Il ciclo di Raata - Origine

scritto da Kanzio
Scritto 3 anni fa • Pubblicato 3 anni fa • Revisionato 3 anni fa
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Testo: Il ciclo di Raata - Origine
di Kanzio

"Si unirono alle luci dei pannelli luminosi. Lei si chiese chi fosse. Era nata da pochi minuti e aveva già sperimentato l'intera gamma delle emozioni umane, proprio come suo fratello. Percepiva la sua estasi, senza conoscerlo. In pochi minuti si formò la sua indeterminata autocoscienza, poiché non cresciuta nel tempo, ma partorita da adulta. Entrambi da quella vasca in vetro e sospesi nei viscosi fluidi si erano affacciati alla vita nel più brusco e brutale dei modi. Lui aveva già eliminato la sua prima vita. Era nato una seconda volta dopo aver cambiato le sue sembianze in quelle della vittima. Poi tornò a essere se stesso e risvegliò quindi la sua dea. Erano Asuritas e Kels. Ma ancora non lo sapevano. Lei prese per mano lui e si affacciò davanti al vetro che li separava dal vuoto cosmico.
Potevano tutto. Avevano forma umana, ma potere illimitato. Liberarono i nostri ascendenti dal torpore, e sostituirono insieme le antiche genti con le nostre genti. Essi presero la via per la terra da cui proveniva metà del loro patrimonio genetico. Scelsero chi li avrebbe seguiti su quel nuovo mondo.
Donarono loro una casa. Alla fine, trascesero la loro forma terrena per unirsi a quella dei soli che ci scaldano. Ma alla fine di ogni ciclo solare essi tornano fra noi, per guidarci, giudicarci e renderci adulti ai loro occhi."
-E dovrei crederci?- Disse Laess al suo nuovo primo ufficiale. Una giovane donna di nome Aliza.
- Signora. Questo è ciò che hanno detto ai nostri antropologi. Hanno tradotto i loro testi.-
- Ci fu un ammutinamento. Ecco tutto. Alcuni "Pionieri" si ribellarono. E noi arriveremo a riportare l'ordine naturale delle cose. Capiranno che la loro è un effimera esistenza, e che questi secoli saranno serviti solo per preparare il nostro arrivo.-
Laess tagliò corto. Non poteva credere a divinità e miti di creazione. Doveva scontrarsi con una popolazione che era dal suo punto di vista illegittima occupatrice del suo pianeta. Quello era il suo pensiero. Da due anni la Asteria IV orbitava attorno a Raata, e dopo varie missioni esplorative, era giunta l'ora di una massiccia invasione.
Era sulla plancia di comando, in altissima uniforme, capelli raccolti in una crocchia tenuta su da una bacchetta in legno. Attorno a lei, i dodici portatori dei sigilli. Diede l'ordine 144. Ognuno dei dodici estrasse la chiave dal medaglione che portava al collo e le inserì nella consolle centrale. Dalla nave intergalattica si staccarono tre grandi macchine spaziali, volteggiarono nel vuoto prima di allinearsi una di fianco all'altra. Si diressero verso l'atmosfera del pianeta puntando la loro enorme trivella dritta al cuore del pianeta. Laess si mise seduta sulla poltrona del Comandante, si sciolse i capelli e accavallò le gambe. Aliza era al suo fianco e così come Kels prese per mano Asuritas mille anni fa, lei strinse la mano della sua comandante.
Il ciclo di Raata - Origine testo di Kanzio
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