l'ora di essere soli

scritto da choury
Scritto 15 anni fa • Pubblicato 15 anni fa • Revisionato 15 anni fa
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questo testo parla della realtà la donna che racconta non è vera perchè io sono una ragazza di 15 anni però ho visto e vissuto questi episodi perchè sono suna ragazza traniera e vengo proprio di questo paesino e sn venuta in italia cn la famiglia
- Nota dell'autore choury

Testo: l'ora di essere soli
di choury

Mentre attraversavo i giorni della vita non mi ero mai soffermata andavo ,andavo e non sapevo dove arrivare come se facessi una gara in cui alla fine non si vince niente, una gara e il niente .Questa sono io una donna molto impegnata nel lavoro e nelle faccende di casa .Da quando avevo la vostra età,cioè da sempre non mi ero mai soffermata a dire cosa serve la vita? ,cosa si fa noi qui nella vita?Sì certo ero sempre impegnata . Ero partita per un viaggio di lavoro ,dovevo andare in un paesino molto piccolo del Marocco che si chiamava keela .Arrivata lì tutti i bambini mi seguivano ,mi guardavano con un sorriso di accoglienza .Avevo un po' di paura ,ma poi venne un bambino mi prese per mano e mi disse di seguilo ,anche se non capivo la loro lingua ma avevo capito con i versi che mi fece ,così io lo seguì...mi portò dove volevo andare nella loro scuola ,ero lì ,il bambino mi fasce entrare dal loro preside e finalmente avevo un traduttore .-é qui che devo fare la maestra per un mese ?!Io domandai al traduttore e lui mi rispose con un metà italiano :noi la aspettavamo . Il vecchio uomo gobbo e stanco , mi fece entrare nella classe e mi presentò agli alunni, quasi tutti maschi, ,grandi e piccoli .Quando siamo entrati tutti i bambini si alzarono ,e hanno detto "marhaba mohalima" che significava benvenuta maestra ,era una frase che dicevano ogni giorno ad ogni maestro che entrava ,tutti mi guardavano con una grande paura ,io sorridevo a loro ma loro niente ,mi guardavano e basta. quando mi sono presentata ho detto a loro di dire i loro nomi ,loro cominciarono a dirli in modo serio e ordinato come dei soldati veri,senza un sorriso in faccia e con il viso pallido dalla paura e le mani tremanti. In quel momento mi chiedevo se quelli erano bambini o robot,tutti zitti e fermi con la mano sul banco uno che non parla con l'altro .Era la prima lezione che dovevo fare , entrata in classe loro fecero come il giorno prima, si alzarono e dissero la loro parola e dopo tutti zitti e immobili . Tutti mi guardavano e aspettavano che io spiegassi qualcosa ,non sapevo da dove iniziare con quel silenzio ,ma alla fine ho iniziato a scrivere alla lavagna e loro presero i loro quadernini e cominciarono a scrivere .Ho spiegato ,ho finito e loro non mi hanno chiesto nessuna domanda, nessuno che diceva qualcosa , sempre zitti .Allora io chiesi una domanda ad un bambino e lui tremante mi rispose esattamente come avevo detto io . Allora io domandai a loro -Cosa succede?E loro continuavano a guardarmi senza capire e senza rispondere. Allora quando è finita la lezione ho seguito un bambino e gli ho detto che le volevo parlare ,io lo portai accanto ad un albero e gli domandai la stessa domanda ,ma lui niente, continuava a non capire ,come se quello che facevano era normale .in effetti ,forse lo era ?Ma questo era da scoprire .Allora io un giorno li portai in una collinetta, con un pallone per giocare un po' con loro per farli sciogliere e parlare . Arrivati lì ho cominciato a tirare il pallone ad un bambino ,-sì!io dissi dalla felicità perchè avevo visto il primo sorriso ,allora dopo loro si sono sciolti dalla paura e hanno cominciato a giocare a sorridere e a parlare .Un bambino mi disse -maestra sei troppo buona con noi !! -perchè gli altri non sono buoni con voi?? domandai a loro .-no ,perchè tu non ci dai le botte e ci sorridi sempre ,loro mi dissero .Io prima non capivo ,ma poi capi la causa di tutto questo e avevano veramente paura di me .Avevano paura ,paura di sorridere ,di esprimere il loro pensiero ,paura di creare,paura di difendersi ,paura di essere diversi..A me subito dopo mi scesero le lacrime dopo le cose che mi hanno raccontato ,ad esempio prendere un bambino o un ragazzo,metterlo completamente nudo in due banchi e bastonarlo in tutte le parti del corpo ,solo perchè non aveva capito cosa aveva spiegato la maestra .Oppure metterli per tutta la giornata su un piede solo ,per aver detto alla maestra che aveva sbagliato su un calcolo .No questo era troppo !!!Io andai dal preside e gli raccontai tutto ,ma lui mi ha cominciato a ridere in faccia e mi disse che quelle erano le tradizioni e non che permetteva che nessuno le distrugga. Io non potevo fare niente ,però mi sentivo complice e colpevole di quello che succedeva a quei poveri bambini. Quando tornai a casa ,ero triste ,stanca ,addolorata per quel che ho lasciato in quel paesino ,era piccolo ,ma il cuore , la sofferenza di quei bambini era grande .Mi ero licenziata ,ero sola ,scrivevo e scrivevo avevo trovato una cosa mancante nella mia vita il soffermarsi a pensare . Mi sono vista intorno ,la gente che veniva da me ,con cui vivo ,io vedevo e vedo ancora ,avevo imparato a guardare ,io vedo il mondo ,vedo quel che mi circonda e vedo una macchina che lavora ,senza pensare .Sì ,una cosa sì ,solo all'ora .Pensare solo all'ora significa che il mondo va solo con l'ora ?!Che non può andare avanti senza l'orologio ,eppure il fiore va avanti e il gatto lo stesso !In qualsiasi parte del mondo c'è un orologio ,ma mai si è pensato per un giorno senza guadare l'ora. Avere tempo per riflettere ,per un giorno guardare solo la mattina e la notte ,il sole che sorge e il sole che tramonta .Come facevamo un tempo .Ogni cosa ha il tuo tempo ,non significa dividere l'orologio solo di obblighi ,noi si divide anche con cose divertenti ,ma anche la parte divertente diventa un obbligo ."Ora devo andare a lavoro! ","Ora devo studiare ","Ora devo mangiare !","Ora devo giocare ".Queste sono le solite frasi con cosa si divide la nostra vita di ogni giorno .Devo ,devo sempre devo ,noi stiamo diventando come l'orologio che deve percorre i suoi numeri ,sempre nella stessa maniera ,dalle una si passa alle due e alle tre ....Sempre così fino ad un certo punto quando l'orologio si ferma .Ma mai pensare che ogni cosa che si fa non si deve ma si fà. Pensare per un giorno o per sempre di essere liberi della vita ,di non essere schiavi dell'orologio , perchè non siamo più padroni dell'orologio ,ma lui il nostro capo ,il re e noi i suoi schiavi. Ora pensiamo insieme e proviamo a chiudere gli occhi e a pensare a questa scena di teatro ,spettacolo che è il noi ,noi che fasciamo sempre le nostre cose ,lavori ,divertimenti ma mai un giorno siamo veramente felici ,noi corriamo nella vita senza un niente ,il nulla ,il vuoto niente ,solo noi che corriamo ,corriamo ,corriamo ma alla fine dove si arriva??nel nulla ,niente ,il buio ,una scena dopo l'altra ,una camera dopo l'altra ,ma non si arriva a niente ,siamo sempre noi che corriamo senza un guadagno,senza sentire o toccare la vita .I bambini non hanno più creatività sono più schiavi che noi ,i genitori sono obbligati a lavorare senza guardare il figlio che sta soffrendo . A una cosa noi pensiamo ,al genere diverso ,alla razza ,a non voler stare insieme perchè siamo di paesi diversi , perchè abbiamo culture diverse, ma noi mentiamo ,non c'è verità ,è la cosa che manca in noi ,la realtà ,noi guardiamo sempre quelli che non sono noi ,ma pensiamo un po' a noi ,dare un po' di tempo a noi ,alla nostra vita e a non mentire a noi stessi ,a non voler pensare a noi pensando agli altri. Pigiando questi tasti del computer ho imparato ad amare , a guardare la vita come lei mi guarda .A trascorrere più tempo con me stessa a capirmi e a capire i miei figli ,a insegnarli a non fare i sbagli che ho fatto io .Dopo molto tempo io tornai in quel paesino ,era una giornata di sole , pertì con l'aereo e arrivai dopo cinque ore,c'era un caldo tremendo ,prese un taxi e mi portò in hotel di quel paesino .Ero felicissima di tonare lì , perchè trovavo gente felice di vivere ,gente che ha dei sogni ,e anche io avevo un sogno in quel momento ed è quello di realizzare il sogno di quei bambini ed è quello di farli accontentare .cosa ho fatto per accontentarli e accontentarmi?Era quello di giocare con loro ,si giocare ,di vedere il sorriso innocente di quei bambini .Dopo che finissero di andare in quel esercito di militari,noi andavamo sempre in quella collinetta e giocavamo ,sorridevamo ,parlavamo e molte altre cose e questo ci rendeva molto felici .io ero vecchia ,loro erano poveri ma eravamo felici di vivere ,avevamo sogni .Avevo scoperto cose bellissimi in quei bambini ,uno scriveva poesie bellissime,un'altro faceva dei disegni di macchine fantastici ,un altro scriveva delle storie stupende ,e tutti avevano un talento ma nessuno li ascoltava ,nessuno dava a loro dei consigli nessuno ,erano soli ,perchè anche i genitori erano sempre occupati nel lavoro per poter portare a loro del cibo. Il loro talento ,era estremo ,ma non potevano farlo vedere a nessuno fra ne me .Erano felicissimi quando mi piaceva i loro talenti ,sapevano che erano speciali .Noi si rimaneva insieme fino a notte e poi ogni uno tornava a casa propria .Era arrivata l'ora di tornare in italia .Ero un po' triste ,ma avevo realizzato il mio sogno .Ero tornata con il treno perchè l'aereo era già partito ,e quindi ho dovuto fare 3 giorni in treno. Entrata in treno ho incontrato una ragazzina di quel paese ,abbiamo parlato e mi hanno colpito molto le cose che mi ha rivelato ed è questo che io voglio raccontarvi. Questa ragazzina da quando aveva quattro anni lavorava per portare ai genitori del cibo ,non andava a scuola, perchè la scuola lì non è obbligata .Prima lavorava a vendere dei cestini piccoli lavorati da sua madre con del dattero dentro .e poi a età di 8 anni quando è diventata più alta ha cominciato a pulire le macchine nelle strade ,lavorando ,lavorando facendo due o tre lavori insieme riusciva a potare a casa un po' di pane e un po' di latte. poi quando è diventata una ragazza ha cominciato a fare la prostituta ,e questo era a età di 12 anni .lavorava in una azienda di prostitute dove davano a loro i vestiti e il letto e loro dovevano vendersi ,facendo tutte la cose che voleva il cliente .Diceva che erano uomini vecchi e severi ,ma lei per portare un 'buon cibo a casa doveva chiudere gli occhi. Però un giorno quando lei aveva un po' di soldi aveva deciso di andare in barca in italia .Lei aveva fatto il rischio della sua vita ,perchè era molto poca la gente che riusciva a vivere in quelle barche ,tutta gente che non aveva documenti validi per venire ,ma siccome lei ,e forse anche gli altri non avevano speranza di rimanere nel loro paese per il lavoro severo e doloroso non potevano far altro. arrivata in Italia ha lavorato in molte fabbriche di tessuti ,e alla fine si è potuta permettere un lavoro fisso e uno stipendio abbastanza alto per poter affittare un appartamento di una camera .questa è la storia di una ragazza che ora ha 19 anni e che appena tornata nel suo paese per poter aiutare gente come lei .Finito il viaggio io tornai a casa con la voglia di vivere ,di sperare ,e di sognare .Alla mattina sono andata sola in montagna ,correvo e ridevo sola ,ero vecchia ma quella freschezza di quel vento mi dava gioia e la gioia fa diventare la gente come bambini .la gente mi guardava e diceva che forse ero pazza ,ma non mi importava perchè mi sentivo libera nella mia vita..... il mio libro non è ancora finito perchè la mia vita continua ancora ...
l'ora di essere soli testo di choury
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