Accartocciando la scatola di medicinali per deporla nel contenitore della carta da smaltire mi è rimasto in mano il foglietto illustrativo. Non so perché, non lo faccio mai. Appartengo a quella percentuale, forse minoritaria, di persone che non legge mai le “informazioni per il paziente”, chiamati “bugiardini”. Ci sarà una ragione, anche questo deve avermi condizionato. Comunque, se il medico mi dice prendi questo medicinale non ho niente da obiettare. Lo prendo, mi fido. Non vado mai su Internet a vedere cosa succede alle persone con gli stessi sintomi, non consulto le statistiche mediche né le opinioni di coloro che ne fanno uso. Direi, per semplificare, che esaurisco il mio lancio fideistico attraversando la città per recarmi allo studio medico. Lui, il medico, mi chiede a che punto siamo, mi dice cosa devo fare, io eseguo. Quindi, tornando all'inizio, le scatolette del farmaco stanno lì con scritto gli orari di assunzione, devo solo preoccuparmi che non sia domenica quando finisco la scatoletta.
Prima di accartocciare la scatola vuota, ho tolto meccanicamente il foglietto illustrativo, chissà poi per quale misteriosa associazione di idee, forse per il podcast che stavo sentendo e pensavo a un certo giro di parole che mi era sembrato interessante. Intanto, un papiro, così lungo che ho voluto misurarne a spanne la lunghezza. Quattro spanne, all'incirca venti centimetri ciascuna, perciò quasi ottanta. Scritto su due lati, quindi un metro e mezzo abbondante di indicazioni.
Ho detto caspita! Quanto dispendio di energie e quante persone si devono essere messe lì a scrivere per altre persone che non leggeranno mai. Stavolta ho letto. A un certo punto fra i possibili “effetti indesiderati” più comuni (“può interessare una persona su dieci”) c'è scritto: incubi.
Chi va a dirlo a Freud? Cosa sono servite le letture di molti suoi trattati? Mi stanno quindi dicendo che una minuscola pillola bianca, questa, assunta per il mantenimento della regolare frequenza cardiaca, è la responsabile dei risvegli alle quattro di notte, degli ospiti ricorrenti, sempre gli stessi che sempre allo stesso modo si presentano ignorando i richiami perché la mia voce non si sente? E la psiche? E la materia di cui sono fatti i sogni? Freud, per amor di Dio! E' vero che i sogni “si fanno” e gli incubi “vengono”, cioè: i sogni vengono da dentro, gli incubi da fuori. Ma da una pastiglia bianca, davvero? Allora aggiorniamoci, riscriviamo tutto. Diteci da quali pastiglie vengono gli incubi. Mettete i manifesti, insegnatelo alle elementari. Soma, psiche, anni a studiare corpo e anima e poi guarda. Un foglietto illustrativo: effetti collaterali: incubi.
p.s.2023
Il bugiardino testo di Zodiac