Ciao Mamma, volevo chiederti scusa. Per tutta la mia adolescenza ho dato a te, alla tua professione di psicologa, la colpa di tutti i miei problemi. La difficoltà ad affezionarmi alle persone, a gustarmi ogni singolo momento della mia vita, la mia sindrome da abbandono. Ti ho incolpata ingiustamente perché pensavo di non avere una vita uguale a quella dei miei coetanei. Il rientrare a casa troppo presto, le continue visite mediche, la tua severità sulla scuola, erano tutte cose che ritenevo eccessive ed ingiuste, ma come mi sembrano patetiche adesso! Quanto ho urlato, pianto e discusso, per queste sciocchezze. Solo ora me ne rendo conto. Ti ho sempre dato la colpa di tutto ciò. Anche quando ho iniziato l'Università. Avevo paura a fare amicizia, mi vergognavo di tutto, ero terrorizzata e stanca di sentirmi soffocata dalle persone. Volevo dirti che mi dispiace. Tutto questo è stato solo colpa mia. Un giorno, quando nel momento peggiore della mia vita, cercavo disperatamente un'etichetta per sentirmi effettivamente parte di qualcosa di concreto in questo mondo competitivo, e distruttivo, per non sentirmi mai sola, per non sentirmi mai "diversa", tu, appoggiando una mano sulla mia guancia mi dissi: « Amore mio, tu non sei diversa. Tu sei l'Avanguardia!» Grazie Mamma
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