Giorno 28.
Ieri mentre tornavo a casa pioveva. Un po' mi ha sorpreso perché qui non c'è il cielo, se guardi in alto non vedi la volta celeste, le nuvole, il sole o le stelle. Se guardi in alto di giorno vedi solo la luce LED e di tutte quelle lampade che servono per imitare la luce del sole, quindi lampade uva, uvb, ultravioletti, ecc... Che però non scaldano come il sole.
Fra l'altro sono montate su un carrello e durante la giornata attraversano il "cielo" apposta per dare l'impressione dello scorrere delle giornate con tanto di variazione di colore al "alba" e al "tramonto".
È uno dei tanti accorgimenti adottati per rendere meno traumatico il viaggio.
Se lo guardi di notte non vedi nulla, ne stelle ne la luna, è proprio buio pesto lì in alto, qui in basso invece ci pensano i lampioni a illuminare un minimo la notte. Ma la pioggia! Il fatto che piovesse mi ha dato quel senso di dolce nostalgia. Mi ha fatto sentire meno fuori dal mondo. Sono arrivato a casa ho aperto le finestre, chiuso le persiane, mi sono buttato sul letto ad ascoltare la pioggia cadere. Mi sono addormentato mentre sentivo le gocce picchiettare dolcemente sul tetto di metallo di casa mia e di quelle intorno.
L'ho sempre trovato un suono rilassante e credevo che non lo avrei mai più udito. Ci sarebbe stato bene anche qualche tuono ma non si può avere tutto.
Dal punto di vista pratico l'hanno fatto per ripulire un po' l'aria, e ce n'era bisogno, perché, per quanto filtrata e riossigenata, iniziava a puzzare di chiuso e stantio. E anche per pulire la città, che per quanto sia fatta interamente d'acciaio, era ricoperta da un velo di polvere, una patina volatile che ti entrava nel naso e dava fastidio.
A parte questa novità climatica non è successo molto altro dall'ultima volta che ho scritto.
Mese 1 Giorno 4
C'è stato un altro suicidio e ora sull'orologio della piazza si rincorrono due nomi. Ho paura che quel triste trenino di nomi si andrà ad allungare.
Non voglio sembrare insensibile ma oggi volevo fare un resoconto della vita "mondana".
Ormai è quasi due mesi che siamo a bordo e si inizia a vedere un po' di "movida" la sera. Non come quella che c'era sulla terra prima della disfatta economica. Anche perché qui non ci sono bar, pub o ristoranti. La gente si trova in piazza e parla del più e del meno.
La cosa strana, quasi divertente, è che sembra di vedere una festa di preadolescenti, da una parte della piazza ci stanno gruppetti di uomini che guardano i gruppetti di donne dall'altro lato della piazza facendo commenti e apprezzamenti. Ma a parte qualcuno che si crede un "latin lover" e attraversa la piazza (per poi tornare indietro con un 2 di picche nove volte su dieci) restano nella loro metà. Le donne, dal canto loro, sembrano non interessarsi di ciò che succede dall'altra parte ma poi con molta nonchalance si avviano in gruppetti di tre o quattro per una passeggiatina su di un immaginario confine. Io che sono una persona abbastanza timida, ma soprattutto che con le donne non c'ho mai saputo fare, per ora mi godo questo strana giostra dalla finestra di camera.
Mese 1 Giorno 25
Ho la pancia! Da quando sono a bordo non ho fatto più attività fisica. Così ieri ho deciso di fare il giro del modulo abitativo. Intanto a passeggiata. Poi forse a corsa. Perdersi è impossibile, c'è una sola strada centrale e tutte le vie laterali portano solo ad appartamenti. Passeggiando però ho notato che più mi allontanavo da casa più gli appartamenti erano vuoti, poi all'uscita del ponte due ho trovato il complesso scolastico (ancora chiuso), la biblioteca (anche questa chiusa), una palestra (chiusa) e la mensa (chiusa). Proseguendo lungo la strada c'è un altro complesso di appartamenti vuoti che arriva fino all'uscita del ponte uno e continua fino all'uscita del ponte quattro dove c'è l'ospedale. Da lì continuando si torna al ponte tre e a gli appartamenti occupati. Così a occhio e croce direi che c'è spazio per il triplo della popolazione attuale. E sempre a occhiometro direi che il giro del modulo abitativo e lungo una venticinqina di km. Non finiva più! Prima di farlo a corsa c'è tempo...
Diario del colono. 2 di... testo di Guru