Caro Amico, sei qui davanti a me che stai scrivendo utilizzando la mia solita tastiera...amica, nemica, confidente, assolutamente l'unica interfaccia tra il mondo esterno e la tua anima, il tuo cuore, la tua profonda intimita' ricca di pensieri e sensazioni, di angosce e paure, di gioia e felicita'.
Che dire ? In questo periodo hai passato momenti di totale abnegazione, difficili da spiegare ed impossibili da provare per chiunque. Sei caduto
prigioniero di vortici e voragini oscure che ti hanno risucchiato e trascinato giu', nel piu' profondo buio in caduta libera. E ti crogiolavi in queste
sensazioni forti, battute, dure, martellanti senza volere cercare un appiglio. Tante le mani protese, tanti i rami incontrati da usare come ancora: ma tu li
urtavi, utilizzandoli come arma per colpirti, per ferirti e ne uscivi sanguinante e dolorante volendo sprofondare ancora piu' nel vuoto nero, freddo, con la mente
tesa a voler provare quella tremenda e nel contempo piacevole sensazione di vertigine e di opprimente costrizione del torace, dove la realta' diventava
un film che scorreva talmente veloce da sembrare immobile, e dove le immagini scorrevano all'impazzata, senza darti la possibilita' di fissarne una per
concentrare i tuoi pensieri ed avere un punto di riferimento. Dolore, diabolica felicita' nel provare sempre piu' dolore, oppressione, nel vedere i tuoi sogni
sfumare come una tiepida lacrima di fumo in una giornata di tempesta, forte desiderio nel voler guardare in basso, dove il buio assoluto, gelido compagno, era
l'unica luminosa fonte di benessere e vitalita'.
Poi, all'improvviso, la considerazione e la presa di coscienza del tuo essere: chi, quale essere puo' avermi gettato in questo vuoto, dove la fine e' l'inizio di
una nuova caduta senza scampo ? Perche'? Perche' non dimostrare prima a te stesso e poi al resto del mondo la tua forza, la tua invincibile potenza nel
risalire con un colpo di pinne, su, in alto, senza sentire altro che le laceranti sferzate d'aria sul tuo viso, indice di una velocita' e ripresa al di sopra di ogni
immaginazione? Un solo, potente colpo, ed in pochi attimi ecco la luce apparire come una fioca e debole candela lontana e all'apparenza irraggiungibile...
e subito dopo ecco il calore di un caldo sole d'estate avvolgere tutto il tuo essere, scaldare anche le parti piu' nascoste del tuo cuore e del tuo inconscio.
Ecco la sensazione della tua anima rifluire con tepore dentro, come un caldo e piacevole bagno dopo una giornata trascorsa all'addiaccio.
Eppure il ricordo di quella sensazione di stordimento provata durante la caduta verso l'infinito e' un ricordo lontano ma presente, utile per affrontare le
future sensazioni, i futuri approcci con il mondo e con le persone che lo popolano. Tu, solo, forte, impassibile di fronte a cio' che prima ti straziava l'anima,
che ti arrovellava le viscere, ora usi l'esperienza passata come stimolo per una nuova vita, hai vinto il tuo nemico che, invisibile, pareva invincibile. Lo hai
sottomesso, hai schiacciato senza pieta' la sua testa, ne hai estratto l'essenza per la tua vitalita'.
Affronta il tuo domani con consapevolezza, utilizza questa esperienza come bastone per sorreggerti nel tuo camminare e peregrinare verso la tua meta,
vicina e nel contempo forse irraggiungibile spiaggia di felicita'.
Prova ad assimilare la verita'..la felicita' non si raggiunge, essa esiste nel nostro cuore. Non occorre affannarsi, disperarsi per toccarla mentre essa fugge;
quella che rincorri non e' la felicita', e' solo una fuggevole ed apparente sensazione fugace di felicita' passiva, da poter provare solo per cosi' pochi istanti
da non valere la pena di tanto sforzo..per la vera felicita' e' necessario aprire il proprio cuore, avere la forza di dimostrare al mondo che il coraggio si
dimostra mostrando se stessi e non coprendosi di corazze, meri strumenti usurabili.
E ringrazia il mondo, attore consapevole nel realizzare la tua caduta verso il buio...senza il mondo, non avresti realizzato, non
avresti compreso quanto importante sia la forza del tuo essere interiore, quanto potente sia la tua intima capacita' di alzarti, e di guarire come un
miracolato dalle ferite che ti avevano martoriato e sfigurato.
E ricorda....la prossima caduta sara' ancora piu' buia, veloce, opprimente. Non potrebbe essere diversamente...non proveresti le stesse sensazioni, non
riusciresti a perderti per poi ancora ritrovarti forte, eretto, sicuro della risalita...se riuscirai a risalire.
Arrivederci, Amico mio.
Torna presto a trovarmi.
Lettera a te stesso - un amore e' finito testo di nuovog