Non ho più voglia

scritto da MCRAIN
Scritto 28 giorni fa • Pubblicato 15 ore fa • Revisionato 15 ore fa
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Autore del testo MCRAIN

Testo: Non ho più voglia
di MCRAIN

Cara,
Questa mia, è stesa per tedio, noia o qualcosa che non so.
Sto lavorando alla ristrutturazione della barca, che tu nemmeno sai che esiste, l'ho voluta chiamare La Cuore, in ricordo di mia nonna Santa, detta La Cuore da chi la conosceva, era una donna austera, difficilmente si lasciava prendere dalle moine. Era pratica, se c'era da fare qualcosa, lei lo aveva già fatto, per lei, riposo, era quando dormiva e sono sicuro che nei suoi sogni c'era sempre da lavorare. 
Quella barca, dicevo...una barca vecchia e austera che non ti dà la soddisfazione di una carezza inaspettata manco a pagare, legno duro come pietra, strati su strati di vernice ormai illegale, e marciume, dove il legno smette di essere duro e comincia a diventate tabacco trinciato...insomma un lavoro lungo e lungo ancora.
Perchè lo faccio, ti chiederai, ebbene quando sono impegnato con la barca, parlo con tutti quelli che hanno lasciato un segno, ma che non ci sono più: i miei nonni, mio padre, e ultimo, tuo padre, che da pochi giorni è andato a trovare Dio...
Credimi è dura anche per me, nonostante la lontananza, il distacco che la vita ci ha imposto, io con la mia famiglia tu con la tua, anni senza sentirsi né incontrarsi non sono granché, quando porti dentro i ricordi di serate, risate, baruffe e condivisioni. 
Ho conosciuto Vito quando avevo 14 anni, per me era una specie di super eroe, grande, grosso e buono, con un sorriso che ammazzava, anche quando era arrabbiato, stanco o assonnato, non lo faceva vedere, sembrava sempre in forma sempre carico, ascoltava le mie cazzate ma le sue noie, nessuno le sapeva, grande uomo, grande Amico, mancherà a tutti lo zio Vito...cosí lo chiamavano in tanti, era un punto fermo per tutti. 
Un po' per la sua partenza prematura, un po' per il mio lavoro, o il posto dove abito, sono stanco di tutto, non ho voglia di sentire le chiacchiere inutili dei pettegoli, le lamentele dei vicini, il borbottio continuo di mia suocera, non ho più voglia di tutto questo. 
Avrei piuttosto voglia di stappare una birra seduti al tavolino del bar, in compagnia tua e di Ale, basterebbe questo per rendere più leggero il peso delle cose non dette al momento giusto, gli abbracci mai dati, per fingere di non averne bisogno, le lacrime piante in solitudine a causa dei tradimenti, il senso di impotenza, quando perdi un pezzo dentro. Non ho più voglia di parlare con chi non porta nulla e invece prende soltanto. Non ho più voglia. 
Perchè quando si sgretola la convinzione che c'è tempo: posso chiamare domani, posso andare a  trovarli dopo, posso aspettare che venga dimesso...quando si distrugge quella convinzione... Il cuore si ferma un interminabile attimo, e quando ricomincia a battere, è come se non fosse più lo stesso cuore, ti accorgi che ne manca un pezzo... Ti accorgi che funziona come prima, ma non basta, non è e non sarà più come prima. Allora ti attacchi ai ricordi, per cercare di sanare quel buco nel cuore, non basta, qualsiasi cosa fai, non basta... Allora capisci che devi conviverci, con quel buco, e capisci che a farlo, è stato proprio il tuo ego smisurato, che ti ha indotto a pensare che c'era tempo... E il tempo per chi se ne è andato, era finito, invece.

Ti ringrazio di avere letto questo testo, non ho concluso certo nulla, ho condiviso con te qualcosa che toglie la voglia di andare avanti, forse ora che il mio ragionamento è finito, potremmo affrontare un nemico che tutti hanno: la convinzione di essere in tempo per ogni cosa. Non so se avrei avuto tempo per scrivere questa lettera più avanti, ma di sicuro, non sarebbe stata cosí sincera. Forse l'avrei scritta meglio... Sarebbe stato inutile, curarne la forma, e svuotarla di senso. 
Ancora grazie, un grande e lungo abbraccio a tutti.
Raf.

Non ho più voglia testo di MCRAIN
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