27 GENNAIO

scritto da Nary
Scritto 10 anni fa • Pubblicato 10 anni fa • Revisionato 10 anni fa
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Autore del testo Nary

Testo: 27 GENNAIO
di Nary

Oggi e’ il 27 gennaio 2016…una data importante…una data viva nella storia…
Una data spiegata e studiata sui banchi di scuola durante le ore di storia e non solo…una data descritta nelle fotografie, nelle immagini…quelle fotografie, quelle immagini in bianco e nero…in quei documenti storici…quei filmati che ancora oggi, spesso ci vengono proposti dalla stampa oppure esposti in musei o altri luoghi che testimoniano uno dei fatti piu’ crudeli e bui della storia del secolo scorso…

L’ importanza di questa data e’ stata scritta, purtroppo, attraverso uno dei piu’ sconvolgenti e drammatici genocidi della storia che spesso viene reputata soltanto come un argomento di studio o di ricerca, ma non e’ cosi’… Quanti film, canzoni o testi sono stati creati e prodotti in ricordo di questo drammatico evento…quante lacrime sono state versate da coloro che hanno atteso e sperato per cosi’ tanto tempo di poter sentire di nuovo quella porta cigolare ed aprirsi rivedendo i sorrisi dei loro parenti, amici e conoscenti…quanta sofferenza e’ stata provata da cosi’ tante persone destinate a vivere momenti di abbandono immersi in un dolore straziante e devastante, soltanto perche’ considerate “diverse”…in un mondo e in una realta’ cosi’ crudeli, cosi’ disumani…senza pieta’, senza anima, senza cuore…

Fu proprio quando lessi uno dei testi che mi colpi’ molto durante gli anni del liceo, ovvero – La banalita’ del male – di Hannah Arendt, che capii…capii veramente che cosa rappresentava il nazista per gli ebrei e viceversa…l’ orrore e la fonte di cattiveria e’ riassunta nel titolo del libro appena citato…in realta’ tutta la trama dell’ opera e’ sintetizzata in quel titolo cosi’ diretto, intenso che puo’ suscitare forti emozioni ed elementi necessari per approfondire meglio questo argomento poiche’ ti pone una serie di domande, ti fa riflettere molto…ma risponde anche a molti dubbi e per quanta rabbia, commozione e sofferenza abbia provato, ancora non riesco ad accettare l’ idea che l’uomo possa fare cosi’ tanto male, possa essere cosi’ duro, spietato e completamente indifferente alla sofferenza altrui…

Guardo il vuoto, il silenzio, i ricordi che queste stanze, questi luoghi freddi, umidi e gelati nel vento accolgono, nascondono, conservano tra la stoffa delle tende, l’ intonaco dei muri, la polvere e le scaglie di cenere disperse nel vento… Osservo le immagini trasmesse attraverso la televisione, i giornali e le riviste e penso…posso solo pensare…
Tra le note di queste melodie, di questi suoni…mi confondo…

Ci troviamo al 27 gennaio 2016…possiamo soltanto pensare…interessarci a questo periodo della storia dell’ umanita’…che sembra essere lontano…cosi’ distante da noi, ma non lo e’…

Ed e’ proprio oggi in questo vento cosi’ freddo che sfiora i fili d’ erba, le solitarie chiazze di neve, i viali argentati sotto la luce di un sole d’ inverno che la natura si commuove…si inchina assieme a noi…a tutti coloro che non vogliono dimenticare…vogliono ricordare quello che e’ successo…
Oltre quei recinti in legno, quelle rive straripate dai fiumi…quei fiocchi di neve…quelle leggere gocce di pioggia sul volto…
Ci possiamo fermare un momento…il costante rumore, i lamenti di quelle rotaie, l’ unione di vertebre d’ acciaio, sotto il peso di quei treni…il peso di quelle vite innocenti e vive…
In questi ricordi ancora limpidi come questo cielo…come quest’ acqua… come questo unico raggio di sole che attraversa questo mondo oggi per noi…per voi…per non dimenticare…
27 GENNAIO testo di Nary
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