Capitolo V

scritto da PostcardsFromFarAway
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Testo: Capitolo V
di PostcardsFromFarAway

Sunrise…non muoversi per la paura. La conosco bene questa sensazione. Blocca. E a volte si preferisce un non fare. Quante cose non facciamo per paura. Quanto non viviamo per paura. Paura di soffrire. Paura di vivere. Paura di stare male. Tutta la nostra esistenza gira intorno all’evitare il dolore. Soffriamo e ci incazziamo con gli altri che reputiamo responsabili della nostra sofferenza..e invece è solo nostra paura. Paralizza…mozza…toglie il respiro. Come quando sono lontana da lui. Non voglio sapere nulla della sua vita. Ogni cosa mi ferisce, mi taglia, come una lama affilata penetra nella mia carne. E le domande, come un anno fa, tornano a farmi male. Dolore soppresso che torna a galla per soffocarmi, ingoiarmi. Non voglio più dipendere da questo, non voglio più guardarmi con i suoi occhi, non  voglio più cadere nella trappola maledetta della gelosia.

Gocce che salgono, salgono verso il cielo, è la terra che piange, la sento, sono vicino al suo cuore e la sento pulsare…risate…onde…ecco dove riporta. Un ricordo. Noi due che ci spogliamo nudi, buttiamo i nostri costumi sulla sabbia e corriamo verso il mare. Due ragazzini, ma torniamo a essere bambini quando siamo io e lui nudi. L’odore, incastrato nei ricordi, l’odore del mare, del caldo, della sabbia, il suo odore. C’è gente intorno, ma non la vediamo, sono in un quadro, sono solo dipinti insieme agli scogli, agli alberi caduti che servono da panchine, alla sabbia, al sole…ci siamo solo noi due. Noi due e la sensazione dell’acqua dissetante sul corpo, i baci salati e bagnati, la sua lingua, le sue mani, lui dentro di me.

Poi a volte arriva il buio, così, dal nulla. Stiamo passeggiando mano nella mano, mi giro verso di lui e non c’è più. Lo chiamo, lo cerco - dove sei?- lui mi guarda ma è ancora altrove..è un attimo, guardo i suoi occhi, eccolo, sta tornando, capisce e mi sorride. Ritrovarsi. Dopo essersi persi. Se dovessi dipingere la bellezza, dipingerei questo frammento. Riprenderci dolcemente. A turno. Se ci perdiamo ma restiamo legati per mano, magari, forse riusciamo a non perderci davvero. Che poi forse è questo il senso dell’essere umano, aiutarsi a  ritornare a casa, anche se a volte ci perdiamo. Magari ritornare per un’altra strada, diversa da quella di partenza.

Con la tua mano nella mia non posso perdermi, ti tengo stretta, non ti lascio fuggire.. parlo a me stessa. Perché la paura più grande che ho adesso è quella di riperdere me stessa. Ti tengo io. Perdiamoci insieme, ma restando unite, così che non sia un perdersi ma un viaggio per posti nuovi.

Perché con lui la paura più grande è questa, è come un maremoto. Arriva, si abbatte con tutta la sua imponenza. Riusciamo a essere unici, a creare una bolla di vita piena solo nostra, ma così piena di vita, le ore con lui diventano anni…come sulla scalinata a chiacchierare ascoltando la musica dal vivo. Sono trascorse ore, giorni, settimane. E’ così dannatamente intenso il tempo con lui che tutto si annulla, un’anestesia totale che non ti fa percepire più nulla al di là dell’estremo piacere. Ma allo stesso tempo dannatamente stancante.

Capitolo V testo di PostcardsFromFarAway
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