LETTERA A SOFIA

scritto da Gino Ragusa Di Romano
Scritto 13 anni fa • Pubblicato 13 anni fa • Revisionato 11 anni fa
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LETTERA A SOFIA
- Nota dell'autore Gino Ragusa Di Romano

Testo: LETTERA A SOFIA
di Gino Ragusa Di Romano


Mia nobile Sofia,

il dialogo che con te condivisi qualche anno fa, riportato nel mio libro - Accenti d’amore e di sdegno - , avrei desiderato tanto oggi poterlo proseguire ancora, seduto di fronte a te, ma motivi di salute, purtroppo, mi impediscono il salutare incontro, che dà immediata vitalità alla mia mente, perché, fatta la domanda, la tua risposta è pronta. Non potendo fare altro, ti scrivo, esponendoti i miei pensieri e il mio progetto, nonché il mio patema a causa delle difficoltà, in tutti i settori della vita sociale, che tutti noi incontriamo quotidianamente per colpa di disonesti reggitori, che si arricchiscono da parassiti sulle sofferenze del debole popolo.
Anelo ad annientare con i miei poveri mezzi, la disperazione, mia cara Sofia, e gli atti insani conseguenti che l’uomo a forza commette a causa dell’incertezza di potersi guadagnare con il lavoro onesto e produttivo e col sudore un pezzo di pane e una casa.
Spero, inoltre, che l’uomo possa vivere in pace, con fratellanza, con onestà e con giustizia sociale nel rispetto di madre natura.
Io abito, come sai, in questa parte della terra chiamata Italia, della quale uomini d’illustre pensiero hanno ben descritto tutte le bellezze naturali ed artistiche, che altri uomini di gran talento ci hanno nei secoli donato.
Ma oggi, purtroppo, a parte una sparuta minoranza, non emergono più grandi geni in tutti i settori delle attività, ma, invece, prolifera già da molti anni il malcostume, l’idiozia, la depravazione in senso lato, la corruzione, la concussione, il latrocinio: il denaro innanzitutto, il denaro soprattutto; la micro e la macro delinquenza, l’ignoranza, la sopraffazione, la prostituzione fisica e mentale, il nepotismo, la schiavitù etc.
Chi vuole un posto di lavoro deve conquistarselo con la sottomissione e l’asservimento alla chiesa, al politicante o al mafioso, cioè alle tre istituzioni delinquenziali.
Dilaga la paidobìa (dal greco πἄις – παιδός che significa fanciullo e βία o βιάζω che rispettivamente significano violenza e far violenza, quindi far violenza ai bambini, ai fanciulli e agli adolescenti; infatti, quella che viene chiamata da tante persone istruite erroneamente pedofilia significa tutt’altro e precisamente amore verso i bambini, come filosofia: amore per la sapienza etc. φίλος = amico, cioè qualcosa di sublime, di spirituale. Ho voluto dare la spiegazione per coloro che non conoscono la lingua greca e sommessamente chiedo venia se sono stato cattedratico, ma ho ritenuto giusto farlo per far capire come tutto viene distorto a piacimento dai cosiddetti sapienti plutocrati e ierocrati in tutte le espressioni della vita umana a discapito del popolo debole ed ignorante. Parassiti! Voi siete quelli che traete salute dalla malattia degli altri. Non mi dispiace insistere in quanto in maniera umoristica voglio ricordare che il termine spagnolo “pedo” in italiano significa scoreggia, peto, e in siciliano “piditu”. Quindi, come si può essere pedofilo, cioè amico del peto? Anche voi, talenti della cattiva stampa, siete i peggiori divulgatori della scorretta lingua italiana.
La lingua italiana non può sposare la lingua greca in maniera distorta per formare spesse volte anche vocaboli italiani di significato diverso e cacofonici.
Voi, sapienti, che vigilate sulla purezza e sulla correttezza della lingua italiana, voi che nei vocabolari italiani ripetete gli errori e li perpetuate, dando l’imprimatur, non siete dei cultori del patrimonio linguistico italiano, ma della gente che “tira a campare”.
Un tempo, mia cara Sofia, scrittori, giornalisti et cetera, come ben m’insegni, scrivevano e parlavano correttamente e si sforzavano sempre di più a descrivere notizie vere e costruttive, a migliorare il lessico. Manzoni, il grande poeta e scrittore milanese, decise financo di “ lavare i panni in Arno”. Oggi vi è una completa degenerazione non solo del pensiero, ma anche del linguaggio scritto e parlato. Inoltre, dulcis in fundo, molte penne asservite scrivono, infatti, il pensiero del plutocrate pagante ed anche la loro lingua rispecchia il disonesto cervello dello stesso.
La maggior parte dei quotidiani, settimanali et cetera o trasmissioni televisive spesso non rispettano la corretta lingua italiana; anzi a correggere gli errori, si finisce per fare brutte figure. “Arti, lettere, onor, tutto è stoltezza in quest’età dell’indorato sterco, che il subitaneo lucro unico apprezza. Tracce d’amor di gloria invan qui cerco”. Oggi, infatti, purtroppo, è tutto giustificato nella forma e nella sostanza, come in materia ecclesiale, di giustizia, di politica e così via: gli orrori e gli errori più gravi si possono redimere e possono essere assolti.
Così continuando, gli insegnamenti che si danno alle generazioni sono quelli che producono e produrranno i malesseri sociali più devastanti e degli stessi ne siamo tutti a conoscenza da gran tempo. Io penso che, pur vivendo in mezzo al fango, ognuno di noi deve sforzarsi a qualsiasi costo di scostarsi dalla massa. Chi ha una mente benpensante, ciò che dice o scrive è corretto nella lingua, nonché nella forma, nella sostanza e nell’operato quotidiano. Non ricordo chi disse che chi sa parlare bene e correttamente, sa pensare ed agire bene e correttamente, ma certamente aveva ragione.
La lingua, come qualsiasi pensiero, idea ed altro è in continuo divenire e, pertanto, è giusto accettare le innovazioni e i neologismi, ma gli stessi prima di essere immessi nella lingua italiana devono essere accuratamente sottoposti ad uno studio etimologico con riguardo alla fonetica, alla morfologia e alla semantica; i neologismi non devono essere distorsioni linguistiche, come ho anzidetto, e neanche cacofonici, ma eufonici in senso lato.
Alla stessa stregua si può dire anche dell’amministrazione della cosa pubblica: tutto si può e si deve innovare, ma in meglio, adeguando il tutto ai tempi ed alle circostanze in cui si vive, ma soprattutto alle esigenze del popolo. Ho detto riformare in meglio e non in peggio come da molti anni, purtroppo, avviene in Italia per colpa della feccia della delinquenza politica ed ecclesiastica, che, a parte una piccola minoranza, governa dolosamente malissimo “ le genti del bel paese là dove il sì suona”, traendone vantaggi e privilegi a discapito del popolo, che per la sua passività ed indifferenza in maniera diretta o indiretta colposamente contribuisce negativamente alla buona riuscita di qualsiasi progetto amministrativo, anzi diventa, talvolta, il comburente o il combustibile, di cui si servono poi i feticci della pubblica delinquenza, sopra menzionata.
Svegliati, popolo italiano! Sii cosciente e responsabile! Non strisciare mai ai piedi di coloro che tu hai reso potenti con la tua debolezza. Sii uomo e non un giullare. Non essere un numero di vile pecorame. Non abbassare mai la fronte, cammina eretto e non curvarti mai davanti a nessuno: chi ti sta di fronte è un tuo simile, che ha il tuo stesso sembiante, che sulla terra ha gli stessi bisogni, nonché gli stessi diritti e doveri. Rifletti! Applica il detto di Dante: “Fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e conoscenza”. Sii resipiscente, popolo italiano!
Mia nobile e saggia signora, mi piange il cuore, notando da tanti anni quanto è dannoso, infatti, per l’Italia e certamente per qualsiasi nazione candidare e poi eleggere individui indagati, condannati o anche sospettati di avere amicizie losche ed altro di poco onesto e poco dignitoso. Il candidato deve essere candido, pulito dentro e fuori ed anche i suoi parenti fino al terzo grado. Qualora non ci fossero i predetti presupposti, il candidato non è candido e quindi non è eleggibile per amministrare dignitosamente, onestamente, decorosamente e con onore la res publica a qualsiasi livello.
Quanto sopra scritto vale per qualsiasi cittadino che volesse svolgere la sua attività alle dipendenze dello Stato.
Oggi il popolo, ripeto, è completamente sottomesso, a parte una sparuta minoranza, al capitalismo clientelare, a coloro che io definisco criminalplutocrati e criminalierocrati, nepotisti, corrotti, concussi e collusi tra loro e con la mafia, che hanno accumulato ingenti ricchezze a discapito della collettività, impoverendola materialmente, moralmente, intellettualmente e socialmente, riducendola quindi psicologicamente alla schiavitù e spingendola alla distruttrice lotta civile.
Al cittadino italiano, che oggi vuole far parte della pubblica amministrazione, dopo aver superato gli esami del concorso, vengono richiesti dei documenti, come si sa, attestanti lo stato di salute fisica e lo stato di salute morale: certificato medico, certificato penale, carichi pendenti ed altro; se non è in possesso dei predetti requisiti, anche se ha superato il concorso con ottimi voti e quindi è stato dichiarato vincitore, lo stesso viene escluso.
Lo stesso procedimento dovrebbe essere adottato per coloro i quali aspirano a far parte della pubblica amministrazione in qualità di deputati, senatori et cetera, perché sempre di dipendenti pubblici si tratta, in quanto retribuiti, purtroppo, lautamente dal popolo, sovrano dello Stato, secondo il giusto dettato della Costituzione italiana. Infatti, sempre di concorso si tratta.
Il cittadino che desidera espletare una mansione in qualsiasi settore delle attività dello Stato deve superare gli esami previsti dal bando di concorso (scritti, orali, quiz et cetera) ed è giudicato da una commissione esaminatrice ad hoc nominata, per non dire di comodo, quindi truccata, che in relazione alle prove svolte più o meno bene o male ( si fa per dire, perché è tutto pilotato, come già si è detto) dà un voto e, pertanto, il candidato (asservito e di parte) viene dichiarato vincitore del concorso o viene respinto (se è un libero cittadino senza padrino; inutile dire sulle assunzioni dirette).
Alla stessa stregua il cittadino candidato al posto di deputato o senatore ( io, comunque, ritengo che venga eliminata la camera dei deputati: il senato sarebbe più che sufficiente per legiferare) dovrebbe superare la prova del concorso, che si configura nel comizio, (ma oggi neanche questo ed è inutile dire come avviene, perché tutti sappiamo che vergogna vi è nei partiti) cioè solamente nella prova orale e non è richiesto, a differenza del normale cittadino, che espleta un concorso per impiegato o dirigente, neanche il titolo di studio, che come dirò in seguito non dovrà più avere valore legale, soprattutto per le speculazioni a 360 gradi che si sono fatte su di esso; in questo caso la commissione esaminatrice è il popolo, che, asservito e ricattato, vota il candidato imposto a forza, perché se potesse non voterebbe quel delinquente, oggi sinonimo di candidato, il quale, dopo aver superato la prova, dovrebbe presentare i documenti, attestanti i requisiti, sopra elencati, come, ripeto, ogni altro cittadino candidato ai pubblici concorsi, e se non li ha, viene escluso e viene nominato chi in graduatoria lo segue, sempre che, è inutile ripetere, ne abbia i requisiti.
Le candidature degli onesti cittadini dovrebbero essere poste in una graduatoria per tutte le attività dello Stato, delle Regioni, delle Province e dei Comuni. Tutti i cittadini che hanno dimostrato capacità amministrative, relative al settore da amministrare, saranno inseriti a domanda nella predetta graduatoria e saranno, dopo l’elezione per votazione computerizzata, immessi a dirigere i vari dicasteri, comitati di studio e quant’altro, coordinamento delle Regioni, dei Comuni, che, autonomi e dipendenti dallo Stato, gestirebbero i loro territori per servire meglio e più da vicino il popolo in tutti i sensi. L’età dei candidati a svolgere qualsiasi attività pubblica dovrebbe essere di 35 anni per i dirigenti e per essere eletti senatori 45 anni, tenuto conto che abbiano dimostrato attivamente e in maniera esemplare le capacità. Solo così, quindi, si potrà fare pulizia morale e tutto il popolo ne avrebbe vantaggio.
Spero vivamente, gentile signora, che il nostro passato ed il nostro presente non siano il futuro dei nostri figli e dei nostri nipoti.
E’ veramente vergognoso che l’Italia, culla dell’arte, sia infangata da “personaggi” che si alternano da molti anni nella panoramica parlamentare solamente per soddisfare gli interessi personali e dei loro addentellati a discapito del popolo; ma oggi, credo che si è toccato oltre che il fondo anche il sottofondo della suburra. Non c’è giustizia sociale come in nessun tempo, ma oggi, però, potrebbe riaccendersi la fiamma della disastrosa rivolta.
Il mio desiderio, Sofia, sarebbe quello di vedere applicato in toto il celeberrimo ed acrònico discorso di Pericle agli Ateniesi nel 461 ante Christum natum, scritto dal grande storico greco Tucidide nel periodo di permanenza ad Atene, che qui testualmente riporto:
Qui ad Atene noi facciamo così.
Qui il nostro governo favorisce i molti invece dei pochi: e per questo viene chiamato democrazia.
Qui ad Atene noi facciamo così.
Le leggi qui assicurano una giustizia eguale per tutti nelle loro dispute private, ma noi non ignoriamo mai i meriti dell’eccellenza.
Quando un cittadino si distingue, allora esso sarà, a preferenza di altri, chiamato a servire lo Stato, ma non come un atto di privilegio, come una ricompensa al merito, e la povertà non costituisce un impedimento.
Qui ad Atene noi facciamo così.
La libertà di cui godiamo si estende anche alla vita quotidiana; noi non siamo sospettosi l’uno dell’altro e non infastidiamo mai il nostro prossimo se al nostro prossimo piace vivere a modo suo.
Noi siamo liberi, liberi di vivere proprio come ci piace e tuttavia siamo sempre pronti a fronteggiare qualsiasi pericolo. Un cittadino ateniese non trascura i pubblici affari quando attende alle proprie faccende private, ma soprattutto non si occupa dei pubblici affari per risolvere le sue questioni private.
Qui ad Atene noi facciamo così.
Ci è stato insegnato di rispettare i magistrati, e ci è stato insegnato anche di rispettare le leggi e di non dimenticare mai che dobbiamo proteggere coloro che ricevono offesa.
E ci è stato anche insegnato di rispettare quelle leggi non scritte che risiedono nell’universale sentimento di ciò che è giusto e di ciò che è buon senso.
Qui ad Atene noi facciamo così.
Un uomo che non si interessa allo Stato noi non lo consideriamo innocuo, ma inutile; e benché in pochi siano in grado di dare vita ad una politica, beh tutti qui ad Atene siamo in grado di giudicarla.
Noi non consideriamo la discussione come un ostacolo sulla via della democrazia.
Noi crediamo che la felicità sia il frutto della libertà, ma la libertà sia solo il frutto del valore.
Insomma, io proclamo che Atene è la scuola dell’Ellade e che ogni ateniese cresce sviluppando in sé una felice versatilità, la fiducia in se stesso, la prontezza a fronteggiare qualsiasi situazione ed è per questo che la nostra città è aperta al mondo e noi non cacciamo mai uno straniero.
Qui ad Atene noi facciamo così.
E noi qui, in Italia, in barba alla storia ed ai buoni precetti, ci sciacquiamo la bocca di essere più civili rispetto a quei tempi, ma da perfetti incivili ci adoperiamo barbaricamente a fare il contrario. Sarebbe un grande beneficio leggere e mettere in pratica gli insegnamenti del grande Seneca nelle sue Lettere morali a Lucilio, che, scritte nell’ultimo periodo della sua vita, rappresentano in un certo senso il suo testamento spirituale. Infatti, in questa sublime opera filosofica Seneca raccomanda la supremazia della ragione sulle passioni e il sacrificio dell’individuo a vantaggio della collettività, cioè del popolo.
Oggi, purtroppo al sostantivo democrazia, potere o governo del popolo, coniato con due termini greci, è stata definitivamente tolta la prima parte, cioè demos (δέμος) che in greco significa popolo, e la stessa è stata sostituita dal verbo clepto, (κλέπτω) che in greco significa rubo. Infatti questo fanno i predetti delinquenti cleptomani, che giorno e notte “sacrificano” al dio denaro. Così la democrazia, perdendo il suo classico e giusto significato, è diventata definitivamente cleptocrazia o governo dei ladri. Un filosofo, di cui non ricordo il nome, giustamente asseriva: “ Vuoi rendere impossibile per chiunque opprimere un suo simile? Allora, assicurati che nessuno possa possedere il potere”.
Reputo che la migliore forma di governo sarebbe l’anarchia, che io definisco filosofia della libertà e del cambiamento in meglio del vivere sociale, tentando di realizzare con ogni gesto, singolarmente e in comunione con gli altri, quel mondo più umano, più libero e più giusto. Infatti, anarchia non significa affatto disordine, caso mai il suo contrario, nel senso che l’anarchia tenta di ritrovare, di ricostituire l'ordine naturale delle cose e della vita, deformato e stravolto nel tempo dalle varie forme di sopraffazione, di disparità di trattamento, di dominio, di sfruttamento e di potere. In altre parole l’anarchia vuole frantumare il potere dei politicanti drogati di demagogia, nonché rifiuti tossici della società e ridistribuirlo in migliaia e migliaia di piccole unità, tante quanti sono gli esseri umani. I governi, perciò, di qualsiasi colore, hanno sempre dato la caccia agli anarchici, hanno cercato di metterli a tacere, hanno sempre tentato di accusarli di ogni atto di terrorismo o violenza e di ogni azione nei confronti della ricchezza e della proprietà privata, così come nei confronti del capitalismo di stato e della sua burocrazia tirannica: cose che l’ anarchia desidera fermamente abolire e che i delinquenti cleptocrati egoisticamente a discapito del debole popolo intendono invece difendere ad ogni costo. Ma perché si possa raggiungere un così alto livello di convivenza sociale, davvero sublime, dovremmo prima diventare persone civili, altruiste e solidali nelle idee e nei buoni comportamenti.
Adesso, mia attenta signora, non essendoci i presupposti perché si possa realizzare l’anarchia, cui sopra ho fatto cenno, vorrei esporti il mio pensiero in merito ad una giusta forma di amministrazione dello Stato, che potrebbe dare pace, fratellanza e giustizia sociale, se ci sarà la volontà di tutti i cittadini, che, presa coscienza del malessere sociale che li sovrasta, perché loro stessi l’hanno causato, votando, purtroppo, con indifferenza e passività, anelano con cognizione di causa a costruirne le fondamenta. E’ ora di mettere in pratica subito le parole pronunciate da Charlie Chaplin, contenute nel Discorso all’Umanità, tratto dal film Il grande dittatore.
Ritengo, infatti, che l’uguaglianza tra cittadini debba stare al primo posto, perché è il pilastro, l’albero di maestra su cui poggia il quotidiano vivere sociale e politico del popolo. Quindi si deve operare in modo che tutti i cittadini possano sentirsi uguali in tutte le espressioni della loro vita, non solo in ossequio verso la Costituzione italiana, ma soprattutto per amore verso il proprio simile, venuto a forza in questa terra non per suo gradimento, ma, talvolta o spesso, a causa di effimeri ed anche irresponsabili incontri di piacere dei “procreanti”.
I cittadini, ripeto, dovranno sentirsi uguali davanti alla legge, di fronte a loro stessi, nel lavoro e così via; pertanto, nessuno potrà godere di privilegi e, peggio ancora, dell’immunità o dell’impunità a qualsiasi livello. Nessuno in Italia e, speriamo, in qualsiasi parte del mondo, ripeto, potrà godere d’immunità o d’impunità (dal presidente della repubblica, figura inutile e spesso dannosa, all’operaio generico). Tutti siamo uguali, lo ripeterò fino alla nausea, di fronte alla legge e la legge è uguale per tutti. Anzi, chiunque commette reati durante il mandato dovrà avere le pene raddoppiate e, a seconda della gravità dei crimini compiuti a discapito del popolo, essere fucilato, perché a lui fu data piena fiducia dal popolo, ritenendolo più capace ed onesto ad amministrare i beni della collettività. Tutti dovranno rispettare le regole scritte e quelle che, anche se non scritte, discendono dall’etica, dalla deontologia e dal buon senso umano. Chi contravviene, quindi, ai principi di etica, di onestà e di umanità nei confronti della collettività durante l’attività amministrativa nei diversi settori dovrà immediatamente essere estromesso per sempre dalla sua funzione e, dopo avere scontato la pena, assegnatagli dal giudice, dovrà lavorare per il resto della sua vita come operaio generico, svolgendo i lavori più faticosi. Ma in ogni caso il lavoratore sarà sempre rispettato e il lavoro avrà pari dignità.
Gli studi compiuti, nonché i relativi titoli non avranno più valore legale: il lavoratore andrà avanti per merito e con passione ed umanità svolgerà la sua mansione per il bene della collettività. Chi sa o può di più dovrà compensare chi sa di meno senza farlo sentire minimamente inferiore. Sparirà il vecchio modo di pensare a piramide, ma si attuerà il salutare ragionamento a catena. C’è chi fa la colf, chi l’ispettore del lavoro, chi il medico, chi lo spazzino e così via; siamo tutti al servizio della collettività per percepire, secondo questo sistema, il corrispettivo, l’obolo per sopravvivere, ma nessuno è servo o si sentirà tale, se i suoi sentimenti sono da uomo libero, che con i suoi ottimi comportamenti agisce da padrone in tutte le espressioni della vita; da padrone, ripeto, non per asservire l’altro, ma per dominare sé stesso e svolgere con interesse e diligenza il suo lavoro per il bene comune.
Molti saggi hanno trattato tanti temi, ma si sono soffermati poco sul tema della dignità del lavoro e del lavoratore, prima uomo e poi lavoratore; non si sono imposti, né s’impongono neanche i cosiddetti sindacati, anzi a mano a mano nel tempo gli stessi, a volte uniti ed altre volte divisi, spesso in conflitto tra loro, hanno mostrato la loro vera faccia o maschera e, facendo finta di interessarsi a quanto già scritto, hanno contribuito in combutta con i politicanti laici e clericali allo sfacelo sociale, traendo spesso, come tanti altri disonesti già menzionati, salute dalla malattia dei lavoratori.
Dare dignità al lavoro, a qualsiasi tipo di lavoro, ed al lavoratore significa annientare le disuguaglianze sociali, tutte le sperequazioni e le discriminazioni, che stanno alla base di tutti i malesseri sociali. Si dia, come è sacrosanto, perennemente al popolo la certezza del diritto e si applichi la giustizia distributiva, presupposti pilastro del sereno vivere della collettività.
Ho voluto essere ripetitivo, pur non essendo mio costume di scrittura, né eleganza nelle dissertazioni oratorie; ho voluto farlo con cognizione di causa: la martellante pubblicità, talvolta o spesso ingannevole, infatti, penetra a forza nelle menti e le indirizza. Spero, invece, che la mia ripetitività non ingannevole porti benessere. Mi viene in mente una frase del grande scrittore e poeta tedesco, Goethe: “ Tratta le persone come se fossero ciò che dovrebbero essere e aiutale a convertirsi in ciò che sono capaci di essere”.
L’uomo e la donna avranno veramente pari opportunità in tutte le espressioni della vita sociale; quindi, saranno rispettati al massimo, essendo le due parti della stessa medaglia della vita. Quindi pene severe a chi fa loro violenza per avere cagionato grande offesa ad una parte molto importante degli esseri della terra; se tale deplorevole comportamento dovesse essere praticato da persona, che per il ruolo rivestito deve dare esempio di etica, la stessa, oltre ad essere immediatamente estromessa dall’incarico, sarà sottoposta a pene ancora più severe. Un esempio eclatante di malcostume potrebbe essere certo delinquente abituale Berlusconi, più volte presidente del consiglio dei ministri, ed altri, purtroppo molti, “cortigiani, vil razza dannata”, ricordando di Giuseppe Verdi la bellissima e celebre aria di Rigoletto, che da parecchi anni infangano l’Italia dalle Alpi alla bella Sicilia, tanto da farle perdere la dignità ed il prestigio internazionale, di cui aveva da tanti secoli goduto. Comunque con l’individuo sopra menzionato e con i suoi addentellati, che ogni tanto da lui si separano per far capire che “lu pulici havi la tussi”, così si dice in siciliano, si è toccato veramente la parte infima del fango e della disonestà, mentre la cosiddetta opposizione, facente capo al partito democratico, anch’essa, in minor misura rispetto al cosiddetto partito del popolo della libertà, costellata di ladri, dolosamente e indirettamente col suo operato aiuta il feticcio, di cui sopra, che marcia con le leggi ad personam, senza etica né comandamenti, come scrissi in un mio componimento, contenuto nel mio libro “Patema” nel 1971, ingrassandosi sempre di più a discapito dell’estenuato popolo bue italiano, che con indifferenza vota, come ho già scritto, con ignoranza e con irresponsabilità, non pensando al grave danno che commette in quel giorno di baldoria che gli sembra festa, ma prepara purtroppo un lungo periodo di tempesta, corrompendosi facilmente anche con una strizzatina d’occhio e calandosi poi non solo i pantaloni, ma anche le mutande di fronte allo stesso feticcio che lui stesso ha eletto e che dallo stesso indi viene sottomesso.
Le parole di Dante descritte nella sua Divina Commedia, Purgatorio, canto sesto, suonano oggi trionfalmente come un inno al delinquente feticcio Berlusconi ed ai suoi adepti: “Ahi serva Italia, di dolore ostello, nave senza nocchiere in gran tempesta, non donna di province, ma bordello!”.
Ti chiedo venia, Sofia, se qualche volta per rabbia il mio linguaggio non è garbato, come si conviene quando ci si rivolge ad una donna sublime, quale tu sei. Certamente so che mi assolverai, pur pensando che anche tu in maniera flemmatica, garbata e saggia condividi la mia indignazione, pensando al popolo che soffre, mentre un Pulcinella imbroglione e delinquente abituale balla e si diverte, unitamente ai suoi scagnozzi, non curandosi del danno nazionale ed internazionale.
Continuo, intanto, mia signora, a sottoporre a te il mio progetto, sperando che, magari in parte, si possa attuare perché la collettività ne possa trarre i migliori benefici, annientando i tanti tarli roditori che quotidianamente e da tanto tempo la corrodono, mettendo in ginocchio lavoratori e piccole/medie imprese, nonché recando un grave nocumento all’economia, già debole, del paese.
L’avviamento al lavoro e la sua distribuzione, avverrà per tutti i cittadini e in tutti i settori delle attività a qualsiasi livello per il tramite dell’ufficio del lavoro, che avrà sede in ogni comune a prescindere dal numero degli abitanti. Tutte le offerte e le domande di lavoro pervenute al predetto ufficio da parte di tutte le amministrazioni saranno al solito pubblicizzate in internet e la stessa procedura sarà eseguita per le graduatorie; gli avviamenti al lavoro si faranno con l’uso dei più moderni sistemi informatici, poiché tutte le famiglie saranno dotate di computer in modo che per tutto vi sia la massima trasparenza e la massima solerzia. Tutti gli altri privati intermediari del lavoro e di qualsiasi altra attività saranno aboliti.
Non vi saranno più attività pubbliche e private, ma le attività, tutte gestite operosamente bene e con passione da chi le svolge.
Quindi non più concorsi, ma avviamento al lavoro per tutti secondo le qualifiche e, se sarà possibile, secondo la predisposizione manifestata dal lavoratore, in quanto i titoli di studio di ogni ordine e grado, compresa la laurea, master o altre invenzioni non avranno più valore legale; pertanto, chi viene assunto con la qualifica di ragioniere e non è in grado di svolgere tali mansioni, svolgerà mansioni di apprendista ragioniere e, se al termine dei due anni non sarà in grado di svolgere i compiti inerenti alla sua qualifica, farà il commesso, il bidello, il manovale generico o altra mansione affine. Quanto sopra scritto vale per qualsiasi qualifica di ogni ordine e grado e per qualsiasi attività. Insomma il merito innanzitutto, il merito soprattutto.
Tale comportamento, ripeto, sarà assunto nei confronti di tutti i lavoratori che non sapranno svolgere bene il loro lavoro, inerente alla qualifica conseguita attraverso gli studi o apprendistato. Se poi i cittadini non svolgessero bene neanche il lavoro loro assegnato, faranno gli operai generici, non per castigo, ma perché più idonei, avendo sempre il massimo rispetto del lavoratore, prima uomo e poi lavoratore.
Quindi, si andrà avanti per merito, come è giusto, dimostrato attraverso lo svolgimento delle mansioni che il lavoratore dirigente affida al lavoratore esecutore. Chi sa ed opera bene avrà dei premi in viaggi o altro, ma non in denaro.
Il lavoro non avrà più figure piramidali, ripeto; infatti, nessuno potrebbe mai portare a termine un’opera, se non vi fosse chi guida e chi esegue. Quindi non può esistere nello svolgimento di qualsiasi attività una figura di lavoratore cosiddetta alta o bassa: in un mosaico tutti i tasselli sono necessari, se ne manca uno, il mosaico è monco e perde la sua bellezza. Sono volutamente ripetitivo ed insisto nel dire che chi ha più capacità fisiche o intellettive deve sempre compensare chi è di meno senza farglielo pesare. In tal modo il lavoro si esegue in maniera armonica e con minore fatica.
L’obiettivo che dovrà animare il cittadino non sarà più il denaro, la ricchezza ed altro di negativo, ma la vita, cioè il vivere sociale solidale, la buona educazione, la serenità quotidiana, la certezza e l’immediata erogazione di ottimi servizi, la cultura e la continua erudizione a 360°.
Tutte le istituzioni inutili saranno eliminate, mentre tutte le altre istituzioni saranno efficienti e dinamiche in maniera che la collettività ne possa trarre i migliori benefici. L’Italia dovrà essere il fiore all’occhiello e il termine di paragone positivo per le altre nazioni. L’Italia dovrà esportare libertà, educazione, uguaglianza, fratellanza ed istruzione, cioè i presupposti umani attorno ai quali ruota la globalizzazione della pace mondiale, di modo che anche gli altri popoli siano sollecitati ad emularci positivamente.
Le ore di lavoro saranno sempre antimeridiane dalle ore 8,00 alle ore 14,00 di tutti i giorni della settimana, esclusa la domenica. Solo i lavoratori nelle fabbriche a lavorazione continua potranno lavorare, ruotando nei turni, come avviene. I predetti lavoratori turnisti avranno, come è giusto, più riposi settimanali.
Il cosiddetto straordinario sarà abolito; se veramente il lavoro è in eccesso, dovranno essere assunti altri lavoratori. Così facendo, si eviterà di spendere di più e inutilmente nel pomeriggio milioni di euro per riscaldamento, raffreddamento, pulizia dei locali, corrente elettrica e quant’altro.
Tutti i lavoratori avranno diritto ad un mese di ferie e potranno andare al mare, in montagna, ovunque in Italia gratuitamente e, se andranno all’estero, potranno spendere una tredicesima mensilità per nucleo familiare.
Tutti dovranno lavorare ogni giorno della settimana, esclusa la domenica e i giorni festivi. I giorni festivi, che non saranno più ricorrenze di santificazioni o di altre inutili invenzioni a fine di lucro della chiesa cattolica o anniversari di vani ricordi di natura storica e che non hanno senso e non educano, non compariranno più come tali sul calendario. Bisogna dimenticare al più presto tutto il passato negativo e inneggiare a giorni festivi positivi, quali ad esempio la giornata della solidarietà, del lavoro, dell’amore, della fratellanza, del rispetto tra gli uomini, dell’uguaglianza, dell’alimentazione, della giustizia, della cultura, della ricerca etc. La domenica sarà il giorno festivo dei credenti, che potranno trascorrerlo come meglio piace a loro. Per quanto riguarda tutti gli altri giorni festivi, cui sopra ho fatto cenno, gli stessi saranno celebrati durante l’anno solare e saranno distribuiti nell’anno solare secondo il buon senso di chi si occuperà della loro immissione sul calendario.
La disoccupazione sarà un termine da dimenticare. La disoccupazione è il piedistallo su cui spesso si ergono i politicanti, traendone profitto elettorale con false promesse di lavoro.
Tutti i lavoratori saranno tutelati ed assistiti dalla sanità e, pertanto, tutti gli istituti assicuratori e previdenziali di qualsiasi genere non avranno più ragione di esistere, quindi, potranno essere aboliti immediatamente. Non ci saranno più pensioni di vecchiaia, di anzianità o altro, perché il lavoratore, se non potrà più lavorare per invalidità permanente, godrà sempre dell’assistenza sanitaria ed anche dell’importo mensile, più sotto descritto, erogato al nucleo familiare.
Ogni lavoratore lavorerà, perché si sentirà di farlo e, se non potesse attendere al suo lavoro, perché riconosciuto veramente malato e invalido a svolgere proficuamente la sua attività, avrà tutti i requisiti scientifici conosciuti ed umani per essere assistito a vivere dignitosamente.
Tutti i mezzi di comunicazione saranno officine di onestà, di dignità, di capacità, di fratellanza e di veridicità.
I notai, che mangiano a quattro palmenti, o, come dicono gli spagnoli, han comido a dos carrillos, non hanno più ragione di esistere, poiché non esisterà più la proprietà, ma solo la diligente gestione della stessa. Tutti gli altri servizi, resi dagli stessi a pagamento, qualora ce ne fosse bisogno, saranno gratuiti e saranno responsabili civilmente e penalmente per la mancata applicazione della legge e per qualsiasi errore doloso o colposo.
Gli avvocati, a parte un’esigua minoranza, che fanno trionfare di più il loro portafoglio e meno o per niente la verità, non hanno più ragione di esistere, in quanto non saranno chiamati a difendere o ad assistere più nessuno; tutti i cittadini, infatti, si difenderanno meglio personalmente, esponendo le loro memorie oralmente o scritte ad un collegio di arbitrato, formato da tre giudici, che nella maniera più onesta deciderà nel rispetto della legge scritta e dell’etica del buon senso; il presidente del collegio, che sarà eletto in seno ai tre giudici ogni volta durante la prima seduta, pronuncerà il lodo con efficacia di immediata sentenza, che sarà inappellabile. Quindi finalmente scompariranno tutti gli inutili gradi di appello, spesso in conflitto tra loro.
I sindacati o parti sociali saranno aboliti; infatti, non ci sarà più ragione della loro ambigua ed inutile esistenza. In una nazione onesta, come diventerà l’Italia, non saranno più necessari sensali tra gli amministratori e i cittadini.
Non vi saranno più scuole pubbliche e private, ma ci sarà la scuola come istituzione unica per ogni ordine e grado dell’istruzione e tutti gli insegnanti, oltre alla cultura eclettica da impartire ai discenti, dovranno possedere i requisiti sopra menzionati; qualora non ne avessero le capacità, faranno gli assistenti ai ragazzi o i bidelli.
Si educherà alla pace, all’amore ed al benessere collettivo liberamente, ma i docenti attraverso l’insegnamento delle varie discipline dovranno raggiungere il predetto obiettivo. Chi si esime o non ne ha le capacità, non potrà insegnare.
Si faranno sempre studi e ricerche in tutti i settori delle attività per migliorare la qualità della vita in modo naturale. Ai ricercatori saranno concessi gratuitamente per motivi di studio in Italia ed all’estero viaggi, vitto ed alloggio. Gli abusi, nonché il tempo trascorso nella ricerca senza un minimo risultato saranno colpiti da pene severe.
Tutti potranno seguire qualsiasi corso di studi a qualsiasi livello culturale ed ottenere la qualifica per poi esercitarla senza bisogno di essere sottoposti ad altri esami; chi non sarà capace, al solito, farà il manovale generico. Questo vale per tutti: professori, ragionieri, muratori et cetera; soprattutto, se oltre ad essere impreparati, sono disonesti nell’operare.
La scuola sarà provvista di ottimi edifici con apparecchiature tecniche e scientifiche moderne e l’insegnamento, come ho detto, sarà libero, ma ispirato ai principi di onestà, dignità, fratellanza ed uguaglianza.
La scuola sarà obbligatoria e veramente formativa fino all’età di 15 anni; proseguire sarà facoltativo. Se dopo i 15 anni l’adolescente non vorrà proseguire gli studi, frequenterà per un biennio o triennio un corso di addestramento professionale per imparare un mestiere, finalizzato, alla sua scadenza, all’occupazione del giovane medesimo. Saranno aboliti tutti i corsi inutili, se non sono finalizzati all’occupazione; quindi, ci sarà in ogni settore delle attività una continua indagine di mercato. Tutti gli studenti avranno le risorse per studiare ed appassionarsi alle discipline a loro più confacenti. Non vi saranno voti, né giudizi: la prova del sapere sarà dimostrata nei vari settori delle attività lavorative.
Tutti i musei saranno vigilati giorno e notte e potranno essere visitati in qualsiasi ora dai cittadini italiani gratuitamente.
Tutti i lavoratori di tutti i settori delle attività, a prescindere da qualsiasi lavoro svolto, non potranno percepire altra retribuzione, se non quella del loro nucleo familiare, cui appartengono.
Tutti avranno una casa dignitosa, un lavoro ed una retribuzione per nucleo familiare, come sotto descritto, in modo che tutta la collettività possa vivere nella certezza; vi sono già le malattie e i fenomeni naturali avversi, contro cui dobbiamo lottare quotidianamente, che ci danno già tanta difficoltà a sopravvivere.
L’ambiente sarà rispettato; pertanto, tutte le industrie ed i cittadini non avveleneranno più l’aria
l’acqua, il suolo, il sottosuolo e quant’altro. Si sfrutteranno solo energie pulite e naturali. L’agricoltura e il rimboschimento saranno di primaria importanza, nonché l’elettrificazione e l’irrigazione anche delle campagne; tutte le coltivazioni saranno fatte senza l’uso di prodotti chimici e non saranno alterati i prodotti che la natura offre.
Tutti gli animali resteranno nel loro ambiente naturale, nessuno potrà possedere animali di qualsiasi razza. Gli animali, se malati, saranno curati nei loro ambienti naturali da veterinari addetti alle foreste. Chiunque contravverrà, sarà condannato a pene severe. Alle stesse pene soggiace chi pratica la caccia o di nascosto tiene animali a casa. I cani, ben trattati, potranno essere addestrati per aiutare le persone invalide e supportare validamente l’uomo in tutte le attività per le quali la loro opera è necessaria.
Poiché l’uomo ancora non è in grado di nutrirsi senza la carne, è permesso ancora di allevare nel benessere e con la massima igiene bovini, ovini, polli e conigli per cibarsene con moderazione, ma gradualmente e in tempi brevi questo scempio dovrà scomparire.
Nelle campagne non vi sarà più pascolo abusivo; gli allevamenti all’aperto di animali: mucche, pecore, cavalli etc. saranno fatti in un’estensione di terreni proporzionale al numero degli animali allevati in modo da permettere agli stessi un pascolo soddisfacente senza danneggiare altra flora e i loro ricoveri, nonché i luoghi delle lavorazioni dei loro prodotti altamente igienici dovranno essere vigilati costantemente da personale veterinario. Chi non ottempera ai predetti adempimenti sarà sottoposto a pene severissime.
Tutti gli stabilimenti balneari, montani, termali et cetera saranno messi a disposizione della collettività senza scopo di lucro, in quanto come ho detto, qualsiasi attività non sarà svolta con lo scopo di lucrare, in quanto non ci sarà più motivo.
E’ necessario far lucrare lo Stato, perché lo Stato poi possa distribuire in parti uguali tutte le risorse alla collettività, annientando definitivamente tutte le disparità di trattamento e le discriminazioni. Scompariranno così i vitalizi, le pensioni, gli stipendi, i trattamenti di fine rapporto aurei e di platino erogati ai traditori del popolo, ai ladri ed ai frodatori a qualsiasi livello e in tutti i settori delle attività, mentre al popolo si dà incertezza del diritto, del futuro, del lavoro e dei servizi, distribuendo allo stesso pensioni e salari da fame. Delinquenti! Siete voi che avete dissanguato l’Italia. A voi dovrebbe essere irrogata la condanna definitiva: la fucilazione, nonché la confisca di tutti i beni vostri e dei vostri discendenti fino al terzo grado. Spero che anche i cittadini siano più attivi, razionali, coerenti e possano sviluppare il senso della coscienza nazionale, in quanto, così operando, vivremmo tutti un po’ meglio. Dovremmo solo combattere contro le malattie e contro i fenomeni naturali, ma non tra di noi.
Il dio denaro non avrà più valore, poiché è causa di tutte le difficoltà umane, di guerre tra popoli e di guerre civili, di odio, di vendetta, d’invidia ed è inutile continuare ad elencare tutti i sostantivi negativi che produce; anzi la sua assenza sarà un freno a che l’amore tra gli uomini prevalga. C’est l’argent qui produit toujours la guerre entre les hommes.
Così facendo, si annienterà qualsiasi micro e macro delinquenza in tutti i settori delle attività e in tutte le istituzioni. Quindi tutte le attività saranno svolte con passione, con onestà, con fratellanza, con capacità e con tanti altri sostantivi positivi.
Finalmente si annienteranno così le illecite speculazioni di tanti delinquenti della finanza, che spingono i prezzi dei prodotti alimentari, che fanno salire alle stelle le quotazioni del petrolio e contribuiscono alla ripresa dell’inflazione, impoverendo di più le piccole imprese e gli onesti lavoratori, che sono la spina dorsale della nazione.
Delinquenti! Siete proprio voi che annientate il benessere delle nazioni e la globalizzazione mondiale, che dovrebbe fondarsi su altri presupposti costruttivi e non sull’indegno asservimento della collettività mondiale che produce, sudandosi l’incerto e travagliato pane quotidiano.
Questo sarà il nuovo vivere civile, che spero si propaghi nel tempo in tutto il mondo. Questa sarebbe veramente la vera globalizzazione, a cui aspira l’uomo, degno di tale appellativo, che odia la guerra e predilige la pace.
Le lavoratrici madri in servizio nei vari settori delle attività dovranno lasciare il posto di lavoro per dedicarsi alla cura e all’educazione del bambino fino all’età di anni otto ed assolveranno anche a tutti gli obblighi familiari. Scaduto il predetto periodo, potranno rientrare in servizio ovvero, a loro discrezione, dedicarsi sempre all’amministrazione della casa.
Saranno aboliti gli asili nido, tristi luoghi di penitenza infantile, ed i ricoveri per gli anziani, talvolta anticamere di cimiteri. I bambini, come si è detto, saranno assistiti dalle madri e gli anziani saranno assistiti sempre nella loro casa dai figli; ove non ci fossero figli, da parenti o da veri e seri professionisti di spiccata umanità; qualora tali assistenti non si comportassero da professionisti e, soprattutto, con umanità, agli stessi dovranno essere inflitte pene severe.
I medici dovranno seguire i seguenti studi: scuola dell’obbligo, tre anni come infermiere generico, due anni come infermiere professionale, tre anni di medicina generale e tre anni di specializzazione; non potranno svolgere altra attività se non quella di medico e dovranno aggiornarsi continuamente. Dovranno svolgere la loro professione solo negli ospedali, che avranno letti, apparecchiature e quant’altro, inerente ai degenti, sempre all’avanguardia e dovranno essere distanti tra loro non più di 30 Km; in ogni comune ci sarà un ottimo pronto soccorso per tutte le patologie, ma soprattutto per la cardiologia e per la traumatologia; tutti i medici addetti alla cura dei malati dovranno, inoltre, curare il malato a casa, se lo stesso non va in ospedale e può essere curato in casa.
Il medico deve curare con diligenza e professionalità un numero minimo di malati; qualora non fosse all’altezza del suo compito, il medico impreparato farà l’infermiere generico e in caso di errore sarà responsabile civilmente e penalmente; se vi fosse stato dolo, le pene saranno duplicate. Lo stesso vale per tutti i lavoratori di qualsiasi settore delle attività, che commettono errori dolosamente.
Tutti i farmaci e gli ospedali saranno a disposizione della collettività senza scopo di lucro. I farmacisti saranno dei veri professionisti del farmaco e non dei bottegai per la vendita dei medicinali. La ricerca scientifica specifica e in qualsiasi settore delle attività sarà eseguita con scrupolo, in maniera che le scoperte non siano poi di nocumento alla collettività.
Fare uso di droghe e abuso di alcool sarà grave reato, ancora più grave se dall’abuso personale ne deriva danno alla collettività. Per tali reati si applicheranno pene severe per chi spaccia o ne fa uso, nonché per coloro che le droghe fanno entrare in Italia. Per quanto riguarda le sigarette si tenterà con ogni mezzo e progressivamente di eliminarle dal commercio, avendo riguardo in ogni caso di evitare il contrabbando a causa del proibizionismo.
Tutti i locali pubblici, da ballo, ristoranti etc. a mezzanotte saranno chiusi e nessuno potrà bere alcol superiore alla dose idonea per poter guidare con vigilanza.
Tutti i carcerati dovranno lavorare per tutto il tempo della loro detenzione, ma agli stessi sarà data la possibilità di rieducarsi attraverso seminari o quant’altro, che saranno svolti da personale educativo specializzato e quindi, scontata la pena, a cui furono sottoposti, sarà data loro la possibilità di reinserirsi nella società civile, ma se gli stessi continueranno a delinquere e saranno di pregiudizio al quotidiano vivere sociale saranno definitivamente estromessi dal consorzio umano.
La stampa comunicherà con carta o con qualsiasi mezzo di comunicazione notizie interne ed estere vere e costruttive. La televisione e i cinematografi proietteranno film costruttivi. Saranno requisiti tutti i materiali pornografici, di istigazione alla violenza e diseducativi. Le notizie di cronaca importanti potranno essere comunicate a livello locale, solo nel Comune dove avvengono i fatti o, se di interesse regionale, solo nella Regione. Chi non ottempera a quanto sopra scritto o scrive con il cervello di altri sarà sottoposto a pene severe e non potrà più svolgere tale attività, ma di comune manovalanza.
In città i vestiti dovranno coprire il corpo, che non dovrà essere mai troppo scoperto; solo al mare sarà permesso scoprirsi anche con costume a due pezzi.
Le case di tolleranza saranno riaperte, ma saranno vigilate da medici a tempo pieno e dotate di apparecchiature per esami di sangue e quant’altro per la tutela della salute dei cittadini e delle stesse operatrici sessuali.
Vi saranno telecamere in tutti i quartieri e vigilanti urbani e campestri; le intercettazioni con qualsiasi mezzo saranno un’arma contro tutti coloro che compiono azioni delittuose nei confronti della collettività; in tutte le strade e in tutti i luoghi pubblici vi saranno telecamere, perché tutto sia sorvegliato: questo è un bene per il popolo, che, non avendo niente da nascondere, desidera vivere serenamente ed operare sempre alla luce del sole ed a quella delle candele. La magistratura ne farà uso, ma saranno colpiti gli abusi con pene severe.
Tutti i beni dei privati cittadini italiani, ricadenti nel territorio italiano, saranno di proprietà dello Stato.
Tutti i beni: tesori artistici, mobili, immobili, denaro e quant’altro oggi appartenente alla chiesa cristiana cattolica, alle chiese cristiane con vari altri appellativi, nonché alle chiese di altra religione, ricadenti nell’ambito del territorio italiano, saranno di proprietà dello Stato, che ne disporrà per il bene della collettività. Infatti, gli amministratori delle predette chiese, non avendo pagato le relative tasse e imposte al fisco, hanno rubato e defraudato da secoli il popolo italiano.
Sarà abolita la sacra rota e tutte le tangenti, chiamate offerte, che la chiesa cattolica richiede per le stupide ed estorsive prestazioni ai cittadini dalla nascita al morire; saranno aboliti tutti i commerci di icone o quant’altro che rappresenti divinità o altro, inerente alla religione praticata.
Non vi saranno più santificazioni ed altre bricconate lucrose inventate dagli amministratori della chiesa cosiddetta cattolica. A che serve essere spruzzati all’esterno di acqua santa se si è poi sudici all’interno? Non si costruiranno più chiese cattoliche, quelle che ci sono soddisfano abbondantemente alle esigenze del popolo e resteranno sempre aperte di notte e di giorno ai credenti. Qualsiasi rito ecclesiastico, a cui il cittadino volesse sottoporsi, sarà gratuito. Nessun minore potrà essere sottoposto a riti ecclesiali; ma se vorrà, potrà chiederli volontariamente alla sua maggiore età, se nel suo animo sente che qualcosa di sublime nasce senza seme e senza aratro.
I preti, dal cosiddetto papa al sacrestano, saranno normali cittadini, che, dopo la loro castrazione, se si sentiranno vocati veramente da Dio, svolgeranno lavori per le anime fuori dalle sacrestie e le chiese, come ho già scritto, resteranno sempre aperte, essendo luoghi di culto del popolo, che segue la religione cattolica, nonché tutte le altre religioni. Non se ne può più di leggere nei libri di storia, nei giornali e nel loro operato quotidiano apprendere sempre tutte le nefandezze da loro commesse, trincerandosi dietro la parola di Gesù, che per loro, come ho in altro saggio scritto, è solo il pretesto per far potere, soldi, come lo IOR, APSA ed altro e poi asservire.
Alcuni giorni fa, mia divina signora, mi è stato riferito dalla mia gentile consorte che il rivestimento marmoreo alto un metro dal pavimento che era stato offerto da me per voto verso la Madonna della Cava, in Pietraperzia, nel lontano 1976, cui era stata sovrapposta una targa recante la dicitura: “Rivestimento marmoreo dono di Gino Ragusa”, ancora in ottime condizioni è stato rimosso senza motivo e senza darmene preventiva notizia da certo prete Bongiovanni, chiamato monsignore. Inizialmente mi ha fatto un brutto effetto, ma, pensando alle lordure di tanti disonesti amministratori della chiesa nei vari secoli, la mia delusione è svanita quasi subito. Aggiungo che prima di donare quanto da me sopra descritto, essendoci in quella chiesa un cancello molto vecchio, avevo chiesto di donare un nuovo cancello, ma mi fu risposto illo tempore dal prete, certo don Siciliano, che la gestiva, che ciò che era dono dei fedeli per voto verso la Madonna non poteva essere spostato, né eliminato.
Non mi dilungo su questo argomento perché tale disonesto operato è sotto gli occhi di tutti e chi non vuole vedere, non è cieco, ma asservito o addentellato ovvero ha paura. Soprattutto, non voglio dilungarmi per non essere ripetitivo su un argomento che mi fa schifo, di cui ho già dissertato a lungo in “Ricordi e divagazioni”, descritti nel mio libro “Speranze e delusioni”. Vado avanti quindi nella descrizione del mio progetto.
La chiesa in Italia non avrà più gerarchia: ogni “apostolo” dal cosiddetto papa al sacrestano sarà uguale all’altro e sarà, ripeto, considerato un comune cittadino. Anzi, se non vado errato, salesiani e gesuiti, che sono ritenuti i più istruiti, potrebbero essere ottimi insegnanti nelle scuole di ogni ordine e grado unitamente ai docenti laici e preti di altre religioni. L’ insegnamento di tutte le discipline impartite da qualsiasi docente ed a qualsiasi livello in tutte le scuole di ogni ordine e grado non sarà mai di parte, ma dovrà tendere solo alla cultura, all’erudizione, alla solidarietà collettiva, alla politica in senso classico, insomma alla saggezza, all’onestà ed ai valori. Tutti gli altri preti, dal cosiddetto papa al sacrestano possono svolgere lavori nei luoghi di pena, nei luoghi di cura, perché si presume che siano più idonei alla solidarietà umana, essendo vocati da Dio. Tutti gli organi della chiesa non avranno titoli, ma avranno la loro casa e la loro retribuzione come tutti i cittadini singoli. Chiunque si fregiasse anche per scherzo di titoli avuti in qualsiasi settore pubblico o privato ed a qualsiasi livello, sarà obbligato a svolgere lavori a lui non confacenti.
Ogni cittadino è libero di praticare qualsiasi religione o di non praticarne alcuna e di radunarsi solo per pregare in tutte le chiese esistenti, che resteranno, ripeto, sempre aperte e vigilate e gestite dallo Stato.
Nessuno potrà abitare in palazzi o castelli, ma la dimora sarà per tutti i cittadini ampia al massimo 150 metri quadrati e non meno di 60 metri quadrati, a seconda del nucleo familiare.
Tutte le Regioni italiane avranno pari dignità e non avranno più statuti o regolamenti speciali o altri privilegi. Le leggi saranno solo nazionali e saranno osservate da tutti i cittadini italiani; quindi tutte le regioni d’Italia applicheranno le norme emanate dallo Stato, che saranno sempre a favore della collettività. Chiunque attenta in qualsiasi modo all’unità d’Italia o defrauda lo Stato sarà fucilato per alto tradimento.
Non vi saranno più parate militari, inutili farse, che non ricordano niente, anzi ricordano solo violenza tra i popoli, e sono solo spreco di denaro. Niente corone al milite ignoto.
Sarà istituito un consiglio di pace, composto da probi viri, cioè da uomini esemplari e saggi, che decide, dopo proficui tentativi costruttivi, se agire in maniera bellica. Lo stesso consiglio decide sulla produzione delle armi e sull’uso delle stesse.
Coloro i quali con dolo si comporteranno male o non osserveranno i precetti di onestà, di dignità, uguaglianza e fratellanza commetteranno grave reato nei confronti della collettività; pertanto saranno condannati a scontare pene severe.
Le banche, usurai autorizzati all’illecito, nonché le finanziarie saranno chiuse, in quanto nessuno dovrà più chiedere prestiti e nessuno avrà più motivo di risparmiare; infatti, tutti i cittadini, come ho già scritto, avranno assicurato per tutta la loro vita un alloggio dignitoso, un lavoro ed una dignitosa retribuzione uguale per tutti a prescindere dall’attività svolta. Sparirà così il signoraggio, la riserva frazionaria ed altre invenzioni distorte a discapito del popolo.
Tutti gli addetti ai servizi di vigilanza e di ordine: polizia, finanza, carabinieri et cetera, che saranno unico corpo e non saranno chiamati più “forze”, ma vigilanti, per svolgere tale lavoro dovranno essere esenti da condanne penali e da carichi pendenti, non solo loro, ma anche i loro parenti fino al terzo grado; tali lavoratori dovranno operare con umanità; qualora non si comportassero umanamente, saranno destituiti dall’incarico e saranno sottoposti a pene severe.
I mezzi di trasporto pubblici: autobus, aerei, treni, navi, usati per mera utilità pubblica, saranno a carico dello Stato e saranno sempre controllati ed efficienti per la sicurezza dei passeggeri. I passeggeri, che si sposteranno per turismo o per lavoro pagheranno un giusto prezzo a seconda del mezzo di trasporto, del tipo si spostamento e della distanza.
La magistratura, gli addetti alla vigilanza e all’ordine, preti et cetera non vestiranno più divise, che finora hanno indossato. Tutti coloro che svolgeranno i predetti lavori indosseranno divise semplici e con applicazioni distintive di poco costo sulle stesse.
L’omosessualità, detta anche pederastia per gli uomini e lesbismo o tribadismo per le donne, svergogna il genere umano di sesso maschile e femminile, in quanto questi esseri sono costretti per fare all’amore ad usare organi del corpo che non sono idonei igienicamente e soprattutto non sono mai deputati al benefico atto sessuale, che, oltre a dare immenso piacere, serve precipuamente alla naturale procreazione del genere umano, quindi atto sublime.
Se un uomo o una donna si comportano da omofili, perché sono nati naturalmente così e quindi si è sviluppato in loro quel gene, gli stessi dovranno essere rispettati sempre come esseri umani temporaneamente diversi. Quindi su tali omofili genetici intervenire subito mediante chirurgia o altro, di cui la scienza medica dispone, sarebbe salutare per la società e per gli stessi individui, che vivrebbero poi una normale vita sessuale e sociale. Invece gli omofili pervertiti, i deviati dovranno essere banditi con mezzi leciti dalla società per il danno provocato alla stessa in qualsiasi tempo.
E’ naturale che gli omofili in generale non devono mai sposarsi o peggio ancora adottare o avere contatti con i bambini, fanciulli o giovani di sesso maschile e femminile.
Bandire questi esseri umani deviati, vuol dire ridurre nel tempo le perversioni, in quanto verrebbe meno, per fortuna, alla società civile e normale la relazione ottica e verbale con i predetti sudici individui.
Infine per quanto riguarda la paidobìa, lo stupro e qualsiasi altro atto di violenza, commessa a discapito degli esseri deboli in generale, l’unico rimedio di tutela della società è, come descrive il Vangelo, attaccare una grossa pietra al collo del deviato di paidobìa (e non pedofilo, che, come ho anzidetto, vuol dire il contrario) o di chi commette violenza e poi buttare lo stesso in fondo al mare, perché indegno di vivere in un contesto umano.
Tutti i cittadini scelti per amministrare la collettività dovranno avere, se chiamati a svolgere la funzione di ministro, cioè di amministratore, le capacità politiche ed amministrative, nonché le competenze tecniche, inerenti ai dicasteri dagli stessi diretti.
Tutti coloro che svolgeranno un’attività dovranno lavorare con interesse e passione per il bene della collettività. Il lavoro potrà essere scelto dal cittadino, se ciò non sarà possibile, sarà assegnato ad altra attività affine, sempre che ne abbia le capacità.
Tutti i lavoratori a qualsiasi livello qualora sbagliassero dolosamente o rubassero, corrompessero o colludessero et cetera saranno condannati a venti anni di carcere e, dopo aver scontato la pena, potranno essere addetti ai lavori più faticosi di manovalanza generica.
Le pene, inflitte dal giudice al colpevole, dopo un onesto processo, non potranno mai avere sconti di nessun genere.
I ministeri, avendo già tutti i funzionari ed impiegati, esperti rispettivamente nelle varie discipline scientifiche, tecniche ed amministrative, non dovranno più affidare niente a consulenti esterni. I ministeri assolveranno al loro compito di coordinamento delle sedi decentrate nell’ambito del territorio italiano ed a capo degli stessi vi saranno uomini onesti e preparati tecnicamente alla giusta amministrazione del popolo.
Tutti, a prescindere da qualsiasi mansione svolta, non avranno nessuna retribuzione extra, se non quella erogata al nucleo familiare, che potrebbe essere valutata in circa 5000,00 euro mensili, ma avranno viaggi, vitto ed alloggio gratuiti solo per lavoro effettivamente svolto con perizia ed onestà. La predetta retribuzione sarà uguale per tutte le famiglie. Per famiglia s’intende padre, madre e figli. Chi non è sposato, come i preti, non costituisce famiglia, ma avrà assicurata la casa, il lavoro e solo 1000,00 euro mensili. Le predette retribuzioni certamente potranno subire variazioni in meglio; comunque il tutto sarà oggetto di onesta valutazione da parte di esperti in materia economica ed amministrativa, avendo sempre cura affinché la collettività possa vivere nella certezza e con serenità. Caveant consules, ne quid respublica detrimenti capiat.
Nessun amministratore del popolo avrà diritti maggiori o privilegi rispetto a qualsiasi cittadino non solo, ma sarà chiamato per nome o cognome e sarà “onorevole o biasimevole”, a seconda di come svolgerà bene o male il compito affidatogli dal popolo.
Nessuno pagherà tasse e imposte, nonché bollette per gas, luce, acqua et cetera, in quanto tutti i servizi saranno erogati dallo Stato, che tratterrà mensilmente dalla carta di credito le somme inerenti sia alle tasse, che alle imposte, nonché ai consumi energetici e a quant’altro con la lettura diretta dei contatori. La famiglia avrà il buon senso di evitare qualsiasi spreco di energia fornita, perché lo Stato ne avrebbe nocumento; qualora ci fosse consumo non contenuto nei limiti, lo spreco farebbe abbassare la retribuzione mensile.
Non si faranno più dichiarazioni di reddito, perché, come ho scritto, non ci sarà motivo: il fisco erogherà ad ogni nucleo familiare la retribuzione prestabilita netta mensilmente.
Tutte le spese mensili in entrata e in uscita dei cittadini saranno controllate; qualora il nucleo familiare o il singolo cittadino non spendesse tutta la retribuzione mensile ricevuta, la prossima retribuzione mensile sarebbe integrata dalla somma spesa, fino ad arrivare alla retribuzione prestabilita di 5000,00 euro mensili per nucleo familiare e 1000 euro mensili per singolo cittadino non sposato. Nessun nucleo familiare potrà spendere più di 5000,00 euro al mese. Questo si può fare facilmente, dando al cittadino una carta magnetica, che verrà mensilmente caricata. Il denaro non circolerà più attraverso moneta e cartamoneta, ma solo con carta magnetica, come già scritto.
L’assegno mensile di 5000,00 euro, sarà erogato, come ho scritto, attraverso la carta magnetica ricaricabile, al capo-famiglia del nucleo familiare, composto di 4 persone; per ogni persona in più 500,00 euro, per ogni persona in meno 500 euro in meno. I soldi mensilmente saranno gestiti diligentemente di comune accordo col coniuge. Per quanto riguarda l’assegno mensile, di cui sopra, il modo di erogazione ad ogni nucleo familiare potrà essere elaborato in maniera diversa, sempre tenendo in gran conto che il cittadino dovrà vivere dignitosamente e paritariamente con i suoi simili. Lascio fare agli onesti economisti, che sicuramente troveranno sistemi migliori rispetto a quanto da me esposto in maniera indicativa ed elementare, ma animato dal senso di humanitas. Questo vale anche per tutto ciò che ho scritto, sempre che l’elaborazione degli esperti miri al favor populi.
Tutti i proventi derivanti dagli acquisti di alimenti abbigliamenti et cetera andranno nelle casse dello Stato; quindi anche chi fa il fruttivendolo o altro avrà sempre la predetta retribuzione mensile o come nucleo familiare o come singolo.
Non vi saranno lavoratori autonomi, ma tutti dipendenti dallo Stato. Tutti i cittadini avranno un lavoro secondo la loro predisposizione e le loro capacità.
Ci saranno ricercatori in ogni settore delle attività per migliorare la vita degli esseri viventi sulla terra.
Tutte le condutture idriche, elettriche ed altre saranno efficienti, in modo che non vi siano più dispersioni; per il rifacimento delle stesse i lavori avranno inizio al più presto.
Non si faranno più viaggi sulla luna o altri pianeti; il denaro impiegato per le predette iniziative dovrà essere speso per la ricerca a 360° e per migliorare sul pianeta Terra il vivere civile in tutti i sensi.
Tutti gli alimenti dovranno essere prodotti e consumati dai cittadini, in modo da non importarli o importarne di meno. Lo stesso dicasi per l’abbigliamento, per le risorse energetiche et cetera.
Lo Stato si sosterrà con l’esportazione di ciò che produce biologicamente in abbondanza, col turismo, con la cultura, con il lavoro dei cittadini, svolto con perizia, con la diligenza del buon padre di famiglia e con la confisca dei tesori mobili ed immobili accumulati anche disonestamente dai delinquenti di ogni ordine e grado. Anche qui lascio fare agli esperti di buon senso.
La convivenza sarà ammessa ed avrà validità giuridica, ma quando ci si sposa non ci si può divorziare.
L’aborto sarà ammesso quando si avranno già due figli e per motivi salienti di forza maggiore. Le donne e gli uomini saranno liberi si usare con perizia i mezzi necessari alla non procreazione e le strutture preposte ne daranno la giusta consulenza.
Tra cittadini non sarà permesso minacciarsi, ingiuriarsi e quant’altro di negativo anche lievemente, ma rispettarsi in qualsiasi occasione. A chi non lo facesse, verrebbero dimezzate le ferie: invece di 30 giorni, 15 giorni all’anno per 2 anni.
Tutti, se vorranno, potranno avere in gestione una casa in campagna con 1000 mq di terreno o in montagna o al mare per passatempi nelle ore libere.
Le case automobilistiche produrranno autovetture di media cilindrata (fino a 1200) e con velocità massima di 80 km orari, superata la quale, il motore si autoregola; le autovetture saranno dotate di tutte le innovazioni tecnologiche per renderle più sicure ed economiche, meglio se elettriche o ad energia solare. Le autovetture degli altri paesi per turismo potranno entrare in Italia anche se di cilindrata superiore, ma dovranno avere dei riduttori di velocità ed adeguarsi alle norme italiane: 80 su autostrade, 50 su strade secondarie e 20 in città. Le case automobilistiche italiane potranno produrre autovetture di cilindrata superiore, ma le stesse saranno destinate al mercato estero, se le richiederà.
Saranno aboliti gli autodromi per gare automobilistiche, ma solo per provare gli autoveicoli e i motoveicoli, onde evitare il macello di tanti giovani piloti, che per stupido agonismo, attratti dalla facile conquista della notorietà ( poi quale notorietà?) e dal denaro, perdono la loro vita e, dando il cattivo esempio, espongono anche quella di tanti altri giovani che cercano di emularli su strade non idonee a tale cruento “sport”. Tutte le discipline sportive saranno praticate senza aggressività o fanatismo e senza fine di lucro; quindi, saranno abolite tutte le scommesse.
Tutte le strade dovranno essere sempre ben tenute. Tutte le trazzere saranno asfaltate e tenute bene. Tutti i servizi saranno perfettamente efficienti e tutti i cittadini saranno obbligati a non rovinare niente, perché, se scoperti, saranno puniti severamente.
Il ponte sullo stretto di Messina, opera faraonica assurda, non avrà ragione di esistere, basterà migliorare il servizio dei traghetti; infatti, l’area dove insisterebbe è ad alto rischio sismico. Le ferrovie saranno dotate di treni non ad alta velocità, ma comodi ed igienici, e di apparecchiature tecniche tali da rispondere alla massima sicurezza.
Tutta l’Italia dovrà passare nel più breve tempo alle risorse energetiche naturali: eoliche, solari etc. sia per non danneggiare la natura, sia per acquisire una certa autonomia di energia pulita. Tutte le centrali nucleari dovranno essere smantellate, avendo cura si smaltire e neutralizzare i materiali nocivi con le più moderne tecniche sulla sicurezza, onde non arrecare danno agli esseri viventi sulla terra nel presente e nel futuro. Salus populi suprema lex esto.
La produzione di qualsiasi cosa, dagli alimenti ai profumi et cetera sarà fatta pervenire direttamente ai pubblici supermercati, ma resteranno aperte le pubbliche piccole botteghe, dove la gente di quartiere, se in difficoltà fisica, potrà comprare più agevolmente. Su tutti gli alimenti, dalla produzione alla vendita, ci sarà assoluta vigilanza; anche i commessi alla vendita saranno vigilanti specializzati in merito, in modo che tutti i prodotti da loro siano preventivamente controllati; lo stesso dicasi per l’abbigliamento, in relazione ai tessuti impiegati si adopererà lana vera, vero cotone, vera seta e la confezione sarà fine ed anallergica.
Nessuno indosserà capi di pelle di animali. Tutti vestiranno bene, con il corpo poco scoperto e dignitoso; al mare, come ho anzidetto, è permesso scoprirsi con il costume a due pezzi. Chi no ottempererà verrà punito con pene severe.
Tutto ciò che si romperà o andrà in avaria dovrà essere riparato immediatamente, gli addetti che non agiranno immediatamente saranno puniti e se verrà fuori altro danno per negligenza la punizione sarà doppia.
Qualsiasi opera sarà portata a termine nel più breve tempo da ottimi lavoratori specialisti dal progetto alla sua ultimazione e i materiali saranno sempre di ottima qualità. Qualora l’opera non risultasse eseguita ad arte e quindi dalla cattiva esecuzione derivassero danni, tutti i componenti in solido dall’ingegnere al manovale subiranno pene severe.
Tutti i cittadini italiani avranno il dovere di mantenere bene qualsiasi cosa dagli stessi gestita e qualsiasi cosa che appartiene alla collettività.
Tutti i cittadini italiani che hanno fabbriche e beni fuori dall’Italia saranno considerati stranieri e, pertanto, potranno stare in Italia da turisti e in relazione al reddito prodotto all’estero dovranno pagare all’Italia tasse di soggiorno, ma il loro comportamento sarà sorvegliato per il benessere sociale; se scoperti di malaffare, subiranno pene severissime.
Nessun cittadino italiano possiederà beni all’estero e, se ne ha, per potere restare in Italia, li dovrà donare allo Stato italiano, che garantirà allo stesso il trattamento dei cittadini italiani; se, invece, decidesse di tenersi i predetti beni all’estero, dovrà lasciare l’Italia, della quale perderà la cittadinanza, ma avrà la possibilità di ritornarci da turista.
Qualsiasi cittadino immigrato in Italia, se onesto, potrà avere il suo domicilio in Italia ed gli stessi diritti del cittadino italiano, ma sarà obbligato al rispetto dei canoni sopra descritti.
Tutte le spese ordinarie e straordinarie, relative a ciò che si gestisce ( case, terreni, ed altro), saranno a totale carico dello Stato. Infatti nessuno sarà proprietario di niente, ma si avrà solo il possesso temporaneo: finché si vive, si gestirà il tutto con il comportamento del buon padre di famiglia e chi non gestirà bene le cose affidategli in gestione ne pagherà i danni, assottigliando così la retribuzione del suo nucleo familiare.
Le leggi italiane saranno poche e chiare in maniera che tutti le comprendano e le applichino. Lo storico ed uomo politico latino, Publio Cornelio Tacito, ha ragione: “corruptissima republica plurimae leges”; infatti, solo uno Stato corrotto emana molte leggi, che poi non vengono rispettate non solo dal popolo, ma soprattutto da coloro che le fanno. Tutte le leggi in contrasto con il civile vivere, con l’uguaglianza, con la disparità di trattamento et cetera saranno abolite.
Tutti saranno addestrati all’uso del computer ed avranno conoscenza di tutte le innovazioni tecniche e scientifiche in tutti i settori delle attività attraverso tutti i mezzi di comunicazione di guisa che tutta la vita sociale e del lavoro sia vissuta positivamente.
Tutte le frontiere saranno vigilate sempre, 24 ore su 24, e nessuno potrà entrare ed uscire dall’Italia senza visto dei preposti alla vigilanza. Chi non dovesse rispettare la predetta legge, sarà sottoposto a pene severissime e le stesse pene saranno applicate ai vigilanti, che non svolgessero la loro funzione con efficacia.
Chiunque portasse denaro o altro dall’Italia all’estero e viceversa sarà condannato, accertato il reato, alla fucilazione, come i traditori dello Stato, i mafiosi, gli stupratori, gli omicidi, i ladri, i deviati sessuali.
Tutti i titoli cosiddetti nobiliari a qualsiasi livello e per qualsiasi istituzione saranno aboliti; tutti saranno chiamati per nome o per cognome. Ogni cittadino che vivrà, lavorerà e si comporterà da persona umana sarà un nobile uomo.
Verrà abolito il “Lei” e tutti i cittadini useranno il “Tu”. Non vi saranno più titoli, ripeto, come papa, professore, dottore et cetera, ma qualifiche per qualsiasi lavoro, come già scritto, e i nobili saranno coloro che si distingueranno durante la vita per le azioni nobili compiute nei confronti della collettività; questi come premio potranno viaggiare a spese dello Stato anche all’estero per un mese all’anno.
In relazione al debito pubblico italiano, lo Stato certamente non pagherà più interessi ai risparmiatori italiani e tutti i loro capitali investiti in titoli di Stato saranno fiscalizzati. Solo così il predetto debito pubblico si potrà estinguere. Certamente si dovranno pagare solo gli interessi agli investitori stranieri che hanno speculato, acquistando i predetti titoli italiani, ovvero, se si hanno o si avranno le risorse economiche, si restituirà direttamente o in maniera dilazionata il capitale. Tanto si farà, per dare dignità all’Italia, onorando gli impegni assunti in merito a quanto sopra scritto. E’ lapalissiano che non esisterà più la borsa, oggi e sempre al servizio di tanti potenti delinquenti.
L’essere umano e qualsiasi essere vivente sulla terra sarà patrimonio dell’umanità e chi attenterà alla sua distruzione commetterà altissimo tradimento e, pertanto, verrà fucilato.
La casa in rapporto al nucleo familiare dovrà essere spaziosa, come ho già scritto, igienica e munita di tutte le comodità: acqua, luce, riscaldamento, doppi servizi et cetera. Quindi non si costruiranno più edifici ad uso abitazione civile, i cui vani sembrano loculi di cimitero.
L’Italia dovrà diventare un polmone di ossigeno, perciò sarà tutta rimboschita. Così facendo, vi sarà meno pericolo di frane o altro.
Tutte le costruzioni dovranno essere fatte con progetti antisismici, utilizzando sempre materiali e risorse umane di provata preparazione ed esperienza in merito. Non si costruiranno paesi e città alle pendici dei vulcani o vicino al mare, ma in siti ritenuti geologicamente più sicuri.
Gli Stati della terra potranno, se lo vorranno, condividere questo progetto Italia. Lo Stato che non avrà le risorse per attuarlo, ma lo riterrà giusto, potrà essere aiutato da tutti gli altri Stati della terra, che avranno voglia di condividere il progetto: ecco la globalizzazione. Non più divide et impera, sed religa et vive in pace. Quanto da me non previsto e qui non descritto per il buon vivere civile, sarà oggetto di onesta e valida integrazione ai punti fin qui trattati da parte di validi e ben pensanti uomini, in maniera che la collettività ne tragga sempre più vantaggio.
Tutto quanto da me elementarmente scritto potrebbe essere utopico, anzi oggi lo è, ma è proprio l’utopia, che ha spinto l’uomo ad evolversi in tutti i sensi. L’utopia è il motore della conoscenza, perché sollecita l’essere umano alla continua ricerca in tutti i campi. L’utopia spinge l’uomo a guardare all’orizzonte; se l’uomo, infatti, guarda la luna e non il dito che la indica spesso raggiunge le più alte mete, traendone grande benessere e l’utopia diviene realtà.
L’utopia si può paragonare alle favole, ma le favole nel tempo si sono, talvolta o spesso, mutate in realtà. Ma quanto io propongo non è una favola, ma l’anelito di tutti i benpensanti, una supplica ai miei simili ed una continua richiesta di benessere collettivo, che, ripeto, non è una favola o un miraggio; infatti, se il popolo ne prenderà coscienza, in tempi brevi, spero, la favola si potrà trasformare veramente in benessere sociale.
Ascolta, uomo, i buoni sentimenti del tuo cuore e non il rumore assordante del vile ed effimero denaro, che divide e distorce sempre di più la tua natura umana, creando le più ingiuste e drammatiche discriminazioni sociali, che spingono ai perenni conflitti e agli atti insani, a cui, impotenti, quotidianamente assistiamo.
Mia nobile e saggia signora, ho esposto forse molte riflessioni, che certamente dovrebbero essere meglio coordinate e soprattutto bene analizzate dagli onesti specialisti del mestiere, ma ho voluto esprimere in maniera sommaria la sostanza del mio pensiero di uomo civile, che, essendo stato a contatto con le quotidiane sofferenze altrui, ritiene giusto che l’uomo possa vivere e lavorare dignitosamente, senza discriminazione alcuna e col rispetto reciproco in tutte le espressioni della sua vita sociale.
Sicuramente, mia attenta signora, come ti ho scritto all’inizio della lettera, se avessi potuto dialogare con te di presenza, avrei goduto della bellezza del bene del tuo intelletto ed avrei adesso la risposta certa ed immediata su tutto ciò che ho dianzi esposto.
Credo che il mio pensiero sarà gemello al tuo e certamente la tua costruttiva analisi amplierà e darà più giusto ordine alla sostanza di quanto sopra io, piccola mente, ho in parte compendiato.
Se ciò che ho scritto e da te indi coordinato avrà fortuna e sarà applicato per il bene del prossimo nel tempo, io morirò soddisfatto, pensando che non vissi invano un solo giorno e non persi né l’olio, né la fatica. Quello che non ho potuto fare politicamente, infatti, e non da disonesto politicante, perché non mi sono mai voluto far trascinare dalla fiumana del fango che da anni scorre attraverso tutta l’Italia, l’ho fatto attraverso i miei comportamenti e in silenzio durante la mia attività lavorativa, che mi ha messo di fronte alla penosa realtà quotidiana dei miei simili.
Il sogno, che da giovane io feci e che ancora oggi nello stesso ho fede, sono certo che si avvererà. So, però, che quando saluterò per sempre la mia vita, purtroppo, non avrò risveglio.
Ahimè! Avrei tanto desiderato partecipare unitamente ai miei concittadini, almeno per un momento, alla nuova vita nell’agognata pace.
Adesso, mia cara e saggia Sofia, mi congedo, inchinandomi come sempre alla bellezza della tua sublime sapienza.

Gino Ragusa Di Romano
Dal mio libro LACRIME E SORRISI - Pellegrini Editore - Cosenza 2014










LETTERA A SOFIA testo di Gino Ragusa Di Romano
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