I draghi di luce

scritto da Testadolce
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Tratto dal testo: Tali esseri intrisi di pura malvagità causavano devastazione e morte ovunque (nota mia: ormai mi sono arresa su quel nuovo progetto. Questo invece è il primo dei miei racconti che postai sul web ormai molti hanno fa)
- Nota dell'autore Testadolce

Testo: I draghi di luce
di Testadolce

Al tempo in cui questo mondo era neonato, tutte le razze umanoidi convivevano pacificamente tra loro, con i draghi e le altre creature. Persino con gli orchi, che allora non erano i feroci assassini (a volte cannibali) che conosciamo oggi, ma un popolo pacifico i cui maghi erano i più avanzati, potenti ed eruditi tra tutti nelle arti magiche. Benché si stenti a crederlo oggi, data la loro attuale scarsa intelligenza, a quel tempo gli orchi erano non solo buoni, ma anche geniali e molto eruditi. Ma esseri mostruosi, la cui razza viveva nelle profondità della terra e non aveva mai visto la luce del giorno, furono liberati attraverso uno squarcio creato da un terremoto... a centinaia ne vennero fuori prima che si riuscisse a richiuderlo. Erano draghi enormemente potenti, di cui ai giorni nostri si è persa memoria, al cui confronto il più forte drago odierno impallidirebbe.
Tali esseri intrisi di pura malvagità causavano devastazione e morte ovunque ; come primissima contromossa per impedire che potessero riprodursi, diventando prima migliaia e poi milioni , i maghi orcheschi scagliarono un potente incantesimo per renderli sterili. Ma ogni potente incantesimo, allora come oggi, richiede un pesante tributo da pagare, non certo in denaro... il prezzo per aver reso quei draghi sterili era averli resi anche immortali. Trattandosi di poche centinaia, i maghi orcheschi pensarono di sigillarli ; sperimentarono a lungo prima di riuscire a creare un potentissimo incantesimo con delle preziosissime gemme di painite come tributo . Ciascuna di queste gemme fu quindi in grado di catturare in sé un centesimo della forza vitale di questi esseri: i maghi usarono tutta la loro forza spirituale per creare una barriera magica, che sarebbe durata al massimo un paio di minuti, intrappolando questi draghi nei loro nidi abbastanza a lungo perché i talismani avessero il tempo di sprigionare su di essi la loro magia. Tuttavia, l'uso dei talismani ebbe il prezzo di infondere tutta la malvagità di questi draghi ancestrali negli orchi ; a risultarne immuni furono solo coloro che avevano scagliato l'incantesimo, e non solo quelli di allora. Tale maledizione si sarebbe propagata per generazioni a venire, per millenni, com'è ancora ai giorni nostri e come, purtroppo, per sempre sarà.


I maghi orcheschi ripeterono il procedimento per ciascuno dei draghi ancestrali, giacché tali esseri erano immortali i loro corpi pur privati dell'anima e della forza stessa continuavano a vivere e vennero seppelliti nelle profondità ove usavano dimorare...ancora oggi dopo millenni nei luoghi di superficie sovrastanti o poco lontani si sprigiona un'aura draconica non più malvagia poiché il male era nell'anima e i draghi odierni, riconoscendola familiare, li scelgono per andare a morirvi quando è l'ora. Allo stremo delle forze e ormai consci che sarebbero morti comunque quegli antichi maghi, per proteggere il mondo dall'uso che i loro simili ormai malvagi avrebbero potuto fare della forza racchiusa in quelle gemme, sacrificarono la loro vita come prezzo per cancellare dal loro popolo la memoria di ciò che era stato (mentre gli altri popoli benevoli continuavano a serbarne il ricordo) e così, credendole doni degli dei, gli orchi tennero con sé le gemme come importanti reliquie religiose ma non avevano idea di ciò che avrebbero potuto farne.


Tuttavia, prima di essere condannati alla sterilità, uno sparuto numero di draghi ancestrali si ibridò con i draghi comuni, generando un drago più debole di loro, ma comunque più forte dei draghi degli elementi. Tale ibridazione, sebbene sia attualmente oggetto di dibattito se essa sia sopravvissuta fino ai nostri giorni e se davvero rimase immune o meno alla maledizione, a detta di molti, allora come oggi, rimase immune dalla maledizione della sterilità. In quanto frutto di un incrocio con i miti draghi comuni , sarebbe di indole buona, ma non c'è umanoide vivo, neanche tra i più anziani elfi, ai giorni nostri che possa testimoniare di averne veduto uno con i propri occhi.

Ai giorni nostri, però, alcuni maghi rinnegati, diventati tali per aver scelto la via del male, sono riusciti a infondere l'energia contenuta nei talismani in esseri viventi, dopo esserne venuti a conoscenza a seguito di approfondite ricerche su antichi grimori e aver pagato dei mercenari perché attaccassero al loro posto alcuni accampamenti orcheschi, impossessandosi così di un certo numero di gemme di painite. Tali esseri, formanti truppe sia possenti che veloci, hanno un corpo quasi nullo e diafano ; ciò nonostante, non sono affatto vulnerabili quanto il loro aspetto farebbe pensare, ma ovviamente non hanno la resistenza degli uomini, sono più simili agli elfi in questo . In compenso, hanno in sé un centesimo della forza dei draghi ancestrali, che è comunque poderosa, ed è perché fatti ben poco di corpo e quasi esclusivamente di forza e anima che sono molto veloci e agili. La luce dei loro spiriti traspare attraverso i loro corpi diafani e, benché il loro corpo fisico sia umanoide, essi hanno tutte le caratteristiche di un'anima draconica, ancorché malvagia ; perciò gli è stato dato il nome di draghi di luce. Se agissero in autonomia, porterebbero solo caos, distruzione e morte un po' ovunque senza uno scopo, ma i rinnegati hanno il pieno controllo sulla volontà dei draghi di luce e vogliono usarli, quando avranno tutte le gemme e quindi il loro numero sarà tale da formare un vasto esercito, per conquistare il mondo intero e dividere poi i regni.


All'inizio, riuscirono ad agire nell'ombra per portare avanti i loro piani di conquista, ma nulla rimane segreto per sempre in questo mondo: sia per le conoscenze che comunque permangono, ancorché alcune di esse, ovviamente, non siano alla portata di tutti, sia perché inevitabilmente un tale agire, per quanto si sia scrupolosi e senza pietà nell'eliminarli, lascia inevitabilmente sia dei testimoni che dei superstiti desiderosi di giustizia o vendetta . Infatti, oggi come oggi, e come poteva esserci altrimenti, specie data la grande attrattiva che le gemme hanno per i nani, l'avidità umana e l'inclinazione al bello e alla magia degli elfi, le gemme di painite non sono più, per l'esattezza, la maggior parte, negli accampamenti orcheschi: per le altre razze , infatti, non hanno un valore religioso e, nel corso dei secoli, anche considerandole sprecate in mano agli orchi, se ne sono impossessate, le hanno vendute, usate, fatto gioielli oppure oggetti da collezione/mostra, ma soprattutto le hanno sparse per il mondo intero. 



Per questo, i principali obiettivi dei mercenari o dei ladri e assassini, secondo il bisogno, assoldati dai maghi rinnegati, sono delle piccole città; oppure, nel caso in cui se ne occupino ladri e assassini, lussuose dimore di gente facoltosa , ove, in entrambi i casi, l'ordine è il medesimo, ovvero il non lasciare testimoni. Eppure, sopravvissuti ne rimangono. Quindi, era solo questione di tempo prima che chi di dovere venisse a saperlo e iniziasse a organizzarsi e pianificare tutte le contromosse: la crème de la crème dei migliori guerrieri, maghi, chierici e altro fu radunata, persino dagli angoli più sperduti e remoti dei più lontani regni . Molti lo facevano per la lauta ricompensa promessa, molti per la gloria, molti per il puro anelito di fare del bene, anche a costo della vita ; infine , alcuni, comprensibilmente, lo facevano, essendo sopravvissuti a quelle razzie, per sete di giustizia o vendetta.


Il prevenire che i rinnegati mettessero le mani su sempre più gemme di painite era l'obiettivo primario; se questo non fosse stato possibile, si sarebbe andati alla guerra aperta contro i draghi di luce. Purtroppo, l'obiettivo primario fallì, non certo per l'inadeguatezza dei reclutati, bensì per due importanti ragioni: da un lato era molto arduo rintracciare ogni singola gemma o gruppo di esse ; dall'altro, i rinnegati avevano delle spie e, benché queste ultime finissero inevitabilmente per venire scoperte, oramai il danno era fatto. Quanto alle razze non umanoidi, i draghi, ancorché buoni, avevano per codice d'onore di non andare mai contro la loro stessa razza, e i draghi di luce avevano appunto un'anima draconica. Quanto ai nani, agli elfi e alle altre razze: non erano certo i loro regni, non ne avevano; era gente libera senza regni né leggi, ma quelli umani che i maghi rinnegati volevano conquistare, quindi non se ne sentivano minacciati, e perché avrebbero dovuto versare il loro sangue per la causa umana..

Perciò, l'inevitabile epilogo fu la guerra totale: da un lato, i più valenti combattenti che questa terra poteva vantare; dall'altro, i draghi di luce, nell'eterna lotta tra le forze del bene e quelle del male . Fu davvero qualcosa di epico: ovunque si udiva un clangore metallico di scudi, armature e cozzar di spade, uno scorrere di sangue che, se tutto radunato in una volta, avrebbe formato un vero e proprio fiume ; grida di incitamento in battaglia, urla e gemiti di morte da ambo le parti: gente che, per avanzare, doveva passare sopra ai cadaveri dei compagni morti, amici che non potevano trattenersi a dar conforto ai morenti perché la battaglia infuriava a ogni secondo ; lacrime versate e rimpianti di amori mai confessati.


Si giunse alla fine, dopo giorni e giorni di battaglie campali, con la vittoria delle forze del bene e un raggio verde poco prima dell'aurora pareva quasi testimoniare il favore divino che doveva aver garantito ai valorosi la vittoria.

I draghi di luce testo di Testadolce
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