenesse un contatto. A questo punto del pensiero, Roby sente un forte dolore, come una forte fitta al cuore che sembra lacerarglielo. È paura: paura di perderla per sempre. Si, ora lui si rende conto che non voleva lasciarla per niente al mondo. Ormai era innamorato di lei più che mai, sì l'amava già più di quello che pensava, e avrebbe tentato di tutto pur di non lasciarla andare via per sempre. È vero che non la conosceva, ma quei pochi gesti, parole, azioni e pensieri l’avevano colpito profondamente. Lui voleva continuare a frequentarla per vedere se quei sentimenti potevano mettere seriamente radice.
A questo punto Roby si alza dal divano e cautamente va alla porta della camera da letto. Rieka non l’aveva completamente chiusa, così Roby con un dito la spinge leggermente per aprirla quel tanto che basta da poterla vedere nella penombra causata dalle luci soffuse della sala. Lei era lì che già dormiva dolcemente, un po' rannicchiata su un fianco. Era di una dolcezza unica. Al pensiero che quella sarebbe stata una delle ultime volte che l'avrebbe vista, il dolore provato prima si fa ancora più forte. Il suo cervello si domandava cosa fare. E la risposta era solo una: devi tentare, devi dirgli cosa provi, male che vada ti dirà di no ma se non provi il dubbio ti lacererà per un bel pezzo! Roby si rimette sul divano, combattuto e quasi con le lacrime agli occhi, ma poi la stanchezza del giorno appena trascorso ha il sopravvento e, finalmente, si addormenta.
Quello che lo sveglia la mattina è un canto! Il canto di una donna! Un canto dolce e melodioso. La lingua non la capisce e anche quelle note non le conosce, ma la melodia è dolce e rilassante.
"Ma che succede! – pensa stropicciandosi gli occhi. Ma poi subito Roby realizza la situazione – Ma sì, è la voce di Rieka. Ma senti come canta quest’aliena, e che bella voce che ha! Ma lo fa apposta a fare così? Senza cuore! Si rende conto di quanto mi farà soffrire di più quando andrà via. Questa fa tante di quelle cose che mi piacciono che come faccio a lasciarla andare? Cavolo quanto mi piace questa donna!" Ora sì che Roby è deciso sul tentare l’approccio seriamente: essere svegliato così da lei gli toglie ogni paura o titubanza. Così, mentre Rieka si finisce di preparare in bagno, Roby tutto eccitato, si sistema un attimo e l'aspetta. Quando lei esce dal bagno, è tutta raggiante, si avvicina a lui ed esclama: "Ciao campione! Oggi grazie anche a te mi sento allegra. Sai, pensavo che mi dovresti insegnare un po' quella lotta che usi per stendere i malintenzionati, è davvero efficace."
“E io pensavo che pagherei qualsiasi prezzo per essere svegliato tutte le mattine da una donna che canta così.” Dice Roby con tono decisamente serio. ‘Messaggio lanciato!’ pensa.
“Ti auguro allora di trovarla! Te la meriteresti!” è la risposta dell’aliena mentre prosegue per la cucina.
Visto il risultato del primo tentativo di fare capire alla ragazza i suoi sentimenti in modo diretto, a Roby nel cervello si accende una grande scritta “STOP”. Capisce che forse prima di azzardare così è meglio riflettere e pensare ad una strategia. Così fa un sorrisetto e lascia perdere il discorso. Infatti in quel momento ha pensato al fatto che probabilmente i metodi di approccio sul pianeta di Rieka siano decisamente diversi da quelli usati sulla terra. Ad esempio, Roby ricorda bene cos’ha detto lei riguardo al tipo di moralità che hanno loro. Quindi, sì, è meglio fermarsi li: tanto il sasso nello stagno è stato lanciato e a giudicare dall’espressione che il ragazzo nota sul viso della donna, dove lui voleva arrivare con quel discorso lei lo ha capito benissimo.
Roby prepara la colazione, sperando che la poca roba che un ragazzo che vive da solo ha in casa possa piacere ai gusti di Rieka.
“Che ne dici se ci facciamo un giretto in campagna, così vedi un po' il nostro pianeta. Poi ti porto al centro commerciale. Non so se li avete anche voi. Voglio prenderti un ricordino del tuo passaggio sul nostro pianeta.” Dice Roby fra un biscotto e l’altro.
Rieka, che assapora quei nuovi gusti con curiosità, accetta l’idea ma chiede un favore: “Mi sembra che qui vicino ci sia il mare, io adoro il mare. Mi ci puoi portare?”
Lei non lo sa, ma è come se fosse già li. Roby non aspettava altro che accondiscendere alle sue richieste per farsi vedere gentile e premuroso. Così le dice: “Certamente! Ricordi? Io sono il tuo genio: tu chiedi ed io soddisfo i tuoi desideri!”
Lei lo guarda, sorride e dice: “Poi mi dirai chi o cos’è questo ‘genio’ di cui parli tanto!”
Roby rimane bloccato, senza parole e con la faccia da ebete: gli piaceva tanto fare quell’esempio, che non ha pensato al fatto che un’aliena difficilmente conosce le fiabe terrestri! Comunque è deciso: si va al mare! Ma prima perde alcuni minuti a spiegare che cos’è un ‘genio’ alla ragazza aliena.
Rieka va a finire di prepararsi in camera da letto poi d’un tratto esce e mettendosi in posa chiede a Roby: “Vado bene così?”
Così a freddo la domanda mette in crisi il ragazzo che non sa che dire. Poi però guardandola bene, capisce subito che quello che l’aliena indossa è un po' troppo per la bella giornata di sole che c’è.
“Ehm… La giornata sembra bella. La temperatura sicuramente crescerà, quindi se hai qualcosa di più leggero forse è meglio. Vuoi che te lo compri? Lo faccio molto volentieri!” dice lui disposto a qualsiasi cosa per lei.
“Non ti preoccupare, vado un attimo di la. Tu non ti muovere da qui. Promettilo!” gli ordina Rieka
Roby alza le mani e, appoggiandosi indietro sulla sedia, promette: “Io non mi alzo da qui. Giuro!”
Rieka si alza e va in camera da letto e chiude la porta. Roby sta in attento ascolto ma a parte un leggero sibilo non sente più nulla.
“Che strano. Queste aliene non fanno alcun rumore quando si cambiano? – pensa a voce alta – Ma, aspetta! Lei non ha altri vestiti dietro! Che sta facendo?”
Roby non finisce il ragionamento che l’aliena salta fuori dalla camera in camicetta, minigonna, cappellino a nascondere le corna e un giacchino trapuntato sopra senza maniche. Roby sgrana gli occhi e pensa fra se fissandola: ‘Che gambe!... Ma allora dillo che mi vuoi fare venire un infarto!’
La ragazza sembra proprio studiarle tutte per toccare i sentimenti del giovane, scuotergli gli ormoni e provocarlo in continuazione. Roby da di matto! Poi, come non bastasse, gli chiede di nuovo: “Come sto?”
Roby non può dire altro che: “Da favola, cara la mia tallin, sei una favola!”
Lei capisce benissimo come si sente il terrestre Roby, e comincia a giocare come il gatto con il topo e si diverte a metterlo in imbarazzo.
“Hei, lo sai che non è molto rispettoso fissare così le gambe delle principesse!” e ride.
“Andiamo al mare, dai!” dice bruscamente lui cercando di pensare al viaggio più che a quello che ha li vicino.
Il viaggio per Rieka è una novità: per la prima volta sale su una automobile che appoggia a terra e decisamente antiquata rispetto ai mezzi del suo mondo. Ma il viaggio è tranquillo e i due dopo non molto sono a destinazione. La spiaggia, visto il bel giorno, è abbastanza affollata e i due si incamminano verso l’acqua. Il sole è bello, limpido e ormai alto in celo: non c’è alcuna velatura e scalda quel giorno di primavera nel modo ideale. Il mare è calmo, c’è solo un leggero venticello che però non è freddo e fa stare comunque bene chi si gode quel tepore: il giorno ideale per passeggiare insieme sulla sabbia. Roby e Rieka vanno così dritti verso il bagnasciuga e si incamminano per il lungomare. Rieka si sente come a casa, poi vuole provare a bagnarsi i piedi e, fermatasi, fa un passo in più verso l’acqua. Un urlo indica chiaramente che l’acqua è ancora decisamente fredda. Roby se la ride e lei, facendo l’offesa, lo insegue per colpirlo con le scarpe che si è tolta e tiene in mano. Comincia un tenero inseguimento fra i due con lui che cerca di scansare in continuazione gli assalti di lei.
“Sta fermo che qui non posso volare!” si lamenta rincorrendolo.
“E io non voglio prendermi una scarpata in faccia!” replica lui saltellando qua e la per evitarla.
“Dovevi dirmi che l’acqua del vostro pianeta è così fredda! Stupido!” si lamenta lei fermandosi e facendo il broncio come i bambini.
Lui le arriva da dietro e stringendole le spalle le dice ironicamente in un orecchio: “Scusa, questo vuol dire che fra noi è tutto finito?”
“Cafone! – gli urla lei – Quando mai è cominciato qualcosa fra noi?” e riprende l’inseguimento.
Quei giochi e le risate che seguono continuano per non poco tempo e non fanno altro che rendere felici quei due godendo della compagnia reciproca e ad avvicinarli ulteriormente. Servono però anche a far crescere l’amarezza della consapevolezza che quel solo, unico giorno a loro disposizione, presto finirà.
I due, dopo aver giocato e corso per il litorale, riprendono la passeggiata. Rieka, sempre camminando al margine dell’acqua, ad un certo punto si ferma e si gira verso il mare fissando l’orizzonte. In quel momento sta davvero bene e si sente serena.
“Ovunque mi trovo, io trovo che il mare sia sempre stupendo!” dice malinconicamente ad un tratto, fermandosi e guardando il panorama.
“Condivido!” dice Roby che è poco dietro di lei e guarda anche lui quel panorama abbellito dalla figura di Rieka girata di spalle, vicino all’acqua e con i lunghi capelli leggermente mossi dal vento: una scena di un romanticismo unico.
“E con te li così è ancora più stupendo!” sussurra davanti a quella scena.
A quel punto lui vorrebbe prenderla, girarla e baciarsela come non ha mai baciato nessuna. Ma ha il terrore di rovinare tutto quello che ha costruito fino a quel punto. Così preferisce padroneggiarsi e aspettare un’occasione migliore, e di conoscere meglio la cultura dell’arcadiana.
Tra l’altro lei, grazie alla sensibilità delle sue orecchie, ha sentito quelle parole e ne è rimasta toccata, ma preferisce serbare nel suo cuore quel pensiero che l’ha quasi commossa.
Il giovane ispirato da quella situazione si avvicina alla ragazza che lo guarda mente lui si china e raccoglie un rametto. Poi mentre la guarda con occhi dolci le dice: “Che ne pensi di lasciare la tua firma su questo pianeta?”
“Cosa vuoi dire?” dice Rieka che, capendo da quello sguardo di lui i suoi sentimenti, si accorge che la sua voce è tremula ed emozionata.
“Prendi questo rametto e scrivi il tuo nome qui sulla sabbia bagnata. Lo si fa spesso qui sulla terra.” Dice lui continuando a guardarla.
Lei prende quel ramo, emozionata, ha anche la mano che un po' gli trema, e scrive, anche se in caratteri arcadiani, il suo nome.
“Scrivi anche il tuo nome qui vicino al mio. – dice lei porgendogli il rametto – Non è carino? I nostri nomi scritti sulla sabbia a ricordo del nostro incontro che poi sarà sigillato dalle onde che li porteranno con loro nel moto eterno del mare!”
“Accidenti, che bello!” dice commosso lui, scrivendo il suo nome quasi piangendo a quelle parole che sanno il sapore amaro di un definitivo addio.
Ma lui deve, a questo punto, dirle qualcosa! Riguarda fisso la ragazza sempre con occhi che dicevano in quel momento più di mille parole.
“Vedi, questo è come si scrive il mio di nome. – dice tristemente – Il mare sigillerà questi nostri nomi, ma così come cancellerà queste scritte, tu presto non sarai mai più qui con me – poi si ferma un attimo guardandola ancora, poi prosegue – Ma spero non venga mai cancellato il ricordo che abbiamo l’uno dell’altra!”
Ora, riguardando la ragazza, vede che il suo sguardo è diverso, ha gli occhi un poco lucidi: le ha toccato il cuore e qualcosa deve sentire nel suo intimo. Così Roby non insiste, pianta il rametto a fianco dei due nomi e riprende a camminare con l’aliena che per un po' non dice nulla: non dice nulla perché commossa da quelle frasi e quei bei pensieri. Sì, una freccia le aveva davvero colpito il cuore: la freccia dell’amore!
Giornate così spensierate e felici hanno però un difetto non piccolo: passano alla svelta. Così, dopo avere fatto sperimentare alla tallin la famosa piadina romagnola, nel pomeriggio Roby ha un’altra proposta.
“Senti se non sei ancora stanca ti porto qui vicino che c'è un bowling con sala giochi e altro. Così vedi come noi ci divertiamo e penso ti divertirai anche tu."
Rieka accetta contenta di scoprire un’altra novità. Ripresa l’auto, dopo poco sono al bowling. Prenotata la pista, Roby cerca di insegnare a Rieka i rudimenti del gioco. Ma l'insegnamento di come si tiene la palla e come lanciarla, comporta anche alcuni, anzi molti, contatti fisici che, fino ad allora, erano stati minimi: gli tiene la mano o il braccio per farle fare i giusti movimenti, la abbraccia per farla stare nella giusta posizione, insomma si toccano spesso e Roby ogni volta che la tocca prova una sensazione unica e forte, come una scossa si potrebbe dire. In poche parole: ogni attimo che passa, Roby è sempre più innamorato di lei. Il tutto è anche dovuto al fatto che Rieka non evita affatto la cosa: quel ragazzo gli piace sempre più e non disdegna il suo serrato corteggiamento.
Con lui poi ora stava ora così bene, si sente accudita, protetta e coccolata da un ragazzo che per difenderla ha mostrato un coraggio notevole e si sta facendo in quattro per lei. Soprattutto è deciso e, a differenza di altri, dimostra apertamente i suoi sentimenti: ha fatto cose, come la firma sulla sabbia, che l’hanno commossa e toccata intimamente. Per questo, anche se contro tutte le etichette e i protocolli di comportamento da tenere con la figlia del re, lei lo lascia fare, anche perché si sta divertendo davvero molto. Anzi, in modo un po' crudele, gioca con la sua sensualità che vede influire molto sul povero terrestre che invece cerca di nascondere inutilmente l’effetto che lei ha su di lui.
Il gioco più crudele lo fa quando gli chiede di sistemarle le scarpette che danno nel locale per camminare sulla pista del bowling. Roby subito si presta, solo per ritrovarsi con il naso a due dita dalle gambe scoperte dalla minigonna dell’aliena. Mai uomo perse la ragione in si poco tempo! A fatica riesce a fare il laccio alle stringe con le tremolanti mani, emozionato, imbarazzato e confuso! Gli ci volle non poco tempo per riprendere il controllo della sua mente. E Rieka, vedendolo, se la rideva come al solito, divertita dalla situazione.
Roby calmatosi e guardando Rieka, si sente in paradiso vedendo quella ragazza che finalmente ha un viso sereno, allegro, che ride e gli sorride in continuazione.
Anche la serata passa più veloce del lampo che rischiara la notte, e si fa ora di andare a casa: Rieka deve partire. Roby lungo il tragitto, intanto che Rieka tutta esuberante racconta delle sue emozioni, muore dalla voglia di toccarla di nuovo, prenderle la mano, e perché no, anche provare ad abbracciarle e baciarla, ma di nuovo non si azzarda. È estremamente combattuto sul cosa fare con lei: osare o no? Combattimento che anche Rieka si ritrova a dovere fare, visto che lei ha anche Zoges che la aspetta, ma però, lui, tutto quell'affetto mai lo ha dimostrato in ben due anni. Anzi, c’è da chiedersi se la sta veramente aspettando! Il fatto è, che così bene con un ragazzo lei non era mai stata. Da tempo cercava affetto e ora l’aveva trovato. E allora, perché no si ripete fra sé: se lui si farà avanti per davvero, lei gli darà la possibilità di frequentarla e poi deciderà cosa fare! Il fatto è che nessuno dei due fa il primo passo e così quello che provano nessuno lo sa a parte loro stessi.
I giovani con i loro pensieri in poco tempo sono a casa e, purtroppo, la gioia di quel giorno comincia a lasciare il posto alla tristezza degli addii. Roby sente dentro tutta la disperazione di quel momento. Il destino gli aveva dato qualcosa di meraviglioso, ma solo per poco più di un giorno: che crudeltà. Il giovane, una volta che poi sente lei che gli dice: “E’ stato bello Roby passare questa giornata con te. Sei stato un ragazzo d’oro per me! Ma ora bisogna che mi preparo per il rientro. Abbiamo già fatto tardi…”, sente come se la morte lo volesse prendere e portarlo negli inferi prima del tempo. Ora non c’è più tempo, ora deve per forza fare qualcosa, ora o non la rivedrà mai più: inutile pensare a cosa potrebbe forse offenderla o non rispettare le sue usanze. Se vuole sapere se quella ragazza ci tiene a lui deve fare qualcosa, e subito!
Il viso del ragazzo diventa visibilmente teso. Sente che se non agisce il suo cuore gli scoppierebbe in petto! Così, prima fissa il suolo, poi, preso coraggio e piazzatosi davanti alla ragazza, le dice fissandola dritto in quegli occhi azzurri che per un attimo lo spiazzano, essendo dolci ed esprimendo una tenerezza infinita: "Prima c'è una cosa più importante che ti devo dire, è una cosa della massima serietà."
Rieka rimane li, ferma, davanti a lui. Lo vede serio e determinato a fare qualche cosa. Lei si preoccupa vedendolo così. "Che hai fatto? Qualche cosa non va?"
Roby, cominciando anche a sudare, dice: "No, va tutto molto bene, anzi, forse troppo. Vedi… oggi… cioè, è già venuto il momento dell'addio. È vero che ci siamo conosciuti solo ieri, ma vedi, queste due giornate che abbiamo trascorso insieme sono state le più belle che io abbia mai vissuto. Pensavo al perché: forse l'avventura, averti salvato praticamente una volta e mezzo, conoscere un’aliena, stare con una ragazza così bella. Ma non era solo quello, c'era dell'altro e non capivo cosa. Sai, ci ho pensato e ripensato al perché. E sai qual è la risposta a cui sono giunto? La conclusione è una risposta che a fatica volevo accettare, perché mi sembrava assurda! Non è stata tanto l'avventura in sé, ma eri tu che anche solo con la tua presenza mi avevi reso felice. Poi con il tuo carattere, il tuo sguardo, il tuo sorriso, la tua voce, il tuo… il tuo… ma anche come ti muovi naturalmente, tutto di te mi piace, lo trovo bello, consentimi di dire, anche sensuale, tutto mi attira a te. Anche il tuo cantare questa mattina … il tuo cantare … stupendo! – dice alzando gli occhi al soffitto per frenare le lacrime – Se penso adesso di lasciarti, oggi io mi sento male. – fa una breve pausa continuando a fissarla nell’assoluto silenzio di quella casa. Poi prosegue – Rieka, tu sarai una principessa, sarai ricca, avrai un protocollo da seguire, abiti chissà in quale pianeta, forse il mio modo di fare è irriverente per voi, ma io non ho il tempo di imparare i vostri usi e per adesso non mi interessano per niente. Io per te sarò pure brutto, senza corna. Ma quello che mi angoscia è che sto per perderti per sempre. Non posso permetterlo! Quindi io devo dirti adesso quello che ho capito. Ti sembrerà assurdo ma anche se non ci conosciamo molto io… io… – pausa in cui per un attimo Roby guarda di nuovo il soffitto, poi riprendendo a fissarla dice deciso – Sì, io ti amo ormai più della mia stessa vita! – segue una lunga pausa dove i due si fissano, ma poi Roby continua guardando a terra e con voce bassa e malinconica – Ecco… ora lo sai. Io non ti posso, ne ti voglio trattenere qui, d'altronde hai la tua vita e un perfetto sconosciuto non te la può stravolgere, tantomeno pretendo che tu possa ricambiare il mio amore o quello che comunque già provo per te. L'unica cosa che ti chiedo è, se è possibile, di poterti rivedere ogni tanto. Al pensare di non vederti mai più a questo punto mi ucciderebbe."
Rieka resta per un attimo in silenzio, folgorata da quella dichiarazione così diretta. Lei un ragazzo che le dichiarasse così il suo amore l’aveva sempre solo sognato. Uno che la facesse sentire importante e che le dicesse quanto l’amava in modo serio, convinto nei sentimenti e sicuro di sé lo aspettava da tempo.
‘Ma proprio sulla terra dovevo trovare un uomo così?’ le dice la sua vocina interiore. In effetti tutto si immaginava le capitasse in campo affettivo ma questo proprio non se lo aspettava! Comunque fosse, lui, per quanto possa sembrare strano, era l'unico ad avergli fatto una dichiarazione d'amore così esplicita e ad averla detta così di cuore, sentita: ha addirittura le lacrime agli occhi! Gli altri si erano limitati ad una corte si serrata, ma sembravano molto attratti da altro, non da lei come persona. Forse la paura li tratteneva, o l'aspetto fisico influiva più dei sentimenti. Roby gli ha detto quelle parole in un modo tale da farle venire i brividi. Che sia anche per lei l’inizio di un profondo amore?
Rieka cerca di dire qualche cosa, ma l’emozione che prova le blocca le parole in gola. Ora comincia a capire quanto anche lei, nel suo cuore, stia provando qualcosa di importante per il terrestre. Non sarà ancora un profondo amore, ma un qualche cosa c'è, e già ben radicato. Ovvio, però, che non vuole scoprire subito questi suoi sentimenti, che neanche lei sa ben definire ancora. D'altronde: chi è questo tipo in fondo? I terrestri, per i tallin, sono una razza poco raccomandabile: e se la stesse ingannando?
‘Com’è difficile capire e giudicare quando si è coinvolti così!’ Si dice lei. E giustamente vuole usare cautela. L'emozione però continua a tradirla e, tentando nuovamente di rispondere, le si apre solo un po' la bocca e la voce le si smorza in gola. Poi si riprende.
"Sono molto lusingata da quello che mi hai detto. – dice, comunque con una voce emozionata – Sei carino, dico davvero. Vedi, è bello quello che mi hai detto. Ti assicuro che io, anche se sono una principessa, non sono obbligata a particolari protocolli o a trovarmi altri con un rango pari al mio, anche perché sul nostro pianeta non ci sono, posso scegliermi chi mi pare e piace: così sono i Tallin. Certo, comunque, che voi terrestri vi innamorate facilmente. Non ti sembra di essere un attimo precipitoso? Non sai chi sono in fondo."
Roby è sempre più deciso e le ripete: "Io ho solo adesso! Non ho astronavi per correrti dietro! Quindi o adesso o mai più, spero che tu capisca. Non voglio sembrare uno poco serio, infatuato o precipitoso, ma io oggi ti perdo per sempre: non posso fare altro. Sento per te qualcosa di già molto forte!"
Rieka continua quasi commossa: "Vedi, capirai immagino, che comunque io non posso dirti che ti amo. Però voglio parlarti molto sinceramente, come mi sembri sincero tu: devo dirti che anche tu un po' mi piaci. Mi hai protetto con coraggio, anche se non sai neppure se sono una conquistatrice del tuo pianeta o altro, ti sei fidato di me e io mi sono sentita davvero protetta da te su questo pianeta a me sconosciuto e per quel che ne so anche ostile. Mi hai fatto divertire e il tuo carattere mi piace. Mi hai fatto già capire molte volte che provi qualcosa per me e in un modo toccante. Ma capirai che per parlare di amore ci vorrà tempo. Adesso l'unica cosa che ti posso dire è che quello che mi hai detto lo ritengo molto importante. Per ora ti dico solo questo perché non voglio giocare con i tuoi sentimenti. Inoltre penso che dopo quello che hai fatto per me, il minimo che possa fare sia darti la possibilità di continuare a vedermi, anche perché, come ti ho detto, tu mi stai simpatico, e… forse anche qualcosa di più, così anch’io voglio continuare a vederti. Quindi stavo pensando, dato che ormai sai tutto su di me, che se vuoi io oggi… ti porto con me su Arcadia."
Roby sente dentro una gioia, una forza e una emozione che lui sarebbe arrivato su Arcadia anche a piedi e gli scappa uno strozzato: "Ma vieni! – poi riprendendo il controllo di se, si fa per dire – Tu oggi hai reso un uomo molto felice. So che non puoi amarmi. Spero che saprò far nascere in te questo sentimento per me, perché io senza te non saprei come continuare a vivere. Non vedo l’ora di venire con te: ora che mi hai detto così non ti lascerei per niente al mondo. Poi conoscere altri mondi mi attira troppo. Voglio conoscervi meglio e vedere come e dove vivete e perché no, se possibile, il mio sogno sarebbe anche quello di sapere come si pilota una nave. Ma soprattutto – e fa una pausa fissandola dritto negli occhi – quello che voglio – altra pausa e le si avvicina un po' – è conoscere te e vedere se quello che proviamo riuscirò a renderlo quel sentimento puro ed eterno che è l’amarsi!"
Rieka non crede alle sue orecchie a punta. Quel giovane sa proprio come tirare fuori tutti i sentimenti che ha nel cuore: ormai si commuove! Trema dall’emozione! Ma, notata anche l’euforia del giovane, cerca di controllarsi al meglio. Lei vuole essere chiara con lui.
"Calma, però! Ricorda che non ho detto che ti amo, tanto meno che un domani sarò la tua fidanzata, ma che mi stai simpatico e mi sei piaciuto. Per questo voglio conoscerti meglio. Poi, dopo quello che hai fatto per me, come minimo te lo devo. Per ora ti basti."
"Quello che il mio cuore voleva sentire, tu lo hai già detto: mi hai lasciata aperta una porta? A me basta! Vedremo se saremo l’uno per l’altro. Se tra noi le cose non funzionassero e questo inizio rimanesse tale, io non farò altro che tornarmene a casa e tu sarai per tutta la mia vita la più meravigliosa delle esperienze che abbia mai avuto! – poi scherzando – Spero solo mentre sarò su Arcadia di non dover pestare qualche altro contendente deluso che hai lasciato sul tuo pianeta!"
Rieka si allontana un po' poi, sorridente: "Tu non sai cosa sono i maschi Tallin in amore, e la forza che hanno."
Roby: "Tu hai visto però cosa faccio quando divento cattivo o toccano la mia donna, no? Dai, bando alle chiacchiere. Ora chiama i tuoi e senti com'è la situazione. Io intanto dico ai miei che dovrò andare via per almeno un mese per degli studi, in fondo vengo a studiare la vostra cultura, no? Poi vedremo."
Rieka richiama casa.
“Ciao papi! Allora com’è la situazione? Posso venire a casa?”
“Ti devo dare notizie che sono a dir poco drammatiche. – risponde il padre vistosamente preoccupato – Analizzando tutto il quadrante si è scoperto una sempre più crescente interferenza sulle onde Lin. Considerando che potevano essere navi occultate si è cercato di trovare dei punti da cui sembrava nascere l'interferenza. D'altronde ogni singola nave doveva avere una sorgente di emissione di quella misteriosa radiazione. Li c'è stata la vera tragica sorpresa. Di queste sorgenti ne sono state individuate ben più di centocinquanta e si spostavano in tre punti precisi per unirsi in tre grandi blocchi distorsivi. Si prospetta, a quanto pare, un attacco in grande stile, ed è probabile che le navi siano ben più di centocinquanta. Un altro problema è il fatto che le navi, così protette, anche se ora sono approssimativamente individuabili, non sono colpibili. Quella particolare energia, una volta studiata, si è scoperto che fa si che i raggi sparati dalle nostre armi vengano deviati, mentre i missili a puntamento non riescono ad agganciare l'obbiettivo. L'unica nota positiva è che l'effetto sorpresa è svanito. Rimane il cosa fare per fronteggiare l'imminente attacco, e non è poco! – Ceso poi fa un profondo sospiro evidenziando tutta l’ansia e la preoccupazione che ha in quel momento poi continua spiegando a Rieka la situazione – Quindi, visto questo, ti trasmetto una rotta sicura per tornare qua. Percorrila a Rav12, a quella velocità avranno poco tempo per attaccarti. Mi dispiace che tu cominci così il tuo mandato, ma purtroppo ora c'è da difenderci e da combattere. Una principessa dev’essere in caso di conflitto a capo di una nave. Torna presto, quindi, e sta attenta! Io intanto preparo la tua destinazione."
Rieka si butta a sedere sul divano sconsolata e preoccupata: il suo mondo tranquillo e di pace era ora minacciato: "Bel problema. Una guerra, così, tutto in una volta, dopo decenni di pace e proprio ora che ho da due giorni l'età per fare queste cose. Ci saranno morti, famiglie divise e poi chissà quanto durerà..."
Roby nervosamente interviene: "Maledetti. Senti, prima facciamo e prima possiamo trovare una soluzione al problema. Non ti abbattere e non perdere il tuo sorriso, non lo potrei sopportare. Io, per quel che si può, voglio aiutarvi."
Rieka lo guarda triste: "E tu che centri, la guerra è nostra. Perché ti interessi tanto? Puoi rimanerne fuori, una guerra è sempre una cosa orrenda."
Roby le si avvicina e, alzandogli la testa appoggiandogli un dito sotto il mento, le dice: "Sbagli! Io ti voglio molto bene, e se tu un domani proverai qualche cosa per me e ci metteremo insieme, il tuo popolo sarà anche il mio. Devo quindi salvarlo."
Rieka: "Però, che pensiero! Non illuderti comunque! – fa la difficile – Non sarà facile per te conquistarmi! Non è assolutamente certo che io ti voglia come moroso!"
Roby alle insinuazioni non abbocca: "Sono un ragazzo molto positivo e testardo! Ora basta ciance, raggiungiamo l'astronave. Come si fa?"
Rieka in effetti è già conquistata da quel terrestre, così forte per certi aspetti ma tenero con lei. Ma per ora continua a non volersi assolutamente sbilanciare. Così non dice nulla e comincia i preparativi: "Ci faremo trasferire direttamente sulla mia nave. – Intanto prende il comunicatore e si avvicina a Roby – Roby, ora sta immobile. – gli dice, poi parlando al comunicatore – Computer trasferimento per due."
Roby vede diverse scariche di energia che gli girano attorno e nel frattempo vede che attorno a lui l'ambiente cambia così come in un film sfuma una scena e ne appare lentamente un'altra: l’effetto del teletrasferimento!
SU UN ALTRO PIANETA!
In un baleno i due sono trasferiti dentro l'astronave. Roby è stupefatto: in un attimo si ritrova dentro quelle cose che aveva visto solo in TV o nei vidogames. Era, per l'esattezza, nella sala del trasponditore. Per terra c'era una specie di grande piastra metallica tonda lucida a specchio e attorno diversi pannelli rettangolari alti due metri o poco più, bianchi e luminescenti.
Rieka rompe il silenzio "Avevi detto che volevi vedere come si pilota una nave? Vieni con me ai comandi."
Roby segue Rieka che si incammina verso la cabina di pilotaggio come un automa dalla meraviglia che prova. Arrivano così in una cabina, non grandissima, dove ci sono quattro poltroncine: due davanti e due dietro, in mezzo lo stretto passaggio che permetteva l'accesso alle postazioni. Le due davanti avevano accesso ai comandi e alle cloche di guida. Rieka fa mettere a sedere Roby nel seggiolino del secondo pilota, quello a destra, che, come per il pilota principale, ha a disposizione tutti i comandi, cloche compresa, e deve infilarsi con le gambe sotto la plancia: come un autista al posto di guida. Lui fa praticamente tutto in modo automatico imbambolato e sbalordito per quello che sta vedendo e vivendo: lui ai comandi di un'astronave che aveva guidato solo nella sua fantasia, in più il comandante è una bella ragazza per cui ha un debole. Difficile da realizzare e rendersi conto concretamente della cosa, difficile da credere anche se è lui stesso che la vive e lo vede. Comunque, vero o no, lui non vuole perdere quella occasione di realizzare non un sogno solo ma tanti, tutti insieme. D'altronde chi non lo farebbe? Che ne dite?
Rieka poi gli da qualche indicazione sul funzionamento dei comandi, così da aiutarla se ci fosse bisogno. "Fantastico! Questi comandi sono molto simili a quelli dei miei videogiochi di fantascienza. – esclama affascinato Roby e lui vorrebbe provare subito a fare qualcosa – Posso fare qualche manovrina o è troppo complicato?"
Rieka: "Posso farti provare le manovre standard così come fanno alla scuola di pilotaggio. Prendi in mano la cloche del secondo pilota. La bloccherò in modo che si muova insieme alla mia. Tieni le mani morbide e segui i movimenti che gli farò fare io, così imparerai ad abbinare i movimenti dei comandi con la risposta della nave. Non è facile in quanto si sentono poco le forze dovute ai cambi di direzione. Comunque è molto utile per capire come e quanto muovere la cloche per manovrare."
Roby è euforico: "Ok. Partiamo? Non vedo l'ora!"
Rieka da il via alle operazioni: "Computer, accendi tutto, motori a campo pronti appena siamo fuori dall'atmosfera, velocità Rav12. Sistemi primari al via, navigazione ok! Ora alziamoci."
Il Computer conferma le varie azioni effettuate: "Motori a levitazione attivi, motori a campo in linea e pronti fra due punto trentaquattro minuti. Pronti alla partenza, funzionamento regolare. Rifrazione antiradar attiva, ora siamo invisibili."
Rieka a questo punto esclama: "Via da qua! Computer, toglimi tutta questa sabbia da sopra!" Dice mentre muove delicatamente la cloche e Roby, seduto al posto del secondo pilota stringe la seconda cloche che segue gli stessi movimenti. Roby prova l'ebbrezza di pilotare lui quella nave e così si sente sempre più desideroso di sfruttare al massimo quell'avventura che lo vede protagonista per un puro caso, solo perché un giorno si innamorò di uno sguardo triste e impaurito.
Mentre manovrano si volta a guardare Rieka, concentrata a guardare dai finestrini anteriori e dagli strumenti i movimenti della nave e la direzione. Quello sguardo concentrato è particolare e a Roby gli scappa a bassa voce un "Però, sei bellissima davvero".
"Grazie, Roby. Ma me lo hai già detto tante volte. Non esagerare o mi metti in imbarazzo." Gli risponde Rieka sorridendo e senza voltarsi.
Roby allibito: "Ehi, come hai fatto a sentirmi!"
Rieka sorride: "Penso avrai notato le mie orecchie, no? Sai, sono molto sensibili."
L'astronave comincia a muoversi vibrando notevolmente a causa della forza necessaria per dissotterrarsi, in quanto solo parte della sabbia viene sparata via da un colpo a fase. Poi, riuscita a vincere il peso della sabbia rimanente, riesce a spuntare dalla sua ‘tana’ alzando una notevole nuvola di polvere. Rieka la stabilizza ad un paio di metri dal suolo e regola i motori per l’atmosfera terrestre. Poi pigia i pulsanti che tracciano la rotta definitiva e punta la prua dritta verso il celo azzurro e via, direttamente verso lo spazio a notevole velocità per evitare eventuali avvistamenti. Una volta fuori dall'atmosfera terrestre iniziano i preparativi per entrare a velocità Rav.
Roby guarda dai finestrini: "Fantastico, e chi l'avrebbe mai detto che avrei visto dal vivo la terra da fuori dell'atmosfera. Anzi, oggi sono diventato un'astronauta e non ho fato neppure un corso di preparazione. Rieka, non mi sembra poi complicato viaggiare con queste astronavi. E ora dove dobbiamo andare?"
Rieka sorride: "Lascia stare. Comunque ora andiamo dritti verso casa mia, il computer traccerà la rotta e poi ti farò viaggiare a una velocità che neppure immagini. – poi rivolgendosi al computer – Tracciata la rotta per Arcadia?"
Computer: "Sì. Rotta tracciata, pronti per velocità Rav12, tempo del viaggio due punto zero cinque ore."
Rieka: "Perfetto, accensione!"
Roby vede lo spazio esterno quasi deformarsi e tutte le stelle che brillano diventare una linea luminosa e colorata. A quel punto si rende conto che la velocità è davvero alta. "Scusa ma a quanto stiamo viaggiando?"
"All'incirca a cinquecento volte la velocità della luce, sono circa centocinquanta milioni dei vostri chilometri al secondo. Fortino vero?" dice l’aliena sorridendogli.
Roby a quell'affermazione fa solo un'espressione attonita: la velocità è davvero impressionante!
Cominciare a toccare questo "nuovo mondo", fa venire in testa a Roby montagne di domande, il suo coinvolgimento ormai è totale e vuole capire al più presto tutto di quella donna e del suo popolo: la loro tecnologia i loro usi e costumi insomma tutto. Quello che però alla fine gli sta più a cuore sono i forti sentimenti per Rieka: sapere di potere scoprire quel mondo insieme a lei esercita in lui un fascino irresistibile. Ora la sua preoccupazione è se riuscirà a capire e imparare tutto quello che c'è da capire e imparare su quel popolo, ma soprattutto se quella ragazza ricambierà i suoi già forti sentimenti. Quello che lo rincuora è che intanto gli ha detto un, seppur relativo, sì!
Rieka interrompe tutto il lavorare della mente di Roby: "Abbiamo un paio d’ore da aspettare, vuoi che ti preparo qualche cosa da mangiare, così adesso assaggi tu il nostro cibo?"
Roby: "Sì, dai, sono curioso di assaggiare qualche cosa, magari però non piccante come dici che cucinate voi!"
Rieka: "Ok. Vieni ti preparo una pietanza tipica che di solito si offre proprio ad un invitato speciale."
Roby si sente 'speciale' e accetta: "Va bene, sentiamo com'è, mica mi avvelenerai però, sicuro che la posso mangiare?"
Rieka: "Sì, tranquillo, ti ho già detto che le nostre fisiologie sono estremamente compatibili, pensa che da un esame che abbiamo fatto tempo fa risulta addirittura che noi potremmo anche avere dei figli…"
Rieka si ferma improvvisamente in un notevole imbarazzo perché è di carattere, comunque, timido e pensando a quello che ha detto e ai pensieri che può avere fomentato il suo discorso a quel ragazzo, già innamorato di lei, sbianca in viso. Il pallore è dovuto al fatto che i Tallin in alcune occasioni di notevole imbarazzo invece di arrossire, diventano, appunto, pallidi. Roby, capendo la situazione, cerca di toglierla dall'imbarazzo, anche se l'idea…
"E… come si chiama quel piatto che mi vuoi fare?"
"Psil, si chiama Psil. – si riprende Rieka – È una nostra verdura insaporita con una salsa, sempre a base di verdure, cereali e alcune radici molto gustose."
Roby: "Tutte verdure? Interessante, avete una dieta principalmente vegetariana?"
Rieka: "Sì, noi siamo completamente vegetariani, noi non uccidiamo più da tempo animali allo scopo di mangiarli. Usiamo i loro prodotti come uova e latte, ma non la carne. Questo da quando decenni fa abbiamo debellato la violenza, il denaro, la povertà e tutto il reso. Sul nostro pianeta il progresso e le arti si sono sviluppate a passi giganteschi. Uccidere gli animali così lo si è cominciato a vedere come una cosa che stonava in una cultura dove l'arte, la poesia e la pace erano la norma. Era comunque una cosa crudele."
Roby: "Fantastico, che meraviglia di mondo deve essere il tuo! Dopo quello che mi hai detto, davvero non vedo l'ora di vedere il tuo pianeta. Poi devo dire che su di te la dieta ha fatto un ottimo effetto."
Rieka: "Ok, ok, ho capito che ti piaccio, e questo mi lusinga. Però basta! – poi dopo una piccola pausa – Anzi, è il momento che ti dica alcune cose alle quali non ho dato peso finora ma che fra poco l'avranno. Vedi, da ora in poi ricordati che parli ad una principessa e, anche se ti ringrazio per i complimenti, ricorda bene che certe affermazioni sono considerate irrispettose verso la figlia del re, se fatte in pubblico. Immagino capirai, ok? Da noi non ci sono caste o personaggi che vengono definiti maggiori di altri, ma comunque a chi riveste e adempie a importanti responsabilità viene mostrato un certo rispetto e riguardo per il ruolo che svolge. Quindi soprattutto ricorda che, quando incontrerai mio padre, lui è un re e fa parte di un gruppo di uomini che gestisce le cose su più di centonovanta pianeti che compongono probabilmente la più grande potenza della nostra galassia. Da noi non si da un gran peso alle formalità, ma ripeto, mi raccomando il rispetto per le responsabilità cui uno assolve: è ritenuto della massima importanza."
Roby: "Ok, ok. Sarò un signore, vedrai. Non sono molto bravo con l’etichetta ma cercherò di prestare attenzione. Sono io d'altronde che devo adattarmi a voi, non posso pretendere il contrario. Anzi, intanto che torniamo, perché non mi spieghi quelle che sono le vostre usanze?"
Rieka: "Te le spiego intanto che mangiamo, ok?"
I due arrivano alla sala da pranzo, che poi non è che una stanzetta con un paio di tavolini visto le dimensioni ridotte dell'astronave. Rieka va davanti ad uno strano macchinario, che non sembra tale in quanto ha solo un grande sportello e qualche lucina lampeggiante al lato, e spiega a Roby a cosa serve.
"Questo è un po' il… cuoco di bordo. È praticamente una cucina completamente automatica. Prima di partire la rifornisci di quelli che sono gli ingredienti che ti servono per preparare quello che vuoi mangiare, programmi la sequenza delle pietanze che vuoi cucinare e lei te le fa trovare pronte. Lo chiamiamo semplicemente cuoco di bordo – poi rivolta al ‘cuoco’ – Pronto lo Psil?"
Il cuoco risponde: "Pronto, potete prelevare le due porzioni. Vista l'occasione proporrei di stappare un distillato di Kiko invecchiato tre anni, leggero e delicato, molto adatto da accompagnare al Psil."
Rieka "Aggiudicato! Stappami una bottiglia di Kiko."
Roby: "Cos'è? È molto alcolico? Io l'alcol non lo reggo molto."
Rieka: "No, il contenuto di alcol è molto basso, ma li sapore è davvero speciale. Devo aggiungere riguardo alle nostre usanze che noi bevande molto alcoliche praticamente non ne abbiamo."
Lo sportello di quello che sembra un forno si apre e li dentro ci sono due vassoi con le pietanze giù pronte, calde, appena cotte e la bottiglia di Kiko. Il profumo che subito si diffonde per la sala è buono e stuzzica l’appetito. Così i due si mettono a tavola e in particolar modo Roby assapora il nuovo piatto che, per lui, è comunque parecchio saporito e gli fa pizzicare lingua e gola, ma comunque lo trova molto buono. Mentre assaporano la cucina del ‘cuoco di bordo’ i due intavolano una bella conversazione sulle usanze arcadiane e poi sulla loro vita e poi, e poi… Si confrontano in particolare sulle aspettative e speranze: uno da persona comune che per guadagnare qualche soldo e per mantenere gli studi che ormai ha terminato ha coltivato quella che è la sua passione: le arti marziali e come così ha vinto diversi premi e questo gli stava aprendo anche la prospettiva di entrare nel giro agonistico a livello mondiale.
L'altra da principessa, su un pianeta pacifico dove non manca niente a nessuno: la gente lavora per la comunità e non per i soldi, visto che tra l’altro non ci sono. Ci si dedica in particolare così all'arte, alle scoperte, alla musica, al sapere, alla poesia, alla ricerca, al curare il pianeta stesso che, essendo praticamente un gigantesco giardino, per tenerlo curato tutto occorrono grandi sforzi e buona organizzazione. In poche parole ognuno fa quello che in quel momento più lo aggrada e offre la manodopera agli organizzatori dell’area, che lo mandano dove serve quel determinato professionista. I lavori più pesanti, ripetitivi o pericolosi sono fatti dalle macchine o dai droidi.
Da questo scambio di idee e opinioni, Rieka si rende sempre più conto che sta davvero bene con questo terrestre e ad un certo punto decide di dirglielo: "Sai, come ti ho detto, voglio essere sincera con te. Tu d'altronde lo sei stato con me e penso ormai di potermi fidare. Comunque premetto: non che questo voglia dire niente, ma sento che con te sto bene, mi piace parlare con te, per questo ho deciso di accettare il tuo… beh si… il tuo corteggiamento. Poi sei stato sempre così carino! Volevo solo dirtelo, così... Beh, comunque, senti ormai abbiamo finito di mangiare, io non mi voglio presentare vestita così a casa, ma voglio mettermi i miei vestiti. Io mi vado a cambiare, tu puoi farti un giretto per la nave così la puoi conoscere meglio. Ti lascio questo palmare programmato a voce che ti darà tutte le informazioni che gli chiederai. Ci vediamo fra un po'. Ok?"
Roby, con un sorriso che gli va da orecchio a orecchio dalla gioia, le risponde: "Ok, ok, va pure io vado a curiosare qua e la. Comunque voglio prima dirti che anch'io mi sento molto bene stando con te, per questo ti corteggio!"
Rieka, in effetti si è trattenuta, è la solita timida e ha sempre paura di sbilanciarsi. Come fa fatica ad esprimere quello che ormai, stando quei due giorni sempre con Roby, prova per lui. Sì, la realtà è che, anche lei gli vuole più che bene per il fatto che le sue buone qualità l'hanno colpita profondamente, la paura di essere precipitosa, e non ha tutti i torti, e anche ovviamente la reazione che i suoi potrebbero avere, la intimoriscono e così non sì sbottona poi più di tanto.
Rieka se ne va nel suo alloggio e Roby, appena la porta della sala da pranzo si chiude, non si contiene più, sveste i panni del ragazzo sempre composto e si lascia andare cominciando a saltare dalla gioia per quello che l’aliena gli ha detto. Sente che se non si sfoga un po' potrebbe esplodere dalla gioia. Scaricatosi un attimo, cerca di distrarsi e lo fa dando soddisfazione alla sua curiosità di conoscere una nave spaziale vera. Comincia così a girarsela tutta "spremendo" tutte le informazioni contenute in quel computer portatile. Una cosa che riesce a trovare bene nel suo giro è la camera di Rieka: ha acceso la musica a tutto volume e il suono si diffonde per quasi tutta la nave.
“Che ritmi ascolta la pupa!” dice fra sé e sé ascoltando quel ritmo sfrenato.
Così, fra una cosa e l'altra, quel poco tempo che avevano a disposizione passa in un attimo e nella nave si ode la voce metallica del computer di navigazione: "5 Minuti all'uscita dalla velocità Rav. Prepararsi per la navigazione a levitazione fra 5 minuti."
Roby si incammina verso la cabina di pilotaggio dove si incontra con Rieka nella sua classica tenuta arcadiana: geral, pistola laser legata ala coscia, che in questo caso non è solo per bellezza ma è anche per precauzione visto la situazione, i lunghi capelli sciolti che lasciano in bella vista le corna, stivali fino quasi al ginocchio e un filo di trucco, che non guasta mai a risaltare i suoi begli occhi azzurri. Roby che così vestita non l'aveva mai vista rimane semi paralizzato. Il fisico di quella ragazza sembra disegnato da Giotto, infatti lei è una maniaca del fitness, e a Roby una cosa così gli fa azzerare la pressione sanguigna! Poco sangue al cervello porta a dire cose non ragionate,
“Cavolo che fisico!” è infatti quello che dice Roby a quella vista.
“Grazie, guardone! – risponde Rieka notando la faccia inebetita del terrestre – Costa un po' di fatica in palestra ma ne vale la pena!”
“Le principesse da voi si... si... vestono tutte così?" continua lui.
Rieka sfilando e girando su se stessa per farsi rimirare da Roby, spiega: "Dimenticavo! È vero, non te ne ho mai parlato. Vedi, il nostro pianeta è a effetto serra ed è caldo tutto l'anno e ovunque. Anzi, molto caldo direi. Questo abbigliamento è quindi tipico di tutte le giovani. Si chiama Geral."
Roby: "Lo trovo abbastanza ehm … provocante per una società come la vostra più… direi… moralista. Ma comunque, come si dice da noi: paese che vai usanze che trovi!" e quelle usanze al terrestre non dispiacciono affatto!
Rieka: "Ti ci abituerai. Molte ragazze della mia età vestono così ma… attento: conoscendo voi terrestri, se è vero che tu provi qualche cosa per me, le altre ragazze non le devi guardare come guardi me adesso, noi siamo molto gelose, ricordalo! – dice con tono minaccioso. Poi continua – Su, stacca gli occhi dal mio top e vai ai comandi. Appena fuori dalla Rav comunichiamo con la base per ulteriori istruzioni."
Roby si seppellirebbe dalla vergogna per l’ennesima figuraccia, ma per fortuna Rieka non si è arrabbiata, comunque gli sussurra uno “scusa” per la mancanza di educazione.
L'astronave comincia a rallentare in modo drastico ma, grazie ai campi di forza, non ci si accorge praticamente di nulla, solo alcune minime vibrazioni. Ora sono ormai in vista di Arcadia e il computer di viaggio inizia a scandagliare lo spazio circostante. Neanche a dirlo inizia a segnalare di nuovo anomalie e disturbi sulle onde Lin, anche se molto lontane da loro. Roby, d'altro canto, ha un'ansia tremenda dovuta alla curiosità mista a timore di vedere per la prima volta un altro pianeta abitato e poi proprio quello dal quale viene Rieka. Il computer di bordo come ormai di prassi interrompe i suoi mille pensieri.
"Principessa, è in arrivo una chiamata da sua madre, gliela passo sul monitor?"
"Sì certo, passamela." risponde Rieka che non vede l'ora di parlare con i suoi.
Sul monitor appare Urami, in lacrime dalla gioia di rivedere sana e salva la figlia: "Rieka figlia mia come stai, dove sei stata, ti hanno toccato? Ti hanno fatto del male?" chiede sfogando tutta l’ansia passata in quei giorni.
Rieka la consola: "No mamma, tutto bene, ho trovato un terrestre molto premuroso e, devo dire, anche molto coraggioso, che mi ha aiutata, protetta e salvata. Ora non piangere sono ormai a solo tre pad da voi."
"Che ci posso fare, sono stata così in pena! – continua la mamma – Tuo padre mi ha detto di questo terrestre. Ma ti rendi conto del pericolo che hai corso? Quelli sono dei mezzi selvaggi! Comunque se ti ha aiutata per sdebitarci, gli manderemo dei ringraziamenti. Ma lui ha capito bene chi sei?"
Rieka non sa che pesci prendere: "Beh… vedi… sai mamma… penso di sì… visto che... è qui con me! Computer, inquadra anche Roby."
Il computer a quel punto allarga la schermata, e inquadra il "terribile terrestre". La regina a quella notizia e a quella vista quasi sviene, il re che è li di fianco barcolla ma riesce a non svenire grazie ad una notevole scarica di adrenalina: l'ira gli si vede fuoriuscire dagli occhi. Non controllandosi più, comincia ad urlare.
"Vuoi spiegarmi cosa mi hai combinato anche questa volta? Non ti sarai mica portata qua un terrestre? Ma ti rendi conto ogni tanto, mica sempre, ma solo ogni tanto, dei disastri che fai? Quella è una razza ancora retrograda, egoista e assassina, e tu, dopo che siamo stati in pena per te un intero giorno, ce ne porti uno a casa? Ci vuoi fare venire un infarto a tutti e due? Cosa racconto ora al consiglio? Che proprio mia figlia disobbedisce alle prime quattro direttive della coalizione? Appena arrivi, l’astronave te la scordi per un bel pezzo! Maggiorenne o no!"
Roby però ora non sopporta oltre le offese e interviene: "Senta sire, o come devo chiamarla non lo so, mi sembra di capire che non vi sto molto simpatico, anche se in realtà non mi conoscete affatto. Ma il qui presente ‘ragazzo retrogrado e violento’ ha salvato vostra figlia, le ha permesso di mantenere l'anonimato sul mio pianeta, così da non finire su un tavolo da laboratorio per essere studiata, ed ora l'ho accompagnata sana e salva fino qua. Ma questo solo perché io penso fermamente nel principio che, alieni o no, di qualsiasi razza siamo, tutti dobbiamo aiutarci! La vita è sacra! Voi non avete forse costituito una coalizione fra diverse decine di razze diverse? Dovreste essere i primi a capire questi concetti. Oggi, quindi, se siete davvero civili, dovrete aggiungere, anche se rappresentata da un solo componente al momento, una razza in più alla vostra coalizione. O la cosa vi crea problemi?"
Ceso è risentito dell’affronto e di essere stato fatto passare per un razzista proprio da quell’alieno retrogrado e risponde risentito: "Senta, lei forse, anzi, sicuramente lei non sa con chi sta parlando e quindi le perdono l'arroganza. Non le permetto di dirmi cosa devo fare! Quindi taccia o finisce male! Comunque ora alla massima velocità di levitazione atterrate all'hangar uno e venite tutti e due da me. Anzi, quando arriverete io sarò già li. Vi aspetto. Chiudo." E lo schermo delle comunicazioni si spegne bruscamente.
Rieka guarda Roby stupefatta: "Accidenti, hai rischiato grosso! Hai affrontato a muso duro mio padre e gli hai dato del ottuso! Complimenti per il coraggio. Certo però che se volevi risultare simpatico alla mia famiglia, adesso sei proprio a posto! Mi sa che la tua diplomazia per ora non abbia portato a dei buoni risultati. Però, sai, devo dire che mi sei piaciuto. Anch’io non sono d’accordo con i miei. A prescindere, non si trattano così gli ospiti e soprattutto quelli che ti salvano una figlia!"
Roby, ancora innervosito dalla cosa replica: "Non sono tipo da farmi insultare gratuitamente e per così tante volte. Inoltre sono abituato a lottare, lo hai visto, e se tengo a qualche cosa la difendo a denti stretti. E a te comincio a tenerci molto."
Rieka allungando una mano e accarezzandolo sulla spalla: "Ehi, sai, questo mi piace in un ragazzo: il fatto che difenda così la sua donna. È un punticino a tuo favore. Ma, lo stesso, sta attento con i miei, è un consiglio!"
Roby gongola, ma non riesce a godersi molto quelle parole perché Rieka, come detto dal padre, accende i motori a levitazione, stringe forte al cloche e accelera al massimo per dirigersi verso l'hangar: l'accelerazione questa volta si sente forte, schiacciando i due contro il seggiolino. Il tragitto è breve e di li a poco l'astronave entra nell'atmosfera di Arcadia e si avvicina a capofitto verso il suolo. Poi a una certa altezza con una virata brusca Rieka mette l'astronave in quota e comincia a sorvolare una enorme città.
"Questa è la nostra capitale: Cleo. – spiega a Roby facendo ora lei un po' da cicerone – Una città da circa un milione e mezzo di abitanti e centro nevralgico della Coalizione dei Pianeti Uniti. O CPU se preferisci.”
Roby prova continue e nuove emozioni in quel fantastico viaggio verso un nuovo, per lui, mondo. Fissando e guardando ogni cosa nota molti aspetti interessanti, prima del pineta, poi, soprattutto, della città: benché così grande sembra molto ben organizzata, non ci sono sobborghi poveri, fumi di ciminiere, non ci sono enormi grattacieli ma case di modeste dimensioni e quelle che sembrano villette tutte ben disposte e curate. Predomina molto il verde: ci sono infatti diversi parchi. Anche il traffico per le strade è ben organizzato, ed è davvero minimo. Questo grazie al fatto che il più del traffico è principalmente aereo, passa tutto sotto di loro e, comunque, ad un settantina di metri dal suolo. Anche questo è tutto bene ordinato.
Poi, sorvolato il centro città, la nave va verso la periferia dove si abbassa ulteriormente di quota per avvicinarsi a quello che sembra un aeroporto ma invece di aerei, ci sono altre astronavi di diverse forme e dimensioni. La velocità si abbassa finché davanti a loro si alza un tratto della pista di atterraggio.
"Hanno attivato i sistemi di sicurezza per noi. Quello è l'hangar segreto sotterraneo per proteggere le navi da eventuali bombardamenti dei laser. Evidentemente c'è un serio pericolo di attacco!" esclama Rieka con tono preoccupato.
Roby per rincuorarla cerca di rendersi partecipe della cosa: "Dobbiamo subito informare tutti di quello che sappiamo sulle loro navi e trovare un modo per fronteggiarli."
Intanto l'hangar segreto si è aperto abbastanza per fare entrare la piccola astronave che, dopo un breve percorso in un gigantesco tunnel, arriva in una enorme base sotterranea dove sono "parcheggiate" decine di piccole astronavi, tutte da combattimento.
"Hanno pure preparato i caccia classe KKK per l'attacco. – mormora Rieka indicando una fila di piccole navicelle biposto – Non li avevo mai visti pronti per l'azione. Sì, si vede proprio che il pericolo è veramente serio."
Roby: "Non hai mai visto una guerra?"
Rieka: "No mai. C’è stata qualche schermaglia ai confini del territorio della coalizione, ma sono anni che da noi non si combatte più. Le razze ostili che viaggiavano nello spazio, grazie proprio alla creazione della coalizione, le abbiamo rese innocue, la nostra potenza di attacco è diventata famosa nella galassia, così non abbiamo più avuto grossi problemi."
Roby "Beh, – replica lui sconsolato – diciamo che non ti sei persa nulla. L'unica cosa che posso dire è che la guerra è brutta, stupida e inutile. Poi fa soffrire in modo incredibile!"
L'astronave si ferma e si appoggia delicatamente a terra seguendo ‘l'uomo guida’ a terra che, con due segnalatori luminosi, da le indicazioni che vengono direttamente interpretate dal computer che muove l'astronave di conseguenza. Una ventina di persone a terra sono in attesa di loro e Roby comincia a sentire una certa tensione: l'accoglienza iniziale infatti non era stata delle migliori e ora li doveva affrontare a viso aperto. Curioso il paradosso: ora cominciava a provare lui cosa vuol dire essere un alieno, ora era lui il primo terrestre ad atterrare su quel pianeta e sicuramente ad essere guardato con curiosità, visto che il diverso, non avendo corna o orecchie a punta, ora era lui.
Un leggero scossone testimonia che l’astronave si è definitivamente appoggiata a terra e Rieka esegue le operazioni di spegnimento dei sistemi e comunica con la base.
"Revan ferma, tutto regolare, spengo tutto, lascio acceso solo il sistema di controllo primario e diagnostica così potete controllare i sistemi di navigazione e primari. Fate anche la ricarica dell’energia primaria. – poi si rivolge a Roby – Siamo arrivati ‘terrestre’, seguimi che ti presento ai miei, vedrai che le cose andranno meglio di prima. Mio padre è un po' così, ma poi si calma subito... almeno spero."
Roby, intanto che segue Rieka per il corridoio della nave e si rimira il corpo dell'aliena, replica: "Lo spero, altrimenti io qui finisco male, e ti saluto ritorno alla Terra."
Rieka "No, tranquillo siamo un popolo pacifico. A casa, in un modo o l'altro, ti ci rimandano comunque – poi sorridendo – ma non so ‘come’ ti ci rimandano!"
Questa battuta non tranquillizza certo Roby che però ha solo una preoccupazione. Si ferma un attimo, gira l’aliena e le dice: "Tu però promettimi solo una cosa: che mi verrai a trovare, ok?"
Rieka: "Vedremo, ma non ce ne sarà bisogno. Sono testarda parecchio, sai? Tale padre, tale figlia!"
Roby è stupito: “Ma, questo lo diciamo noi sulla terra!”
Si avvicinano al portello di uscita e, una volta aperto, Roby prova l’emozione e la tensione di respirare l’aria e poi toccare, per la prima volta il suolo di un altro pianeta. Il portello si apre lentamente, alzandosi, e Rieka è li davanti. Dal gruppo di persone si sente una voce femminile gridare. "RIEKA, figlia mia". È Urami, che finalmente può tirare un sospiro di sollievo rivedendo la figlia con i suoi occhi, sana e salva. Rieka sentendola non aspetta l'apertura completa del portello e, passandoci sotto, si alza in volo e va verso la madre che le viene incontro anche lei volando. Le due si abbracciano a un paio di metri dal suolo, fanno due o tre girotondi e scoppiano a piangere.
"Ho avuto tanta paura! – si sfoga Rieka – Mi inseguivano, ero sola e non potevo comunicare con voi. Ho avuto paura che mi uccidessero."
Urami guardando la figlia e accarezzandole il viso rigato di lacrime le risponde: "Povera piccola, sono stata così in pena, lo sapevo che eri in pericolo, lo sapevo!"
Poi, vedendo Roby che avanza molto timidamente sulla passerella per scendere dalla nave, Rieka atterra e lo presenta: "Mamma, papà, questo è il terrestre a cui devo la vita. Se non era per lui che mi ha protetto, mi avrebbero preso sicuramente."
"Buongiorno, mi chiamo Roby." dice tutto emozionato ma anche molto timoroso.
Ceso però non ha il viso delle grandi occasioni. Anzi, è teso e contrito e anche quelli che lo seguono hanno un’espressione che fa capire che il re non è in una della sue migliori giornate. Quando poi parla al terrestre fa chiaramente capire il suo stato d’animo.
"Ha, è lei. Sa che per nessun motivo al mondo lei sarebbe mai dovuto essere qui? Lo ritenga un caso assolutamente eccezionale! – poi cercando di calmare il tono brusco che sta usando, continua – Devo comunque, a nome dell'impero dei Tallin e della Coalizione dei Pianeti Uniti, ringraziarla per l'enorme servigio svolto. E, come padre, non so proprio come sdebitarmi per avere protetto e salvato mia figlia."
Roby ha già passato l’emozione del ‘primo contatto’ in quanto quei toni gli hanno fatto venire di nuovo i nervi a fior di pelle. Ma cerca di trattenersi e con fare abbastanza tranquillo risponde: "Lei non mi deve affatto nulla. Io ho sempre cercato di proteggere coloro che hanno bisogno. Quindi, visto che sua figlia era in un grosso pericolo e che inoltre viene da un'altro pianeta, mi sono sentito in dovere di proteggerla, difenderla e riportarvela sana e salva. Devo aggiungere che poi, una volta conosciutala meglio, il salvarla è stato per me un piacere e un onore. Avete davvero una figlia meravigliosa!"
Urami, sarà l’istinto femminile, sente già puzza di bruciato in quelle parole e taglia corto: "Anche se terrestre, lei ha dimostrato una grande umanità e altruismo. Di nuovo grazie e chieda, se vuole qualche cosa, non ci sarà nessun problema a soddisfarla. Non abbia timore mi raccomando."
Roby: "Vi ringrazio, ma non voglio nulla. Quello che lei ha già fatto, vedere la vostra gioia e Rieka di nuovo sorridere insieme alla sua famiglia mi ripaga di tutto… A dire il vero, una cosa ve la vorrei chiedere: vorrei rimanere qui per un po' di tempo per vedere il vostro pianeta, che mi sembra davvero stupendo e mi affascina molto, insieme… magari a Rieka. Lei è già d'accordo con me di questo."
Ceso a sentire queste parole ha un ulteriore innalzamento della pressione e le sue coronarie stanno per cedere: la principessa della coalizione in giro per le vie della capitale con un terrestre! Anche perché gli sta balenando in testa un pensiero, per lui, assolutamente assurdo: quel terrestre ha sicuramente messo gli occhi su sua figlia e chissà quale ‘progetto’ sta architettando! Al solo pensiero di una cosa simile lo vorrebbe uccidere con le sue mani. Comunque cerca ancora di darsi un contegno reale e nascondere quello che prova. Il motivo è che Roby al momento non gli piace a prescindere in quanto terrestre, e già doverlo ringraziare gli era costato non poco, comunque gli ha salvato la figlia. Però sentire che lui vuole continuare a vedere Rieka è davvero troppo per il sovrano. Urami, che come tutte le donne riflette un po' di più, interviene anticipando il marito e va al sodo: "Interessante richiesta, lei per caso prova qualche cosa per nostra figlia?"
Roby e Rieka diventano rossi paonazzi, Roby poi si sente quasi svenire e Ceso, a questo punto, non resiste più ed esplode non lasciando neppure il tempo a Roby di rispondere e urla: "Non esiste che questo tizio frequenti mia figlia! Io un terrestre barbaro e guerrafondaio in casa non lo voglio! Io gli sarò sempre riconoscente per quello che ha fatto, ma ora torni da dove è venuto! Rieka non frequenterà mai della gentaglia! – poi fissa furibondo la figlia e gli urla in faccia – Tu fila a casa che poi facciamo i conti! Che gli hai fatto credere a questo Smork!" (Smork: razza barbara che abitava Arcadia nella loro preistoria, riconosciuta per essere una società violenta, non rispettosa delle donne e anche poco pulita.)
Rieka. affrontata in quel modo, a questo punto però si sente toccata nei suoi sentimenti e non vuole certo che nessuno, neanche suo padre, la faccia passare per stupida a vent’anni e le dica chi deve frequentare, non tanto perché non accetti consigli, ma perché si sente ormai adulta da sapere distinguere fra uno screanzato e un ragazzo a posto. Soprattutto si sente umiliata per essere stata trattata così davanti a tutti e la rabbia comincia a crescere in lei che ragiona fra sé: ‘Perlomeno, prima di mettere in giudicato una persona che mi interessa, non dovrei essere consultata?’
Ma Ceso peggiora la situazione continuando nella sua arringa e nelle offese:
“Vorrei sapere che ti metti in testa! Ci sono delle direttive e delle regole da rispettare e se ci sono e qualcuno si è messo li a studiarle, non pensi che ci sia stato un motivo? Non si contattano popoli retrogradi né, e soprattutto, che ancora si ammazzano fra di loro con tanta facilità!”
La cosa che mette ulteriormente in crisi i nervi della figlia, che poi non ce la fa più e anche lei ora esplode. Come detto da lei: tale padre tale figlia.
Si alza dalla rabbia una ventina di centimetri dal suolo e, profondamente offesa, si mette davanti al padre. Poi ora è lei che comincia ad urlare. "Ora ho sentito abbastanza! Come ti permetti di giudicare in questi termini una persona che ti ha appena riportato tua figlia e che non l'ha neppure sfiorata con un dito? Anzi, mi ha curata, mi ha rispettato come davvero pochi, e mi ha fatto sentire a casa mia anche se a migliaia di anni luce da qui? Che figura mi fai fare con lui? Chi è a questo punto il barbaro: tu o lui? E poi chi ti dice che tu non stia ferendo i miei sentimenti? Se voleva, poteva provare a farmi di tutto, e invece mi sono sentita una dama di corte in casa sua, cosa che non sento più neppure a casa mia, almeno adesso!"
Tutti tacciono. Rieka si appoggia a terra, si sposta verso un Roby allibito dalla scena, lo guarda fisso, gli prende la testa fra le mani, riguarda il padre e urlando ancora… "Io, se lo vuoi sapere, l'ho portato qui perché il modo in cui mi ha accolto e fatto stare in questi due giorni mi ha fatto innamorare di lui! Sì: io lo amo!"
Si volta verso Roby, che non crede alle sue orecchie, lo riguarda per un istante dritto negli occhi e poi appoggia la sua bocca alla sua e lo bacia intensamente.
A differenza di quando lo ha fatto mentre era sulla terra, questa volta lo fa sul serio, abbracciandolo stretto al collo. Roby ha l’anima che gli vola alto nel cielo come solo poche ardite aquile oserebbero fare. Comunque, dopo un attimo, centesimi di secondo, di smarrimento, anche lui la abbraccia alla vita e ricambia quel bacio. L'emozione che prova è enorme: abbracciando e baciando quella donna prova sensazioni che mai aveva provato. Il contatto con quella pelle vellutata e morbida, le sue labbra, il vigore che ci mette lo fanno impazzire. Le sensazioni e i sentimenti di Roby, insomma, vanno a mille. Per lui il paradiso ora esiste veramente ed è concentrato in quella creatura. Anche Rieka che all'inizio aveva più che altro reagito ad una situazione senza troppo riflettere, si rende conto che i suoi sentimenti sono proprio quelli che aveva urlato in faccia al padre: sì, anche lei stava innamorando di quel ragazzo. Quel senso di protezione e interesse che Roby gli aveva trasmesso l'avevano veramente colpita al cuore, e così anche quel bacio all'inizio un po' "freddino" diventa sempre più intenso e appassionato. Insomma: i due si rendono conto in quel bacio di essere già legati più di quello che pensano e così non si staccano più, con conseguente imbarazzo dei presenti.
Il padre di Rieka, conoscendo anche il carattere della figlia, si arrende all'evidenza dei fatti. Si arrende, di certo però non accetta la cosa. Quel padre così ligio alle regole è ora stordito e incredulo a quello che vede, imbarazzato, vuole placare i malumori e cerca di dividere i due ‘innamorati’ con un, comunque irritato: "Va bene, ho capito, potete smettere, non c'è bisogno di farla lunga. Rieka sei libera di fare quello che vuoi, ma di sicuro ti dovrai assumere la responsabilità delle conseguenze."
Roby lascia la presa su Rieka e, ormai infuocato ed esaltato dalla dichiarazione di lei e dal bacio, ora è lui ad arringare i reali: "Sua maestà, Ceso re dei Tallin e consorte, io solo per puro caso mi sono incontrato con la vostra splendida figlia, un puro caso che non finirò mai di ringraziare, perché fin da subito ho capito di avere incontrato un essere speciale, unico! Questo mi ha fatto sentire immediatamente molto vicino a Rieka. E ribadisco che è anche per questo l'ho aiutata e difesa, dandole il mio meglio. Mi sono reso conto ancora di più di quello che iniziavo a sentire per Rieka quando è venuto il momento di lasciarla partire. In quel momento non ho potuto fare a meno di dirle chiaramente quello che provavo e perché non volevo perderla. Solo allora vostra figlia mi ha invitato a venire qui, forse principalmente per puro senso di gratitudine, ma con quello che ha detto adesso evidentemente anche lei prova qualcosa verso di me. A questo punto, e penso che sarete d'accordo con me, e confido anche nella vostra notevole apertura mentale ed evoluta civiltà che certamente non si ferma sui pregiudizi, che la cosa più giusta da fare nei confronti di vostra figlia, verso di me e dei nostri sentimenti, sia quella di lasciarci conoscere in modo più profondo, per vedere se questa è una storia che può diventare seria o se è quello che noi definiamo un fuoco di paglia. Se la cosa non dovesse funzionare, credetemi, ve lo prometto, io sparirò da qui per sempre e il vostro segreto insieme a me."
Ceso accusa il colpo: "Pochi si permettono di girare i discorsi in modo da quasi obbligarmi a fare certe cose, facendomi anche passare per un razzista. Ma per il bene di mia figlia, e anche perché la conosco bene e mi fido di lei, ma anche perché purtroppo le piace fare molto di testa sua, accetto la cosa. – poi il viso del re si rasserena un poco e si avvicina al ragazzo per dirgli solo ora – Comunque, benvenuto su Arcadia Roby e benvenuto in famiglia, visto che ora hai il permesso ufficiale di frequentare Rieka. Comunque ricorda: sei responsabile di lei e di quello che le può capitare! Se verrà da me piangendo perché l'hai presa solo in giro, hai giocato con i suoi sentimenti o hai combinato altre malefatte, è meglio che non ti dica quello che ti capiterà, è chiaro?"
Roby accetta la sfida: a quel punto di certo non si vuole fare scappare quella ragazza: "Chiaro, non si preoccupi, io sono una persona che prima di tutto rispetta gli altri e soprattutto coloro ai quali voglio bene. Darei la vita per lei!"
Ceso accenna ad un sorriso e gli dice: "Non ti preoccupare. Quanto vuoi bene a Rieka lo vedremo presto!"
Roby non capisce cosa voglia dire questa affermazione minacciosa e si preoccupa un po', ma, viste le vicende appena passate, preferisce non fare domande che potrebbero creare ulteriori problemi e quindi lascia perdere. Il re e il resto dei funzionari finiscono di salutare Rieka e, solo ora, anche Roby.
Adesso però bisogna pensare ai problemi ben più gravi che si delineano all'orizzonte: il probabile attacco degli Anusiani. In realtà vista la tecnologia e anche gli armamenti a disposizione della coalizione, la preoccupazione non è eccessiva, ma ci sono due fattori che creano non poca ansia: primo, una possibile guerra non è mai da sottovalutare, soprattutto con un nemico che non si conosce e non si vede. Questo porta al secondo aspetto: che tecnologia hanno che riesce addirittura ad eludere quella arcadiana? Così il re si ritira poco dopo per riunirsi con i vari consiglieri e capi di governo di altri pianeti per discutere il da farsi e per trovare un metodo per capire dove e quante sono le astronavi presenti nel loro quadrante. Soprattutto che tipologia di armi hanno a disposizione?
Roby viene invitato da Urami, la regina e, come donna, un po' più ragionevole, a fare una visita al loro palazzo insieme alla figlia. Ovviamente lui accetta curioso di vedere come si vive in quel pianeta e, in particolare, a casa del re. I tre così salgono su una lussuosa vettura a levitazione: al posto delle 4 ruote ci sono 4 specie di motori a reazione che le sollevano e le muovono.
Chiedendo dei motori, al ragazzo viene spiegata una cosa interessante: quei motori sfruttano l'umidità dell'aria e, se questa non basta, un piccolo serbatoio di acqua. L'acqua viene prima scomposta in idrogeno e ossigeno, poi la combustione molecolare di questi produce l’energia per creare il campo di forza che spinge l'auto in tutte le direzioni. Il prodotto della combustione è l’acqua che viene riutilizzata: un’auto perfettamente ecologica e senza il pensiero del pieno!
Salito a bordo, neanche a dirlo, Roby nota subito il livello di tecnologia che è impensabile, almeno per chi viene dalla Terra. Non manca davvero nulla: dal computer che ti da il benvenuto e a cui basta dirgli dove vuoi andare e lui ti ci porta, agli schermi video che ti indicano la posizione, visualizzano la TV, videotelefono, giochi, possibilità di videoconferenza, frigobar, atmosfera purificata e profumata come ti pare e … di tutto di più. Rieka tutta entusiasta spiega, fa vedere, illustra il tutto a un Roby che è più che mai ansioso di sapere e conoscere tutto quello che c'è li dentro e quello che vede fuori dai finestrini. Ma poi, a mente più fredda, quello che lo tiene ora in tensione è il ripensare a quello che è successo all'hangar:.
‘Rieka, per comportarsi così, davvero prova qualche cosa per me, o è stata solo una reazione esagerata?’ Pensa. Non vede l'ora per trovarsi da solo con lei per chiarire la faccenda. Ora si limita a guardarla mentre lei spiega e parla in continuazione. Quando i loro sguardi si incrociano, però, ora i due arrossiscono un po' a testimoniare che poi in effetti i sentimenti ci sono da entrambi le parti.
Così arrivati a palazzo comincia il giro "turistico". Roby continua a rimanere affascinato da tutto quello che vede e che prima vedeva solo in qualche film di fantascienza o videogioco: porte automatiche, servizi completamente automatizzati, schermi un po' ovunque, computer che parlano e che rispondono alle tue domande, droidi che girano per il palazzo. Ma quello che colpisce è che, benché tutto sia così tecnologico, su Arcadia si è mantenuto uno stile nelle case equivalente al nostro "rustico" in molti casi, così che queste case e gli ambienti non sono freddi, ma caldi e accoglienti grazie anche all'uso di materiali naturali come il legno. La città inoltre è stupenda: ordinata, pulita, con molto verde, aiole curatissime con fontanelle e fiori bellissimi. Monumenti e opere d'arte si sprecano. A dire il vero, la stessa città era un vero capolavoro di arte e buon gusto: davvero curata in modo quasi maniacale.
Urami fa da guida appena entrati nel palazzo e inizia a spiegare: "Questa è la nostra casa. Non tutti ovviamente hanno case così grandi. Il motivo di questo palazzo non è perché noi siamo più ricchi in quanto governanti, sul nostro pianeta tutti hanno tutto e non c'è nessuno che sia povero, senza mangiare o senza casa: tutte le ricchezze sono equamente distribuite a tutti, anzi, la ricchezza come la intendete voi qui in realtà non esiste in quanto non esiste il denaro. La grandezza in questa casa è principalmente un fattore di comodità quando, come in questo caso, ti arrivano più di 140 rappresentanti di altri mondi da ospitare e tutti con necessità diverse appartenendo a molte diverse razze."
Roby è meravigliato da come quella cultura abbia veramente portato dei benefici enormi e una pace e una tranquillità che si può palpare: "Che meraviglia, nessuno quindi è povero o si muore di fame. Quindi se uno ha bisogno di qualche cosa …"
Urami gli risponde: "Fa un'ordinazione al computer o va in negozio e la prende. È forma di cortesia il baratto. Quando uno prende qualche cosa di solito, anche se non sempre, dona qualcos'altro. Non c'è bisogno di denaro, tutti infatti lavorano per la comunità e quindi tutti hanno diritto ad avere quello che gli serve. Un artista che fa quadri e ne dipinge molti, oltre che a tenerseli per se, li dona a chi li vuole. Uno a cui piace l'architettura si costruirà di certo una casa per se, e poi potrà esibire la sua arte e il suo genio progettando altre case su richiesta o arredando la città, così la sua arte sarà visibile a tutti e tutti potranno beneficiare del suo genio. Uno a cui piace coltivare la terra produrrà per sé e l'eccedenza la darà ad un negozio o a chi vuole i suoi prodotti e tutti mangeranno le sue squisitezze. Questo vale per tutti i mestieri, così intanto che uno si diverte a fare quello che più gli piace, abbellisce il pianeta e provvede per tutti, venendo ricambiato in quello che gli serve. Se per qualche motivo c'è una particolare necessità da qualche parte, c'è da fare una strada, un ponte o altro, si fa un proclama elettronico e gli abitanti del posto si riuniscono, si organizzano tramite i governatori del luogo e provvedono al problema o alla necessità. Una volta finito il lavoro la sera stessa si fa festa tutti insieme. E devi vedere che feste vengono fuori!"
Roby non crede a quello che sente: "Stupefacente, che meraviglia! Ecco il perché di tanto progresso e bellezza: nessuno sfrutta o può sfruttare nessuno. Devo dire che approvo pienamente la vostra politica!"
Urami sorride: "Vedi anche questo palazzo? È stato fatto così non per dare sfoggio di qualche cosa, come ti dicevo, ma perché tutti quelli della capitale hanno desiderato fare un palazzo per i reali e per rappresentare a coloro che ci visitano, a quali grandi risultati porta la nostra cultura. Questa mentalità, infatti, spinge chiunque a fare del suo meglio, così da fare vedere la sua arte e le sue capacità. C’è un po' di orgoglio personale in questo ma del resto è ovviamente normale."
La conversazione continua parlando dei quadri, dell'architettura, della storia e dei sistemi elettronici di palazzo. Al termine del giro, Urami conclude: "Questo è tutto caro ragazzo. Se hai qualche cosa da chiedere, non avere paura o vergogna, chiedi pure, anche al computer."
Roby un po' imbarazzato: "A dire il vero una piccola richiesta ce l'avrei. Con tutto quello che mi è successo in questi due giorni ho trascurato un po' la mia persona. Avrei bisogno di darmi una sistemata."
Rieka interviene: "Certo, tu mi hai fatto fare una doccia a me, io ne faccio fare una a te. Vieni, ti porto nella stanza degli ospiti, li non mancherà davvero nulla. Se vuoi ci sono anche degli abiti, così se ti vuoi vestire come i nostri uomini, provi anche questa emozione. Per consigli, chiedi a Span, è il computer di palazzo, un tuttofare infallibile."
I due si rendono conto guardandola che Urami è letteralmente inorridita: sembra stia per avere un colpo apoplettico. Rieka preoccupatala le chiede: "Che c'è mamma? Stai male?"
"Lui… che ti ha fatto? Lui… ti ha fatto la… la doccia? Ho capito bene, o mi sbaglio?" Chiede Urami a cavallo di un collasso.
Rieka e Roby sono rossi come peperoni o come direbbero su questo pianeta come dei Vlenni, un ortaggio rosso tipo pomodoro. L’imbarazzo è notevole e i due per togliersi dalla situazione rispondono in coro: "No, no. Hai capito male!”
Poi Rieka continua la spiegazione: “Cioè, io ho fatto la doccia ma Roby, da vero signore, è andato addirittura fuori di casa. Non è successo niente di scandaloso, non ti preoccupare! Non è successo nulla. Roby mi ha trattato con grande rispetto non approfittando della situazione. Sì, un rispetto impeccabile… anche quando ero in accappatoio. È un vero gentiluomo!"
La madre inorridisce ulteriormente a sentire anche dell’accappatoio.
“Mamma senti, lascia stare! Meglio che non parlo più. Sappi che è tutto a posto e basta. Tranquilla!”
Chiacchierando poi di altro, Urami si riprende lentamente dallo shock.
Sistemato così il malinteso, Roby è curioso di provare dei vestiti arcadiani, inoltre pensa che se un domani con Rieka le cose dovessero andare avanti, quei vestiti se li dovrà mettere per sempre, così si tira avanti con i lavori. Il giovane, dopo aver salutato la regina, segue Rieka che per l'emozione ormai si muove solo a mezz'aria.
È stupefacente, pensa Roby, come quell'essere si muove vincendo la gravità con una facilità davvero unica. Vola con una disinvoltura impressionante. Mentre la segue lei gli indica altre cose del palazzo mentre gli gira intorno, si rigira sottosopra, gli fa degli scherzi eccetera. Arrivano così alla stanza, Rieka finalmente atterra davanti alla porta e a quel punto si ode una voce maschile leggermente metallica: "Buongiorno Rieka, bentornata a palazzo. Ha fatto stare tutti in pensiero ultimamente, mi auguro che non ti abbiano fatto nulla di male."
È Span, il computer di palazzo. Non è ovviamente un computer normale, ma una forma di intelligenza elettronica in grado di ragionare con i suoi interlocutori e anche di intrattenere, in interessanti conversazioni, ospiti e inquilini di palazzo. Le informazioni che può fornire sono praticamente infinite. Può inoltre gestire praticamente tutto il palazzo, dalle tubazioni alle porte, dal riscaldamento ai frigo della cucina. Può provare anche piccole forme di sentimenti. Per Rieka, Span è il suo amico e confidente, è un computer molto discreto, in quanto l'ha vista crescere e la conosce molto bene.
"No Span, tutto è andato bene, per fortuna, grazie. Ora mi puoi aprire?" Gli dice Rieka.
Span: "Con piacere. – poi mentre i due entrano nella stanza il computer continua – Ho già programmato il climatizzatore per una temperatura ed umidità adatta ai terrestri, oltre al resto per il comfort del nostro ospite. Ho pronta a anche la doccia e la vasca da bagno, se la vuole usare. Ho pensato di profumare leggermente l’acqua. Per gli aromi mi sono ispirato a quelli descritti nel database sul vostro pianeta."
Visto che Roby tace, Rieka lo incoraggia a ringraziare il computer: "Dai! – lo sprona – Altrimenti penserà che sei un maleducato!"
Roby si sforza: "Grazie, grazie molto. – dice timidamente, poi rivolto a Rieka – Io un computer non l'ho mai ringraziato, né trattato come un umano. Mi sembra strano salutare e ringraziare una macchina."
Rieka sorride: "Perché tu non sei abituato ad avere a che fare con macchine che pensano, e hanno molte sensazioni che anche noi abbiamo!"
Roby, allibito: "Capisco. Mi ci abituerò, – poi fissando la ragazza continua – … e lo faccio solo per te, ricordalo. Ma di questo ne vorrei parlare dopo. Io mi do una sistemata e ci vediamo fra un'oretta, Ok?"
Rieka, un poco turbata: "Ehm … Sì, va bene. Penso che in effetti di cose da dirci ora ne abbiamo molte. Mi vado a sistemare un po' anch'io. A dopo."
Roby ha un'idea: "Rieka, vorrei fare una cosa. Ti vorrei dare un appuntamento in un locale, così per fare una cosa carina. Vorrei fosse il nostro primo appuntamento. Più che andarci insieme da qui mi piacerebbe che ci … Incontrassimo. Che ne dici?”
“Non mi dispiace e … poi direi che a questo punto non posso rifiutare.” Gli risponde lei con un tono basso e timido.
Lui pensa rapidamente e continua: “Allora, pensavo a un bel locale dove bere qualche cosa e si possa parlare tranquilli. Solo che non ho idea di dove andare. Puoi pensarci tu e poi ci troviamo la?"
Rieka: "Che idea carina! Facciamo così. – si slaccia dal polso il computer portatile e dopo aver pigiato alcuni tasti glielo da – Tieni questo. Mettilo al polso prima di uscire, ti porterà allo snack bar 'Rav 20'. Un localino tranquillo e molto carino. Ci incontreremo li. Ciao."
Roby guardando l’aggeggio: "Ok. A dopo." E lei vola via.
Uscita Rieka dalla stanza, Span si intromette: "Continua così Roby, hai messo a segno due bei punticini con la nostra principessa. Da retta a chi la conosce bene, e non mi sbaglio dicendoti che lei è molto colpita da chi la corteggia diciamo … alla vecchia maniera!"
Roby entusiasta di avere un appuntamento con la sua, ormai, amata, risponde: "Ma tu guarda da chi Rieka ha preso il modo di dire dei punticini. Comunque che dire, ci provo, ma sono talmente frastornato che vado più per istinto che per logica. Speriamo che dopo un bel bagno la testa lavori meglio."
Span: "Sicuramente! Tutto di la è pronto."
Roby si va a preparare. Alla doccia preferisce infilarsi per dieci minuti in una bella vasca di acqua calda e profumata. Ma quell'acqua non può lavare tutti quei pensieri che comunque lo tormentano. Rieka è ovviamente il primo di questi pensieri: quella donna ormai fa parte della sua vita, ogni volta che poi la pensa gli si scombussola lo stomaco, sente una stretta al cuore, insomma prova delle emozioni così forti che lo fanno stare male. Un motivo è che, innamorato com'è lui a questo punto ha la testa piena di domande!
‘Per ora ci sta, ma se mi comporto in un modo per loro offensivo e la perdo? – ragiona immerso nell’acqua della vasca fino al mento – E se poi conoscendomi meglio non gli piaccio più e mi rispedisce a casa? Riuscirò a conquistarla del tutto? E se lei poi alla fine mi dicesse di no? E quel bacio, quel gridare "lo amo!", sarà stato vero o solo una ripicca al genitore? Sarò ricacciato sulla terra per poi non vederla mai più? Quante domande! Ho domande su domande miste a paura e dubbi: che stress al l'ennesima potenza! – ma poi esamina dosi continua nel suo pensiero – Solo che ormai non posso più fare a meno di questa "ragazza volante" che ho conosciuto. Come faccio? Mi piacciono anche i due cornini che ha in testa! Anzi: mi piacciono in un modo … speciale!’
Così dopo un lungo bagno di riflessioni miste a sentimenti che si fanno sempre più importanti, si riveste e va per indossare quegli abiti di cui parlava Rieka. Già, ma quali saranno quelli più adatti? In che ordine vanno indossati? L'unica cosa è applicare quello che ha imparato: chiedere tutto al computer.
"Span, ti posso chiedere una cosa?"
Span prontamente risponde: "Certo signore, chieda pure."
Roby: "Primo: non mi piace essere chiamato signore! Chiamami o Roby o Roy."
Span: "Scherzavo amico! Dai bello! Chiedi che ti informo." … Span è anche spiritoso.
Roby, sarcastico: "Come sei simpatico! Dunque, mi serve un consiglio per vestirmi questa sera: cosa mi consigli per un locale come il Rav20, dove incontrerò quella che spero diverrà la mia ragazza, nonché principessa di questo mondo?"
Span: "Per una ragazza come Rieka? Ha, sapevi che sono pochi i ragazzi che sono passati di qui che non erano innamorati della principessa? Ma pochi o nessuno ha fatto poi molto con lei. Dovrai fare veramente colpo, impegnati!"
Roby che già di certezze ne ha poche replica: "Grazie per il conforto e la sicurezza che infondi in me! Ora sto molto meglio! Allora, non ti ho chiesto di farmi ingelosire o cosa ha fatto Rieka prima che mi conoscesse, ma cosa mettermi! E poi che vuol dire, se altri ragazzi sono passati di qua e non hanno concluso nulla, vorrà dire che io riuscirò dove altri hanno fallito!"
Span: "Impavido giovane! Bravo! Sai, a Rieka piacciono ragazzi così, lei ha bisogno di uomini decisi visto il carattere che ha. Allora, per un incontro galante le consiglio: pantaloni posto 18. Maglia aderente per risaltare il suo fisico, che noto ben curato... maschiaccio! Posto 42. Giacchino tipico dei giovani d'oggi, non lo trovo così particolare ma va tanto fra i Tallin maschi, appendino 3. Questo è un tipico completo che va molto adesso. Provalo."
Il grande armadio a parete si apre e all'interno ci sono molti indumenti su diversi scaffali e alcuni appesi. In corrispondenza di alcuni c'è una lucina arancione accesa: sono quelli consigliati dal computer. Roby si prepara e si guarda un po' allo specchio perplesso per quegli abiti un po' strani: Pantaloni larghi ma stretti alle caviglie, neri. Maglietta nera di un tessuto sottile e aderente, ma molto morbido. Infine il giacchino, bluastro tipo jeans ma più tendente al blu elettrico, che non gli piace proprio. Comunque li vestono così, gusti loro, quindi accetta suo malgrado la cosa. Se poi fa colpo su Rieka … Per finire Roby prende il computer da polso che gli ha dato lei e lo indossa. Il pensare di avere addosso una cosa che anche Rieka indossava gli fa un certo effetto. Poi chiede a Span informazioni su come usare quel computer da polso. Dopo poche spiegazioni, le informazioni per raggiungere il locale vengono visionate. Così Roby, lavato e profumato, esce per l'appuntamento. L'ansia di rivedere Rieka lo ha fatto correre ed ora è in largo anticipo. Così si incammina per i corridoi tranquillamente, guardandosi a destra e a sinistra sempre più meravigliato di quel nuovo mondo.
Dopo poco è per strada. Quello che prova Roby mentre cammina tranquillamente si può riassumere in due parole: incredibile ed emozionante! Non riesce a capacitarsi che lui adesso è li, a passeggio in una grande città, su un altro pianeta a centinaia di anni luce dalla terra, in mezzo a gente di razze davvero strane, passando davanti a negozi pieni di robottini su ruote o che levitano a trenta, quaranta centimetri d’altezza mentre servono i clienti. Donne tallin che gli passano davanti volando a mezz’aria e l’elenco delle cose incredibili che vede sarebbe eterno. Però, intanto che cammina verso il locale contemplando tutto questo, gli continuano a frullare altri mille pensieri per la testa.
Infatti ora, a mente un po' più fredda, sente come uno strano timore: concretizzando l'accaduto delle ore precedenti adesso ha un po' di paura di quello che vede. Pensa addirittura se abbandonare tutto e tornare sulla terra perché la cosa potrebbe essere molto più grande di lui, e quindi trovarsi a non essere in grado di gestirla. Pensa anche al fatto che probabilmente rischia di passare una delusione con i fiocchi se quella donna poi non lo accetterà, delusione dalla quale non si rifarà mai più. Ma poi si rende conto che ormai si è troppo affezionato a quella bella extraterrestre e occasioni così non capitano spesso: vale davvero la pena rischiare, d'altronde se quello fosse davvero l'amore della sua vita, farlo scappare sarebbe stupido. Ma deve anche dimenticare la sua precedente vita sulla terra, certamente ci sarebbe potuto ritornare quando voleva ma le cose non sarebbero più state come prima. Comincia a sperare in un segno dal cielo che gli indicasse la strada giusta da prendere.
Anche Rieka, mentre nella sua camera si prepara per la sera, ha tempo di riflettere sulle cose accadute in quei pochi giorni. Riflette soprattutto su quello che sente e a quel gesto di stizza fatto nell'hangar spaziale. Perché di riflesso ha reagito così? Non lo capisce ancora pienamente, anche se ovviamente se lo immagina, ma non vuole molto accettare di essersi anche lei innamorata in così pochi giorni, soprattutto dopo anni in cui ha fatto soffrire ragazzi di ogni dove e altri che hanno fatto soffrire lei. Allora si ferma a riflettere davanti allo specchio, dove si sta truccando il viso.
La giovane tallin si guarda fissa e pensa, per capire meglio i suoi sentimenti. Fa allora una specie di prova: pensa se dopo quella sera dovesse salutare quel terrestre per sempre, non doverlo rivedere mai più. Fatto questo pensiero prova subito una forte, profonda emozione mai sentita prima: la paura di perdere un ragazzo così affettuoso e carino con lei. Un ragazzo che le vuole bene e glielo fa così ben capire. Così Rieka giunge ad una conclusione che riferirà a Roby proprio quella sera.
IL PRIMO APPUNTAMENTO
Seguendo le indicazioni del computer e assorto nei suoi molti pensieri Roby arriva al locale. Guardando attraverso la grande vetrata esterna, Roby osserva dentro il locale. Il posto, neanche a dirlo, è da vera fantascienza. Luci e colori si sprecano, sui muri ci sono appesi schermi che visualizzano diverse foto giganti di molti luoghi particolari: crateri, montagne, rocce dalle strane forme, fiumi, deserti, animali stranissimi e altro, insomma luoghi e forme di vita molto diversi fra loro che chissà a quali pianeti appartengono. Ci sono poi tavolini la cui superficie vetrata, almeno sembra vetro, è in realtà un grande video che serve per vedere i menù del locale e la presentazione delle pietanze, fare le ordinazioni, vedere canali tv, collegarsi nella loro rete Internet, parlare al videotelefono e molto altro. Dei robot su ruote fanno da camerieri servendo ai tavoli e ubbidendo alle richieste dei clienti. Interessante che nessuno paga nulla e tantomeno, ovviamente, c'è la cassa: tutto è gratis. Il posto è tranquillo, la gente si comporta in modo molto educato: parla senza alzare troppo la voce per non disturbare gli altri, non schiamazza o fuma. Sembra proprio un locale di una certa classe. Un po' di musica fa da sottofondo ad alcune coppiette che si scambiano alcune coccole e frasi in lingue davvero incomprensibili, mentre si fissano negli occhi e sorseggiano qualche bibita dai colori sgargianti in bicchieri dalle forme uniche: mezzelune, astronavi e altro. Sì, davvero un locale in fondo carino, di classe e intimo, pensa Roby.
Poi, mentre proprio l'attenzione di Roby si sofferma su queste coppiette, si sente chiamare da una voce femminile.
"Roby? Ehi, Roby! Bravo! Hai trovato il posto."
Lui riconosce subito quella voce e si gira cercando in mezzo alla gente che passeggia lungo il corso colei che lo aveva chiamato. Ecco che la vede! È li, a non molta distanza da lui: Rieka! Stranamente non vola, va verso di lui a piedi ed agita la mano per farsi vedere. È tutta "tirata" per la sera. Roby affascinato da quella figura che si avvicina contornata dalle mille luci della strada comincia a squadrarla partendo dai piedi che calzano due scarpe a tacco alto, scure, che slanciano le belle gambe lasciate scoperte dalla minigonna a tubino lunga fino poco sotto la metà coscia. Sopra Rieka indossa una camicetta bianca che un po' sbottonata, oltre a fare intravedere il generoso decolté, slancia il collo adornato da un girocollo d’oro, almeno sembra oro, con un pendente tondo con incastonata una pietra verde, forse un grosso smeraldo. I lunghi capelli viola sono sciolti e volano al vento. Solo due treccine fanno un po' da acconciatura, una da una parte e una dall'altra della testa, che da dietro le orecchie scendono sul davanti fino all'altezza del seno: davvero molto ‘particolari’. Quell’acconciatura lascia ben in vista i due cornini che a Roby continuano a piacergli sempre più e in modo ‘particolare’: donano a quel viso un’aria accattivante. Ma a dirla tutta, per lui quelle corna sono particolarmente sensuali e provocanti.
Vedendola Roby prova un’emozione unica, un vero tonfo al cuore! Gli è venuto addirittura un groppone alla gola: ha quasi voglia di mettersi a urlare di gioia pensando che quell’angelo che può volare anche senz'ali apparso davanti a lui, potrebbe diventare la sua ragazza! In quel momento ringrazia il creato di avergli donato una tale creatura. Non sa che dire anzi, in quel momento le parole si erano dipartite dal suo cervello, lasciandolo con uno sguardo da ebete: quanto era bella e decisamente provocante! Sì, c’è solo una parola nella sua testa: bellissima! Poi un pensiero in effetti gli viene in mente: ecco quel qualche cosa che gli doveva indicare se continuare a portare avanti quella splendida avventura e corteggiare l’aliena o no. Per quella ragazza, pensa, valeva davvero più che mai la pena provare, costi quello che costi! E poi anche lei si è pure sbilanciata, no?
"Ehi, tutto bene? Ho qualche cosa che non ti piace? Mi fissi in un modo strano!" chiede Rieka vedendolo così attonito.
Roby, emozionato, confuso e … altro, balbetta in un modo a dir poco imbarazzante.
"Ma... ma... che dici? Sei... sei bellissima, così stai benissimo, sei una rosa appena sbocciata, uno splendore!"
"Che carino! Grazie, ma non esagerare, mi sento in imbarazzo se no!"
Roby ricomponendosi un attimo: "Non esagero, credimi, sei davvero uno splendore. Mai visto niente di simile in vita mia! – poi, finiti i complimenti – Senti, ti va di camminare un po'? Vorrei parlarti un po' di alcune cose importanti, come ti dicevo prima, e camminando mi riesce meglio. Poi ci fermiamo nel locale, ok?"
"Sì, va bene, seguiamo il viale, ci sono molti negozi, così intanto ci guardiamo un po' le vetrine." Dice lei indicandogli il lungo e illuminatissimo viale.
"Sì, per me va benissimo.” Risponde Roby guardandola, ma poi distogliendo lo sguardo e fissando per un attimo a terra.
I due si incamminano in quel bel viale con a terra mattonelle colorate che formano diversi disegni e motivi. Vari vasi di fiori e piante abbelliscono le entrate dei negozi e dei locali. Luci artificiali a lampione fatti in ferro finemente lavorato, anche questi con diversi decori, illuminano il tutto.
“Vedi, – continua Roby che si vuole subito togliere ogni perplessità – io non posso dire nulla di diverso da quello che ti ho appena detto: io ti trovo meravigliosa. Sei di un fascino per me davvero unico e il solo vederti mi allieta la giornata. Il tuo sguardo mi rende felice. Ma devi credermi, questa non è la sola cosa che mi ha spinto a fare le scelte e a dirti le cose che ho detto in questi giorni. Quello che mi ha portato qui è anche il fatto che tu mi piaci come sei, il tuo carattere, il tuo sorriso, il tuo svolazzare qua e la, il tuo bellissimo sguardo, come sei decisa ma tenera, il fatto che non ti fai mettere i piedi in testa neppure da tuo padre quando esagera e molte altre cose: tu hai un carattere che mi mette gioia. Visto quello che già sento, sono convinto che se starò ancora insieme a te, poi non riuscirò più a separarmi da chi avrò cominciato ad amare in un modo molto più profondo. Perché, ti ripeto, che sono seriamente convinto di cominciare ad amarti anche se ci conosciamo da pochi giorni. Per me questo è strano ma, come ti ho detto già molte volte, più ci rifletto più sono convinto di quello che dico! Per questo adesso ho bisogno che tu con me sia completamente sincera e non mi nasconda nulla, per nessun motivo. Piuttosto voglio un no sincero che un sì per compassione, ma falso. Lasciarti adesso mi farebbe male ma se ti dovessi lasciare fra un po' più di tempo mi ucciderebbe. – Roby si ferma la guarda fisso e aggiunge – La mia domanda è questa: quello che è successo, oggi nell'hangar, quello che hai detto, era sincero o solo dettato da uno scatto d'ira, di vendetta o altro? Mi hai detto che mi ami solo perché ti è scappato così, senza riflettere, oppure sotto tutto questo tu in effetti provi qualche cosa per me, non dico amore, sarebbe ridicolo dopo due giorni, ma anche solo un certo non so ché? Magari mi trovi anche solo simpatico e c’è un interesse? Sii sincera ti prego, perché mi hai baciato così?"
Rieka si aspettava queste domande. Doveva di certo dare delle spiegazioni a quel ragazzo, visto quello che aveva fatto. E prima dell'incontro, davanti a quello specchio mentre si truccava, aveva già preso una decisione e pensato a cosa dire. Rieka riprende il cammino, sorride appena e gli dice: "Sei sicuro di volere sapere esattamente la verità? E se non ti piacesse?"
Quell’attesa e quelle parole fanno quasi per morire il povero Roby: morire di crepacuore.
"Te l'ho già detto: è meglio che tu mi dica che non ti piaccio e che non mi vuoi più vedere, che continuare ad andare avanti così. Io adesso ci soffro troppo."
"Allora preparati: ora ti dico la verità! – Rieka si ferma e ferma anche Roby. Lei fissa dritto negli occhi lui, notando in quello sguardo il panico più assoluto derivato dal pensiero di udire una risposta negativa. Quegli occhi però sono sinceri, addirittura in quell’attimo stanno diventando lucidi. Roby quasi si sta per mettere a piangere per davvero dalla paura di lasciarla: una vera prova di quello che sente. Li Rieka ha la conferma definitiva di quello che aveva già pensato: lui è già davvero innamorato di lei ed è sincero. Quindi gli dice – Roby, io, dopo averci pensato bene, sono giunta alla conclusione che… vedi, penso anch'io di provare qualche cosa per te, anch'io non so se dire già che sia amore, capisci, è passato poco tempo, ma sicuramente già sento che non ti voglio perdere e sento il desiderio di continuare a conoscerti e trascorrere con te molto altro tempo, perché tu mi fai stare bene, mi hai fatto passare giorni belli e sereni come fossi a casa mia. Mi hai protetto e sostenuto. Sì, ti confesso che un po' mi hai conquistato!"
Lui non perde tempo e non la lascia finire. Non sa se su arcadia funziona così, se passerà da screanzato o altro ma lui non resiste più! Guardando intensamente quella ragazza in quegli occhi azzurri e profondi, si avvicina lentamente alle sue labbra senza dire nulla. Lei con voce tremula gli dice: "Ma che fai?"
Banale tentativo di difesa! Lui la stringe a sé e i due questa volta si baciano spinti da un sentimento che li sta legando sempre di più. Per i due innamorati quel momento è unico, fantastico, meraviglioso. Altro che sentire suonare la campane! Roby sente suonare tutta la filarmonica di Londra! Sente soprattutto che ha trovato la donna della vita e spera che quel momento non finisca più. Anche Rieka prova sentimenti simili e si sente felice di aver trovato quell'uomo che la fa sentire così protetta, considerata e che sta affrontando, e affronterà sicuramente, molte difficoltà solo per lei. Zoges adesso sta diventando per lei solo un triste ma lontano ricordo.
Anche la minaccia degli Anusiani in quel momento per loro sembra non esserci più, ora esistono solo loro due e basta. Non riflettono neppure sul fatto che Rieka, cioè la principessa del pianeta, si sta baciando con il suo ragazzo in mezzo ad un viale principale della capitale e in diversi lo stanno notando fermandosi e guardando quella scena così toccante e tenera.
Roby dopo il bacio le sussurra: "Io adesso sono il terrestre più felice, ma non solo della terra, sono il più felice di tutti i mondi che conosci. Quello che mi hai detto mi ha dato uno scopo nella vita e spero, anzi, io ti prometto che farò di tutto per farti felice, così che condivideremo insieme questa gioia che provo."
Rieka è sempre più commossa: "Anch'io sono felice, e spero di continuare a renderti così felice."
"Io ancora non conosco bene i vostri usi, ma sulla terra questo vuol dire che ora stiamo insieme, cioè… fidanzati. Fate così anche voi? O è troppo precipitoso? Se non va bene e qui usa aspettare più tempo, per me non c’è problema. Io per te aspetto quanto tempo vuoi."
Rieka anche questo ormai se lo aspettava visto che da subito quel terrestre aveva cercato di bruciare le tappe, e così si era preparata la risposta. Così guardandolo fisso dice: "Certo che tu davvero tempo non ne perdi. Sì, sei a dir poco precipitoso. In poco più di due giorni mi chiedi di fidanzarci! Allora: si può fare, ma ti informo che da noi per fidanzati si intendono due che si frequentano seriamente in vista del matrimonio. Se tu intendi frequentarmi in tal senso, sono d’accordo a considerarmi fidanzata con te. Ma da oggi, come mio fidanzato, ricorda che hai una grande responsabilità. Noi Tallin siamo molto gelose e possessive con i nostri uomini, se tu quindi non ti comporterai bene, allunghi un po' troppo lo sguardo o fai il ‘bello’ con le altre, ti garantisco che proverai quanto possa essere dolorosa una scarica al plasma concentrato. E... un'altra cosa che non ricordo se te l’ho detta: a differenza che da voi, da noi fino al matrimonio non si fanno ‘certe cose’, ed è considerato grave anche il solo provarci o chiederlo, anzi gravissimo! Così hai chiaro il quadro della situazione. Accetti ancora?"
Roby si sente quasi minacciato. Ma lui scalerebbe l’Himalaya a mani nude per quella donna e così fissandola le dice: "Non mi interessa il fare ‘certe cose’, non sto con te per questo. Io voglio imparare ad amarti per quello che sei. E poi, chi posso guardare se non i tuoi begli occhi che mi hanno fatto innamorare fin dalla prima volta che li ho visti?"
Rieka, che aveva detto quelle cose anche per mettere alla prova il terrestre, rimane piacevolmente colpita dal fatto che Roby non si sia minimamente scomposto: questa era una ulteriore prova che si trattava di veri sentimenti e non di altro.
"Allora ti va di fidanzarci alla maniera nostra?" chiede Rieka.
Roby, un po' perplesso per i toni, però non ha dubbi: "Sì, mi va bene, voglio che diventi la mia fidanzata ufficiale! Tu mi vuoi come fidanzato?”
Rieka molto teneramente gli risponde: “Sì!”
Roby è euforico e le chiede: “Da noi di solito si festeggia l’avvenimento, da voi cosa fate?"
Rieka, fissandolo all'altezza del petto e giocherellando con il bavero della giacchina di Roby, gli spiega: "Niente di speciale, ma importante sì! Da noi il fidanzamento è una cosa personale e intima dei due innamorati. Così quando due si fidanzano, dato che la cosa come ti dicevo è molto seria, si scambiano una promessa importante, un impegno personale che sarà il loro obbiettivo da raggiungere fino al matrimonio. Se d'altronde due si amano davvero, devono adoperarsi l'uno per l'altro, non trovi?"
Roby è colpito dalla cosa: "Sì, va bene, mi piace..."
Rieka pensa un attimo e gli dice: "Allora, questo è il mio impegno per te. Il mio impegno sarà quello di farti sentire sempre a casa tua qui, non facendoti mai mancare il tuo pianeta, anche se ovviamente quando sarà finita la minaccia fantasma degli anusiani potremo tornare a casa tua in ogni momento. Troverai in me un aiuto e un sostegno per sentirti sempre sicuro in quello che fai e vedere in me una donna da amare ogni giorno."
"Sei molto carina a farmi questa promessa. Belle parole davvero!" dice Roby commosso.
Solo che adesso deve pensare freneticamente a qualche cosa anche lui. Cosa farebbe per quella ragazza?
"Il mio... il mio... – balbetta. Ma poi si riprende – Ha, sì ci sono: ti prometto che mi impegnerò a non farti mai sentire sola o trascurata, sarai sempre al centro delle mie attenzioni. Ovunque andrai sentirai che il mio amore per te ti seguirà. Ti farò sempre sentire che per me sei la donna più importante del mondo! Sarai la mia principessa!"
Rieka lo abbraccia gettandogli le braccia al collo: "Carina anche la tua, mi piace, è profonda. Con una come me non sarà facile. Sai adesso cosa dobbiamo fare per sigillare i nostri impegni ed essere ufficialmente due fidanzati?"
“Ehm, No! Che fate adesso?”
“Questo!” dice lei stringendo il, adesso, fidanzato e sigillando le loro tenere promesse con un ulteriore, prolungato bacio!
“Questo sì che si chiama sigillare un fidanzamento” gli sussurra lui ripreso fiato.
Ora i due si incamminano nuovamente lungo quel viale che per il terrestre sembra decisamente ancheore più luminoso. Roby abbraccia Rieka, appoggiandole un braccio sulle spalle e lei si stringe a lui appoggiandosi al suo fianco e abbracciandolo alla vita, felice e tutta innamorata. Per Roby è davvero il massimo: avere li, sotto il suo sguardo, accoccolata, quella testolina dai capelli viola e con quelle belle cornina lo manda in estasi. Ciliegina sulla torta, lei ad un certo punto avendo la testa appoggiata sulla sua spalla, alza un poco il capo, alza gli occhi e lo guarda fisso: solo un attimo, con quegli occhi azzurri, dolci, lucidi e profondi. Quello sguardo potrebbe perforare tranquillamente un muro di cemento armato, figuriamoci l'effetto su un uomo innamorato come Roby. Poi, riabbassa la testa e la riappoggia alla sua spalla, senza dire nulla, e si stringe ancora di più al fianco del nuovo fidanzato. Lui, dentro al cuore, nei sentimenti, nella mente, si sente come emozionato, stordito, colpito dalla più forte scarica delle più forti emozioni. Sì, lui prova quello che vuole dire sentire nascere e crescere l’amore per un’altra persona.
"Ti voglio davvero un gran bene!" è l'unica cosa che gli viene da dire, quasi commuovendosi da quanto quella ragazza la sente già padrona del suo cuore. Sì, anche lei sa bene cosa fare per conquistare quel terrestre! Essendo così preso anche lui stringe Rieka un po' di più a sua volta, solo per sentire una profonda fitta al collo! Lei appoggiando la testa lo ha letteralmente … incornato! Ma per Roby anche quello lo trova bello e piacevole: per la prima volta è venuto a diretto contatto con quei cornini che gli piacciono da matti!
Continua così quella passeggiata che per i nostri "eroi" è di sicuro la più bella che abbiano mai fatto, uno di quei momenti che non si dimenticano mai più nella vita. Per loro il mondo si era fermato e non esistevano più né minacce né pericoli, né problemi di ogni sorta: erano innamorati persi e felici, di tutto il resto, e chi se ne interessa? Se il mondo casca, basta spostarsi, no?
Roby vede dall'altro lato del viale un negozio che vende peluche e articoli da regalo.
"Ti piacciono i peluche?" chiede a Rieka.
"Sì li adoro. Perché?" dice lei un attimo perplessa.
"Immaginavo! Aspetta qui un attimo."
"Va bene. Ma dove vai?"
Roby mentre attraversa la strada le risponde: "Vedrai."
Roby entra nel negozio e rimane spiazzato perché, ovviamente, non c'erano peluche di orsacchiotti, leoni, coniglietti o altro, che sono animali terrestri, ma molti altri animali mai visti che popolano quel pianeta o chissà quale altro. Roby cerca di trovarne uno che gli sembra carino e che possa piacere alla sua giovane fidanzata ma sembra un’impresa impossibile. Il negoziante, notando la sua notevole indecisione e il fatto che il giovane non è del pianeta, si avvicina e chiede: "Indeciso su quale scegliere?"
Roby coglie la palla al balzo: "Direi di sì. Devo fare un regalo alla mia fidanzata e non so quale scegliere."
Il negoziante sorride al giovane e per aiutarlo indaga un po': "È sempre così. Quando si è innamorati, i regali sono sempre difficili da scegliere. La posso aiutare. Chi è la sua fidanzata? O meglio: di che razza è?"
Roby non riflette, teso com’è, su quello che dice: "Dunque, guardi, è una Tallin. È quella ragazza li fuori, dall'altra parte della strada."
Il negoziante fa gli occhi grandi, non dice nulla per un attimo, poi guarda Roby stupito e incredulo. Riguarda fuori e non crede ai suoi occhi. Poi allibito chiede: "Ma... ma… ma quella non è Rieka, la principessa?"
Roby comincia a capire che non sta passeggiando con una ragazza qualunque e pensa di avere fatto una non piccola gaffe. Non sapendo cosa fare, ma comunque la frittata è fatta, risponde solo un tiepido "Sì, è lei."
Il negoziante fa un sorriso a trentasei denti facendo sfoggio dei lunghi canini tipici dei Tallin e, come se si stesse sposando un suo parente stretto, lo prende per le spalle e lo scuote con un certo vigore. È un modo di fare dei tallin, come il nostro stringersi la mano per fare particolari complimenti ad una persona. Poi gli dice entusiasta e continuando a scuoterlo sempre più violentemente: "Complimenti amico! Davvero complimenti! Non sa da quanto tempo volevamo vedere la nostra principessa finalmente con un fidanzato. Che colpaccio, amico! Per il peluche, l'ideale è questo: l'Akimo, un animaletto molto tenero e simpatico. Questo è un colpo sicuro! Auguroni amico! Dai, dai portaglielo subito! E … mi saluti la principessa!"
Il tipo in un baleno fa un bel pacco regalo, arricchito di nastrini e fiocchi. Poi lo consegna a Roby dicendogli: ”Falla felice, è la nostra principessa preferita!”
"Certo, certo … amico! Farò del mio meglio. Per il regalo comunque mi fido di te, ciao e grazie!" dice Roby.
“Vai a colpo sicuro ragazzo!” gli risponde euforico il negoziante.
Roby prende il pacco regalo ed esce dal negozio tenendolo dietro la schiena, non che lo nascondesse molto ma giusto per fare … Riattraversa il viale dove Rieka lo attende curiosa saltellando sulla punta dei piedi immaginando cosa succede nel negozio, ma non sapendo bene cosa farà il suo nuovo fidanzato.
Roby la raggiunge e con fare misterioso le dice: "Allora… Oggi è il più bel giorno della mia vita perché ci siamo messi insieme e, sperando che questo sia solo l'inizio della nostra lunga storia d’amore insieme, ti voglio regalare un qualche cosa che ti ricordi questo giorno ma soprattutto il mio amore per te." Tira fuori da dietro la schiena il pacco regalo e glielo da.
Rieka è troppo curiosa e, dopo avere dato un bacio sulla guancia a Roby, spacchetta immediatamente il regalo.
Appena Rieka tira fuori il peluche, Roby le dice: "Non conosco gli animali che abitano il vostro pianeta, ma questo mi è stato consigliato dal negoziante, e anche a me sembrava carino. Vorrei che servisse per ricordarti, tutte le volte che lo vedi, quanto ti amo e così mi pensassi."
Rieka ama quegli animaletti di peluche: "Che carino, è morbidissimo! Un Akimo! Grazie, anch'io ti amo e ti meriti un altro bacio… lo chiamerò Roy, proprio in ricordo di oggi che ci siamo fidanzati, e di te."
Le coccole, i baci e le chiacchiere continuano mentre, passeggiando, tornano in quel locale a bere e sgranocchiare qualche cosa. Si siedono ad un tavolino uno di fronte all'altro. Roby prima interessato a guardare quel mondo così diverso dalla terra, ora aveva occhi solo per lei: se la fissa, guarda e riguarda, ne coglie ogni movimento, le espressioni, i gesti. È incredulo di quello che gli sta succedendo e di potere cominciare a condividere la sua vita con quello che per lui è un sogno a occhi aperti.
Anche Rieka è felice di stare con un ragazzo così sensibile, premuroso e che non sembra molto interessato alla sua posizione di reale, non sembra essere attratto solo dal suo corpo o ad altro, ma è carino in molti piccoli suoi gesti e sempre preoccupato di farla stare bene: non aveva mai trovato un altro ragazzo così, ed era per quello che si era subito innamorata. Soprattutto, lui che le voleva bene glielo ha detto, ripetuto e dimostrato senza troppi problemi, a differenza di altri!
A tarda sera tornano a casa, sempre appiccicati. Ad attenderli ci sono i genitori di Rieka seduti nel salotto dell'appartamento reale che vogliono sapere un po' di più riguardo al nuovo ragazzo della figlia. Ma Rieka è troppo felice e contenta avendo passato una bella serata quindi, vedendo che già il padre ha ‘il muso’, non vuole sentire ‘solfe’, così prima saluta con un bacio sulla guancia Roby, ammutolito perché non sa cosa fare davanti ai genitori di lei, poi abbraccia la madre e il padre e si congeda dai genitori volando di nuovo da Roby, poi li guarda di e con tono fiero proferisce: "Da questa sera, mamma e papà, lui è il mio fidanzato ufficiale e basta, mi piace ed io penso di amarlo. Ne riparliamo domani."
Poi, stringendo il suo nuovo peluche al petto, vola in camera sua dove se lo mette sul letto vicino a lei, proprio come avrebbe fatto una bambina con molto meno di venti anni, ed in fondo Rieka è ancora molto bambina sotto certi aspetti.
Ceso ora sa già abbastanza e, sbottando, si alza in piedi e fa per andarsene senza dire neppure un “Ciao.”
A Roby questa accoglienza gelida del quasi suocero su Arcadia proprio non gli va e, fermato il re, gli dice: "Senta, con tutto il rispetto per la sua posizione, io vi ho, penso, dato prova di essere un ragazzo serio e disinteressato alle cose futili. Ho salvato vostra figlia a rischio della mia pelle prima di sapere chi fosse veramente. Ve l’ho riportata senza neppure chiedere un grazie. Comunque se non si fida ancora di me, mettiamola così: si fidi di Rieka. Mi creda: è ancora giovane sotto certi aspetti per la sua età, ma non è di certo una stupida! Lei di me si fida, si chieda il perché."
Ceso a testa bassa gli risponde con un tono teso che esprime tutto il suo disappunto: "Potrai anche avere ragione. Forse esagero, ma ho le mie buone ragioni!" e se ne va con la moglie dandogli la buonanotte più gelida che abbia mai sentito quel ragazzo.
‘Dopo un saluto così, – pensa infatti Roby – bisogna che questa notte mi faccia dare un piumone o mi morirò dal freddo!’
Roby va in camera infastidito da quel comportamento: è irritante comportarsi al meglio e sentirsi trattati come dei criminali o degli approfittatori di ingenue donzelle!
‘Cosa dovrei fare più che salvargli la figlia! – rimugina ancora fra se – I criminali o i malintenzionati no fanno certe cose! Mah, – continua nel suo pensiero – forse qui usa così. Forse sono di mente aperta, ma particolarmente scettici e … Boh!”
Rieka intanto si sente già sola: è ancora eccitata, carica di energia e già sente la mancanza del fidanzato. Gli viene in mente che il computer da polso, il delan, se lo è rimasto Roby e così lo chiama per una lunga, anzi, molto lunga, buonanotte.
"Ciao, hai notato che ti sei rimasto il mio computer?" gli dice appena si attiva la comunicazione.
Roby, anche lui già in camera, gli risponde: "Sono contento di averlo fatto, così ti posso rivedere di nuovo! – il computer è provvisto di visore – Non sai quanto mi emozioni indossare qualcosa che hai indossato tu! Allora, ti sei divertita questa sera?."
"Sarà la sera che io in assoluto non dimenticherò per niente al mondo, sono troppo felice e spero che sia così anche per te."
Roby: "Sì, lo è stato anche per me. Questa sera è stato il coronamento dei più grandiosi tre giorni della mia vita. E ne passeranno anche dei migliori perché adesso ho te al mio fianco!"
"Ti volevo dire una cosa: – continua Rieka facendo una voce da bambina – che tu questa sera mi hai detto una cosa molto bella, che mi ha colpito. Mi hai promesso che farai sempre di tutto per farmi felice. Da che ci siamo conosciuti ho visto la tua premura e considerazione che mi stanno facendo innamorare di te. Tu mi hai saputo fare stare bene subito, hai preso le mie parti e hai rischiato la vita per me. Questo è quello che cerco nel mio uomo, ed è quello che mi rende felice. Se vuoi mantenere la tua promessa non smettere di essere così, promettimelo! Di ragazzi che poi alla fine pensavano solo a se stessi per non dire altro … ne ho già avuti troppi!"
Roby commosso da quelle parole dolci: "Ti giuro che qualsiasi cosa possa succedere fra noi, io non smetterò mai di essere così. Da questa sera vivrò solo per il tuo amore, il tuo sorriso, i tuoi occhi e nient'altro … quasi … sai com’è. Scherzo piccola! – poi continua – Vedi, sto capendo che solo quando ti vedo felice poi lo sono anch’io! Mi contagi!"
"Ehi, che tesoro che sei! Attento che ti prendo sul serio! – Rieka è altrettanto intenerita e per non farlo notare congeda il suo nuovo amore – È tardi ormai, buonanotte tesy, a domattina." Mai un ragazzo l’aveva fatta sentire così fondamentale per la sua vita.
"Sono tremendamente serio, Rieka! A domattina piccola. – conclude Roby – E… carino il tuo: 'tesy'." E le manda un bacio.
La notte per Roby non passa tranquilla, anche se sono ormai quarantotto ore che non dorme. Infatti la tensione accumulata e l’emozione provata lo tiene sveglio. D'altronde ha passato in effetti i tre più intensi giorni della sua vita e gliene attendono altri. Seduto sul letto appoggiato al morbido schienale imbottito pensa a tutto quello che gli è successo e soprattutto a Rieka.
In concomitanza anche per Rieka la notte non è tanto tranquilla, emotiva com'è. Stringendo il peluche appena ricevuto in regalo pensa e ripensa a cosa significherà per lei essersi messa con quel ragazzo che poi in fondo non conosce praticamente per niente ma che è così tenero con lei.
‘Come minimo sono stata precipitosa! – rimugina fra sé – Mi ha spiazzato tutto il suo affetto così spontaneo. Visto le delusioni passate con Zoges, avere conosciuto uno così mi ha fatto un effetto … ma chi se lo spiega! Vedrò poi …’ è tarda notte ei pensieri si spengono qui: la stanchezza ha la meglio su di lei e così si addormenta comunque felice e speranzosa per il futuro.
La mattina appena desta, Rieka si sente estremamente di buon umore, così comanda al computer di accendere lo stereo ‘al volume delle grandi occasioni, come lo definisce lei: è un volume che praticamente può demolire le pareti della stanza e, intanto che si prepara, svolazza qua e la per la camera facendo capriole a mezz'aria, ballando e cantando a squarciagola.
Ovviamente un baccano così, per quanto le pareti siano fonoassorbenti, si diffonde per il palazzo fino alle varie stanze. Ceso appena svegliato, anzi è meglio dire svegliato dal baccano, fa lo spiritoso con la moglie: "Cara, penso proprio che nostra figlia sia di buon umore questa mattina!"
Urami cogliendo lo spirito: "Dici? Cosa te lo fa pensare? – poi guardando il marito – Che ti dicevo? Non l'ho mai vista così. Evidentemente in quel terrestre ci ha trovato qualche cosa di speciale, lei non si sarebbe mai messa con un poco di buono. È un colpo di fulmine di quelli importanti! Lasciamola fare, seguiamo magari la cosa, e vedrai che se c'è qualche cosa che non va, anche Rieka saprà poi prendere la giusta decisione. È una donna ormai a tutti gli effetti. Dobbiamo accettarlo."
Ceso, sconsolato sospira: "Rieka è sempre stata una ragazza vivace e ha sempre fatto molto di testa sua, ma in effetti stupidaggini così grosse non ne ha mai fatte. Però proprio con un terrestre! Faremo come dici tu, anche se io una prova la voglio fare."
"Sì? E di che 'prova' si tratta?" chiede Urami.
Ceso divaga: "Vedrai, ci sto pensando. Voglio, se si presenta l'occasione, tastare il polso a quel ragazzo."
Urami si preoccupa: "Non mi fare stupidaggini però, ti conosco! Quei due se stanno bene insieme non devono essere intralciati. Fa come vuoi, è giusto che ti assicuri della cosa per il bene di nostra figlia, ma attento a non rovinare quello che può diventare un amore vero e profondo. Questo sì che andrebbe contro tutto quello che la nostra cultura vuole sostenere in tutta la coalizione!"
Ceso mentre si alza rassicura la moglie: "Certo cara. Vedrai che non farò niente che possa fare del male ai nostri due innamorati."
Anche Roby, intanto, riconosce sia il volume che il genere di musica che ode e anche a lui non gli serve la scala per capire che Rieka deve essere di buon umore. Questo lo elettrizza e, come in altre occasioni, questo lo spinge a prepararsi in un lampo aiutato, come sempre ormai, dal fidato computer Span. Una volta pronto gli chiede indicazioni sul dov'è la camera di Rieka. Ma viene folgorato da un'altra idea: fargli un’altra sorpresa! Già ma quale? Basta chiedere, no?
"Span, un altro consiglio: cosa posso regalare a Rieka, tu che la conosci così bene?"
"Conoscendola, penso un computer da polso. – risponde prontamente Span – Un delan–FF nuovo, penso sia molto indicato, quello che porta ora anzi, quello che hai tu al polso ora, è ormai un vecchio modello e l'ho sentita dire che lo voleva cambiare. Ne aveva visto uno nuovo con teletrasmettitore di onde basiche di ultima generazione."
Roby pensa proprio che quel computer abbia ragione. Non ha capito nulla di cosa sia quella roba ma l’idea sembra buona.
"Dove lo trovo uno di quei cosi?" chiede entusiasta.
"Ti programmo il palmare che hai per portarti dove vendono i … ‘cosi’ che noi chiamiamo comunque sempre Delan." Dice Span con tono di sopportazione al terrestre.
Roby non ha il tempo di pensare alle spiritosaggini del computer e replica già prendendo la porta: "Sei un amico! Ora guidami da lei." Poi, prende il palmare e via di corsa verso la camera di Rieka guidato da quel po' che si ricorda del percorso e seguendo le indicazioni di Span. Quella musica ha rivelato un altro aspetto del carattere dell’aliena che a Roby piace molto: ama la musica che piace anche a lui!
Ora corre per quei grandi corridoi all’impazzata. Appena arrivato, visto che le stanze hanno il campanello, suona. La musica cala notevolmente di volume e si sente un lontano: "Arrivo!". A Roby al pensiero di rivedere la sua Rieka gli batte forte il cuore, già a mille per la corsa, è emozionato come non mai. Si sente proprio come un uomo che ha appena vinto un centinaio di milioni di euro, anzi, meglio: si sente innamorato perso, come non mai nella sua vita!
Ma poi sente un "bip", la porta automatica si apre e al suo scorrere verso l'alto si scopre lentamente la figura di Rieka dai piedi in su, e Roby quasi ipnotizzato segue quel comparire lento della fidanzata. Rieka non si è vestita come al solito, in geral, questo Roby lo capisce subito perché appena intravede i piedi Rieka calza due scarpine con poco tacco, tipo ginnastica. Le gambe sono scoperte fino a poco sopra il ginocchio da una gonna corta a ‘tubino’. Poi una maglietta chiara, leggermente aderente. Dietro la schiena si vedono già i lunghi capelli che, come fa spesso la ragazza, li ha lasciati completamente sciolti. Poi appena Roby la vede in viso, viso con solo un po' di trucco sugli occhi, la fissa e le dice: "Ehi, ti ho mai detto quanto sei bella? – poi fa una pausa e le dice ancora – Per me oggi è già una splendida giornata perché ho visto te!"
Rieka rimane colpita e turbata da un tale tenero saluto, e in un primo momento non sa che dire, poi: "E … e …accidenti, quello che mi dici allieta la mia, tesy!"
Poi lei lo abbraccia e i due si baciano. Manco a dirlo, in quel momento escono dalla loro camera, che si trova dopo qualche porta più in la, i genitori di Rieka e vedono i due … ‘appiccicati’. La mamma, che li nota per prima, sorride e sgomita il marito facendo notare cosa sta facendo la figlia col nuovo fidanzato. Il padre, che ovviamente non ha ancora digerito molto la cosa, borbotta qualche cosa di incomprensibile e, presa sotto braccio la moglie mentre si incammina verso la sala da pranzo per la colazione, urla un: "Non venite a fare colazione? O preferite passare li la mattina?".
Roby diventa tutto rosso perché un po' si vergogna, ma Rieka non lo molla e fissandolo dice: "Oggi per te niente colazione se non mi dici che mi ami."
La ragazza a causa del comportamento del vecchio fidanzato ha sofferto molto sotto questo aspetto: mai le aveva detto o dimostrato vero amore, anche elemosinando una di queste cose. Ora visto l’affetto che Roby le dimostra, vuole recuperare.
Roby dal canto suo non è stupido, e sa come ad una donna piace sentirsi veramente amata, preziosa agli occhi del suo uomo e non se lo fa ripetere. Poi, a dire il vero, con Rieka gli viene più che mai naturale dirle cose come quelle che gli dice ora.
"Piccola mia, io ti ripeto che da oggi vivo solo perché ti amo, il giorno che morirò succederà solo perché vuol dire che ho smesso di amarti. – breve pausa – Anche se oggi so anche che tu mi hai mentito!"
“Ma… ma che dici!” balbetta Rieka sconvolta da quell’affermazione.
“Sì, piccola. Infatti mi avevi detto che tu non eri sulla terra per conquistarci. – continua lui – Ma non era vero! Tu hai conquistato e fatto prigioniero il mio cuore! Questo ora batte solo per te! Ti amo Kay!”
Rieka lo guarda fisso negli occhi. Gli sembra un bellissimo sogno un ragazzo così! Poi, dopo quelle parole, lui le accarezza il viso e lei si sente commuovere toccata nuovamente nei suoi più profondi sentimenti. È solo adesso che riesce a dirgli: "Sai, anch'io penso di amarti già più di ogni altra cosa."
I due così fra una frasetta e un bacetto fanno tardi anche per la colazione. E il padre è furibondo!
È in questo modo che i due fidanzatini passano alcuni giorni che sia per Roby che per Rieka sono meravigliosi, come per tutti coloro che trovano un amore che diventa rapidamente sempre più profondo e intenso. In quei giorni i due sono letteralmente inseparabili, tanto che Rieka non si incontra neanche con le amiche, anche se le informa costantemente di tutto. Ma non dice niente o neppure manda un saluto a quello che era il suo, chiamiamolo così, vecchio amore. Infatti, quei giorni in cui lei si sente così amata le fanno comprendere quanto Zoges l’abbia fatta stare male nei due anni appena passati. Rieka addirittura ora comincia ad odiare quel ragazzo tanto ostinato ed egoista.
Visto che di tempo ne hanno, e ambedue desiderano conoscersi in modo profondo e serio, passano il tempo parlando molto mentre passeggiano mano nella mano per i viali di Cleo, andando in vari locali, facendosi coccole sui prati dei vari giardini della città, facendosi alcuni regali, come il famoso bracciale computerizzato nuovo modello poi preso da Roby e dato a Rieka, che ha apprezzato molto. Le lunghe conversazioni vertono spesso sulle rispettive vite trascorse così a grande distanza l'una dall'altra e così diverse tra loro, anzi, un vero paradosso: una, da principessa in un pianeta iper–tecnologico e superpotenza della galassia. L'altra da semi povero, in un pianeta ‘retrogrado’ e pieno di egoismo, dove ancora per colpa del denaro si fanno guerre e tutte le risorse vengono sfruttate solo per avidità e mal distribuite alla gente. Ambedue però apprezzano quelle conversazioni per il fatto che così si rendono sempre più conto di come insieme si sentano bene: il carattere di Rieka, quasi sempre allegro e molto vivace, stimola Roby e quell’aliena gli piace sempre più, in un modo fuori dal comune. Così Roby è sempre spontaneamente premuroso verso la sua ragazza, ne ha una tenera cura neanche fosse un preziosissimo vaso Ming. Rieka d’altro canto, vedendo questo particolare interesse, si sente al settimo cielo: a lei quelle erano le cose che sempre più le sono mancate. Quello che ama profondamente in Roby è proprio il fatto che nessun altro ragazzo l'ha mai considerata o fatta sentire così preziosa ogni giorno di più! Rieka così fa di tutto per soddisfare l'interesse e la curiosità del fidanzato.
Così lo sostiene e lo incoraggia, senza farlo sentire uno stupido anche quando non azzecca qualche pensiero o fa delle gaffe notevoli a causa della poca conoscenza della loro cultura. Vederlo così entusiasta le piace e la fa sentire ancora più innamorata.
Così, un giorno Rieka gli fa provare l’emozione di viaggiare sulla sua Jecod, e gli fa provare il brivido dell'alta velocità su queste potenti moto a levitazione. Essendo anche Roby un patito della moto, anche se sulla terra ovviamente hanno le ruote, la cosa gli piace parecchio. Passata la paura iniziale viaggiando come passeggero aggrappato all’aliena che guida a tutta velocità, poi impara presto anche lui a girare con un veicolo di quel tipo, anche perché molte funzioni sono computerizzate e anche un bambino saprebbe condurla.
Insomma: insieme questi due si divertono non poco e godono della reciproca compagnia. Così, quando è sera, prima di lasciarsi davanti alla porta della camera di lei, si abbracciano e stanno li minuti a scambiarsi le ultime frasi d'amore, quasi a sperare che quelle frasi fermino il tempo così da impedire che la fine del giorno li obblighi a dividersi.
Un giorno i due innamorati tornano al Rav20 per mangiare qualcosa e ricordare il loro speciale primo appuntamento. Parlano come al solito di un po' di tutto e, proprio mentre la conversazione con Rieka verte sulla minaccia degli Anusi, Roby sente il forte desiderio di rendersi utile. "Io non so come stanno procedendo le cose, però vorrei fare qualche cosa, vorrei dare il mio contributo. Solo che io non so nulla delle possibilità tecnologiche, delle armi o delle astronavi che avete. Mi sento un po' inutile, un vero uomo delle caverne. Invece vorrei dimostrare ai tuoi che valgo qualche cosa e anche che servo a qualche cosa."
Roby in quei giorni sta fortemente accusando il fatto che Ceso continua a dimostrare un notevole disappunto in quella relazione, mantenendo un rapporto a dir poco freddo per usare un eufemismo, nei suoi confronti.
Così Rieka vuole fare sperimentare a Roby un nuovo modo di imparare, molto veloce e poco faticoso. Infatti non era la prima volta che lei notava come una cosa che faceva sentire a disagio il suo 'tesy', era proprio la voragine di conoscenza che c'è fra loro due.
Roby, vivendo lì in quei giorni, comincia difatti a maturare l’idea che probabilmente quel divario di conoscenza può essere una mina sul cammino della loro relazione. Addirittura Roby fra sé pensa che Rieka si sarebbe potuta stancare di avere un uomo così ‘indietro’ e difficilmente avrebbe continuato nel tempo quella conoscenza non sopportando più quel divario, e la cosa ovviamente lo terrorizza.
La ragazza in realtà il problema non se lo poneva e la differenza culturale non le pesava troppo, al momento. Così, mentre parlando si va proprio su questo argomento, Rieka gli propone: "Quello del sapere non è un problema! Vuoi imparare un po' su di noi? Vieni con me che ti faccio vedere com si può risolvere il problema. Prendiamo la Jecod e andiamo in biblioteca."
Roby che non è mai stato un avido lettore, si preoccupa: "Ma… non credo di potere leggere e imparare molto in pochi giorni. Poi, non mi è mai piaciuto studiare molto!"
Rieka lo rincuora: "Vedrai, potrai imparare molto più di quello che pensi. Fidati e andiamo."
Roby si mette alla guida della jecod e imposta il computer di navigazione della moto sulla biblioteca e insieme a Rieka va al 'Centro delle conoscenze'. Li una volta entrati, Roby fa la conoscenza di alcune amiche di Rieka, tre ragazze, molto carine anche loro e tutte e tre vestite con il classico geral. L'occhio sfugge un attimo a Roby, dato che una è particolarmente prosperosa, e così si guadagna subito un paio di pizzicotti da staccargli un braccio da parte della fidanzata che lo ha notato. Se Roby non sapeva quanto erano gelose e vendicative le Tallin ora comincia a capirlo, e adesso ha anche due bei lividi che glielo ricordano.
Rieka si avvicina ad un inserviente e chiede del direttore che, dopo poco, esce dal suo ufficio sorridente e raggiante. Il direttore è un uomo di una certa età, dai capelli bianchi, anche ai Tallin nella vecchiaia i capelli diventano bianchi, abbastanza robusto, ma con un portamento e una espressione che fanno capire che quell'uomo ha una notevole esperienza di vita e anche una notevole cultura.
"Che piacere rivederti, piccola mia! Piccola poi si fa per dire! Guardati! Che bella ragazza che sei adesso! E ormai sei una principessa a tutti gli effetti: una vera reale! Come passa il tempo! Ma dimmi, a cosa devo la tua visita? – ma poi si interrompe – Ha, chiedo scusa per la maleducazione, il signore chi è?"
Rieka raggiante: "Questo è il mio fidanzato. Si chiama Roby e proviene dalla Terra."
Il direttore è lieto della notizia: "Fidanzato? Ma cosa mi dici! Stupendo! Complimenti piccola! Hai finalmente trovato il ragazzo giusto. Ma come mai un terreste? Non sono neanche parte della coalizione! È un pianeta ancora poco sviluppato e ostile, con tutto il rispetto signor Roby, ma questi sa sono dati di fatto, spero capisca."
Roby sottovoce: "E ancora! – Ma poi fa il brillante – No, si figuri, ormai ci ho preso l'abitudine!"
Rieka: "È una storia lunga. Quando avremo risolto il problema ‘anusiani’, gliene parleremo davanti ad una bella tazza di ampat caldo. Comunque il nostro problema è questo. Roby vorrebbe sapere di più sulla nostra tecnologia, cultura e le astronavi. Come lei diceva, fra noi e loro c'è una notevole differenza culturale e questo crea anche alcuni problemini al mio amore e anche con i miei. Ci puoi aiutare?"
Il direttore, con un enorme sorriso, prende il giovane sotto braccio e dice: "Certo, venite. Ovviamente per sicurezza molte cose non gliele possiamo fare sapere, ma molte altre … visto che ormai è qui … direi di sì."
Il direttore porta i due in "Sala di apprendimento", dove c'è una fila di belle poltrone dove su una viene fatto sedere Roby, un po' preoccupato non sapendo quello che gli faranno. Il direttore gli mette in testa quella che sembra una normale cuffia per ascoltare la musica, se non fosse per alcune appendici che si appoggiano due sulla fronte, due sulle tempie e due sulla nuca e che comincia a fare una serie di "Bip… bip… bip".
Il direttore, consultando uno schermo, dice: "Fantastico! Memoria di livello 6. È il massimo! Incredibile, anche se non è una razza molto sviluppata, il cervello dei terrestri si presta al meglio per essere memorizzato per induzione cellulare, addirittura meglio dei nostri! Siete una razza intelligente, signor Roby, non capisco il perché poi usiate così male il vostro potenziale!"
Roby però non è affatto tranquillo: "E … Che vuol dire? Non sarà mica pericoloso? Non è che mi fate il lavaggio del cervello?"
Il direttore ride di gusto e lo rassicura subito: "Assolutamente, anzi, questa stimolazione può aiutare a memorizzare meglio le cose da oggi in poi e a ricordare meglio le cose passate. È un mezzo collaudatissimo e sicurissimo per imparare molto e in poco tempo. Soprattutto senza affaticarsi nel leggere e studiare. Questa macchina semplicemente scarica le informazioni che vogliamo direttamente nella memoria libera del cervello, stimolando le sinapsi con dei semplici impulsi elettrici identici a quelli che produce il cervello stesso. Anche se le cose andassero male, l’unico risultato sarebbe che lei non memorizzerà nessuna delle informazioni scaricate. – poi consultando un pannello continua – Dunque, dicevate che il nostro amico voleva sapere di più su tecnologie … – e pigia alcuni tasti – Storia del nostro popolo … – e ripigia altri tasti – Magari, perché no, anche su astronavi, pilotaggio e aggiungerei anche un poco di storia della coalizione non fa male, così ci conoscerai meglio sotto diversi aspetti, usanze, usi e costumi."
Il direttore continua a preparare il macchinario, pigiando rapidamente con le dita sul pannello formato da un grande video a schermo sensibile, i diversi tasti li disegnati in modo da programmare il quantitativo e il tipo di informazioni da scaricare nella memoria di Roby. Poi parlando con Rieka, chiede: "Partiamo?". Lei fa un cenno con la testa in segno positivo e così il direttore da il via all'operazione. Roby sente solo un lieve pizzicore alla testa ma non gli sembra che stia succedendo nulla e osserva stranito il direttore e Rieka che lo guardano sorridenti. È un po' preoccupato ma cerca di fidarsi comunque.
Il direttore notando quella sua preoccupazione gli dice: "Ora stai rilassato, non avere paura. Pensa, ci vorranno solo 12 minuti e 39 secondi. Noi andiamo nella saletta di attesa. Appena finito arriviamo subito. Tu, rilassati."
Mentre passa il periodo di apprendimento, il direttore, che ha visto crescere la giovane principessa diventando praticamente così il suo ‘nonno’ adottivo, è incuriosito del cosa l'ha portata a mettersi con quel ragazzo e a lasciare Zoges che tanto amava. Così, mentre vanno nella sala di attesa, comincia a fare alcune domande in merito. Rieka, come spesso è successo, è ben contenta di confidarsi con quell'uomo saggio a cui ha chiesto più di una volta consigli e aiuto. Così gli spiega in poche parole i fatti e, visto proprio l'intimità che li lega da sempre, gli fa non poche confidenze.
"Quello che per me è strano, conoscendomi, è che mi sono innamorata di lui subito. Quasi, quasi, la cosa mi preoccupa, non vorrei prendere una cantonata. Lui dice che mi ama da matti, e direi che in effetti me lo dimostra in un modo unico e speciale. Però, non conosco i terrestri. Per dire, fosse un plasteriano, lo avrei già spedito a casa, quelli come si innamorano alla svelta altrettanto alla svelta cambiano idea. Di questi non so niente. Però, se da una parte sono ancora un poco titubante, dall’altra sono conquistata perché lui è sempre così carino con me. Zoges al suo confronto è stato uno zoticone, un burbero e un deficente. Anzi, visto come mi considera Roby, ora lo odio per tutte le sofferenze che mi ha fatto passare!"
Il direttore, rassicurandola: "Non ti preoccupare troppo. Certe volte i nostri sentimenti vedono più lontano di quello che vedono gli occhi. Ovvio, poi dobbiamo sempre usare la testa: è il cervello che deve alla fine ragionare e decidere sul corpo. Non nego che anch’io penso che è un eufemismo dire che avete bruciato le tappe. Però ti posso solo dire che per quello che ho studiato sui terrestri, mentre alcuni sono capaci di cose tremende, altri riescono a manifestare sentimenti molto forti. Anzi, alcuni di loro hanno dato la vita per amore o per i valori in cui credevano. Se provano un sentimento vero, sono una razza che si lega davvero molto all'altra persona. L'unico mio consiglio: visto che negli affetti poi molte regole non ce ne sono, è quello di stare attenta a non avere troppa fretta. Avete già davvero corso molto. Ora lascia passare del di tempo, il tempo aiuta sempre a fare buone valutazioni di una persona, così vedrai se i tuoi sentimenti avevano ragione o no, e se i suoi sono sinceri o meno. La falsità nel tempo affiora sempre! Passa del tempo con lui e parlate di tutto. Parlando affiora di tutto e saprai valutare meglio."
Rieka sorride e abbraccia quell'uomo: "È proprio quello che mi serviva. Come sempre ti devo ringraziare dei tuoi consigli."
Già, Rieka è ora più serena e rilassata. Dopo il contrasto con i suoi che non sono ancora riusciti a digerire quel ragazzo, gli serviva proprio un buon consiglio non condizionato da dei pregiudizi e da una persona con una lunga esperienza di vita per capire meglio cosa fare.
"Il processo di apprendimento è completato. – dice quel momento una voce femminile, molto delicata e con tono leggermente elettronico – Sistema di apprendimento ‘uno’ pronto per la disconnessione."
“Vado a staccare il tuo moroso dalla ‘cuffia’!” dice il direttore alzandosi.
Rieka rimane in sala di attesa mentre il direttore della biblioteca va a ‘scollegare’ Roby.
Una volta li, il direttore toglie l'apparecchiatura dalla testa dell'apprendista, come viene chiamato chi si sottopone al sistema di apprendimento veloce, poi si mette a sedere di fianco a lui e con tono molto amichevole, paragonabile a come quando un padre da buoni consigli ad un figlio, gli confida: "Prima di tornare di la, voglio dirti una cosa che però deve rimanere fra noi due.”
“Va bene, e … che è successo?” chiede Roby preoccupato per quell’atteggiamento.
“Mentre ero di la, ho avuto modo di parlare con Rieka. Lei, come ha sempre fatto visto che siamo molto legati, posso dire d'altronde di essere come un secondo pare per lei, mi ha confidato alcune cose su di voi. Non ti preoccupare, niente di troppo intimo. Visto comunque quello che ora so, ricorda quello che ti dico, – continua ora guardandolo dritto negli occhi con tono severo – perché lo dico per te, per la tua vita futura e anche per quella creatura che ti aspetta di la con il suo cuore in mano, poi fa come ti pare. Ma mi sembri un uomo a posto, penso capirai bene. Innanzitutto ricorda che a te un'occasione così non ti capiterà mai più nella vita. Ragazze come Rieka che inglobano buoni sentimenti, intelligenza, capacità, voglia di vivere e bellezza non ne nascono molto spesso, neanche qui. Anzi, anche qui i cretini non mancano di certo. Sì, ce ne sono tante di belle ragazze in giro, ma questa è speciale veramente. Trattala come si deve e da spazio all'amore che sta nascendo fra di voi. Non la perdere per delle stupidaggini come hanno fatto altri prima di te, anteponendo i loro interessi ai suoi. Amala, curala come si deve, anche se ti costerà molti sacrifici e rinunce. Ma ricorda: una donna così ti cambierà la vita in meglio più di quanto non ti sia cambiata in questi pochi giorni. Comunque, ricorda anche questo: se non sei sincero in tutto quello che fai, e vedo soffrire la mia nipotina acquisita per colpa tua, io ti faccio la promessa che, anche se vecchio, io ti scompongo atomo per atomo con le mie mani e noi, come adesso sai, possiamo farlo benissimo!"
Roby è un attimo attonito. Quelle parole! Poi dette così … lo hanno, da un lato impaurito e dall’altro turbato profondamente. Intuisce che probabilmente Rieka ha detto al bibliotecario che i suoi sentimenti devono essere già forti. Quindi si sente di rispondere proprio con il cuore a quell'uomo, anche se non sa praticamente chi sia.
"Lei mi creda, – gli replica con tono fermo e sicuro – in questo momento io la amo davvero in modo profondo! Spero che il conoscerci rafforzi quello che proviamo adesso: perderla significherebbe per me perdere lo scopo della vita. Non posso già adesso neanche immaginare di continuare la mia vita senza di lei. Io voglio da ora in poi vivere con lei e per lei. So bene che una vita di coppia con le differenze culturali e altro che abbiamo può costare grandi sacrifici, ma per lei sono disposto a farli. Morirei per lei! Comunque, se per colpa mia lei dovesse soffrire, sarò io a venire qui a farmi disintegrare, non sopporterei i sensi di colpa che ciò mi darebbe:"
Il direttore mentre Roby parla lo fissa attentamente e vede in quello sguardo la sincerità del terrestre e gli dà un ultimo consiglio: "Ti capisco. Allora ricorda questo: il tempo passa e i problemi vengono fuori. Non lasciare che questi siano come la nebbia che, mettendosi fra di voi, vi impedisca di vedere chiaramente le vostre qualità e quanto vi volete bene. Ma sono fiducioso, vedo che sei un ragazzo di cuore, almeno così mi sembri, sono convinto che insieme sarete felici. Sono contento che Rieka abbia trovato un ragazzo così. Quindi ti chiedo un favore: fa felice quella che ormai considero la mia nipotina, te la affido!"
Roby è scosso e si sente una responsabilità notevole sulle spalle, capisce come quell’uomo sia legato alla giovane e quindi gli risponde: "Non si preoccupi! Io la autorizzo a svuotarmi la testa con il celebro stimolatore se non ci riuscirò."
Interessante come ora Roby sappia come si chiama quello strano aggeggio senza che nessuno glielo abbia mai detto: l’impianto sta facendo il suo effetto!
Il direttore continua: "Bravo, tu mi piaci! Anche perché pensavo proprio di farti anche qualche cosa del genere se mi deludi! Adesso ti porto da lei, vieni."
Gli da una pacca sulla spalla e se la ride mentre si avvia verso la porta.
Roby riflette su quello che gli ha detto quell'uomo avanti negli anni e sente che quelle parole lo hanno fatto sentire ancora più legato a Rieka, più motivato e convinto di proseguire ad ogni costo quella relazione.
Una volta arrivati in sala di attesa il direttore da le ultime istruzioni riguardo all'apprendimento automatico: "Allora, per potere ricordare e usare quello che hai memorizzato ci vorranno un paio di settimane. Ora il tuo cervello sta lavorando per riordinare tutto e solo dopo lo riconoscerà e userà. Piano, piano vedrai come da solo ricorderai le cose e le collegherai alle situazioni."
“Grazie di tutto direttore!” dice Roby.
"Sì, grazie direttore, davvero di… tutto. – dice anche Rieka – Poi le farò sapere riguardo a quel discorso. Ci vediamo."
Il direttore congeda i due con un enorme sorriso: "Di nulla, vi voglio solo dire che io sono davvero contento per voi due: siete davvero una bella coppia. Ciao, e auguri!"
Dopo i saluti i due fidanzatini escono contenti e felici. Roby non vede l'ora di sperimentare quello che gli è stato appena impiantato, ma ora per lo più sente una grande confusione in testa. L'unica cosa che ora nota è che certe cose, che sa essere impossibile abbia già visto o sappia cosa sono, ora gli sembra di averle già viste e sapere come funzionano. Visto che deve comunque aspettare, lascia che il cervello faccia il suo lavoro, si rimira la sua fidanzata le prende la mano e vanno a prendere la jecod. Prima di partire però sente la necessità impellente di fermare la fidanzata guardarla negli occhi e dirle a cuore aperto: “Cielo! Quanto ti amo!”
MINACCE!
Intanto al Centro di Comando della Difesa si stanno studiando ormai da tempo e in modo frenetico queste misteriose interferenze e l'energia che le causa. Una scoperta si è già fatta: quelle interferenze sono le stesse energie che anni prima avevano scoperto nel sistema del pianeta Rid. Abbinando le ricerche di allora, poi abbandonate perché quell’energia non sembrava utile a nulla, a quelle odierne si arriva a qualche conclusione. Le teorie fatte però non aiutano a trovare il modo di sapere cosa si nasconde dietro a quelle interferenze, come siano arrivate fino ad Arcadia o chi o cosa le provoca. L'esperienza avuta da Rieka fa ben capire come se dietro al fenomeno ci sono delle astronavi occultate e queste dovessero attaccare, non ci sarebbe modo di individuarle in tempo e distruggerle. Il problema non è piccolo, e la preoccupazione cresce. Ma poi accade quello che nessuno voleva che accadesse così presto. Arriva una comunicazione dagli anusiani.
Questo ‘primo contatto’ avviene al centro di comando e controllo del confine dell'alleanza su Psifer. Gli addetti alla stazione ricevono una richiesta di comunicazione. Il sorvegliante in capo attiva la comunicazione e gli appare sullo schermo principale il generale anusiano che, con tono minaccioso, si presenta: "Sono il Generale delle forze spaziali di conquista del popolo anusiano del quadrante Tool. Voglio parlare subito con il vostro re o con chi vi comanda."
Il sorvegliante in capo che comunque era già stato messo in allerta, chiede: "Il motivo della vostra richiesta?"
Il generale Anusi replica sempre in tono minaccioso: "La vostra resa incondizionata alle nostre flotte di conquista, o vi distruggeremo. Non fate scherzi, questo non è affatto uno scherzo. Qualsiasi cosa farete noi attaccheremo immediatamente, siamo già pronti alla conquista!"
Il sorvegliante rimane atterrito dalla cosa, si rende conto che la guerra è ora inevitabile. Risponde quindi all'Anusiano: "Va bene, fra poco sarà messo in comunicazione con il nostro re e il consiglio della coalizione."
"Si sbrighi o sarà il responsabile della distruzione della vostra base e non solo. – continua minacciando il generale – Avete massimo un'ora." e la comunicazione si interrompe senza dare possibilità di risposta.
Per fortuna che ormai, essendo stati allertati da Rieka e Roby, tutto era pronto per cercare di affrontare questa crisi, anche se si sperava passasse più tempo per sapere come combattere il nemico. Subito viene avvisato il consiglio di difesa e il re, che immediatamente si organizza insieme ai consiglieri per cercare di contrattare con il conquistatore. Ceso incarica il computer di avvisare la figlia.
In un lampo la comunicazione arriva sul comunicatore di Rieka che si trova con Roby e un paio di amiche seduta sull’erba di un parco della capitale, mentre si accarezza la testa del fidanzato appoggiata sulle sue gambe. Il delan con voce metallica la avvisa: "C'è una comunicazione urgente da parte di suo padre."
"Ok. Dimmi." Dice lei tranquillamente non sospettando quello che sta succedendo.
Il computer dice lapidario: "C'è pervenuta una minaccia di conquista da parte del popolo degli anusiani, come ormai ci aspettavamo. Suo padre vuole che torniate subito a palazzo, è molto preoccupato e vorrebbe che lei fosse li."
Rieka preoccupata gli dice un mesto: "Ok. Digli che torniamo subito."
Roby mentre si rialza le dice: "Ci siamo! Speravo non succedesse ma adesso mi sa che siamo in guerra. Rieka io ho paura per te, non dovrai mica combattere su qualche nave spaziale, vero?"
Rieka fisa preoccupata il prato e risponde mestamente: "Dipende dalla situazione. Molte navi da combattimento sono guidate a distanza o da droidi, ma visto la facilità con cui si possono intercettare i comandi di pilotaggio è sempre meglio che sulle navi ci siano delle persone. Noi come governanti dobbiamo essere al fianco del nostro popolo per difendere la nostra libertà. Dobbiamo essere d’esempio!"
Roby la abbraccia molto forte: "No, non voglio perderti per nessun motivo. Ora che ti ho trovato e che ti amo così tanto, perderti sarebbe per me troppo, morirei. – ma poi ha un'idea – Comunque, se le cose devono andare così, voglio salire sulla tua nave. Se muori tu voglio morire anch'io. E se uno di noi ha bisogno di aiuto ci sosterremo a vicenda."
Rieka, intenerita, abbraccia anche lei forte quell'uomo così innamorato, lo bacia intensamente e commossa: "Sì, se ci sarà da combattere lo faremo insieme, fianco a fianco."
I due si fermano un attimo a fissarsi negli occhi, Rieka ormai è sempre più convinta di aver trovato l'amore della sua vita. Roby, oltre ad essere innamorato perso di quella ragazza, non smette di ripetersi in testa: "Ma quanto è bella?"
Salutate le amiche, Rieka sale col fidanzato sulla jecod e, guidando come una pazza, si dirige a palazzo. Intanto il tempo vola: è passata un'ora esatta ed ecco di nuovo l'arrivo di una richiesta di comunicazione alla base di Psifer. La comunicazione viene attivata e sullo schermo riappare il generale delle truppe Anusi.
"Allora? – dice minaccioso – La mia pazienza ha un limite! Dov'è il vostro re?"
Immediatamente si effettua il collegamento con la camera del consiglio dove si sono radunati molti capi di governo, militari, oltre ovviamente al re.
"Io sono Ceso re dei Tallin, presidente annuale della coalizione dei pianeti. Lei chi è, e che cos'è questa storia? Perché ci volete attaccare? Siamo assolutamente pacifici, noi."
Il generale anusiano si presenta: "Io sono Kank, generale supremo degli eserciti Anusiani di conquista. Il motivo del nostro attacco è sottomettere il vostro e altri ricchi pianeti del settore alla nostra dominazione. Per questo, visto che siete così pacifici, vi imponiamo la resa incondizionata e pacifica del vostro pianeta, onde evitare una inutile guerra e inutili morti da parte vostra. Per dimostrarvi la nostra superiorità e come voi non avete via di scampo, vi porto all'attenzione le distorsioni che sicuramente avrete registrato nei vostri perimetri, giusto?"
"Vero. Abbiamo molte distorsioni e interferenze. Quindi?" chiede Ceso con fare comunque fiero.
Kank: "E ditemi, quanto sono estese?"
Ceso, fingendo di non immaginare che quelle distorsioni sono in realtà dei campi di occultamento, risponde: "Sono dislocate in 5 blocchi, in aree dove si trovano circa 3 pianeti abitati. E allora? Sono distorsioni!"
Kank a questo punto si esalta e comincia a parlare con ancora più veemenza: "Quelle non sono semplici distorsioni ma è un campo di occultamento per le nostre astronavi. Ne abbiamo centinaia nascoste li dentro, e anche se i vostri armamenti fossero più potenti dei nostri prima che voi troviate il modo di attaccarci noi potremmo distruggere centinaia di città e causare milioni di morti. I blocchi poi sono in diversi punti perché noi non attaccheremo solo il vostro pianeta ma anche altri. Penso capiate quindi che anche per una tecnologia avanzata come la vostra, sia difficile intercettare e neutralizzare centinaia di raggi antimateria e missili ad arricchimento di antimateria sparati all'unisono, da punti che non conoscete, da navi che non vedete, su bersagli che non potete prevedere. Quindi come hanno già fatto altri mondi, arrendetevi e entrate a fare parte del potente impero degli Anusi o sarete distrutti!"
Ceso è allarmato ma ostenta padronanza: "Ho capito benissimo la situazione. Chiedo solo un po' di tempo per consultare gli altri membri della coalizione di cui noi facciamo parte. Non sono da solo a dovere prendere tale importante decisione. La coalizione dei pianeti è formata da centinaia di mondi e ci vuole tempo per contattare tutti. Penso che ce lo dobbiate."
Kank fa il tiranno ancora di più: "Noi non vi dobbiamo nulla! Voi diverrete nostri sudditi con le buone o le cattive! Vi lascio un’altra ora solo per fare un proclama alla vostra gente, dopodiché, se non avremo risposta, inizieremo l'attacco. Premetto che qualsiasi azione tentiate contro di noi sarà interpretata come l'inizio delle ostilità e quindi attaccheremo senza preavviso."
In quel momento la comunicazione viene interrotta e lo schermo diventa nero. Il re e i consiglieri ora sono veramente preoccupati. Solo un'ora per trovare una soluzione e salvare il pianeta contro un nemico invisibile. In quel momento Roby e Rieka arrivano alla sala del consiglio e vengono fatti entrare. Subito il re si alza e va ad abbracciare la figlia che gli vola incontro. Anche Roby, seppelliti i vari rancori visto che ci sono questioni molto più importanti, va e saluta dovutamente il re.
"Allora papà, qual è la situazione? Posso saperlo?" chiede Rieka.
"Certo, anche perché ormai come principessa insediata devi cominciare a prendere parte alle questioni di stato. – dice il padre visualizzando sul tavolo che altro non è che un grande schermo la situazione attorno al loro pianeta – Il popolo certo se lo aspetta! Dunque, la situazione è critica. Questi conquistatori, come ci avevi già informato, hanno astronavi con un sistema di occultamento che deflette qualsiasi raggio protonico o laser e i missili non hanno nessun tipo di aggancio per puntare il bersaglio. Spararli a caso non fermerebbe immediatamente un attacco contro il pianeta e loro potrebbero fare milioni di morti in poco tempo. L'unica cosa su cui possiamo lavorare è questa forma di energia sconosciuta a noi che evidentemente è quella che usano per occultarsi. Solo che proprio adesso ci hanno dato un ultimatum di un'ora. La situazione è disperata!"
Roby vuole partecipare: "So che forse non sono affari miei, ma di questa energia non sapete proprio nulla?"
Ceso è ancora scettico con il terrestre, però gli dice: "Beh, non so se coinvolgerti, ma visto che frequenti mia figlia anche tu in un certo senso fai parte, anzi, devi fare parte del nostro mondo e quindi è giusto che queste cose ti interessino e molto. Allora: questa energia è stata scoperta circa 10 anni fa mentre esploravamo un nuovo quadrante della nostra galassia. Comunque visto che le ricerche non portarono a gran che e sembrava che questa energia non servisse a nulla, gli studi furono abbandonati. Adesso, visto la situazione, li abbiamo ripresi ma di nuovo non si è scoperto gran che di utile in questi pochi giorni."
Roby: "Si possono elencare le scoperte fatte e vedere se qualche cosa può aiutarci o anche solo darci un, idea? Magari si è sottovalutato qualche particolare. Ragionandone insieme si può trovare qualche idea. Riuscire a disoccultare le loro navi li esporrebbe ad un nostro attacco di massa."
"Certo, è quello che abbiamo pensato anche noi. – poi pensa un attimo e continua – Ma in effetti non c’è altro da fare! Quindi al lavoro! Dobbiamo provarle tutte! Vediamo tutto quello che si sa. Computer, visualizza sullo schermo gli studi fatti su questa energia ed elenca i vari risultati, solo i principali per adesso. Poi se non troviamo niente anche i secondari."
Il computer visualizza sul grande schermo posto davanti alla lunga tavola che occupa la stanza dove sono radunati una quindicina di capi della coalizione, i vari studi e scoperte. Ma la scrittura è arcadiana e Roby ha un problema.
"Il traduttore globale va bene per la lingua parlata ma avrei bisogno di un interprete che mi leggesse cosa c'è scritto, grazie." Chiede gentilmente.
Rieka tutta premurosa: "Ci penso io tesy. Ti leggo ad alta voce quello che c’è scritto. Allora si è scoperto il fatto che queste particelle disgregano praticamente tutti i tipi di raggi rendendoli inefficaci... – e Rieka continua una lunga lettura di varie scoperte scientifiche – Non si è capito se e come queste particelle possano occultare qualche cosa, probabilmente vengono bombardate con raggi o radiazioni sconosciuti... Per molte specie della coalizione tali radiazioni sono dannose e possono provocare malattie, tumori, irritazioni di vario genere e, nel caso dei plastoriani, anche la morte, quindi noi non possiamo usarla come scudo … Le particelle oltrepassano ogni cosa, che sia metallo, plastiche e scudi di energia a meno che non venga colpita da un raggio di fotoni. In questo caso la molecola modifica il movimento atomico e non oltrepassa praticamente più niente, le particelle invece di rimanere separate tra di loro tendono a legarsi. Poi …"
Roby la interrompe: "Come? Si legano? Cosa vuol dire di preciso?"
Ceso prende la parola: "Computer specifica il punto 34. – poi è lui che continua a leggere – Allora, vediamo.. qui dice che proprio ieri si è scoperto che in un punto dove c'è questa energia, se si spara un raggio fotonico, questo si scompone. Quello che è dietro quindi non lo si colpisce. E ti pareva! Gli spari e il raggio neppure arriva! – ma poi il re continua – Però le particelle del campo di occultamento si combinano con i fotoni e si modificano, cambiano il movimento atomico e successivamente crescono di volume. A questo punto le particelle non possono più attraversare né i metalli e tantomeno i campi di energia anzi, tendono a legarsi tra di loro e con ciò con cui vengono in contatto. Il campo ne risulta rinforzato. Questo effetto dura, dopo che sono state colpite, per circa 14,582 secondi, poi tornano normali. Il fenomeno si estende per coesione a tutte le particelle anche se si colpisce il campo contaminato dalle radiazioni solo in un punto. Non si è ancora sperimentato cosa succede potenziando il raggio ai fotoni. – a leggere quest’ultima espressione innervosito il re esclama – Ecco cosa succede a fare i lavori a metà! Comunque in poche parole se gli spari addirittura il loro campo si rafforza! Benissimo!"
Roby si appoggia sul tavolo e esclama: "Certo, ci sono! Sentite: Se quelle particelle una volta stimolate non attraversano più nulla, anzi si legano fra loro rinforzando il campo, questo vuol dire anche il contrario! Mi spiego: se stimoliamo le particelle dell'occultamento in un modo abbastanza potente, il campo può diventare addirittura impenetrabile da tutte le cose che gli anusiani sparano dalle loro navi. Se le particelle non oltrepassano le cose, anche le cose non oltrepassano le particelle così legate. Niente potrà più oltrepassare il loro occultamento. Dovranno per forza rendersi visibili per un attacco!"
Un consigliere interviene: "Giusto! Potrebbe funzionare! Inoltre loro in occultamento possono sparare solo i missili, i raggi verrebbero infatti deviati. Quindi, se stimoliamo il loro campo, i loro missili potrebbero scontrarsi nel loro stesso scudo esplodendo a nostro favore."
"Esatto! – continua Roby – Forse potremmo riuscire a murare le loro astronavi dentro i loro stessi scudi. E se è vera la teoria del consigliere, il campo può essere nostro alleato. Se sparano i missili, questi esploderanno danneggiando sicuramente le loro stesse navi proteggendo noi!"
Ceso si illumina: "Fantastico, una cosa così può davvero salvarci! – ma guarda l’orologio e dell’ora concessa sono già passati più di venti minuti, così ordina perentorio – Computer mettimi in comunicazione con il centro delle ricerche! … Centro delle ricerche?"
Dal centro delle ricerche rispondono: "Sire, principessa Rieka, buon giorno. Ci sono novità?"
Ceso repentinamente spiega: "Sì, e una grossa. Dobbiamo, in base ai dati della scoperta al punto 34 dell'elenco che ci avete mandato su quella forma di energia, riuscire a solidificare o rendere impenetrabile il campo di forza che le astronavi anusiane creano come occultamento, usando un raggio ai fotoni. Lo scopo sarebbe quello di riuscire a rendere quelle molecole abbastanza impenetrabili da fare saltare i missili che sparano o comunque impedirgli di sparare con l'occultamento attivo. La risposta serve fra vent’otto virgola quarantatrè minuti! Anzi, meno!"
Il ricercatore del centro risponde: "Dunque la trentaquattro… Ha sì, solidificare... perché si legano… può anche essere! Bell'idea! Carico i dati. Bloccherò tutti i computer dei centri di ricerca per moltiplicare le ricerche. Dunque, facendo così… mi servono quattordici minuti per fare alcune prove accelerate, ma solo al computer poi ..."
Ceso bruscamente interrompe: "Quattordici minuti non di più. Ok! – Poi chiusa la comunicazione la riattiva con il centro operativo della flotta stellare – Generale Urcai, attivare tutta la flotta delle navi da combattimento classe Gram. Forse abbiamo una speranza. Mantenete aperti gli ingressi dei computer degli armamenti, se la cosa funziona vi caricheremo i dati al volo intanto che partite. Poi vi daremo spiegazioni mentre siete in viaggio."
Urcai: "Magnifica notizia sire. Computer di tutte le navi pronti per ricevere i dati, motori in pausa attiva. Appena avremo il comando e la destinazione partenza immediata. Intanto si può sapere in cosa consiste la scoperta?"
Ceso: "Forse possiamo riconfigurare le molecole del loro occultamento rendendole impenetrabili. Così, se le loro navi rimarranno occultate e spareranno i missili per attaccarci, questi esploderanno all'interno dell'occultamento. Se tolgono l'occultamento le disintegriamo, spero, in poco tempo. La tattica sarà quella studiata e registrata come metodo tre: entro tredici minuti tutte le navi devono essere pronte per accerchiare i cinque nuclei distorsivi che abbiamo rilevato. Dovrete arrivare sul posto a velocità Rav, così da non lasciare tempo per una loro reazione. Immediatamente dovrete bombardare i nuclei probabilmente con i raggi fotonici alla frequenza e con la forza che vi verrà automaticamente programmata dal computer della difesa planetaria. Il problema è che ci possiamo preparare solo fino a questo punto. La tattica da adottare dopo la dovremo studiare in base a quello che succede dopo. Quindi avendo questa incognita, tenete tutte le armi pronte e i sensori al massimo!"
Urcai: "Ottimo, è come se fosse stato già fatto. I computer stanno organizzando le astronavi per dislocarle nei punti migliori. Tutte le navi stanno tracciando la rotta per arrivare nei punti nel minor tempo possibile e già in formazione."
Ceso: "Ora non ci resta che aspettare i risultati, chiudo. – poi si rivolge a Roby – Inutile dire Roby che se questa tua trovata funziona veramente, tutti i pianeti della coalizione ti dovranno davvero molto."
Roby, felice di avere fatto una così bella figura davanti al ‘forse suocero’, ma soprattutto davanti a Rieka, esclama: "Io sono contento solo di essere stato un poco utile e di, forse, avere salvato milioni di vite! Chiedo solo una cosa in cambio."
Ceso un po' perplesso: "Ah sì? E cosa?"
Roby abbraccia al fianco Rieka: "Avere la sua approvazione al fidanzamento con sua figlia. Fino ad adesso lei mi è stato ostile, e questo mi dispiace molto."
Il re a questa affermazione fatta davanti a tutto il consiglio che sorride e ora lo fissa, diventa teso e non risponde nulla: è un uomo cocciuto per certi versi e ancora fa fatica ad accettare la cosa, quindi a gesti rimanda la risposta a momenti migliori. Roby ha toccato veramente un punto sensibile apposta: ora sono molti a sapere di quello che c’è fra lui e la principessa di Arcadia e Ceso non può fare la figura del 'razzista', soprattutto per cose che concernono la sua famiglia. Ma di certo l'aiuto che può avere dato questa volta lo ha fatto crescere di molti … punti agli occhi sia del sovrano che della fidanzata che ora, dopo quello che gli ha detto, se lo abbraccia tutta felice.
Quattordici minuti passano velocemente, anzi tredici e sedici secondi, e arriva la comunicazione dal centro delle ricerche. "Abbiamo terminato le prove sire. Ho delle belle notizie per voi."
Ceso: "Dille subito."
Il ricercatore tutto trafelato spiega: "Le particelle per produrre l'occultamento, sono strettamente legate fra di loro. Le loro navi possono comunque lanciare missili perché tali particelle attraversano tutto e possono essere attraversate. Nello stesso tempo deviano radiazioni e raggi, luce compresa. Comunque, come già avevamo scoperto, i fotoni le possono modificare. Dagli ottomilacinquecentoventiquattro esperimenti fatti ora al computer, abbiamo scoperto una particolare frequenza che le modifica in modo che queste particelle non si fanno più attraversare da nessuna materia: diventano come un vero e proprio muro impenetrabile, un campo di forza potentissimo! Noi non potremo colpire loro ma anche loro non potranno più fare nulla a meno che non abbassino l'occultamento. I fotoni che servono sono di tipo FF con frequenza trecentonove punto ottantadue HH. Se, come penso, loro non sanno di questa lacuna, non dovrebbero accorgersi neanche di quello che stiamo facendo."
Un consigliere esclama euforico: "Fantastico. Mandi subito alle astronavi i dati per il raggio fotonico."
Ceso intanto ordina: "Urcai, sentito tutto?"
Urcai è ancora collegato: "Sì, e sto già ricevendo la trasmissione per configurare il raggio. Saremo pronti fra trentasette secondi. Motori potenziati per partenza immediata. Attendiamo il via per iniziare l'attacco."
Ceso: "Ok. Rieka, Roby andiamo con la flotta ad affrontare il nemico! Io sarò sulla mia nave da guerra, tu Rieka sarai al comando sulla Lumixa. Roby, per questa volta non andrai con lei, mi spiace, ma non mi sembra ancora il caso fare capire in giro cosa succede fra voi. Andrai sulla Reekid. Andiamo, svelti, il termine dell'ultimatum è fra 15 minuti circa."
Roby capisce ovviamente il vero perché di tale decisione: in realtà è solo una scusa del re per tenerlo lontano dalla figlia… per non dire altro. Così anche se lui sarebbe voluto salire sulla nave di Rieka, per non fare la parte di nuovo del polemico e rendersi un po' più simpatico al re, accetta la cosa tacendo e stringendo forte i denti, molto forte!
I tre vengono teletrasferiti direttamente allo spazioporto, da dove vanno di corsa nell’arsenale degli armamenti. Questo si apre dopo avere inserito un codice in una tastiera a fianco della porta blindata, che fa salire lentamente il grande portello dove dietro ci sono armi leggere di ogni genere: piccole e grandi, da assalto e da difesa, tutte ben ordinate su diversi scaffali. C’è davvero l’imbarazzo della scelta: pistole laser, fucili a puntamento automatico, tracciatori, bombe di vario genere e dimensione e tanto, tanto altro. Rieka entra e comincia a prepararsi. Prende poi solo poche cose, in una guerra che si svolge nello spazio non ci vuole poi un gran che di armi leggere. Così prende una pistola con cinturone, un bracciale tracciante con video, utile per individuare nemici e ogni altra cosa sopra e sotto terra fino a cinque chilometri. Indossa anche un paio di guanti di protezione neri, fatti di un materiale sintetico simile alla pelle in grado di deflettere per almeno 2 volte il colpo di una pistola laser.
Una volta indossato l'armamento sul geral, neanche fosse andata a una sfilata di moda, lei girando in tondo chiede a Roby: "Come sto?".
Roby non arriva a rispondere che Ceso prende un qualche cosa di ripiegato su uno scaffale e poi lo stende: è un lungo mantello sfumato dal nero in basso al color arancio in alto con un simbolo al centro: un circolo con una stella a dieci punte al centro d’esso, simbolo di autorità per i Tallin. Interessante il significato di quei colori: l’arancio, o la luce dell’alba di un nuovo giorno, simboleggia la ‘luce’ della conoscenza che vince sulle tenebre. Il nero simboleggia infatti il buio della notte, l’ignoranza.
Il re si avvicina alla figlia e mentre glielo fa indossare gli dice orgoglioso: "Con questo sei perfetta. Ora puoi davvero comandare la tua prima astronave."
Rieka ringrazia il padre, fissa il suo ragazzo e gli va incontro sfoderando la pistola e tenendola puntata in alto. Il mantello, tra l'altro di un tessuto molto leggero, si solleva dietro di lei alzato dall'aria insieme ai lunghi capelli che le coronano il viso. Si mette poi in posa egli chiede: "Allora? Che mi dici? Ti piaccio?"
A Roby quella ragazza, che già gli fa girare la testa di suo, ora in quella specie di tenuta militaresca, con cinturone e fodero legato alla coscia, guantini neri, mantello, bracciale sull’avambraccio, che altro non è che un computer, e quelle corna in bella vista, non capisce più niente, e dice come ipnotizzato da una visione meravigliosa: "Sei uno schianto! Peccato solo non sia con te sulla nave."
Rieka continua allora ad avvicinarsi, facendo uno sguardo decisamente ancora di più accattivante ed estremamente provocante. Roby non realizza cosa vuole fare e rimane fermo immobile, praticamente impietrito. Rieka, arrivata da lui, quasi gli si appoggia al petto, abbassa un po' la testa continuando però a guardarlo alzando gli occhi, gli punta un dito sul petto e gli sussurra facendo cerchietti con l’indice sulla maglietta del fidanzato: "Così, dopo, quando ci rivedremo ci vorremo ancora più bene, no?"
Prima che Roby possa rispondere, Rieka abbassa ancora un po' la testa, con una mano gli fa una carezza e, girandosi, sfrega i suoi cornini sotto al suo collo fino vicino all'orecchio. È la prima volta che lui sfiora quei curiosi cornini che tanto gli piacciono. Lui pensava fossero duri e secchi, ossei, ma rimane stupito sentendoli si ovviamente duri, d'altronde sono di materiale osseo, ma comunque vellutati e morbidi. Questo perché quelle corna sono ricoperte da una pelle un po' spessa e, appunto, morbida, vellutata e molto sensibile. Roby è quasi un ebete confuso da quel gesto così affettuoso, ma anche dall'effetto provocante delle movenze e degli sguardi della ragazza. Lei ne approfitta per farlo rinvenire dandogli una leggera scossa con il dito ancora appoggiato al suo petto, che fa scattare Roby. Poi si allontana facendo un passo indietro poi, voltandogli le spalle, gira indietro la testa un po' di scatto facendo si che i lunghi capelli lo sfiorino. Lui è ammutolito e sconvolto dai sentimenti e dagli ormoni che impazziscono provocati da quei gesti così sensuali di quella donna fantastica. Poi, come non bastasse, ciliegina sulla torta, lei, allontanandosi a piccoli passi, gira la testa indietro, lo guarda di sott'occhio ammiccando e gli manda un bacio dicendo a bassa voce: "Ti voglio bene! A dopo! – Poi attiva il comunicatore da polso e dice – Astronave Lumixa, trasferimento per uno." e sparisce in un lampo di luce.
Roby, con voce tremula, sussurra: "A … A … Anch'io! – Poi, dopo che è sparita, sottovoce esclama – Caspita! Quella donna se continua così mi farà impazzire."
Roby in quei giorni ha dovuto mettere alla prova tutto il suo autocontrollo avendo fra le mani quella ragazza sempre in geral e non potendola toccare più di tanto per rispetto alla loro morale. Ora però il suo autocontrollo è davvero in crisi. Inoltre quella frase è venuta fuori alla presenza del padre che non apprezza certo quei comportamenti!
Infatti il Re, che ha visto e sentito tutto, stizzito esclama: "Io quando fa così la odio! Non si comporta così una principessa. È una svergognata! Tu! – ordina perentorio a Roby – Svegliati! Simo in guerra! Andiamo!"
Il re da un'arma, una pistola a neutroni, anche a Roby ancora imbambolato: lui quegli sguardi e quelle coccole lo fanno andare davvero fuori di testa. Ceso vedendo che il terrestre non si riprende, lo rimbecca di nuovo: "Sveglia giovane! Ora ti faccio salire sulla tua nave. Il tempo è già scaduto da due minuti! Prendi questo comunicatore e aggancialo al polso. Questo oltre che per parlare serve per dare la tua posizione, così quando lo richiederai ti puoi fare trasferire quando vuoi. Prova, chiama la Reekid."
Roby prendendo spunto da quello che ha detto Rieka prova: "Reeckd? Sono Roby, trasferimento per uno."
In un istante Roby è sul ponte dell'astronave.
‘Stupenda! È stupenda!’ pensa Roby rimanendo a bocca aperta vedendo l'interno di una vera astronave di grandi dimensioni. Questa era molto diversa da quella di Rieka. Il ponte di comando era molto grande e quadrato. C'è una grande console al centro con diverse persone sedute dietro essa che guardano i monitor che fungono anche da pulsantiere, sono touc screen, che erano incorporati sotto la superficie di vetro della console stessa. Il capitano era seduto su una delle due poltrone poco dietro essa al centro della plancia, poltrone che altro non sono che il centro di comando della nave: il capitano da li può accedere tramite una tastiera e un video a tutti i principali comandi della nave. Davanti a sé, oltre quasi tutti i collaboratori, ai comandi e ai servizi, ha un enorme schermo per visualizzare tutto quello che interessa. Il timoniere invece ha una postazione curiosa. Si trova al lato destro del ponte con una postazione fatta ad abitacolo, tipo quello degli aerei, attaccato a terra. Questo incorpora un sedile avvolgente, ove il timoniere è legato da delle cinture di sicurezza in modo che non venga mai sbalzato via dal suo posto e possa pilotare in qualsiasi situazione. Davanti ha una console che, otre a molti comandi, ha un ampio schermo e la cloche per guidare la nave manualmente. Curioso che quella cloche è simile a quella della Revan: è formata da una cloche quadrata sul fulcro centrale, coperto da un rivestimento plastico morbido su cui è stato applicato uno schermo, che può fare al massimo un quarto di giro a destra o sinistra. Poi, a differenza di quello che sarebbe come il volante di un’automobile terrestre, invece di avere una presa circolare tutt’intorno ha solo due leve ai lati verticali, che sono impugnate dal pilota, collegate alla loro metà al perno centrale. Queste possono essere a loro volta girate in avanti o all’indietro in base a se si vuole fare abbassare o alzare la quota della nave. Non mancano diversi pulsanti e altri comandi per la navigazione.
Il Capitano rompe gli indugi e accoglie il nuovo ospite: "Benvenuto a bordo Roby! Io sono Mikad il capitano di questa nave stellare da guerra: la Reekid. Pronto per la battaglia?"
Roby: "Certo. Anche se dire pronto ad una situazione in cui non mi sono mai trovato sarà difficile."
Mikad: "Tranquillo, conoscendo il livello di tecnologia che avete sulla terra, capisco benissimo. D'altronde ti hanno fatto venire qui apposta. Poi oggi vedrai Rieka all'opera come capitano. Vedrai che donna è!"
Roby non sa cosa rispondere e l'unica cosa che gli viene fuori è un imbarazzato sorriso. Allora Mikad si spiega meglio.
"Che ti credi, terrestre! Ormai sappiamo tutto. Siete già fidanzati, vero? Rieka non si comporterebbe così se non lo foste, la conosco bene…"
Roby, spiazzato: "Eh! Ha sì… è vero… ma … lo sanno già tutti?"
Mikad se la ride: "Pensi che dietro a quella donna non ci andasse dietro nessuno? Almeno una metà degli abitanti del pianeta, giovani e di sesso maschile le faceva la corte anche solo con il pensiero, e non solo. È la nostra principessa! Le notizie su di lei corrono. Passeggi con lei mano nella mano per tutta Cleo, e pensi di passare inosservato? Sei curioso, terrestre! Ma guarda te, dopo tanto lottare da parte di tutti per conquistarla arrivi tu, ce la porti via in un attimo! E poi ti credi pure che non se ne sia accorto nessuno! Anzi, visto che tutti lo sanno, credimi: tu oggi hai molti nemici qua. Ovvio in senso buono, ma … però … – e sorride beffardo facendo una non breve pausa – poi non è detto." E continua a ridacchiare.
Roby: "Ma la privacy non esiste qua? Vuoi dirmi che ci osservano tutti?"
Mikad: "Non è che qualcuno ti osservava. Ma non avete neppure fatto niente per non farvi notare! Andare a spasso mano nella mano per il viale principale di Cleo con l'unica principessa del pianeta non si passa inosservati, che ne pensi?"
Roby si stringe fra le spalle: "Hai ragione. Penso che non siamo stati molto al coperto. – Roby fa una piccola pausa e poi riflette e passa al contrattacco – Come mai hai detto: ‘ce la porti via’ e ti interessi tanto alla cosa? Tu sei uno di quelli che le facevano la corte?"
Mikad rimane un attimo spiazzato e imbarazzato: "Beh ... In effetti ... Ti parlerò schiettamente: mi ero innamorato di lei, anche se ho otto anni più di lei, un anno e mezzo fa mentre eravamo insieme ad un corso di pilotaggio. Ma nel mio caso non mi ha dato mai nessuna speranza, poi li ero il quindicesimo in lista, come minimo. Comunque, la sfortuna è che poco dopo incontrò quel tonto e sbruffone di Zoges, e tutto fra noi finì li. Lui era più bello e più giovane e… e mi ha sorpassato a rav18! Ma adesso sei arrivato tu che hai fatto fesso anche lui. Sotto questo aspetto devo dire che sono contento. Quel fesso non se la meritava di certo!"
Roby: "Zoges? E chi è?"
Mikad: "Non lo sai? Era il suo ragazzo! A dire il vero non erano neanche fidanzati, ma si frequentavano da tempo. Lui è un fustacchione con molti muscoli ma poca testa. Si vantava di essere corteggiato da Rieka ma poi sembra che non concludesse mai perché oltre a lei gliene piacevano anche altre. Non so se mi spiego! Perché accontentarsi di una quando ne puoi avere cento? Lui credo la pensi in questo modo! Così tu lo hai bruciato sul tempo. Sapevo che forse gli doveva fare la proposta a breve… Troppo lento per una donna così, lo dicevo."
"Ma te guarda. – dice un po' seccato Roby da quella novità inaspettata – Non mi ha mica mai detto niente. Appena la vedo voglio ulteriori spiegazioni. Questa cosa è un po' strana, almeno per un terrestre!"
Mikad sghignazzando gli da una pacca sulla spalla e dice: "Fa te, comunque accetta un consiglio da amico: chiedi a lei e non a lui, anzi, non cercare di incontrare quel tipo lì, si innervosisce facilmente. Per me, come ti vede ti spezza le braccia e ne fa un bel fiocchetto!"
L'addetto alle comunicazioni interrompe la chiacchierata: "Chiamata sul canale criptato."
Mikad: "Colleghiamoci!"
Il grande schermo principale del ponte della nave che rimane di fronte a tutti si accende e compare lo stato maggiore al completo con a capo il re Ceso che comanda: "A tutte le astronavi. Attivarsi per l'attacco. Il piano e i punti di intercettazione del nemico vi sono stati trasmessi adesso. L'attacco si svolgerà nel modo seguente: tutte le navi arriveranno sul punto designato alla massima velocità Rav possibile. Immediatamente metà delle navi si impegneranno a modificare il campo di occultamento degli anusiani, inondandolo di radiazioni fotoniche modificate alla frequenza di base FF. Queste navi non dovranno spostarsi o smettere di sparare fotoni per nessun motivo. Si potranno difendere eventualmente con tutte le armi a loro disposizione ma senza muoversi. Le altre, quindi, avranno l’importantissimo compito di fare da copertura alle altre in modo che non debbano spostarsi o non vengano colpite e aspetteranno il momento in cui sicuramente il campo di occultamento sarà tolto. In quel momento tutte le navi agganceranno in serie i bersagli e faranno fuoco a volontà finché gli anusiani non si arrenderanno, sperando che non tirino fuori qualche altra sorpresa a noi sconosciuta altrimenti sarà il più breve attacco della nostra storia. Inoltre, attenti alle navi che forse apriranno il fuoco contro i pianeti vicini. Mi raccomando! Dovete assolutamente fermare i missili e quant’altro spareranno contro i pianeti! Quindi cercate di puntare le armi prima sugli armamenti poi sui generatori di energia. Speriamo che non abbiano scudi secondari in grado di fermarci. Siamo con voi ragazzi!"
L’ufficiale tattico da le informazioni al capitano: "Il punto di attacco è sul computer. Tempo rimasto per trovarci sul punto uno virgola zero sei minuti. I motori a levitazione sono pronti. Sarà il computer a far partire la nave per ottenere il massimo sincronismo con la altre navi. A noi ci è stata data da coprire la nave Lumixa."
L’addetto alle comunicazioni riceve subito la chiamata: "La Lumixa ci chiama."
Mikad sarcastico come sempre guarda Roby e… "Chissà chi cercano! Roby siediti qui da me. – poi ordina – Attivare la comunicazione!"
Sullo schermo appare la plancia di comando della Lumixa che è praticamente uguale a quella della Reekid. Al centro sulle poltrone dei comandanti c'è il capitano e a fianco, sulla poltrona del vicecomandante, poltrona che rimaneva coperta dall’ampio mantello, c'è Rieka.
Mikad saluta: "Comandante Genis, principessa Rieka, buongiorno! Finalmente principessa dopo tanta accademia la vediamo al comando di una nostra astronave."
Rieka, mentre pigia alcuni tasti sulla sua postazione, risponde: "Buongiorno Mikad, sto monitorando la situazione del nostro gruppo di attacco. Qual è la vostra di situazione?"
Mikad: "Tutto regolare siamo pronti. Sistemi al cento per cento. Zero virgola trentuno minuti al Gv."
Rieka: "Perfetto la nostra nave penserà ad attaccare l'occultamento, voi pronti con tutte le armi, non vi deve sfuggire nulla, ne va della vita di migliaia di persone, e anche della nostra. Roby, allora come ti senti da vicecomandante?"
Roby: "Spaesato! Il termine giusto è: spaesato."
Mikad, ridendo: "Non si preoccupi principessa, ci penso io al suo … fidanzato, giusto?"
Rieka lo fissa dallo schermo e poi, ridendo ben poco, replica: "Sempre un po' spiritoso, vero Mikad? Visto che se l’è presa da solo questa responsabilità, la riterrò direttamente responsabile di quello che gli può succedere. Sarò io stessa a pensare a lei! Chiaro?"
Mikad continuando a sorridere: "Chiaro principessa. Non si preoccupi, è in buone mani. Magari chiamo anche una Praxiniana e gli faccio fare un massaggino…"
Genis interrompe l'alterco: "Attenzione! Si parte! 5 secondi al via. Comincia l'attacco. Difendiamo la pace, popolo di Arcadia!"
Mikad risponde all'inno: "Difendiamo la coalizione!"
Piomba il silenzio sulla plancia dell'astronave. Sono finiti i momenti delle battute, dell'ironia, ora è tutto tremendamente serio. Roby insieme ai suoi nuovi amici si ritrova in mezzo ad una guerra spaziale in piena regola. Anche se avevano un bell'asso nella manica, le comunicazioni che si stavano susseguendo fra le varie navi lasciavano trasparire tensione e nervosismo. La paura era una sola: che gli anusiani sapessero del punto debole e avessero già preso provvedimenti per non far solidificare i loro scudi. Se così fosse, quella guerra sarebbe stata molto più sanguinosa e lunga del previsto. Così, quei pochi secondi che precedevano la battaglia sembrarono ore. Anche Rieka nella sua nave è molto tesa. Molti pensieri passano nelle menti dei due innamorati. A Roby gli passa davanti tutto quello che gli è successo: si chiede che altri sviluppi avrà tutto questo, tutte quelle cose che gli hanno messo in testa automaticamente e che piano, piano sta ricordando, cosa gli permetteranno di fare, sarà mai all'altezza di Rieka, una principessa di un intero pianeta? Lei continuerà ad amarlo o tutto finirà preferendo gente della sua razza, magari scegliendo un eroe proprio di questa guerra? Uno di loro cadrà sul campo o saranno conquistati? Ma a questa evenienza neanche ci vuole pensare.
Rieka, d'altro canto, dopo la sofferta storia con Zoges, spera che questo sia veramente l'inizio dell'amore della vita, e che addirittura quella situazione, così tragica, sistemi le cose fra il fidanzato e il padre. Lei già pensa alle sontuose nozze che potrebbero venirne fuori, si immagina addirittura la scena di lei, sposata, con un bel bebè in braccio, stretta da quello che spera essere il suo futuro marito. Spera così che questo particolare terrestre non dimostri una doppia personalità: sarà veramente così o fa così solo per interesse? Pensando al futuro, le si stringe il cuore se una storia iniziata così dovesse sfumare, ormai che lei è così coinvolta sentimentalmente. Per un attimo, attraverso quello schermo, i due si fissano. L’espressione esprime amore, ma è seria. È proprio in quel momento che il computer da il via. Si parte! Tutte quelle speranze e angosce si stendono in tutti quei milioni di chilometri che vengono percorsi in così pochi istanti.
GUERRA!
Con un sincronismo impressionante tutte le trecentocinquanta astronavi della coalizione, divise in tre flotte, appaiono ognuna attorno a uno dei campi di distorsione dove sono occultati i nemici. Immediatamente cominciano a bombardare il campo di occultamento con gli speciali raggi fotonici. Gli anusiani non tardano a reagire contattando il comando della coalizione che attiva la comunicazione con la camera del consiglio.
Sulla Reekid l'addetto alle comunicazioni avverte: "Gli anusiani ci contattano. Adesso sono stati collegati con la camera del consiglio!"
"Visualizzare sullo schermo principale, ascoltiamo!" dice Mikad seduto sulla sua poltrona di capitano.
Appare anche il comandante della Lumixa in un riquadro dello schermo: "Noi siamo in azione, ascoltiamo cosa dicono questi criminali e decidiamo il da fare."
Mikad: "Ok. Vediamo."
Il generale anusiano appena vede che il collegamento con la camera del consiglio è attivo esplode: "Cosa vi siete messi in testa? Cosa pensavate di fare con i vostri raggetti fotonici? Altri ci hanno provato ad attaccarci nello stesso modo e noi li abbiamo sistemati a dovere! O smettete immediatamente o attaccheremo in massa. Considerate questo avviso uno speciale gesto magnanimo!"
Ceso spavaldamente, mentre di nascosto guarda i dati per vedere l’effetto che sta producendo quell’attacco, replica: "Non ci fate paura! Noi non ci arrenderemo anche se ci costerà molte vite. Siamo un popolo libero e tali rimarremo, costi quel che costi! – Rivolgendosi poi a tutte le astronavi ordina – Continuate l'attacco! E toglietemi dallo schermo questa brutta faccia!"
La comunicazione viene così interrotta bruscamente. Quell’atteggiamento e le offese fanno imbestialire letteralmente Kank che salta in piedi sul ponte di comando della sua nave e, rivolgendosi al suo ufficiale agli armamenti, chiede: "Come va il campo di occultamento, regge? Cosa pensano di fare questi stupidi?"
L'ufficiale agli armamenti controlla la situazione e riferisce: "Sì, va benissimo! I sensori indicano che quel raggio non lo scalfisce, anzi, lo rende più compatto. Sta migliorando!"
Intanto un Ceso molto più calmo ma pensieroso, parla alle astronavi delle tre flotte: “Ora l’amo l’abbiamo buttato! Speriamo che il nostro pesciolino abbocchi!”
“Ma di che amo parla Ceso? Non capisco niente di tattiche di guerra spaziale, ma non mi sembra che sia stata messa in atto una trappola!” Esclama Roby curioso.
“Vedi giovane terrestre, - spiega Mikad – devi sapere che irritare un nemico già irritabile di suo è una tattica che noi, calmi arcadiani, usiamo spesso per fare agire stupidamente gli avversari e portarli allo scoperto. Chi agisce in preda alla rabbia, come dice un saggio proverbio, è come una città senza mura di cinta. Per i tallin un uomo che cede alla furia e smette di ragionare, è un nemico già sconfitto in partenza: non riflette e agisce d’impulso, senza pensare. E agire senza pensare porta quasi invariabilmente a fare stupidaggini!”
“Da come parlava e si agitava mi sa che Kank non è adirato, ma bolle letteralmente dalla rabbia! – riconosce Roby sorridendo – Ceso lo ha ferito nel suo sconfinato orgoglio. Gli ha pure chiuso la comunicazione in faccia! Per me gli viene un embolo!”
Roby non si sbaglia di molto, infatti sulla nave anusiana si odono urla che nulla hanno di normale!
"Mettetemi subito in comunicazione con i capi squadriglia di tutti e tre i nuclei d’attacco occultati! – urla a squarciagola Kank che, appena vede i visi dei suoi sottoposti nello schermo principale della sua nave, urla – A tutte le navi! Fate fuoco contemporaneamente con i missili al cobalto arricchito sugli obbiettivi prestabiliti! Mi raccomando: simultaneamente! Il tempo di attacco lo daremo noi da qui. Voglio vedere se fermeranno più di cinquecento missili! Ufficiale tattico, conto alla rovescia a partire da dieci secondi." Il conteggio inizia immediatamente.
Intanto sulla Lumixa Rieka chiama il gruppo di navi a lei assegnato per informarlo: "Tutti pronti, contaminazione del campo di occultamento nemico al massimo. Ormai è un vero e proprio muro di roccia! Probabilmente fra pochi secondi apriranno il fuoco o toglieranno l’occultamento. Se sparano e il campo di occultamento va in pressione internamente, questo potrebbe poi esplodere e causare un'onda d'urto che ci investirà. Quindi le navi per l'attacco armino tutto quello che hanno a disposizione e alzate gli scudi a forza otto! Pronti a fermare eventuali attacchi contro i pianeti vicini. Massima allerta!"
Nel frattempo Kank sulla sua nave termina il cruciale conto alla rovescia: "3 … 2 … 1 … FUOCO A VOLONTÀ!" urla.
Tutte le navi Anusiane aprono il fuoco simultaneamente, sparando praticamente tutti i loro potentissimi missili stivati nei loro arsenali. Quel feroce attacco dura però pochissimo! Appena sparati i missili si schiantano contro la barriera di occultamento che è, difatti, diventata uno scudo impenetrabile e iniziano a scoppiare uno dopo l'altro. Dato che quei campi di occultamento avvolgono completamente le flotte di astronavi anusiane, come il guscio di un uovo il suo tuorlo, gli effetti delle esplosioni rimangono all’interno del campo stesso, trasformando quei tre campi energetici in quelle che potrebbero definirsi le più grandi pentole a pressione mai costruite! Il problema è che dentro ci sono le astronavi anusiane. Un fatto che si aggiunge è che i missili al cobalto arricchito sviluppano un calore pari a quello generato da una stella di medie dimensioni. La pressione così dentro il campo di occultamento, cresce esageratamente e in modo repentino, come anche la temperatura.
L'effetto disastroso di tutto questo è subito evidente: le astronavi più deboli implodono schiacciate come in una pressa peggiorando ulteriormente la situazione in quanto, anche le loro esplosioni accrescono la pressione e scagliano milioni di frammenti in tutte le direzioni colpendo le altre astronavi che, a loro volta, non sopportando le sollecitazioni, colpite dalle onde d'urto, dai detriti, surriscaldate e quant'altro, subiscono danni enormi e alcune esplodono.
Fra queste c'è quella del generale Kank che, disperato, chiede il resoconto dei danni al timoniere, che gli risponde: "La nave va in pezzi, motori fuori uso, abbiamo solo i reattori di manovra. Armi fuori uso. Falle allo scafo su quasi tutti i ponti, perdiamo atmosfera e integrità dello scafo. Ancora un paio di scossoni e saltiamo per aria. La pressione esterna è mille novecento rab, temperatura in aumento."
Kank è fuori di sé: "Maledetti arcadiani, come hanno fatto? – poi alla disperata ordina – A tutte le navi superstiti abbassare immediatamente l'occultamento."
Il timoniere risponde: "Ormai non serve più! I sistemi di occultamento sono in avaria, il campo si sta disgregando. Siamo allo scoperto fra 15 secondi."
Intanto sulla Reekid l'ufficiale tattico avvisa: "I sensori riscontrano diverse esplosioni all'interno del campo di occultamento. Pressione al suo interno in rapida crescita. La pressione è enorme, nessuna nave reggerebbe in quello stato. Avremo presto delle sorprese!"
Roby: "Ehi, guardate! Nello spazio, sembrano crearsi delle crepe. Esce del fumo!"
Mikad si alza dalla poltrona fissando il grande schermo centrale.
"È il campo di occultamento che cede sotto la pressione che si è formata al suo interno. Come previsto devono avere sicuramente lanciato dei missili. Probabilmente molte navi si sono autodistrutte. Lumixa, qui Mikad, smettete di bombardare il campo di occultamento, pronti a colpire e a mettere fuori uso le astronavi nemiche. Non sappiamo ancora cosa ci attende!"
Rieka: "Ricevuto! A tutte le navi della squadriglia Wen, pronti con le armi, mantenere gli scudi al massimo, probabilmente ora inizia lo scontro vero e proprio!"
Roby ha un'altra idea: "E se noi usassimo quelle crepe per fare entrare i nostri missili dentro il campo di occultamento?"
Mikad: "Idea ottima. Ufficiale agli armamenti, è possibile farlo?"
L'ufficiale controlla per un istante alcuni dati e dice: "È ormai inutile, il campo di occultamento sta sparendo rapidamente. Fra sei secondi non ci sarà più. Possiamo agganciarci direttamente sulle loro navi. Ormai sono allo scoperto e senza scudi. Almeno il novanta per cento delle navi è danneggiato o fuori uso. I dati si aggiornano in continuazione."
Il comandante Genis si mette in comunicazione con tutte le navi: "Agganciate gli armamenti e i motori delle navi superstiti e appena pronti metteteli fuori uso. Non facciamo altre inutili vittime, cerchiamo di prenderne il più possibile vivi. Anche negli altri quadranti faranno così. Le navi prigione pronte con il teletrasferimento per raccogliere i prigionieri. Cominciate subito!"
"Se i loro computer sono ancora funzionanti perché non raccogliamo i dati memorizzati così da saperne di più su questa razza così bellicosa?" chiede Roby
Rieka appare sullo schermo: "Buona idea tesy, ma lo stiamo già facendo, è una prassi normale, comunque bravo! Abbiamo agganciato tutti i computer con i sensori e stiamo scaricando quello che si può, sicuramente il consiglio della coalizione prenderà provvedimenti contro questo popolo, è importante saperne il più possibile."
Roby è un po' imbarazzato visto che tutti si sono girati verso di lui e sorridono. Mikad, il solito spiritoso, facendo una vocina stridula e dando una gomitata a Roby gli ripete: "Buona idea Roby, ho no cioè… anzi tesy. – Poi parlando normalmente – Credimi, anche se mi brucia dirlo quella è cotta. Anzi, poi ci spieghi come hai fatto a cucinartela così bene."
Ma nello schermo riappare una Rieka con il viso non proprio sorridente. "Mikad, c'è qualche cosa che non va? Qualcosa da ridire?"
"No, no principessa … – risponde imbarazzato lui – Tutto bene! Pensavo …"
"Concentriamoci sull'attacco! – poi Rieka continua – Fate fuoco con i laser in modo da mettere del tutto fuori uso le loro navi, poi tratteremo la loro resa. E… un consiglio Mikad: la prossima volta, spegni le comunicazioni!"
Mikad è paonazzo e imbarazzatissimo: l’hanno sentito tutti!
Così l'attacco inizia per davvero! Le astronavi arcadiane avanzano e di li a poco a suon di colpi di cannone laser immobilizzano le ultime astronavi nemiche superstiti. In quei momenti tutti gli operatori sul ponte di comando, non abituati a certe scene di battaglia, fissano lo schermo principale che visualizza il settore di spazio dove c'è quello che rimane della flotta anusiana orami completamente visibile: quello che si vede non è altro che molto fumo che si disperde lentamente nello spazio. Ma più il fumo si dirada avvicinandosi più si presenta una scena agghiacciante. Si vedono rottami di ogni tipo, astronavi fumanti un po' da tutte le parti e altre che tentano inutilmente la fuga. Non mancano molti corpi di anusiani morti che fluttuano senza vita nel vuoto. Tutti sono ammutoliti!
"È stata davvero una strage!" esclama il timoniere della Reekid.
"Sì! – Risponde Mikad – L'effetto del campo di occultamento modificato a fotoni è stato maggiore del previsto. Quante loro navi del nostro settore sono ancora funzionanti?"
"Solo sei. – risponde l'ufficiale tattico – Ma adesso tutte hanno i motori principali fuori uso e tutte le armi distrutte. Due hanno il sostentamento vitale che sta collassando, fra pochi minuti o si arrendono o moriranno tutti."
Mikad da inizio alla seconda fase.
"Nave prigione G38, siete pronti?"
"Qui comandante della nave G38, Lakim! Sì, siamo pronti."
Mikad da le direttive: "Le ultime navi sono neutralizzate e tutte vostre. Agganciate i segni vitali e trasferiteli tutti li da voi."
La Reekid continua comunque con le altre astronavi a pattugliare il quadrante di spazio per tenere sotto controllo la situazione. Alcune astronavi potrebbero bleffare fingendo di essere distrutte ma poi attaccare di sorpresa. Nel frattempo sulla Lumixa arriva una richiesta di comunicazione.
"Ascoltiamo cosa ci vogliono dire" dice Genis il capitano.
Ecco che riappare sullo schermo il generale anusiano Kank, però questa volta molto meno spavaldo e avvolto dal fumo presente nel ponte di comando della sua nave.
"Non so come abbiate fatto! – esordisce – Altri avevano tentato questo attacco ma non erano riusciti a produrre questo effetto. Questa gli anusiani ve la faranno pagare cara! Statene certi!"
Genis pacatamente risponde: "Non so come farete, visto che nessuno di voi potrà tornare a casa ma sarete nostri ospiti per un bel pezzo. Abbiamo quattro navi prigione pronte ad accogliervi. Anzi vi stanno già raccogliendo! Inoltre, visto che avete rubato le nostre tecnologie e siete una minaccia per noi, ci vediamo costretti ad assorbire nella coalizione anche il vostro pianeta. Così grazie alla vostra stupidità, ci vediamo costretti ad attaccare il vostro mondo onde evitare future ritorsioni e ad assoggettarlo per amore o per forza."
Dalla Reekid interviene Mikad: "Non preoccupatevi, non useremo la violenza come voi, ci dispiace intervenire ma sarete voi questa volta ad essere conquistati. – Poi rivolgendosi al capitano della Lumixa – Come va la situazione sugli altri fronti?"
Genis risponde: "Solo poche navi hanno resistito alla pressione e alle onde d'urto. Si sono fatti fuori tutti da soli sparando congiuntamente. Ci hanno facilitato il lavoro. Però è stata una strage tremenda!"
"Già, davvero una strage! – continua Mikad sconsolato – Comunque sotto certi aspetti è stato meglio così! – poi pensa un attimo e continua – Passeranno alla storia come quelli che hanno fatto la guerra più corta che sia mai stata combattuta."
Roby nota però che nessuno si rallegra più di tanto della vittoria: "Ma non si festeggia la sconfitta del nemico? Io a questo punto farei baldoria. Abbiamo vinto una guerra senza perdite di nessun genere e con una facilità impensabile!"
Mikad comprende che Roby ha tutta un’altra cultura, ma quelle parole lo scandalizzano comunque. Così gli spiega: "No, niente festeggiamenti. Noi arcadiani abbiamo l'abitudine di non festeggiare mai alla fine di una guerra, perché comunque una guerra è sempre una cosa atroce e comunque qualcuno è morto. Che festa vorresti fare quando siamo circondati da morti che galleggiano nello spazio attorno a noi?"
Roby è toccato e, riflettendo, condivide quella mentalità: "In effetti vi do ragione: le guerre anche se vinte non sono qualcosa di bello, anzi, sono così stupide…"
In quel piccolo attimo di silenzio che si crea l'ufficiale tattico esclama forte: "Una delle navi anusiane ha attivato i motori! Sembra con una riserva di energia! Forse con una batteria di riserva! Usa i motori di manovra a piena potenza."
Mikad: "Sullo schermo! Vediamo cosa vuole fare."
Non appena la nave anusiana viene inquadrata, lo sgomento cade su tutti gli osservatori. Quella nave è riuscita ad acquistare notevole velocità e a dirigersi in rotta di collisione contro la Lumixa che le stava passando vicinissima.
"Rotta di collisione fra cinque secondi! Ma… i motori Lumixa sono al minimo e gli scudi abbassati! Sono in pericolo! Ma che fanno? Non reagiscono?"
Roby salta in piedi ed esplode in un urlo disperato: "RIEKA, SPOSTATI, SPOSTATI. LUMIXA, SPOSTATEVI IMMEDIATAMENTE!"
Troppo tardi! Una grande luce bianca conferma la violenta collisione fra le due navi. Roby è li in piedi aggrappato alla console di navigazione, stordito e impietrito, non riesce a credere a quello che vede. Tutto sembrava già finito e, invece, ora il disastro. Tutto sembra uno strano sogno, quelli in cui ti senti prigioniero e nonostante tutti i tuoi sforzi, non riesci mai a liberarti. Nella sua mente gli passano, in un attimo, tutte le immagini del viso di Rieka: quello sguardo impaurito del primo incontro, il balletto a mezz'aria in casa sua mentre sorrideva dell'espressione stupita di lui, incredulo di avere in casa un'aliena, rivede quei lunghi capelli che le contornavano quel bel viso dolce e la rendevano tanto avvenente, il primo bacio, le coccole prima di imbarcarsi sulla nave, l'avere sentito i suoi cornini vellutati sul suo collo, i sogni di un futuro insieme. Tutto ora stava svanendo come la luce di quell'esplosione che ormai si stava spegnendo.
Le immagini e anche i sogni di Roby si stavano sgretolando nel suo cuore divenendo come quei rottami che ora cominciavano ad apparire sullo schermo dopo che quella grande luce bianca nello spazio diminuiva di intensità. Quello che era rimasto delle due navi erano solo quelli: molti rottami e nient'altro, le due astronavi erano esplose disintegrandosi!
Roby a quel punto si gira, afferra per il bavero il povero Mikad, che si era alzato anche lui in piedi ed era al suo fianco, e comincia a scuoterlo e gli urla: "Li avete trasferiti vero? Prima della collisione li avete trasferiti, giusto?"
Mikad quasi strozzato dalla presa cerca di liberarsi e con un filo di voce risponde: "Non lo so, se non mi lasci non posso chiederlo."
Ma Roby non aspetta. Sbatte il povero Mikad sulla sua poltrona e si informa lui direttamente. Va lui direttamente alla console di comando e giurato di forza il malcapitato addetto gli urla disperato: "Avete trasferito qualcuno, vero? Rieka non è morta, vero?"
Mikad gli arriva da dietro: "Cerca di stare calmo! Possiamo sapere tutto in poco tempo. Vedrai che Rieka si è salvata. Anche noi ci teniamo a Rieka come agli altri componenti della sua nave. Ora tranquillizzati!"
Ma Roby, ormai in lacrime, gli risponde un secco: "Sì, ma voi non ci tenevate come ci tenevo io! Io l’amavo!"
L'ufficiale alle comunicazioni non sa davvero come dire quello che appare sul suo monitor. Balbettando a bassa voce dice: "Purtroppo, – e fa una insopportabile pausa – ho già fatto tre scansioni, e tutte e tre hanno dato conferma che fra la Lumixa e le altre navi non c'è stata nessuna richiesta di trasferimento, né tantomeno altre navi dicono di avere teletrasferito qualcuno dalla Lumixa. Noi non abbiamo avuto il tempo di fare niente. Troppo poco tempo!"
Anche l'ufficiale tattico non sa come dare conferma della disgrazia. "Mi dispiace amici. Gli esami dei sensori... e i dati... confermano il peggio..." la voce gli si strozza in gola: su quella nave aveva diversi amici e tempo addietro anche lui, frequentando l'accademia, aveva tentato un approccio con Rieka.
Poi prosegue: "Sono tutti morti, novantasei membri di equipaggio fra cui la principessa Rieka. Non ci resta che avvisare il re e la regina, oltre ai parenti degli altri membri dell'equipaggio che in questa guerra hanno perso i componenti della loro famiglia." Dice trattenendo a stento anche lui le lacrime.
Roby, a quelle parole, sente come se una lama in quel momento gli si fosse infilata in mezzo al petto, sì, come se il cuore glielo stessero tagliando in due senza anestesia: un dolore interno, inaudito, mai provata una sensazione così forte. La reazione a quelle sensazioni è una rabbia folle e incontrollata. Roby impazzito comincia a prendersela con tutti, urlando ed inveendo con i presenti, incolpandoli della morte della sua amata. Per lui era assurdo: con tecnologie così avanzate dove tutto sembra possibile, era inspiegabile che non si fosse potuto fare qualche cosa per salvare Rieka.
Dato che comincia a diventare un po' troppo incontrollabile, prendendo per il bavero chi gli capita davanti per calmarlo e cominciando a tirare via un po' di tutto, il comandante e gli altri componenti dell’equipaggio presenti si accordano fra loro, gli piombano addosso e lo immobilizzano. Tanta è la rabbia del ragazzo che a stento ben sei uomini riescono a bloccarlo. Alla fine però riescono a mettergli una siringa a pressione che gli lega le braccia e poi gli iniettano un potente calmante. Roby a quel punto soccombe al farmaco e perde i sensi. Viene così portato in infermeria, a braccia, mentre Mikad e gli altri decidono il da farsi.
Passano una quindicina di minuti, e lentamente Roby si risveglia. Aperti, per quello che riesce, gli occhi, vede in modo offuscato che attorno a lui c’è Mikad, un medico e un paio di addetti alla sicurezza che lo fissano in un atroce silenzio.
"Dove mi avete portato?" chiede con un filo di voce.
"In infermeria. – risponde il dottore – Ti abbiamo dovuto calmare, eri in piena crisi nervosa."
"E che stiamo facendo?" chiede Roby ancora tutto intontito.
"La nostra nave è fra le ottantacinque che stanno andando su Rid, il pianeta degli anusiani. – spiega Mikad – Dopo una aggressione del genere, la procedura è quella di rendere inoffensivo il popolo che ci ha attaccato distruggendo le loro possibili fonti di rivalsa o di un futuro attacco il più presto possibile. Così andiamo la e gli distruggiamo navi, hangar e basi. Poi, anche se liberi di fare quello che vogliono, li terremo sotto controllo: cioè gli impediremo di viaggiare nello spazio e di attaccarci di nuovo."
"Fate come vi pare. – dice con voce debole Roby fissando il soffitto – Ormai per me non c'è più niente qua che mi interessi, voglio tornare sulla Terra e basta. Anzi, al ritorno voglio che mi lasciate direttamente a casa mia. Non mi interessa più di niente. Io oggi ho perso tutto!"
"Sì, così farà una bella scorpacciata di depressione e poi si butterà dalla finestra. Ottima idea per buttare via una vita. – Replica il dottore senza andare troppo per il sottile a Roby – Io per un po' non la lascio solo. Lei tornerà con noi su Arcadia appena finita la missione. E questo è un ordine al quale ubbidirà volente o nolente. Dite così sulla Terra vero?"
"Dai, capisco il tuo stato d'animo. – prosegue Mikad, intenerito, vedendo quell'uomo distrutto dal dolore – Ma anche solo in ricordo di una donna come Rieka, dovresti cercare, ora ovviamente di sfogare il dolore che provi, poi di superare il momento al più presto e ricordarla così com'era: allegra, spensierata, felice di vivere e decisa nelle sue responsabilità. Lei non ti vorrebbe certo vedere spiaccicato su una strada. Ricordandola e pensando a lei e ai momenti belli passati insieme, sarà come continuare a farla vivere nel tuo cuore. Anche per noi sarà così. Vivrà sempre con noi. Poi con gli ologrammi potrai ancora abbracciarla e toccarla."
"A cosa mi può servire rivedere la finzione di lei, o toccare un pupazzo? Ma che dici! Ti sei bevuto il cervello? – dice Roby con le lacime che cominciano a colargli dagli occhi sul cuscino – Ricordarla mi farà solo comprendere meglio quello che ho perso, e io sto già abbastanza male. Fare come dici può essere utile solo a prolungare la mia sofferenza. Meglio spiaccicarsi, credimi!”
Mikad si sente molto vicino al terrestre che ha trovato simpatico da subito e cerca ancora di confortarlo.
"Il dolore adesso è sicuramente intenso. Sfogalo! Non trattenerlo. Tira fuori tutto quello che senti. Ma prima di fare cretinate! Fa come ti ho detto. Nel tempo poi i ricordi dei bei momenti con lei ti faranno compagnia anche se Rieka ormai non c’è più."
Roby si altera nuovamente e con le minime energie che ha gli replica: "Senti, grillo parlante dei miei stivali, ora mi va di fare così! Poi se avrò bisogno di altri consigli ti chiamerò, va bene? Io sto male e basta! Io l’ho persa, e per sempre! Ho perso quello che in questi pochi giorni mi aveva dato quello che non ho avuto e provato in vent’anni di vita! Quindi non seccatemi otre, a meno che non possiate resuscitarla!"
Mikad alza le mani comprendendo che non è più il caso d’insistere, il dolore presente in quell'uomo è troppo forte. Non aveva mai visto una persona soffrire tanto. Così pensa che l’unica cosa da fare sia lasciare passare del tempo prima di parlargli di nuovo e si allontana dicendogli: "Va bene. È giusto! Se lo vuoi sapere comunque, ormai siamo arrivati a destinazione. Ci stiamo preparando a conquistare il pianeta degli anusiani. Sempre se lo vuoi puoi venire con noi o rimanere qui. – poi rivolto verso gli altri chiede – Ma che è un grillo parlante?" Ovviamente non riceve risposta.
“Ma dove vuoi che vada! – risponde Roby girandosi sul letto e dando le spalle a tutti – Io se vedo ancora uno di quei tipi lo voglio solo vedere morto!”
Tutti a quel punto lasciano solo con il suo dolore il terrestre mentre tornano al ponte di comando. Dopo poco le astronavi della pattuglia escono dalla velocità Rav e sullo schermo principale viene visualizzato il pianeta Rid.
"Situazione. – dice l’ufficiale tattico – Praticamente nessuna astronave a difesa del pianeta. Solo dei caccia a corto raggio. Possiamo schierarci ed entrare nell'atmosfera senza problemi particolari. Il pianeta è comunque molto armato, ma niente che possa preoccupare troppo i nostri scudi."
Mikad si siede sulla poltrona sua poltrona e organizza le manovre.
"Usiamo il sistema standard. Puntate i caccia e abbatteteli al primo cenno di attacco. Programmate i computer per agganciare qualsiasi base armata o deposito di armi. Pronti fare fuoco a bassa potenza così da limitare le vittime se cercassero di colpirci da terra. Ogni nave coprirà un fronte di cinquecento chilometri. Tutte le navi in orbita geostazionaria. Noi intanto faremo una visitina a chi comanda questo pianeta per vedere se viene a miti consigli. In caso di reazione iniziate l'operazione di demolizione. Scudi alzati! Andiamo!"
La flotta di navi si dispone in formazione d’attacco in orbita attorno al pianeta. I caccia che non possono certamente fronteggiare delle corazzate stellari si schierano rimanendo a distanza non reagendo anche quando un paio di astronavi arcadiane entra nell'atmosfera del pianeta, fermandosi ad alta quota.
La nave di Mikad, più piccola, invece si avvicina al Centro del Massimo Comando di Rid dove atterra nella grande piazza dinnanzi al sontuoso palazzo. Appena l’astronave si posa, ecco apparire l'imperatore supremo di Rid, insieme ad una ventina di guardie non armate che, uscite dal palazzo, vanno incontro agli arcadiani. Mikad, vedendo la cosa, fa aprire il portello d’uscita e scende a terra assieme a diversi altri uomini, per lo più altri capitani di navi da combattimento, a formare quella che è una rappresentanza del consiglio di guerra. Anche loro sono tutti disarmati ma tanto alle spalle hanno una nave che da una notevole protezione e senso di sicurezza.
I due gruppi, in un particolare silenzio di una giornata fredda e nuvolosa, camminano lentamente uno incontro all’altro. L'atmosfera fra le due fazioni è ovviamente tesissima, come ci si può aspettare all'incontro fra conquistatori e conquistati, anche se non ancora del tutto.
I due gruppi si fermano a circa un paio di metri di distanza. L’aria fredda fa rabbrividire i tallin abituati al caldo del loro pianeta. Quegli uomini si fissano e si studiano in alcuni attimi di silenzio pieno di tensione. È l'imperatore anusiano a rompere gli indugi e l'atmosfera tesa che si è creata con un parlare altero e fiero.
"Io sono Got, imperatore supremo degli anusiani. Vi aspettavamo! Sapevamo benissimo che sareste venuti fino qui. Ci hanno informato dell'esito della guerra. Perso su tutti i fronti, giusto?"
"Io sono Mikad, capitano della nave stellare da combattimento Reekid. Rappresento in questo momento la coalizione dei pianeti. E la risposta alla sua domanda è: sì! La vostra flotta non esiste più. Immagino quindi che sappiate il motivo della nostra ‘visita’ …"
L'imperatore interrompe Mikad.
"Sì! Io immagino che lei si trovi qui per dichiararci ufficialmente guerra, vero? Beh, sappiate che sapremo come difenderci! Useremo tutto quello che abbiamo rimasto e non è poco, mi creda!"
Mikad sorride: "No, lei si sbaglia! Sono qui per darvi una possibilità."
Got è stupito e non capisce: "Darci una possibilità, in che senso?"
"Vede, il sistema planetario che voi avete attaccato e che vi ha sconfitto, è una coalizione di pianeti assolutamente pacifica e che, anche in queste situazioni, non vuole dichiarare guerra a nessuno. Noi di guerre non ne vogliamo fare! Quindi noi non ci teniamo affatto ad attaccarvi, ma d’altro canto non possiamo neppure lasciarvi la possibilità di ricrearvi una flotta stellare e di riattaccarci in futuro. Quindi, se voi vi arrenderete pacificamente e accetterete di demolire la vostre armi, le basi di terra e le vostre astronavi da guerra, noi ci limiteremo a monitorare il vostro pianeta e vedremo solo da lontano se farete tutto per bene senza costituire di nuovo una minaccia per noi. Nessuno interferirà nei vostri affari. Altrimenti … ho ottantacinque astronavi pronte al fuoco. A lei la scelta. E … non penso che qualche caccia in orbita possa fermarci!"
Got fissa Mikad pieno di rabbia. Poi dopo una breve pausa dice: "Le vostre navi nell'alta atmosfera distruggeranno tutto, giusto?"
Mikad da all’imperatore un palmare con dei dati in continuo aggiornamento: "Più o meno. Vede qui. – dice Mikad indicando un punto sul visore – Quei dati che vede sono quelli che le nostre navi stanno raccogliendo per compiere un attacco selettivo. Stiamo finendo di monitorare il pianeta intero per attaccare solo i punti critici. La vostra contraerea è debole e poca. La elimineremo in poco tempo. Ora le ripeto: a voi la scelta, non ho fretta, se volete pensarci su un po' fatelo comodamente. Possiamo aspettare."
Got replica: "Sa quante astronavi abbiamo a disposizione per difendere il pianeta?"
Mikad: "No, e non mi interessa. Ma quello che penso è che se aveste avuto una così vasta flotta, io non sarei qui ma a combattere contro la vostra flotta. Non mi fate paura. Quindi le ripeto nuovamente, dovete fare una scelta: o la guerra e la morte, oppure la pace e la vita. Pensi al suo popolo e alla generazione che morirà con lei inutilmente."
Got ridandogli il palmare dice, comunque manifestando un ostinato orgoglio: "Non ho bisogno di ulteriore tempo. So delle vostre potenti armi. Noi non siamo riusciti a copiarle alla perfezione, non avevamo la tecnologia sufficiente. È inutile fare morire dei valorosi guerrieri in una guerra già persa. Noi di astronavi ne abbiamo rimaste troppo poche. Per ora ci arrendiamo."
Mikad sorride a quell’atteggiamento ostinato: "Lei è una persona saggia. Non si pentirà di una scelta come questa. La nostra flotta rimarrà qui e dopo domani arriveranno i delegati della coalizione per discutere i termini dell'accordo sul disarmo. Arrivederci! … spero in altre situazioni."
Mikad e la scorta ritornano sulla loro astronave e ripartono alla volta di Arcadia. Roby, che intanto si è alzato, ha assistito al tutto insieme al resto dell'equipaggio dallo schermo della sala conferenze. Mikad al suo ritorno viene salutato festosamente e gli vengono fatte le congratulazioni. L'unico, ovviamente, a non avere molta voglia di sorridere è Roby, che non gli riesce a dire altro che un: "Sei stato in gamba."
Poi torna nel suo alloggio. Nessuno osa andarlo a disturbare. Il viaggio di ritorno avviene in un certo clima di mestizia con il tempo che sembra, per dispetto, avere rallentato il suo corso. Roby nel suo alloggio sta per tutto il tempo con un palmare in mano sfogliando e risfogliando una dopo l’altra le diverse foto fatte a Rieka, piangendo e singhiozzando ininterrottamente. Passa il tempo del triste ritorno fissando di continuo il viso di colei che quel ragazzo ha amato per così pochi attimi di vita, ma quello che martella la mente del giovane è quel lampo di luce accecante che gli ha tolto l’amore in un baleno.
IL GIORNO PIÙ TRISTE
È il computer di bordo ad avvisare Roby con un freddo messaggio che il lungo viaggio di ritorno è finito
"Atterraggio su Arcadia previsto fra 10 minuti".
Il giovane si alza dal suo letto di pensieri e tristezza e si incammina mesto verso la plancia. Proprio li intanto il medico di bordo sta parlando con il capitano.
“Sono molto preoccupato per quel ragazzo. – dice il dottore armeggiando con un braccialetto con alcune spie verdi e gialle che lampeggiano – Tutte le emozioni che ha provato in questi giorni potrebbero causargli un trauma psicologico di notevoli dimensioni. Traumi come questi lasciano cicatrici interiori che non se ne vanno mai più. Penso proprio che, anche se non a breve, se ha una crisi depressiva rischiamo di perdere quella vita. Non so se mi spiego …”
“Solo che, a parte il cercare di tirarlo su a parole, non so proprio che fare!” esclama Mikad stringendosi fra le spalle.
“Mi è sembrato di capire che fra voi c’è già una certa amicizia. Quindi cerca di stargli vicino e di parlargli. – continua il dottore che imperterrito armeggia freneticamente con quel bracciale – Lascialo da solo meno che si può e fallo sfogare. Questo aiuta ad alleggerire la pressione della disgrazia appena avvenuta. Dato che non puoi ovviamente restare insieme al terrestre ventiquattro ore su ventiquattro, cerca una buona scusa per mettergli al polso questo sensore portatile. Di solito serve per monitorare chi ha certe malattie e registrare tutti i valori. L’ho modificato in modo che mi avvisi se il ragazzo va in crisi psitica, si agita eccessivamente o altro che faccia presupporre che stia per fare una cosa stupida. Fallo, mi raccomando! Può essere il suo salvavita.”
“Ci provo. – dice Mikad prendendo l’apparecchio – Farò tutto il possibile per aiutarlo a superare questo momento.”
Il dottore si avvia all’uscita. Proprio nel momento che la porta automatica si apre per fare uscire il dottore, Roby arriva per entrare. Il dottore accenna un saluto ma Roby non replica assolutamente nulla e si infila dritto in plancia.
“Roby! Ciao. – lo saluta Mikad andandogli incontro e guardandolo fisso in viso. Poi gli stringe le spalle e continua – Volevo solo dirti che sono estremamente dispiaciuto per quello che ti è successo. Ti siamo tutti vicino in un momento così doloroso per te ma anche per tutti gli altri che da oggi non vedranno più i loro cari. – pausa in cui i due si fissano e poi il capitano continua – Dobbiamo andare a palazzo. Il re e la regina vogliono parlarci, vorrebbero delle informazioni su quello che è successo e poi si parlerà, ovviamente, del il funerale di Rieka.”
L'unica cosa che a Roby viene da dire è: "Non ho neppure il suo corpo per poterle dare un’ultima carezza. Non potrò neppure riabbracciarla un’ultima volta! Ci pensi?"
Mikad, notando come il suo ormai amico sta sempre più sprofondando in una crisi depressiva con i fiocchi, come previsto dal medico, ne approfitta per fare quello che il dottore gli ha detto.
“Dato che dovremo girare per il palazzo, per potere entrare ed uscire un po' da tutti i locali avrai bisogno di questo bracciale. È … un lasciapassare elettronico … mettitelo, così non ci dimentichiamo … “
“Ma non l’ho mai avuto prima. Come mai adesso serve?” chiede Roby.
“ … Ehm … vedi … saremo molti a palazzo e in alcune camere si deve avere il permesso … Ovviamente con Rieka potevi andare dappertutto adesso serve questo. Dai che siamo a portata di trasferitore … Andiamo …”
"Sei un vero amico Mikad, non so come ringraziarti. Comunque io appena finito il funerale torno a casa mia. Qui non ho più niente che mi trattenga. Anzi, i ricordi mi peggiorano la cosa." Dice Roby sistemandosi il braccialetto.
Mikad lo esorta: "Sei quasi diventato parente dei reali di Arcadia. Puoi rimanere. Hai dei diritti, se vuoi. Qui vivrai sicuramente meglio che sulla terra. Rimani, dai! Per i tuoi parenti ci organizziamo. Resta!"
Roby abbassa lo sguardo e scuote la testa: "Ma che dici. Vivere con tutte le cose che mi ricorderanno quello che ho perso cinque giorni fa tu lo chiameresti un vivere meglio? Io torno sulla Terra, mi dispiace, non ce la farei."
Mikad non insiste oltre, e accompagna l'amico al teletrasferimento e poi va con lui al palazzo. Così, riecco Roby di nuovo a palazzo. Ma questa volta tutto non è come la prima volta. L'ambiente invece di ispirare gioia e voglia di scoprire cose fantastiche, porta alla mente solo cose che non ci sono più, cose che sono andate perse per sempre. Tutto sembra inutile e superfluo per Roby. Mentre si incamminano per i corridoi, due inservienti di palazzo e un medico vanno incontro ai due appena arrivati dalla guerra.
Il medico prende la parola: "Sono il dottor Zapo, sono qui perché vorremo offrirle tutto il nostro supporto in un momento così traumatico per lei e se possiamo fare qualcosa … "
Roby infastidito dalla cosa che invece di farlo sentire considerato lo irrita, interrompe il medico e lo spedisce con un secco: "La ringrazio, ma in questo momento della mia salute non me ne importa niente. Ora voglio, se possibile, che mi portiate subito nella stanza di Rieka, voglio vederla e subito!"
Il medico interviene: "Non capisco questo suo desiderio, viste le sue condizioni psicologiche. Non credo infatti sia il caso. Lei sta passando uno shock notevole. Vedere subito cose inerenti alla sua fidanzata possono peggiorare solo la sua situazione."
"Le cose peggiorano se io la gonfio di schiaffoni! Non ho chiesto se, ho detto che voglio andare nella sua stanza!" urla, quasi ringhiando, profondamente alterato Roby.
Ormai l’effetto dei calmanti sta finendo e i nervi tornano ad essere tesi. Sentendosi anche più lucido, cresce in lui il desiderio di conoscere quello che non saprà mai di quella donna che lo ha colpito così profondamente nei sentimenti e che ora non potrà mai più amare.
Mikad vedendo la situazione critica del giovane cerca di mediare: "Va bene, ti ci portiamo, però non dire che non ti avevamo avvertito, queste cose che ti diciamo sono per il tuo bene. Comunque se proprio ci tieni, andiamo."
Roby non vuole sentire ragione: vuole rivedere qualcosa di Rieka per ricordarla e, in un certo senso, rivederla. Sente l’impulso incontrollato di guardare per un attimo il suo mondo per capire meglio molte cose di lei.
“Voglio andare li!” replica.
Mikad e il dottore accompagnano il povero Roby. Percorrono un paio di corridoi e arrivano a destinazione.
Mikad si ferma davanti alla porta e dà un ultimo avviso: "Ecco la sua stanza, ancora sicuro di volere entrare?"
Roby non risponde neppure. Digita il codice che Rieka gli aveva dato e, lentamente, la porta si apre. La stanza era in ordine, graziosa, tutta con colori tenui e pastello: rosa e azzurro principalmente. Entrato, Roby si guarda attorno per cogliere ogni particolare a cui giorni prima non aveva neppure fatto caso e che gli facciano comprendere meglio chi era colei che viveva li e che lui, per così poco tempo, ha voluto amare. Scorge la camera da letto che ha la porta aperta con sul letto ancora tutti i peluche che lei adorava. Roby entra li per la prima volta! Prima si era sempre intrattenuto nell’ingresso, per rispetto, ma ora non c’è più motivo di titubare. Entra e si avvicina al letto. Li vede che davanti a tutti i pupazzi, e sono tanti di svariate grandezze, c'è quello che lui gli aveva regalato alcuni giorni prima. Lo aveva messo in bella vista, davanti a tutti gli altri. Per lei quel regalo era evidentemente quello più importante! Allora allunga, per prenderlo, timidamente la mano, ha quasi paura di toccarlo! Curioso! La mano gli trema dall’emozione. Poi lo prende. Quel gesto lo fa crollare a sedere sul letto e lo fa scoppiare in un pianto incontenibile, stringendo a sé quel pupazzo.
"Se lo teneva con se anche la notte! Lei mi amava... e ora l'ho persa per sempre. Come faccio ora a continuare a vivere?" dice fra le lacrime guardando Mikad.
Il capitano è pure lui scosso vedendo quel giovane prima fiero, deciso, che pareva nessuno potesse intimorirlo, disposto per amore ad affrontare il sovrano di un intero pianeta, ora distrutto, fragile, che piange disperato stringendo un animaletto di peluche. Quella scena gli spezza il cuore e quindi cerca di consolarlo. Ma come fa per parlargli Roby scatta in piedi e lo respinge. È in quel momento che nota appesi al muro due grandi poster di Rieka, due gigantografie. In uno lei è vestita da sera con un elegante abito lungo fino ai piedi, nero e tutto luccicante di quelle che sembrano paillettes. Su un lato della gonna ha uno spacco alto che gli scopre tutta una gamba fino a metà coscia, molto provocante. L'acconciatura è notevolmente complessa con un gioco di trecce a contornare il capo e capelli lisci lasciati al vento. Lei era sorridente, spensierata, gli occhi e l'espressione del viso facevano trasparire tutta la gioia e la vitalità che aveva quella donna. Per Roby rivederla così è un tonfo al cuore e quasi si sente mancare pensando che quella giovane, che sentiva già sua, ora non c'è più al suo fianco e mai lo sarà più.
Ma poi si sofferma sul secondo poster che è in netto contrasto con il primo. Li Rieka appare vestita di un sottile abito bianco che sembra di seta, con solo una spallina da una parte, tipo una tunica, e dall'altra l'abito scende e scopre la spalla passando sotto l'ascella, ma era talmente basso che quasi scopriva completamente un seno. In questo poster lei era sdraiata su un fianco, sopra un letto, e teneva sollevato il busto stando appoggiata su un gomito. Il contrasto era nel fatto che Rieka non aveva la sua tipica espressione felice. Il fotografo la ritraeva in una posa con il viso rivolto leggermente verso l’alto, con lo sguardo fisso, puntato nel vuoto, e a lato di chi stava scattando la foto. L’espressione era peculiare: era particolarmente malinconica. Sembrava come colta di sorpresa dal fotografo mentre era li, sola, assorta nei i suoi pensieri, pensieri probabilmente tristi. Ma era proprio quella posa, come si dice, ‘al naturale’ che esprimeva tutta la bellezza di Rieka.
"Stupenda, era davvero stupenda! – esclama Roby particolarmente colpito dal poster – Sembra quasi che l'abbiano colta in un momento di tristezza, era davvero stupenda, che donna meravigliosa... e... non solo di fuori, lei era bella dentro! Ma ora non c'è più..." L'espressione del viso del poveretto si tramuta per l’ennesima volta in una smorfia di dolore e continua quel pianto incontrollato. Si getta su Mikad e piangendo sulla sua spalla ripete un disperato "Perché... perché..."
"Vieni, ti riporto nella tua stanza. Te lo avevo detto che non ti avrebbe fatto bene venire qui. Devi riposare e riprenderti un po', domani ci sarà il momento più duro da vivere, ci sarà il funerale di stato." dice Mikad anche lui commosso dalla disperazione di quell'uomo.
"Non so se posso vedere il funerale, – dice Roby singhiozzando – non credo ce la farei, mi verrà un infarto durante il trasporto, me lo sento."
Mikad dandogli alcune pacche sulla schiena, come usa su arcadia in segno di conforto, gli risponde: "Vedremo che fare." E lo riaccompagna nella sua stanza.
Roby, che si sta angosciando da diversi giorni ormai, cerca di pensare ad altro per vedere se la mente si rilassa un po'. È veramente a terra, distrutto sotto tutti gli aspetti, anche per il fatto che praticamente non dorme e non mangia per niente. L’angoscia ed ora anche la stanchezza che lo attanagliano lo fanno stare male anche fisicamente, con forti nausee, crisi di panico e mal di testa. Così chiede a Mikad che sta per andarsene: "La guerra allora è già finita così?"
Mikad spiega: "Sì, la guerra più corta mai registrata nella nostra storia: un’ora, quarantatre minuti trentuno secondi. Praticamente dopo l'incidente a Rieka non abbiamo più dovuto fare nulla. Abbiamo raccolto i prigionieri e finito di distruggere le navi ancora funzionanti per evitare che le recuperassero. Poi, come sai, il loro pianeta rimasto sguarnito ha spinto il loro imperatore ad arrendersi subito essendo in evidente svantaggio, così non abbiamo dovuto combattere neppure sul loro pianeta. Sì, è stata, per fortuna, una cosa facile. Comunque tutto lo dobbiamo a te e alla tua trovata geniale! Sì, se non fosse stato per quella trovata sul difetto del loro campo di occultamento, la cosa sarebbe andata peggio e non poco. Peccato che per Rieka non è stato così, davvero peccato. Ma devi comunque essere fiero, l'hai conosciuta, hai conquistato il suo cuore e hai salvato il suo mondo. Lei era orgogliosa di te."
Roby guardando in basso: "Il corpo di Rieka, disintegrato vero?"
Mikad sospira profondamente: "Come quello degli altri della nave: più di 80 dell’equipaggio. La potremo rivedere e toccare, come ti dicevo, solo come ologramma e niente più. Almeno sappiamo che non ha sofferto. Povera Rieka, a vent’anni non meritava quella fine."
Roby lascia Mikad sulla porta della stanza, entra e chiude dicendogli: "Mi vado a sdraiare, spero di dormire per reggere domani. A proposito, il re e la regina come l'hanno presa? Anzi, non dovevamo andare da loro?"
Mikad abbassa lo sguardo: "Male, la regina è sull'orlo di una crisi di nervi e il re è demolito psicologicamente. Si riprenderanno ma non sarà facile, non sarà facile per nessuno di arcadia. Per questo al momento da loro non ci andremo. Li vedrai domani."
"Grazie di tutto Mikad, sei un amico, davvero."
Mikad dandogli un altro paio di pacche sulla spalla lo saluta: "Anche tu. Riposa, e a domani. Ricorda, comunque, che il tempo lenisce molti mali. Non che consoli molto ma è la cruda realtà. – poi appoggiandogli l’indice nel petto proprio sul cuore gli dice – Tu falla vivere dentro di te, non permettere che muoia anche dentro il tuo cuore! Tieni questa esperienza viva ogni giorno! Se sparisse da qui dentro, – dice premendo più volte col dito su quel povero cuore – allora si che sarebbe davvero crudele e lei ,,, morta per sempre!"
Roby non risponde e chiude la porta, poi va a sdraiarsi nel letto. Cercare di dormire è ancora inutile: Roby era colto in continuazione da delle crisi di angoscia e pianto che lo distruggevano dentro come un tarlo mangia l'interno di un mobile lasciando solo l'esterno intatto. Ecco come si sentiva ora: vuoto, completamente vuoto. Anche se erano passati alcuni giorni, quello stato emotivo non lo abbandonava ancora. All'angoscia si aggiungevano i dubbi sul cosa fare ora. Mantenere dei ricordi di lei o no, cercando di dimenticarla del tutto? Le parole di Mikad erano belle e facevano riflettere il giovane terrestre. Inoltre per lui il problema era anche: ma come si fa a dimenticare una cosa così grande scomparsa nel momento del suo splendore? In ultimo Roby era anche indeciso, a questo punto, se rimanere li su Arcadia o tornare sulla terra come aveva deciso fin da subito. Mote domande e dubbi; poche però, per ora, le risposte. L’unica cosa certa per lui era la sua disperazione. A Roby veniva solo in mente il poster di Rieka dove lei sembrava così malinconica e triste coperta solo di quel lungo abito bianco. Sembrava che quel poster fosse stato un presagio a quello che le sarebbe successo.
Verso mattina Roby riesce un po' a prendere sonno ma dopo poco viene svegliato dal computer di palazzo.
"Signor Roby è ora di alzarsi. Presto inizieranno le celebrazioni funebri."
Roby svogliatamente si veste, non sa se supererà questo momento e ormai non vede un gran futuro davanti a lui.
"Span cosa devo fare?" chiede.
"La cerimonia inizierà qui a palazzo. – spiega il computer – La bara vuota patirà dal piano terra e sarà accompagnata dai familiari attraverso un corridoio formato dalla folla che è venuta a dare l'ultimo saluto alla principessa, e radunata sul viale principale. Poi sarà caricata sulla piattaforma funebre, portata al Vedic dove verrà disintegrata, come usa da noi."
Roby si sente subito male: "Io non ce la faccio… Ma almeno la bara la voglio vedere, anche se è vuota, la voglio toccare. Lo voglio fare in sua memoria, devo toccare qualche cosa che la ricordi."
"È giusto. – continua Span – Comunque c’è un problema. È usanza che gli estranei alla famiglia non seguano la bara. Inoltre, essendo tu un terrestre, per evitare che alcuni del nostro pianeta pensino che sia collegabile a voi la morte della principessa, se non ti è troppo difficile dovresti vedere il funerale su video."
Roby è arrabbiato: "Non posso neppure seguirla? Ma che... – poi si placa subito – Vada così, se questa è l'usanza o se devo causare un incidente diplomatico... non me ne frega niente! Fate come vi pare. Farò solo le mie condoglianze al re e alla regina."
Span gelidamente continua: "Certo. Li incontrerai all'inizio del corteo. Ora ti conduco la, segui le mie indicazioni."
Span così indica la strada a Roby guidandolo con la voce nei corridoi, finché non arriva davanti ad una porta dove dall'altra parte si ode il pianto di una donna: è Urami che piange la figlia scomparsa prematuramente.
Roby stenta ad entrare, non sa né cosa dire né cosa fare davanti a dei reali, visti pochissimo, ma genitori della sua defunta fidanzata. In una situazione simile inoltre non sa come reagirà lui davanti alla bara. Poi prende coraggio ed entra, piano, piano. La spessa porta della stanza si apre lentamente. Al centro della grande stanza quadrata dove Roby accede e circondata da molte persone di diverse razze, c'è la bara. Non è di forma come quelle terrestri, ma è un cilindro nero con la base piatta, dove quattro piccoli piedi la sollevano di poco da terra. Tutt'intorno è finemente decorata e davanti e dietro c'è la foto di Rieka. Tutto quello che aveva pensato Roby di dire o fare va perso, perché non riesce a trattenere le lacrime. Urami che era seduta a fianco della bara si alza, abbraccia Roby e tutt'e due piangono calde e disperate lacrime.
"Era una figlia fantastica, allegra, intelligente. Ci voleva un gran bene." dice lei.
"Sì, era fantastica! Mi era bastato vederla solo una volta per volerle bene. Oggi mi accorgo che era riuscita ad essere già parte di me. Io sono morto con lei, immagino quindi come sia dura soprattutto per voi." replica Roby.
Ceso, il padre, anche lui in lacrime interviene stringendo i due: "Sarà sempre nei nostri cuori, la ricorderemo sempre. Le dedicheremo una via e una statua come eroina insieme ai componenti della sua nave nella guerra contro gli anusiani. Ma ora forza, dobbiamo iniziare la cerimonia. Span ti ha informato che tu guarderai dal monitor, vero?"
"Sì, mi ha detto tutto. Non mi piace ma forse è meglio così: non riesco ad affrontare tutto questo."
"Pensa a noi cosa stiamo passando! Ora vai nella stanza accanto che è già tutto pronto. – dice Ceso indicando un’uscita – Sarai da solo, così potrai esprimere il tuo dolore come meglio credi. Almeno da noi usa così..."
Roby non aggiunge altro. Andare nell’altra stanza e lasciare li la bara con la foto della sua amata gli fa provare la sensazione di perderla una seconda volta. Il ragazzo a questo punto si preme lo stomaco che a causa della sofferenza che prova, gli fa male e gli da una fortissima nausea. Comunque, dopo avere accarezzato, baciato la bara vuota e aver baciato la foto di colei che ha tenuto più di ogni altra persona nel suo cuore, lentamente va nell'altra stanza dove c'è già acceso un grande monitor che occupa una intera parete, sintonizzato su un canale che trasmette in diretta il funerale, e si mette li a sedere, da solo.
La stanza è grande e quasi vuota, dando un ulteriore senso di squallore alla situazione. C’è solo un tavolo con un paio di sedie e un paio di soprammobili in vetro sopra il tavolo. In quel momento Roby vede nel monitor che inquadrano l'entrata del palazzo, in attesa dell'uscita della bara. Li fuori, vicino all'entrata del palazzo, ci sono quelle che sembrano le maggiori autorità della coalizione. Ma poi, quando l'inquadratura si allarga attorno al percorso che dovrà fare la bara, ci sono centinaia o forse migliaia di persone. Ad un certo punto si ode un suono simile a quello di un flauto che si zittisce subito. Il portone del palazzo reale si comincia lentamente ad aprire. Un piccolo coro di donne su un palco al lato del corridoio umano che si è formato, comincia a intonare una specie di "nenia" senza musica, una melodia lenta e triste.
Il computer a questo punto spiega le scene a Roby: "Inizia il canto funebre, com'è triste dare l'addio a questa ragazza che tanto ha ravvivato le giornate in questo palazzo: è una perdita incolmabile".
Roby non risponde. Lui non può ancora neanche lontanamente accettare che quella ragazza così dolce e vivace, di cui vede ancora quello sguardo pieno di vita e sensualità, che gli era, nel vero senso della parola, piovuta dal cielo e che lui già voleva sposare, lo abbia lasciato per sempre. Più vede quelle immagini più il dolore è forte, insopportabile, straziante. Il destino ha giocato con lui lo scherzo più crudele che esista! In un istante gli ha dato tutto quello che sperava, solo per toglierglielo immediatamente dopo.
Mentre la bara percorre il breve tragitto seguita a piedi dai genitori e pochi altri familiari, Roby non riesce più a guardare le immagini. Alza lo sguardo mentre la caricano su una piattaforma a levitazione che poi parte e porta il feretro al disintegratore. Dopo aver percorso un corridoio formato dalla folla radunatasi sulla piazza antistante il palazzo reale e lungo un centinaio di metri, la piattaforma arriva ad una costruzione scura, quadrata, grande una decina di metri per lato e alta quattro metri circa, tutta circondata da un muro alto un paio di metri. Un addetto apre un grande e pesante cancello di ferro. Entrano da quell’unico cancello solo la bara, il re e la regina. Poi non sente più niente, tutta la folla è ora in un particolare e rispettoso silenzio. Immediatamente l’addetto chiude il cancello di ferro che fa un botto notevole, sembrava quasi avessero chiuso le porte dell’inferno!
Roby sente come se quella botta l’avesse fatta il suo cervello. Non sopporta oltre, si alza in piedi e va allo schermo, appoggiandogli una mano sopra proprio nel punto dov’è ancora inquadrato il cancello, ed esclama tutta la sua rabbiosa disperazione.
"È finita, adesso è finita per davvero. La mia storia d'amore con te, piccola... giovane... splendida Rieka, è veramente finita. Insieme a te sparisce la mia vita e il mio amore. Io sono li dentro con te e più morto di te!"
Per alcuni attimi Roby, dopo queste parole, rimane fermo come inebetito, ansimando pesantemente. Poi il dolore cresce, sale insieme alla rabbia dovuta al senso di impotenza davanti a quella situazione. Il tutto lo fa esplodere.
"Ma non doveva finire così! – urla come impazzito – Non doveva finire per niente! Dovevi essere mia per sempre! Non dovevi lasciarmi! Maledetta guerra! Che senso do ora alla mia vita? La mia vita non vale più nulla! Perché devo continuare a vivere così? Destino maledetto! Perché farmela avere per poi togliermela appena le ho donato il mio cuore?"
Roby ha ormai perso il senno. È preso dalla disperazione e non riesce più a controllarsi, è letteralmente fuori di sé, rabbioso perché non può proprio fare più nulla. Il caso in un attimo gli aveva dato una cosa meravigliosa, che in altrettanti pochi attimi gli aveva tolto. La situazione lo rende talmente furibondo che prende la prima cosa che gli capita in mano, un vasetto che è sul tavolo, e lo scaglia con tutta la forza della sua rabbia contro lo schermo che va in pezzi. Quello però non è per lui sufficiente! Prende un lato del tavolo che è li e lo fa volare in aria come un fuscello. Roby è ormai una furia scatenata: ora tocca alle sedie che scaglia rabbiosamente contro il muro. Poi continua, urlando impazzito dal dolore che non sa come attenuare, a lanciare e prendere a calci tutto quel poco che c’è in quella squallida stanza.
Dato che ormai il dolore e l’angoscia dentro di lui continuano a gareggiare su chi riesce a fare soffrire quell’anima in pena, Roby sente improvvisamente che la sua vita ha perso tutto il significato che ha: la sua esistenza è ormai inutile. Ora vuole condividere con la sua amata l’oblio dell’incoscienza nella non esistenza. Per lui quello è l’unico posto dove può ritrovare la pace e la tranquillità perdute. Così nella sua follia, si propone di compiere il gesto più estremo. Preso un grosso pezzo di vetro appuntito dei frantumi dello schermo, fa per porre fine a tutta quella sofferenza nel modo più drastico: togliersi la vita!
Quello che lo blocca in tale tragico gesto, è il provvidenziale aprirsi della porta da dove entrano di corsa quattro uomini nella stanza, parecchio robusti, e con il viso truce.
"Presto, fermiamolo! – dice uno all’altro allungando le mani verso il giovane – Fortuna che aveva il bracciale! Bloccatelo e facciamogli l'iniezione di calmante o questo ci lascia le penne!"
Roby si impaurisce e si blocca nel suo folle gesto vedendo quei quattro entrare a muso duro contro di lui facendo lunghi passi. Pensando gli facciano chissà cosa, urla puntandogli contro il pezzo di vetro.
"Lasciatemi in pace! Andate via! Voi non potete fermarmi! Non ne avete il diritto!”
Niente da fare, i quattro tallin lo bloccano a terra, anche se a fatica, mentre Roby si dimena e grida.
"Che volete? Anche se crepo non me ne frega più niente! Lasciatemi! Ho detto lasciatemi!".
Finalmente gli riescono a fare una iniezione di calmante che stordisce notevolmente il poveretto, rendendolo innocuo.
"Certo che i terrestri quando prendono una cotta per una donna non scherzano. Non vorrei essere nei suoi panni." Afferma uno di quelli che lo hanno placcato.
Roby intontito dice con flebile voce: "Ma che ne volete sapere voi di queste cose! Io ho perso non una donna, ma la mia vita, e voi mi drogate perché stia calmo? Voi non sapete cosa sto passando io."
Il tipo risponde: "Noi non sappiamo cosa stai passando, ma quello che passerai sì. Ancora un attimo e vedrai."
"Ma che me ne importa. Io voglio solo tornare a casa per crepare in pace."
In quel momento entra Ceso, da solo, appena tornato dalla cerimonia. I quattro scattano in una specie di "attenti" e salutano il sovrano.
"Allora? Bloccato in tempo? Si è fatto del male?" chiede Ceso con estrema calma a uno di loro.
"No, siamo arrivati appena in tempo. Era in piena crisi depressiva e isterica, ma lo abbiamo sedato prima che si facesse del male. Ha rischiato un collasso: il controllo medico era in allarme rosso!" risponde uno dei quattro.
"Bene, bravi! – dice Ceso, con una davvero strana e inspiegabile calma. Poi, recuperata l’unica sedia rimasta utile per lo scopo, si mette a sedere a fianco di Roby che a sua volta è stato alzato e messo di peso a sedere sul tavolo – Ora veniamo a noi due terrestre. – dice il sovrano – Allora: tu sei il ragazzo che tanto dice di avere amato mia figlia in questi giorni, fino al punto di abbandonare il proprio pianeta natale e venire fino qua. Mi hai anche demolito una stanza in pochi minuti perché l'hai persa, compreso uno schermo al vetro di Balkin. Cavolo, era nuovo, appena montato! Beh, devo dire che sei una vera furia, ragazzo! Allora, dimmi, cosa farai adesso? Immagino rimarrai, vero? Anzi, sai che faccio? Potevamo divenire quasi parenti. Allora pensavo di offrirti di rimanere a palazzo. Tanto eri di casa ormai. Se vuoi puoi rimanere e goderti tutto il benessere che abbiamo qui. Che ne dici? Da ora in poi potrai avere la vita che volevi e godere di cose che mai avresti potuto avere: avrai una vita di lusso e di agi impensabili sul tuo pianeta! E poi chissà … Magari ti trovi anche un’altra ragazza che ti piace e ti rifai una vita."
A Roby quelle affermazioni danno un fastidio incredibile. Quei discorsi suonano di ambiguo. Hanno un tono mellifluo e non capendo bene dove vuole arrivare il re, risponde con tutta la profonda rabbia che prova.
"Ma che razza di discorsi mi fa? – replica Roby quasi digrignando i denti al sovrano, con la poca forza che ha – Ma lei viene dal funerale di sua figlia o da una bisboccia con gli amici? Lei è una bestia! No, caro il mio sovrano. Io non voglio rimanere qui un giorno di più qui. Perché dovrei rimanere? Prima avevo un motivo che ora non ho più. Voglio che mi riportiate sulla terra. Subito! Poi rimanere qui vorrebbe dire sopportarla ancora e non ne ho certo voglia. Lei mi fa schifo! Mi scusi se trovo orrenda la vostra cultura e la sto offendendo. Ma in questo momento lei mi ripugna!"
Ceso incassa tutti gli insulti e persiste con estrema calma intanto che si avvicina al viso del giovane.
"Strano! Non ci avrei mai giurato. Pensavo volevi rimanere per … che so … per la tecnologia che abbiamo, le possibilità di vita che ci sono qui, invece che sulla Terra. D'altronde qui ti possiamo offrire molto. Anzi tutto. Non ti interessano più queste cose? Le jecod, la astronavi, che so … tutto!"
L'unica cosa che tiene calmo Roby a queste affermazioni sarcastiche e insinuanti di Ceso nei suoi confronti, è l'effetto residuo del calmante. Ma, imbestialito dentro, risponde comunque con un tono che fa capire cosa prova in quel momento: "No! Sire dei miei stivali! Non mi interessa nulla della vostra schifosa tecnologia, dalle ricchezze da niente che avete, di tutti i diavoli inutili di cose che avete inventato. Lei, per essere chiaro, ci si può anche strozzare con le sue cose. Io volevo solo Rieka e basta. Quella è l’unica cosa che volevo da questa schifezza di pianeta. Io amavo lei e basta. E la amavo perché lei non aveva preso niente dalla schifezza di padre che si ritrova! Se è questo che le interessa sapere, adesso lo sa. Io non voglio rimanere qui per niente al mondo. Anzi, ora che avete rivelato la vostra vera indole di cultura avanzata del cavolo, io le dico una cosina: che voi Tallin mi avete deluso e schifato oltre ogni limite. Saranno anche le vostre usanze, ma come osate dire di noi che siamo retrogradi, dei violenti e tutto quello che mi sono sorbito questi giorni? Voi perdete una figlia e non sentite niente! Anzi, lei sta qui a fare insinuazioni stupide invece di avere la morte nel cuore! Anzi, mi chiedo se lei un cuore ce l'abbia. Chi sta consolando ora sua moglie che ha perso l’unica figlia? Che razza di marito è lei? Penso che lei abbia una pietra al posto del cuore, che non so neppure dove ce l'avete voi. Come fa a chiedermi una cosa del genere? Rieka era unica, dolce. Mi è bastato vederla una volta. Sì, da quando l'ho vista la prima volta, già provavo amore per lei. Era un essere speciale che chiedeva solo di essere protetto e amato. E più l’amavo e più mi dava amore. Quando eravamo sulla terra e lei era sola, impaurita, solo vedendola ho sentito subito il dovere di difenderla con tutte le mie forze. Ho quasi preso una coltellata da due malviventi che ci volevano rapinare senza sapere neppure se voi eravate una razza ostile, conquistatrice o no. Ma in lei ho visto qualche cosa di unico e speciale: trasmetteva amore al solo guardarla negli occhi. E lei mi chiede come mai ho demolito la stanza? Se me lo chiede, lei, anzi tutti voi, evidentemente non siete capaci di sentimenti forti davanti alla perdita di una persona come questa. Siete gelidi e insensibili: vi disprezzo! Io invece dovevo proteggerla di più, glielo avevo giurato, sì, gli avevo giurato che non avrei permesso a nessuno di fargli del male. Questa guerra invece ha messo la parola fine alla mia storia con Rieka in questo modo violento e brutale, e quindi io non ho mantenuto la mia parola data. Così, ora mi sento in colpa due volte. Ora… ora… – comincia a singhiozzare ancora più forte – mi resta solo il ricordo di un amore unico e speciale, che ho perso per sempre. Ora ho solo delle immagini nella memoria e nella carta fotografica, utili solo per continuare a soffrire per il resto della vita. – poi pensa guardando il pavimento – Com'era stata dolce sfregando la sua testolina su di me prima di lasciarci per sempre... non mi interessano le altre cose, sono inutili e futili... voglio solo farla finita! Ora basta, lasciatemi andare!" Roby abbassa la testa stretto in una morsa di dolore incontenibile e smette di parlare.
"Le ha sfregato solo la testa o anche le corna?" chiede uno dei quattro.
"Sì, anche. Anzi, direi soprattutto le corna, quelle cornina che tanto mi piacevano, le trovavo così particolari, carine. Quanto mi piacevano quelle cornina! Perché?" Risponde Roby.
"Visto quello che è successo e le sue condizioni, preferisco non dirglielo al momento, ma in un'altra occasione. Se le spiego il gesto, dopo starebbe ancora peggio."
Roby abbassa di nuovo la testa e non gli risponde: è fisicamente al limite di stress massimo sopportabile.
Il re, vedendo Roby così, fa gli occhi lucidi e allunga una mano sulla sua spalla, ma Roby non reagisce. Poi gli parla con tutt’altro tono: pacato, comprensivo, con un fare da padre che vuole aiutare un figlio che passa un gran brutto momento.
"Se mi prometti di non rompere nulla e di non menare nessuno, ti faccio dare l'antidoto al calmante e poi ti dico una cosa che migliorerà di molto questa situazione. Vedi, io sono tranquillo per un motivo ben preciso. Non perché ho il cuore di pietra, ma ho una speranza. Allora: prometti di stare calmo? Voglio che tu capisca bene quello che ti dirò dopo."
Il cambiamento del tono di Ceso stupisce il giovane innamorato che lo fissa allibito.
"Vorrei romperle le ossa per come si sta comportando, ma visto che era comunque sua figlia… va bene. Tanto a che serve: quello che ho perso non posso più riaverlo, speranza o meno, e poi non ho più neanche le forze..."
IL PADRE DIFFIDENTE!
Ceso si alza in piedi e ordina perentorio: "Ok, risvegliatelo! – subito a Roby gli viene fatta una iniezione di antidoto al calmante precedentemente iniettato e poi il re prosegue spiegando con la sua inspiegabile calma e tranquillità – Allora. Devi sapere che tu sei stato, dal momento dell'incidente ad ora, continuamente monitorato per mia volontà. E me ne devo scusare. Di certo ho violato la tua privacy e inoltre dai dati che abbiamo raccolto, ci siamo resi conto che abbiamo rischiato quasi di ucciderti. Ecco il perché di questo intervento fuori programma. In realtà dovevamo vederci per questa chiacchierata solo domani, ma evidentemente non ci saresti arrivato. Hai tentato di suicidarti, reazione non prevista, e comunque il tuo cuore non sapevamo se avrebbe retto, allora ti abbiamo dovuto calmare. Hai passato degli stress emotivi di un'intensità notevole, non credevo, davvero! Hai fatto tutto quello che mai avrei creduto tu facessi. Notevole, devo dire!"
Roby, sdegnato da quella conversazione e dal fatto che Ceso parla tranquillo e quasi sorridendo lo interrompe bruscamente.
"Io non so se siete pazzi o che. Continuate a fare dei discorsi senza senso. Che vuol dire: che avete rischiato di uccidermi... che mi avete monitorato... Cosa mi fate, degli esperimenti addosso e sulla pelle di Rieka? Ha capito che sua figlia è morta o qui i sentimenti non li avete?"
Ceso continua insensibile e giocherellando con le dita sul tavolo: "Beh… vedi, in un certo senso possiamo proprio metterla così. Sì, proprio io ho voluto fare un esperimento su di te."
Roby comincia a faticare a controllare l’emotività ora risvegliata: "Ho promesso di stare calmo, ma questo comincia a mettermi in difficoltà. Cosa sono io una cavia? Che bestie siete? Secondo voi cosa dovevo fare? E che esperimento avete fatto? Se volevate i miei esami medici, mi facevate una visita un paio di prelievi e tutto era a posto, no?"
Ceso con un tono particolarmente mesto e guardando il pavimento risponde: "Forse esperimento è una parola grossa, diciamo… un test!"
Roby è più che confuso: "E … come pensavate di farmi questo test e in una situazione come questa poi? Cosa centra con la morte di Rieka."
Ceso continua: "Il test consisteva in alcune immagini che ti abbiamo fatto vedere."
Roby sopporta pazientemente per vedere dove vuole arrivare il re: "Ma che... e dove ho visto queste immagini? Che storia è? Che dovevate sperimentare, non soffro già abbastanza? Siamo in guerra, a lei muore una figlia di solo vent’anni e sta qui a fare un test? Cielo! Sono in un pianeta di pazzi!"
"Più che dirtela, voglio farti vedere una cosa. – poi interroga il computer – Span, abbassa il visore di scorta, Roby l'altro me lo ha distrutto." A quel comando, li dove c'era il monitor vecchio, ecco scenderne uno nuovo dal soffitto.
Ceso continua indicando lo schermo: "Ora guarda attentamente questo fermo immagine. E, ti ricordo di stare calmo, o ti devo calmare di nuovo con la forza. Che ti ricorda questa immagine?"
Sul visore appare il fermo immagine della battaglia contro gli anusiani, nel preciso momento in cui la nave superstite degli anusiani punta verso la Lumixa.
Per Roby rivedere quella scena equivale a girare il coltello nella piaga, ma risponde: "È la nave degli anusiani che sta' per uccidere Rieka e distruggere tutti i miei sogni, che c'è di strano?"
Ceso: "Questo è quello che tu hai visto, guarda..."
Le immagini scorrono e il povero Roby rivede quelle tremende immagini della collisione e distruzione dell'astronave Lumixa. Ma al momento dello scontro le immagini si fermano.
Ceso guarda Roby con un accenno di sorriso e poi dice: "Questo è quello che avete visto dallo schermo della nave, giusto?"
Roby non risponde subito, è molto perplesso e un dubbio tremendo gli attraversa la testa. "Sì, io e tutti gli altri abbiamo visto questo, e con ciò?"
Ceso: "Guarda adesso. Computer torna al punto zero e manda il video uno."
Appare sullo schermo di nuovo l'immagine delle due navi prima che entrassero in collisione. "Guarda bene l'immagine. È tutto normale?"
Roby ha il cervello che gli lavora a mille e il dubbio cresce freneticamente: "Beh, per me sì. Che volete dire che c'era un trucco nel filmato, e mi avete fatto vedere una cosa che non è accaduta?"
Ceso indica lo schermo e poi comanda: "Span, per favore ci fai vedere il video uno?"
Il filmato riparte dal momento che l'astronave anusiana accende i motori. Questa parte a forte velocità contro la Lumixa come Roby purtroppo aveva già visto ma … ma poi la sua rotta non risulta affatto essere una rotta di collisione con la Lumixa e la manca, anche se non di molto: la Lumixa è arrivata tranquillamente a spostarsi grazie ai sistemi anticollisione che hanno attivato i motori facendola spostare in tempo! Non solo! Evitata la collisione, la Lumixa spara un missile che colpisce al centro la nave nemica spezzandola in due e facendola poi esplodere: quella era l'esplosione che Roby e gli altri avevano visto sullo schermo della nave. Poi la Lumixa continua poi tranquillamente la sua missione.
Roby è incredulo ed estremamente confuso. Dentro prova incredulità, non sa più cosa era il vero o il fittizio. Ma nasce anche la rabbia per un gioco così crudele che ormai comprende esserne stato la vittima. Vorrebbe prendere a pestare il responsabile di una cosa così meschina, ma poi tutto dentro gli si ferma al pensare una cosa, la sola che gli interessa, quella per lui più importante: allora Rieka è viva!
“Dov’è!” dice a denti stretti Roby tremando di rabbia e desiderio di pestare quel sovrano.
"Allora hai capito?" chiede Ceso.
“Dimmi subito dov’è!” dice ancora più rabbioso il giovane.
“A suo tempo te lo dirò!” dice il re.
Roby rimane ancora per un attimo pietrificato fissando il sovrano, ma si alza bruscamente dal tavolo facendo scattare le quattro guardie del corpo di Ceso.
"State calmi, ho promesso che non lo pesto e non lo farò. Così avete modificato il filmato e poi ce lo avete trasmesso in differita senza che ce ne accorgessimo!" dice Roby puntando il dito al sovrano.
Ceso placidamente gli risponde: "Vedo che l'innesto che ti hanno fatto alla biblioteca funziona. Bravo, è andato tutto così."
Roby lo fissa come per fulminarlo: "Sai anche di questo fatto alla biblioteca! Allora tu ci hai controllato da sempre, ci hai spiato e controllato fin dal primo minuto che siamo arrivati."
"Certo, è ovvio. – risponde Ceso – D'altronde, cerca di capire: ho solo una figlia, bella e intelligente, tanto è vero che ho sempre la casa piena di giovani che mi chiedono di frequentarla. Ho sulle spalle, e lo avrà anche lei un domani, responsabilità enormi. Non posso permettere che una infatuazione la porti a fare stupidaggini con una razza che non conosciamo bene. Allora ho studiato questo piccolo espediente per diciamo… tastarti il polso. Anzi per quel che ne sappiamo..."
Roby non vuole più aspettare! Se sente ancora la voce di Ceso non sa se si potrà più controllare. Nella mente rimbomba un unico pensiero che urla poi con rabbia a due dita dal naso di Ceso: "Le spiegazioni a dopo. Rieka è viva o no? Sono saltati per aria o no?"
Ceso sorridendo: "Certo che è viva! Non avrei mai permesso che morisse…"
Roby non gli lascia terminare la frase, non ragiona più, comincia a girare rabbiosamente per la stanza come un pazzo cominciando a chiamarla urlando, prima con un tono solo abbastanza alto e poi urlando come un forsennato.
"RIEKA, RIEKA, dove sei? – poi si rivolge di nuovo al re – Dov’è? Dimmi dov’è!"
A nulla serve che gli dicano che lei li non c'è, ma si trova da un'altra parte, lui spintona chi gli si para davanti e, riuscendo a liberarsi degli energumeni che cercano nuovamente di placcarlo, infila a forza la porta. Uscito nel corridoio, continua ad urlare come una furia quel nome che ora torna ad essere per lui fonte speranza e gioia. Ad un certo punto si ferma, sentendo verso il fondo del lungo androne dove si trova, una voce familiare che a sua volta sta gridando.
"Insomma! Voglio che mi lasciate andare!"
Poi si ode lo schiocco inconfondibile di una notevole scarica di energia pura e, da una porta che si apre di scatto, vola letteralmente fuori un uomo tramortito che si stampa sulla parete di fronte, cadendo a terra. Roby si ferma di colpo e fissa quel punto. L'ansia e l'emozione gli fanno vedere quelle immagini quasi al rallentatore. Ed è così che vede ora sbucare quel viso che guarda verso di lui e che lui ormai pensava che non avrebbe mai più rivisto, quello di Rieka. Anche lei in lacrime è saltata in mezzo a quel lungo corridoio, impaziente di riabbracciare il fidanzato.
Lei stava guardando tutto, e non riusciva più a sopportare di vedere il fidanzato maltrattato in quel modo! Appena lo vede si blocca un attimo nel suo impeto, li al centro del corridoio, sospesa ad una trentina di centimetri dal suolo, vestita nel suo classico geral, lasciando così che i suoi lungi capelli prima sospesi a mezz'aria per la volata, si appoggino delicatamente sul viso e sul corpo seminudo.
"Tesy!" Esclama con voce tenue.
Poi ripete quel nome con voce sempre più forte fino ad urlare. Poi riprende il volo, partendo a velocità folle verso Roby che, incredulo, comincia a correre verso di lei continuando a chiamarla. I due praticamente si scontrano con un certo impeto e si abbracciano con una forza unnica: quella dell’amore che unisce quei due cuori. Nessuno osa dire nulla o intervenire in qualche modo mentre li guardano stringersi così. Roby tocca e ritocca il viso di Rieka, lo accarezza, la bacia, le stringe i morbidi capelli viola, le asciuga le lacrime e piange a sua volta calde lacrime, ma questa volta di gioia, sì, questa volta sono lacrime di gioia per l'amore ritrovato. Mai quegli occhi azzurri erano stati così belli e quel viso fonte di felicità per quel ragazzo.
"Dove ti hanno tenuta?" gli chiede lui.
"Ai piani di sopra, non ci dovevamo incontrare. Io non sapevo cosa ti stessero facendo! Credimi. Mi hanno raccontato una bugia per convincermi. Dicevano che stavano progettando una grande sorpresa per te, e io ci sono cascata. Solo oggi ho capito tutto. Questa mattina mi hanno svegliato e mi hanno detto che dovevo vedere una cosa. Mi hanno portata in quella stanza e mi hanno fatto vedere il macello che hai fatto per me. Io ti amo tesy, ti amo con tutto il mio cuore!”
“Io ancora di più. – risponde lui che non voleva sentire altro che quella dichiarazione – Ma ora c’è bisogno di chiarimenti!”
La testa di Roby infatti ora comincia a riempirsi di domande. Ma la domanda più importante che si pone è: perché? Roby è vero che ha detto che sarebbe rimasto calmo, ma questa volta l'ira da soffocare è troppa, la sofferenza passata enorme, l’ira: incontrollabile! Prende Rieka per mano e a grandi passi va verso il re uscito anche lui dalla stanza. Gli punta il dito a due centimetri dal naso e comincia a inveire senza pietà.
"Maledetti! Che volevate farci? Tu sarai un re ma sei anche un grande farabutto! – gli urla senza né riguardo né pietà – Non ti vergogni di avere fatto una cosa come questa a tua figlia? Passi che di me non te ne frega niente e non ti sto tanto simpatico, ma pensa almeno a lei e a quello che ha passato in quella stanza! Senza cuore! Serpente! Nessun motivo può giustificare un comportamento simile! Con quale permesso ci avete fatto una cosa simile?"
Rieka interviene e ferma Roby aggrappandosi ad un suo braccio: "Calmati, chiariamo la cosa. Anch'io voglio sapere cosa è successo."
“Non me ne frega niente se lui è re o papa! – continua Roby ormai totalmente fuori di sé – Io l’unico motivo per cui non lo prendo a calci, è solo per il fatto che è tuo padre e ha quei quattro armadi pronti a farmi iniezioni di robaccia! Sarà re, ma io lo depongo a sberle!”
Ceso è notevolmente imbarazzato. Nessuno aveva mai osato prenderlo a pesci in faccia davanti a tutti. Inoltre non sa come difendersi per scusare quelle decisioni in effetti poco ortodosse. Comincia a capire che effettivamente forse quello che ha fatto non è stato proprio il massimo. Era troppo convito della malafede del terrestre che ha agito senza troppo riflettere!
"Giusto, è il momento dei chiarimenti. – dice Ceso ostentando comunque fermezza al ragazzo che lo fissa con gli occhi iniettati di sangue – Vedi. Come anche ti dicevo prima, Rieka è una principessa di una delle più grandi potenze della galassia, e io questo l'ho fatto proprio per lei. Dovevo proteggerla, ed essere sicuro di quello che provi tu per lei. Potevi ingannarla e mostrarti innamorato solo per il potere, la tecnologia o chissà che cosa. La coalizione offre ricchezze inestimabili dal vostro punto di vista. Questo era il modo migliore per capire le tue vere intenzioni. Messo in una situazione critica e monitorato a dovere, quello che era il tuo vero pensiero sarebbe venuto fuori, e così è stato. Non pensavo però così! In effetti penso proprio di avere un tantino…"
Roby è sempre più alterato e lo interrompe: "Mi volevate morto per vedere cosa provo per lei? Ma se mi aveste chiesto anche solo di fare la prova con la macchina della verità, io avrei accettato! Che bisogno c'era di una cosa simile? Vi rendete conto di quello che ho passato? Anche lei ci ha sofferto, non è stato un gioco un po' crudele? Sparate alla gente per vedere se è sensibile al dolore? Siete tutti matti?"
"Non c'era pericolo, eri sempre sotto controllo, come ben sai. Avevo comunque pensato alla macchina della verità, ma oltre a non dare dati definitivi, non mi può dire cosa provi per mia figlia e fino a che punto."
Roby sempre in tono minaccioso a dire poco inveisce ancora: "Sì, avete pensato a tutto ed ero sotto controllo ma i danni morali e mentali, chi li teneva controllati? Come pensate adesso di farmi passare tutta la voglia che ho di romperti il brutto muso che hai? E vi reputate civilizzati … voi?"
Rieka, che non sa praticamente niente della cosa e che con vari espedienti l'avevano tenuta lontana dalla vicenda, interviene e chiede al padre: "Ma che gli avete fatto da ridurlo così?"
Ceso cerca di spiegare: "Vedi Rieka, noi a lui, durante la battaglia mentre era sulla Reekid, gli abbiamo fatto vedere un filmato alterato dove la vostra nave veniva distrutta. D'accordo con alcuni membri dell'equipaggio gli abbiamo fatto credere che eri morta in un attacco anusiano. La sua reazione, monitorata di continuo, alla tua morte ci avrebbe rivelato cosa in verità provava per te e quali erano i suoi veri interessi. Offrendogli la casa reale e quindi di rimanere nonostante tutto con noi, poi avremmo capito a cosa mirava realmente lui. E sinceramente, sono rimasto stupito. Pensavo di avere ragione su tutto, ma …"
Rieka capisce al volo quello che è successo in quei pochi giorni e, capendo pienamente quello che hanno fatto al fidanzato, parte anche lei per la tangente e rincara la dose sfogandosi con il padre: "E per fortuna che a me avevi detto che volevate preparare un regalo e una festa per il nostro fidanzamento e che come tradizione non ci dovevamo vedere! Perché fare una cosa del genere! Non ve lo aveva già detto che mi amava? Non ti è bastato, papà, quello che ti diceva?"
Ceso si stringe fra le spalle e cerca di spiegare: "Lui poteva dire quello che gli pareva. È un terrestre. Non mi fidavo di lui. Io so cose che tu non sai. Non volevo che tu soffrissi per uno così. So come tu sei sensibile."
Roby non vuole più parlare al re in quanto capisce che non si può più controllare, così si rivolge alla sua ritrovata ragazza.
"Chissà cosa avrai provato vedendomi prima."
"Più che altro non capivo. Quando oggi mi hanno portato qui, mi hanno poi detto che dovevo vedere come avresti reagito ad uno scherzo che ti avevano fatto. Avevano detto che era una cosa innoqua! Poi ho visto che ti facevano vedere il mio funerale... e… e… poi tu hai detto quelle cose bellissime su di me e noi. Io volevo venire subito da te ma hanno bloccato la porta. – E scoppia in lacrime abbracciandosi a Roby – Poi non ce l'ho più fatta, ho fulminato la guardia, aperto la porta e ti sono corsa incontro."
Roby fulmina con uno sguardo il sovrano che tace: "Bravi! Bravi! Proprio civilizzati i talliniani. Soprattutto civilizzati. E fate ancora di queste cose? – poi alza il viso rigato di lacrime di Rieka – E avete ridotto vostra figlia così per la vostra malafede? Bravi! Proprio bravi! Io devo sbollire la rabbia, quindi scegliete: o prendo a pestare i responsabili di questo fatto o prendo su con lei e ci sentiremo solo quando lo voglio io! Decidete! E se mi fermate, io meno finché ho vita. Vero piccola?"
Ceso non batte ciglio e Rieka dice a Roby, stringendolo come non mai: "Certo tesy. Andiamo."
Roby abbraccia alla vita Rieka e, senza più proferire parola, esce dal palazzo voltando di spalle a tutti.
Poco lontano da loro nel corridoio c’è anche Urami, che ha visto molte di quelle cose e comunque non sapeva di quel particolare ‘test’. Raggiunge il marito e lo minaccia: "L'hai combinata proprio grossa! Questa è l'ultima volta che fai una cosa del genere e non me lo dici! Anzi, se non mi dirai più quello che combini a Rieka, che ti ricordo è anche figlia mia, io ti fulmino!" Il fatto è che può farlo per davvero!
Ceso, con tono sommesso, chiama Roby e gli chiede: "Solo una cosa, poi andate dove volete. Voi vi siete fidanzati o no?"
Roby si gira, lo fissa e risponde un arrabbiato: "Certo che lo siamo! E sono orgoglioso di esserlo con una creatura così. Io voglio frequentare vostra figlia perché la amo e la mia ferma intenzione è quella di sposarla se lo vorrà!"
FESTA SU ARCADIA
Roby si gira senza dire più nulla, porta Rieka fuori del palazzo e una volta in strada la porta dietro l'angolo dell’edificio che affaccia su un vicolo. Li si ferma, la fa appoggiare con le spalle al muro e fissa la fidanzata dritto negli occhi. Quello che prova guardandola è ora cento volte amplificato dalle ultime vicende. Lei nota quello sguardo particolare e non sa né che dire né che fare.
Per Roby è il tornare alla vita. Risvegliarsi da un coma profondo, anzi, tornare dall’inferno del perdere il proprio scopo nella vita, al paradiso dell’avere di nuovo la persona che più si ama fra le braccia. Lui così se la stringe a se e gli sussurra nelle sue orecchie a punta: "A una cosa tutto questo è servito però, ora so per certo che tu mi sei entrata dentro il mio cuore e non posso più fare a meno di te, mai più. Non posso più fare a meno dei tuoi occhi, del tuo sorriso, anche dei tuoi cornini che mi piacciono tanto. Ti amo e ti amerò per sempre piccola Rieka. E se vorrai volare via da me, visto che lo puoi, io ti legherò a me così che voleremo via insieme. E se vorrai liberarti di me dandomi la scossa, io mi vestirò di plastica per isolarmi e poterti abbracciare ancora. Non ti libererai mai più di me tanto facilmente. Io ti amo più della mia stessa vita. Se tu te ne vai io perdo l'unico scopo per cui vivo."
Poi si avvicina e la bacia appassionatamente, come non ha mai baciato nessuna. Anche se in realtà lui non è che abbia mai avuto occasione di baciare molte altre ragazze!
"Anch'io, ho veramente capito quanto ti amo. – gli risponde Rieka – Vedendo la tua disperazione in quella stanza, il cuore mi si struggeva dentro, tanto che non potevo più vederti così. Io ti amo e sarò tua per sempre."
Roby sorride un attimo e le dice: "Ehi Rieka, questa sembra già una promessa di matrimonio! Adesso sta a vedere che ci tocca ringraziare quel farabutto di tuo padre che con questo bello scherzo ha finito per unirci ancora di più."
Rieka sorride: "Certo che come diplomatico non sei gran che. Chiami farabutto mio padre e davanti a tutti hai coperto di insulti il re di un intero pianeta, presidente della coalizione dei pianeti più grande mai conosciuta. Mamma mia che affronto!"
"Scusa, ho parlato senza pensare che insultavo tuo padre."
"Fa niente, in effetti non si è comportato proprio al meglio. Ci ha fatto fare davvero una figura meschina come popolo. Ogni tanto uno che gli dice chiaro quello che pensa, ci vuole. Comunque, dopo tutte le esperienze di contatti con esseri di altri mondi, forse un po' lo capisco."
"Io, quello che so adesso, è che non ti voglio più lasciare neanche per un istante."
Così passano diversi minuti in cui i due si baciano e abbracciano appassionatamente, sussurrandosi altre parole dolci e promesse di un amore eterno. Ed ora, davvero, sembra che più niente possa impedire al loro amore di continuare a crescere.
Poi Roby, anche per finire di smaltire lo stress della giornata, vuole fare due passi. Così, come fa di solito, la prende per la vita per incamminarsi, ma Rieka lo ferma.
"Teniamoci per mano, siamo fidanzati, e qui i fidanzati per farlo capire che sono tali girano mano nella mano."
"Certo, come no." risponde Roby.
Anche in altre occasioni si erano tenuti per mano, ma ora quel gesto aveva davvero un significato particolare. Così, intanto che si incamminano, allunga la mano, accarezza quella di lei e gliela prende. I due si fanno una lunga passeggiata parlando molto delle ultime vicende. In particolare Rieka vuole sapere come si era trovato il fidanzato su una astronave, in mezzo ad una vera guerra spaziale per la sua prima volta nella vita, quando solo pochi giorni prima viveva in un mondo a dir poco primitivo, al confronto, e neppure sapeva dell’esistenza di Arcadia.
Rientrano per sera, e Urami va incontro ai ragazzi e chiede: "Venite a cena? Ne avete voglia di stare con noi? Dobbiamo parlare un attimo."
"Certo mamma." Risponde contenta Rieka.
"Certo così, così." replica a bassa voce Roby, che si becca una gomitata dalla fidanzata.
Così, dopo poco tempo, si ritrovano tutti e quattro a cena e Ceso, molto cavallerescamente anche se è un sovrano, confessa al probabile genero: "Roby, vedi, … oggi ho riflettuto su quello che ho fatto, sulla sfiducia che ti ho mostrato, l’astio da me espresso nei tuoi confronti da subito, e anche sulle parole che mi hai detto. Molto mi ha fatto riflettere anche Urami che, devo dire, non è stata molto tenera neppure lei nei miei confronti. – dice facendo vedere di soppiatto un paio di ustioni da plasma sul polso – Sai, visto chi sono, non mi capita spesso che la gente si rivolga a me in quei toni. Ma è vero! In effetti ho agito, come diceva anche Urami, solo d'impulso senza riflettere al male che potevo fare, prima di tutto a mia figlia e poi anche a te. Quindi vorrei che tu scusassi il mio comportamento, non ho scuse per le sofferenze che ti ho causato."
Roby è stupito della cosa: un re, con il potere e il ruolo che ricopre Ceso, che gli chiede umilmente scusa dell’accaduto. Certo, per colpa di quell’uomo ostinato ha passato davvero i giorni più brutti della sua vita, ma che facesse un mea culpa così lo spiazza davvero. Alcuni sulla terra neppure davanti all’evidenza chiedono scusa!
La cosa lo fa ragionare e capire che poi quell’uomo, anche se ha davvero esagerato, ha agito con una certa buona fede e per paura succedesse qualcosa alla famiglia. Diffidenza portata all’eccesso! A questo punto a lui non interessa averla vinta, ma altro.
"Il discorso è questo: io non vi conosco molto. Usanze, stile di vita, mentalità o altro. Alcune cose stanno affiorando nella mente grazie all’innesto. Ma da noi sulla terra chi ha del cuore aiuta gli altri a prescindere. Per questo non ho abbandonato da sola vostra figlia sul mio pianeta quando aveva bisogno. Io ho lottato per lei senza sapere neppure chi fosse. Quando ho saputo chi era e quello che avrebbe potuto farmi, io ho continuato a fidarmi di lei, di quello che mi ha detto, anche perché me lo ha detto in un certo modo, con un certo sguardo. Quello, tante volte da solo, può dire molto di una persona, senza doverla torchiare e quasi ucciderla. Forse sbaglio io, ma penso che tutte le persone, se poi in ballo ci sono dei sentimenti o se la cosa, come con me, la si può controllare senza problemi, meritano un poco di fiducia. Lei sulla terra era in pericolo e quindi andava aiutata. Io qui volevo solo poterla amare. Il punto è che, lei come padre poteva agire in molti altri modi. Comunque ora non mi interessa rivangare cose ormai passate. Io sono solo contento di accettare le vostre scuse e penso e spero che i nostri rapporti siano da ora in poi stretti e di fiducia. Ma se riflettevate sul fatto che vostra figlia, una ragazza che trovo molto intelligente e acuta, mi aveva già dato tale fiducia, dico che un minimo su questo c'era da pensare, no? Comunque per me si può cominciare a conoscerci meglio tutti quanti."
Rieka sorridente: "Poi lui non lo dice, ma oggi, mentre eravamo fuori, è saltato fuori che questa brutta storia un po' di bene lo ha fatto. In effetti ci siamo meglio resi conto della profondità dei nostri sentimenti, – e abbracciando un braccio di Roby – ci vogliamo più bene di quello che forse pensavamo. Vero tesy?"
Roby incrocia lo sguardo sognante della quasi suocera Urami, che pensa già alle nozze e a probabili nipotini da accudire, e diventa tutto rosso. Ma poi si comincia a mangiare e i discorsi cambiano, gli animi si rilassano, e si passa una bella serata tutti insieme: davvero ‘in famiglia’, tirando le somme anche dello scampato pericolo anusiano e le sorti di quel lontano pianeta, in un certo senso, conquistato. Poi Roby ha risposta ad una domanda che gli frulla in testa da un po: ma nella camera mortuaria dove c’erano tutti, come ha fatto Ceso ad inscenare tutto? Li c’erano anche Urami e altri dignitari!
“Chi era tutta quella gente? Attori che ti hanno tenuto il gioco?”
“Ti ho fatto entrare nella sala ologrammi! Mai un trucco mi è riuscito meglio!” dice Ceso che scoppia a ridere.
“Erano tutti pupazzi?! Mi hai preso in giro fino in fondo!” dice sconsolato il ragazzo.
“In effetti … Si!” risponde il re.
Terminata la cena Ceso chiede ai due se il giorno dopo si faranno trovare li: c'è da dire qualche cosa alla nazione riguardo alla guerra appena finita e vuole farlo insieme alla figlia. I due si consultano e Rieka prende la parola.
"Certo papà, mangiamo tutti insieme anche domani?"
"Certo, piccola. A domani, ciao. Ora devo andare a preparare la cosa.", risponde Ceso che poi si alza, bacia la figlia, stringe forte la mano a Roby e se ne va.
Roby, ormai distrutto dalla stanchezza, saluta a sua volta Rieka e i due dopo un bacio si danno appuntamento per il giorno dopo. Ora che si è rilassato, il fisico chiede pegno dello stress appena passato e il ragazzo non vede l’ora di stendersi. Ma Urami, prima che Rieka vada nella sua stanza, ferma la figlia.
"Rieka, devo dirti una cosa importante da parte di tuo padre."
Rieka si preoccupa subito: "Cosa ha combinato di nuovo?"
"Niente, niente! Anzi, questa volta ha avuto un'ottima idea. Vedi, prima vi ha chiesto se siete fidanzati per un motivo speciale. Per rifarsi del brutto scherzo fatto a Roby, domani vuole fare la festa del vostro fidanzamento in forma ufficiale. Il discorso della fine della guerra è più che altro un pretesto."
Rieka è felicissima della notizia: "Che bello, un fidanzamento ufficiale. Grande! Però … Ora devo scegliermi un vestito adatto, grazie a tutti e due. Spero che Roby apprezzi, è una cosa un po'... in grande... Vedremo."
"Gli piacerà, poi l'ho visto: quello per te farebbe di tutto, credimi." Dice la madre salutando la figlia che non vede l’ora di rovistare nell’armadio in cerca di un abito consono alla cerimonia.
La mattina, sul tardi, al risveglio, si ode di nuovo a palazzo la solita musica dal ritmo sfrenato che proviene dalla stanza di Rieka. A Roby questo gli fa venire una voglia matta di vederla subito, e possiamo dire come al solito, viene preso da una frenesia incontrollata. Si veste e prepara a tempo di record, e sfreccia per le scale al piano di sopra dove c'è la camera della fidanzata. Bussa, ma ovviamente vista la musica lei non sente.
"Span, me la puoi chiamare?" chiede al computer.
"Certo. Ma potevi suonare come l'altra volta! I campanelli li conosci no?" Risponde ironico il computer.
La musica da dietro la porta si abbassa. Rieka, che si stava preparando in bagno, immediatamente se la prende con il computer. "Ehi Span, perché hai abbassato?"
"C'è il tuo fidanzato alla porta. Vorrebbe entrare." risponde.
"Va bene, ma non posso riceverlo, non sono vestita, fallo accomodare nell'anticamera, io arrivo subito."
Span apre la porta e comunica la cosa a Roby. Lui entrato si accomoda e la chiama: "Ciao Kay. Morivo dalla voglia di vederti, allora sono venuto qua. Comunque fai con comodo, io aspetto."
Era da molto che nessuno la chiamava così, a parte qualche volta i genitori. Allora avvoltasi in un asciugamano va da Roby.
"Come ti è venuto di chiamarmi così?" gli chiede.
"Ma… così… pensavo ad un diminutivo del tuo nome e questo mi sembrava carino" risponde perplesso Roby.
"Che carino, pensa che Kay è il diminutivo che mi hanno dato da sempre i miei e anche gli amici, ma poi crescendo gli altri hanno smesso. Mi è sempre piaciuto molto." E lo bacia teneramente.
Roby sorridendo: "Ehi, hai notato un fatto? Tutte le volte che siamo usciti da una brutta situazione ci incontriamo con te che hai solo un asciugamano addosso."
Rieka imbarazzatissima: "Bada di non farti certe idee. Siamo solo fidanzati!"
Roby le idee le ha e come! Ma sa anche con che mentalità ha a che fare e si da un certo contegno.
"Visto che siamo in argomento, mi sono sempre chiesto una cosa: come hai fatto a fidarti di fare la doccia a casa di uno sconosciuto, rischiando che ti violentasse o altro. Non avevi paura?"
"Un po' ci avevo pensato. – risponde lei tranquillamente – Ma tu mi avevi appena salvato, ti stavi curando di me e guardandoti, ispiravi fiducia: allora mi sono fidata. Per me, come per il mio popolo in generale, il contatto con l'acqua è una cosa particolare. Così una doccia, poi in una situazione come quella, mi ha aiutata a calmarmi, concentrarmi e a riflettere, su cosa fare li da sola. Poi… tu sai come io sappia difendermi bene! Nessuno avrebbe capito cosa era successo a quel ragazzo stranamente ustionato in casa sua!"
"Ho corso un bel rischio pensando a come hai conciato quel malvivente nel vicolo: fumava!"
Rieka gli si avvicina e gli sussurra in un orecchio: "Se ti provavi anche solo a sfiorarmi troppo, al suo posto ti ci ritrovavi tu. Ma ti avrei carbonizzato molto di più, visto che avevi tradito la mia fiducia."
"Ho capito la lezione, credimi!" risponde lui con tono preoccupato.
"Ora potresti lasciarmi, devo finire di prepararmi. – poi gli fa gli occhi dolci e accattivanti – E mi devo togliere l'asciugamano..."
Roby ha gli ormoni che gli schizzano dai pori e il cervello gli va in corto e con voce tremolante: "Ok. Ciao, a dopo." La bacia e esce da quella stanza tutto sudato. Quando lei gli fa così lui impazzisce!
Roby viene chiamato, appena fuori, da Span: "Roby, ti sta cercando il re al piano terra. Sembra sia urgente."
"Ok. Vado a vedere che ha fatto questa volta." Risponde lui ora molto più preoccupato.
Al piano terra Roby rincontra Mikad che sta andando via per una missione.
"Ehi ciao!" Lo saluta Roby.
"Ciao, fortunatello. – risponde Mikad – Come va, stai meglio oggi? Passata la paura?"
"Non del tutto. Questa notte ho rivissuto tutta la storia e mi sarò svegliato una ventina di volte. A proposito, ho bisogno di una informazione urgente."
Mikad si blocca e gli chiede preoccupato: "A sì? Di che cosa si tratta?"
"Penso sia una usanza vostra che non conosco bene e.. confido anche nella tua indiscrezione. Per farla breve, prima di entrare in guerra Rieka mi si è avvicinata e ha strisciato delicatamente le corna su di me, sotto il collo. Chiedendo a uno, lui mi ha detto che questo gesto ha un particolare significato, ma non mi ha detto quale. Tu mi sai spiegare?"
Mikad sorridente, scuote la testa: "Interessante, caro il mio fortunatello. Vedi, le corna per noi Tallin sono simbolo di dignità e vanto. Per le donne in più sono sensibili anzi, molto sensibili, cioè… sensibili in un certo senso, non so se mi spiego…"
"Certo, questo un po' lo avevo capito, ecco perché mi ha detto che non posso toccargliele a meno che... Ehi vuoi dire che..." e fa alcuni gesti con la mano.
"Sei acuto giovane. Si, per una donna Tallin sfregare le corna su un uomo è segno che: primo, lo ha scelto come suo e, secondo lo considera suo. Si insomma: ora tu sei suo. E visto che ha fatto così ti consiglio di stare molto attento a dove guardi, puoi rischiare davvero molto. Le nostre donne sono vendicative, gelose e i mezzi per farlo capire li hanno tutti."
"Lo so bene! Grazie per avermelo detto, ora alcune cose mi sono più chiare. Che carina. Mi ha scelto! Ma te pensa! E… e io come posso, diciamo, ricambiare la cosa? Cioè cosa dovrei fare?"
Mikad gli appoggia una mano sulla spalla e continuando a ridere gli dice: "Semplice, in un momento in cui vi abbracciate, gli devi mettere una mano dietro al collo e appoggiarla con il palmo aperto. Poi con il pollice gli massaggi un po' il centro della nuca. È un segno di amore, considerazione, protezione e che tu accetti lei come la tua donna. La cosa migliore è se tu glielo fai se lei ti striscia di nuovo addosso le corna."
"Grazie di nuovo, ma, scusa, perché sempre con questo 'fortunatello'? Non si può sentire!"
"Avere Rieka come fidanzata è fortuna, credimi. Solo questo. Anzi, a essere sincero, visto che penso che fra noi ci sia una certa amicizia, ti dico chiaramente che un po' ti invidio, comunque si vede che tu hai qualche cosa in più, quindi: auguri. Un avvertimento: non lasciarla andare, se so che l'hai fatta soffrire io personalmente amici o no, ti strapperò il cuore ovunque lo abbiate voi terrestri."
Roby fa un passo indietro scherzando sul tono con cui Mikad ha detto queste cose. "Ehi, mettermi con Rieka è più che altro un pericolo. Non sei il primo che mi minaccia, anzi, mi stanno minacciando tutti! Comunque credimi, voglio essere sincero: io la voglio solo vedere felice e basta, non ti preoccupare. Ora vado, che il re mi stava cercando. Ciao."
Mikad con tono ironico: "Ciao. Ricordati quello che ti ho detto però: quello che ho detto l’ho detto seriamente!"
Roby scherzando: "Va che roba. Io gli salvo il pianeta e questi per colpa della morosa che mi sono trovato, mi minacciano!"
Tutto finisce in una risata e i due si lasciano per dedicarsi ai loro impegni.
Roby poco dopo trova il re che non vedeva l'ora di informarlo personalmente di quello che accadrà quel giorno. "Buongiorno ragazzo, oggi per te sarà una gran giornata. Però, ho bisogno del tuo consenso." esordisce Ceso.
Roby subito si preoccupa: "Consenso per cosa?"
Ceso con un enorme e paterno sorriso spiega: "Vedi, in segno di riconoscenza per l'idea che hai avuto e che ha risolto la questione anusiana in meno di un'ora e per la protezione che hai offerto a mia figlia sul tuo pianeta, volevo organizzare un ricevimento ufficiale per ringraziarti pubblicamente. Così anche la popolazione saprà a chi dare il merito della cosa."
Roby intimorito a quel pensiero replica: "Io ti ringrazio ma non dovevi fare tanto. Poi non è mica stato solo merito mio, ho avuto solo un'idea... così. Il grosso l'hanno fatto i vostri ricercatori."
Ceso insiste: "Si è ovvio, ma tu hai dato quello spunto che forse non avremmo trovato in così poco tempo. Inoltre vorrei che gli arcadiani ti conoscessero come uno che si è adoperato per loro. Così la tua integrazione fra noi sarà anche più facile. Allora, sei d'accordo?"
Roby si arrende: "Va bene, basta che non sia una cosa esagerata. In più io non conosco i vostri protocolli, che devo fare?"
Ceso fa un altro grande sorriso e risponde: "Niente … di speciale. Avrai chi ti guida. Tu del resto fai quello che farà anche Rieka. L'unica è che lei si preparerà da sola e vi incontrerete solo al momento del saluto al popolo. Vedrai, non sarà una cosa esagerata o difficile."
Dipende sempre dai punti di vista, ovviamente. Per uno abituato a parlare a milioni di persone in videoconferenze planetarie o in raduni intergalattici, una piazza piena di persone non è una cosa esagerata.
Così dopo un paio d’ore e dopo che alcuni inservienti di palazzo hanno aiutato Roby a vestire i panni adatti al momento, viene chiamato per salutare il popolo. Roby è tesissimo: mai affrontata una situazione del genere. Viene accompagnato al primo piano del palazzo, dove a metà di un grande corridoio c'è un enorme finestrone che da su una lunga balconata, che a sua volta affaccia sulla piazza principale di Cleo davanti al palazzo. È stracolma di gente: saranno migliaia! Li sul balcone ci sono già il re, la moglie e alcuni del consiglio della coalizione. Il re ha appena cominciato a parlare alla folla. Il suo discorso si basa sullo scampato pericolo con gli anusiani, di come la guerra per fortuna è stata brevissima, senza morti fra i componenti dell’esercito della coalizione e, soprattutto, come tutto questo sia stato possibile grazie alla collaborazione stretta di tutti. Ma anche grazie ad uno straniero: un terrestre.
Chi è dietro le quinte da gli ultimi ritocchi al look di Roby, che però non vede arrivare Rieka.
"Dov'è Rieka?" chiede Roby preoccupato e nervoso.
"Arriva a momenti, tu devi andare per primo." Gli risponde l'addetto indaffarato a controllare che tutto sia perfetto.
Appena il re fa il suo nome, Roby viene mandano sul balcone. Un fragoroso applauso accoglie un timido Roby che, consigliato da dietro, alza timidamente la mano e saluta.
Il re a quel punto lo guarda e gli dice: "Caro ragazzo, ti meriti tutta la nostra gratitudine come la meritano tutti i nostri tecnici, piloti e addetti alle navi da combattimento che hanno difeso la coalizione e bloccato gli anusiani sul loro pianeta. Ma ora, visto che c'era anche lei al comando di una di queste navi ed era alla sua prima missione, voglio prendere mia figlia in rappresentanza di tutti i capitani delle navi e dei loro aiutanti per ringraziarvi per l'ottimo lavoro svolto."
In quel momento Rieka arriva sul balcone, in un abito da cerimonia che slanciava la sua linea: stretto fino al bacino con una gonna lenta che poi cadeva dritta fino ai piedi e finemente ricamata. Tutto il vestito era poi decorato con motivi floreali, tutti fatti di fili e di pietruzze luccicanti e colorate. I capelli erano stati raccolti in una sofisticata acconciatura con alcune trecce a coronare il capo, il tutto poi ornato con fili di piccole perle. Quell'acconciatura lasciava ben in evidenza due lunghi orecchini a filo che si appoggiavano sulle spalle nude. A completare una coroncina incastrata fra i capelli, subito dietro i cornini, tempestata di pietre di tutti i colori. Per Roby quello era un sogno. Lei lo guarda, nota come sia rimasto imbambolato vedendola e gli sorride, aggiungendo sottovoce un: "Ti piaccio così?"
Roby risponde un tremolante: "Si, sì, altroché!"
Rieka si avvicina al parapetto e saluta la folla festante che la acclama. A quel punto il re da una gomitatina a Roby, per scantarlo visto che era rimasto con lo sguardo fisso su Rieka, poi lo avvicina alla figlia. A quel punto il re alza le mani a palme aperte verso la piazza facendo cenno alla folla di fare silenzio, poi esordisce.
"Popolo di Arcadia. Oggi ho un'altra grande bella notizia da darvi. Sia io che mia moglie siamo lieti di mettervi a conoscenza del fatto che da alcuni giorni mia figlia Rieka si è fidanzata ufficialmente. Mi fa piacere dirvi che il fidanzato è proprio in nostro nuovo amico ed alleato: il terrestre Roby!"
Un fragoroso e prolungato applauso e diverse urla salutano la coppia appena annunciata. Da dietro i due fidanzati intanto un organizzatore suggerisce: "Roby prendila per la mano e alzagliela in modo che da sotto possano vederla, poi baciatevi."
Rieka e Roby sono molto, molto imbarazzati, non essendo preparati alla cosa: baciarsi davanti ad una folla non lo avevano certo previsto! Per un attimo sono titubanti e si fissano negli occhi come per chiedersi se farlo o no. Roby comprende subito la situazione e mentre la fissa gli dice: "Ti fidi di me?"
"Si..." risponde con una voce timida lei.
"Allora ora baciami. Tanto ormai … direi che lo sanno tutti!" dice lui fissandola.
I due si danno un delicato bacio sulle labbra e poi alzano una mano salutando la folla festante e felice, ora per due motivi.
Ma il re non ha finito con le sorprese. Dopo aver riportato il silenzio, esordisce nuovamente.
"Popolo. Ho deciso, per festeggiare queste due meravigliose occasioni, di organizzare un mega concerto al 'Colosso di Maskan'. I posti sono contati ed entreranno solo i possessori del biglietto che potete trovare nei consueti luoghi di distribuzione. Gli altri potranno ritrovarsi nei vari palazzetti sportivi segnalati dalla Tv digitale e internet. Li potrete seguire il concerto in collegamento olografico. Udite! Suoneranno per noi i Saxim VDO! – un boato festante della folla interrompe il sovrano che dopo essere riuscito a riportare un minimo di quiete saluta e congeda la folla con il classico – Divertitevi, vita serena e pace a tutti!"
Appena rientrati dal balcone, Rieka esplode dalla gioia e salta al collo del padre quasi soffocandolo.
"I Saxim! Addirittura! Ma come hai fatto? È una vita che volevo andare ad un loro concerto dal vivo e non ero mai riuscita a prendere i biglietti. Sei un tesoro!"
Ceso tira fuori da una tasca dei biglietti e le dice: "E il bello è che questi sono quattro biglietti per la prima fila!"
Rieka non sta proprio più nella pelle, quello è il suo complesso preferito: li adora! Così prende per le mani Roby e saltellandogli attorno lo fa girare come una trottola ripetendo continuamente: "Che meraviglia, che spettacolo, non vedo l'ora!"
"Ehi, penso proprio che non possiamo mancare a questo concerto. Che dici Kay se ci andiamo a cambiare, usciamo, andiamo a mangiare qualche cosa, scegli tu e poi... ritmo!"
Rieka esulta euforica: "Vado subito a cambiarmi. Ci vediamo dopo, ti chiamo appena pronta." un bacio frettoloso e, spiccato il volo, se ne va.
Roby saluta tutti e corre anche lui a prepararsi. Urami rimasta sola con il marito lo guarda e sorridendo: "Questa volta hai fatto la cosa giusta. Mi sei piaciuto. Visto come sono contenti? Poi vedremo come andranno le cose fra loro. Ma per me questa è veramente una cosa seria: quel terrestre sembra speciale. Comunque, senti... anche noi andiamo al concerto?"
"Certo, non che questo complesso mi faccia impazzire, ma so che anche a te questi tipi strani ti piacciono. Però mentre i nostri piccioncini vanno per i fatti loro, noi andiamo in quel localino a Debe… dove ci siamo fidanzati noi, che ne dici?"
Urami diventa subito pallida in viso, vi ricordo che i Tallin a volte tendono a impallidire più che ad arrossire, e facendo due coccole al marito: "Che bella idea. Mi vado a preparare anch'io."
Così tutti, chi da una parte chi dall'altra, trascorrono tranquillamente le ore prima della sera. Rieka in particolare vuole sapere dal fidanzato tutti i particolari del brutto tiro che gli ha fatto il padre. In particolare è interessata a sapere cosa ha provato lui sapendo della sua apparente morte. Roby quasi si vergogna a raccontare le mattate che ha fatto e come ha distrutto diverse cose che gli sono capitate per le mani nei momenti di crisi. E anche di come ha strapazzato qualche malcapitato che gli è capitato a tiro. Ma a Rieka sapere queste cose gli piace per il fatto che gli fanno capire come quell'uomo le voglia veramente bene.
Dopo cena, i due si avviano in sella alla Jecod verso il Colosso di Maskan. Rieka lascia guidare Roby e, seduta dietro di lui, lo abbraccia forte appoggiando la testa sulla sua schiena. Roby sentendola stretta a lui è sempre più al settimo cielo, anche per il fatto che Rieka è vestita con un geral un po' più ridotto del solito. Si può aggiungere anche per il piacere di sentire i ‘pettorali’ della ragazza che gli premono sulla schiena…!
Mentre segue le indicazioni del navigatore, arriva nei pressi del Colosso e comprende perché lo hanno chiamato così! Il luogo si trova vicino ad una città, Maskan per l'appunto, e la strada principale che attraversa la periferia porta ad una costruzione gigantesca. Questa è di forma ovale, alta una cinquantina di metri, lunga duecento e larga cento: una costruzione davvero enorme somigliante per certi versi al Colosseo romano. L'architettura è elaborata con archi, rilievi, statue e pitture di ogni tipo. Di un effetto notevole sono le due enormi statue dei "fondatori" che si trovano ad una cinquantina di metri dal colosso, alte una ventina di metri. Chi vi arriva per strada deve per forza passarci in mezzo: sono due rappresentazioni a braccia conserte dei cosiddetti fondatori della coalizione dei pianeti.
La gente che arriva, sia via aria che terra, è innumerevole. Tutti i vari mezzi che sorvolano il Colosso, prima di scendere al parcheggio guidati dal computer, lo fanno sembrare un alveare in piena attività con tutte le api che gli ronzano attorno.
Una volta parcheggiato, Roby e Rieka si incamminano verso l’ingresso ed entrano nell’immensa costruzione preparata per lo spettacolo musicale. Tutto si svolge con un ordine e un rispetto impressionante. Roby percorre, stupito dalla grandiosità di quell'arena, il corridoio che lo porterà al suo posto prenotato in prima fila. Manca poco all'inizio. Ormai è buio e tutto il colosso è illuminato a giorno da innumerevoli luci artificiali.
Allo scoccare dell'ora di inizio, tutto si spegne: è buio pesto in quanto Arcadia non ha lune che come sulla Terra illuminino la notte. Poi sul palco, in un susseguirsi di suoni, luci e figure olografiche, sembrano sorgere dal pavimento i sei componenti del complesso con i loro strani strumenti musicali, facendo così il loro ingresso. Come si conviene ad un complesso rock, salutano urlando alla folla che risponde in un boato enorme. I presenti infatti sono decine di migliaia. Così comincia il concerto e tutti, nel poco spazio a disposizione, saltano e ballano a quel ritmo sostenuto. Rieka ovviamente non è da meno e incita Roby, che proprio un gran ballerino non è, con un continuo: "Dai! Basta che ti muovi! Tanto qui non c’è posto!"
Poi, verso metà del concerto alla fine di un brano, il cantante del gruppo si avvicina a bordo palco, proprio dove c'è Rieka. Guardando la folla che per un attimo tace, urla: "Arcadiani! Oggi festeggiamo non tanto la vittoria di una guerra. Noi non festeggiamo mai le guerre. I tallin e tutta la coalizione odiano profondamente la guerra e continueranno ad odiarla per sempre! Festeggiamo il fatto che nessuno a causa della guerra è morto. Festeggiamo anche un nuovo alleato, unico del suo pianeta, il terrestre Roby che ci ha aiutato in una situazione così critica. E festeggiamo il suo fidanzamento con la nostra principessa: Rieka. Da tutti noi: auguri, come vogliamo fare gli auguri a tutti i fidanzati oggi qui presenti! – segue un prolungato applauso seguito da molti altri vari suoni, infatti non in tutte le culture si applaude. Ma poi il cantante riprende – Pochi, immagino, sappiano che la nostra principessa è anche una discreta cantante. Vogliamo invitarla sul palco per sentirla intonare un brano?"
Tutti applaudono di nuovo, mentre Rieka, che non si aspettava la cosa, rimane interdetta. Il cantante però gli tende la mano e le dice parlando al microfono così che tutti sentono: "Ormai tutti ti aspettano. Ti tocca salire."
Rieka: "Mi hai incastrato, e se poi stecco?"
"Non ti preoccupare – gli risponde lui – non è un problema. Cantiamo ‘Uninpad’ che so conosci bene. D'accordo?"
C'è da dire che Rieka ha preso qualche lezione di canto e musica, e lei, insieme alle amiche, hanno composto insieme alcuni pezzi pensando di fondare un loro gruppo. La cosa però non è andata a buon fine.
"Ok!" risponde titubante Rieka, mentre si alza in volo tenendo la mano del cantante, e sale sul palco. Roby non interviene, anche perché non sa che dire: che sapesse un po' cantare lo sapeva, avendola sentita ogni tanto, ma cantare con dei professionisti è diverso. Non vede l'ora di sentirla.
Una volta salita sul palco le viene dato un microfono e salutata la folla. Poi Rieka china la testa un po' in basso e si prepara a cantare. Il silenzio cade sull'arena. Rieka inizia a cantare a cappella una melodia dolce, fatta di note lunghe e melodiose. Roby a udire quella voce gli viene la pelle d'oca. Ma poi il tono del canto cresce e comincia anche la musica: un suono simile all'organo cresce sempre più insieme al canto che culmina con un urlo altissimo mentre lei alza sempre di più la testa e si inarca all'indietro. È in quel momento che attorno a Rieka appare un cono di luce di vari colori con sfere luminose che roteano. Quella luce la solleva dal suolo, almeno questo è l'effetto, mentre rimane inarcata all'indietro con le braccia lasciate aperte quasi a formare una croce. La musica continua a crescere lentamente e Rieka a salire da terra finché non attacca la batteria che, appena inizia, fa sparire il cono di luce, Rieka si rannicchia un po', li a mezz'aria e con un altro potente urlo da inizio al ritmo vero e proprio. Immediatamente atterra e inizia a duettare con il cantante.
Roby è a bocca aperta. Pensa solo: "Fantastica!" e spera davvero in cuor suo che quella donna gli voglia il bene che gli ha detto di provare per lui per non perderla mai! E… che non gli piaccia il cantante!
Da quel giorno nessuno li ha più visti divisi o lontani più di qualche metro uno dall'altro. Roby è sempre più affascinato da quella donna, quel mondo, al quale si sforza di adeguarsi, mostrando un interesse unico per le sue mentalità, usi, costumi e tecnologie. Rieka invece non perde occasione di presentare il nuovo "moroso" alle amiche e amici, anche se la cosa ha creato non pochi problemi a Roby. Problemi non piccoli, soprattutto con Zoges, ma che però questi sono tutta un'altra storia.
Così Roby ora passa li su Arcadia alcuni giorni con quella che per lui è una donna splendida. Non sa ancora se o quando si sposeranno, ma lui già spera presto. Roby continua, cavalcando i forti sentimenti che prova, a bruciare tutte le tappe! Ora sta imparando molte cose, soprattutto come pilotare meglio le molte auto o navicelle che ci sono qui, anche astronavi di piccole dimensioni. Sta anche applicando le tecniche di combattimento di qui con le arti marziali terrestri. La combinazione porta a risultati di straordinaria efficacia nell'autodifesa, anche se qui serve a poco: non c'è da difendersi praticamente da nessuno.
Il tutto è molto divertente e stimolante. Grazie all'innesto mentale ora sa già come molte cose funzionano, non gli rimane che fare pratica. Rieka prova gli stessi sentimenti per il suo "Tesy". Per lei avere trovato quell’uomo che ogni giorno la fa sentire una cosa speciale, amata e considerata è fantastico e fa di tutto per continuare a conquistarlo. In particolare continua a farlo impazzire giocando con la sua sensualità che fa andare continuamente in crisi l’autocontrollo del povero terrestre.
Ora, entusiasta del momento che sta vivendo, vuole condividere quelle sue esperienze con chi sa che condividerà nel modo giusto quelle emozioni. Così i due prendono la Jecod e vanno al museo delle scienze a fare una chiacchierata con il ‘nonno’. Li passano fra una cosa e l’altra un’altra bella giornata e sperano, guardandosi negli occhi, di passarne ancora molte di giornate entusiasmanti come quelle. E fanno di tutto, da quel momento in poi, per far si che quelle giornate magiche, piene di emozioni e sentimenti profondi continuino a susseguirsi una dopo l’altra nel crescere del loro amore che li poterà a vivere altre straordinarie avventure!
Ma questa diventa già un’altra storia …
Rieka:La prima aliena.
fine.
Rieka: la prima aliena. testo di Redlux