Cambio faccia cambio voce mi esprimo anche a gesti
ho bisogno di comunicare il vuote che c'è in me
ma non posso arrivare ad un cuore che non c'è ,
Non sono solo rime le mie prigioni ,
c'e' sempre un po' di più fra le righe
leggi un sogno posdatato ma non scaduto ,
calato come spada in una allucinante realtà .
Ho capito i miei limiti specchiandomi in te
non avrei superato le mie paure
continuando a guardarti soltanto in superficie ,
gesti e pensieri ripetuti all'infinito ,
drammatica Metropolis senza logica nè senso ,
non mi posso rassegnare no ,
viaggio contromano ,
non mi adeguo per regio decreto ad una maggioranza, col cervello in latitanza,
ad una finta democrazia in perenne vacanza ...
Coltivo il dubbio come unica certezza ,
andando oltre l'apparenza,
non dormo su una nuvola per innata coerenza
provo a decifrare fatti, incrociando dati, fatti, informazioni
non accetto passivamente la realtà .
Nella presente situazione pensare è atto criminale ,
scrivere diventa una missione che va oltre 'sta canzone ,
provare ad accendere cuori , far nascere passioni ,
riflettere capire , agire di conseguenza ,reagire controtendenza,
valutare l'ipotesi e la conseguenza .
Non è normale vivere come conigli da riproduzione
non è l'idea nè l'ideale ,
non uso il mio kazzo per creare nuovi schiavi
non voglio concimare la vostre parole con il mio seme ,
meglio morire suicidandomi di seghe .
Imparo dalla vita, dai libri all'indice e dal medio ,
dalle esperienze della strada conseguenze delle mie scelte,
non dirmi di cambiare è tardi ,
inutile tradire anche me stesso ,
leggo il sistema da un'altra prospettiva ,
vado oltre l'invettiva, cerco risposte in modo diverso,
una strategia controtendenza ma che sia costruttiva .
Non filtro ne misuro i fatti intorno a me
attraverso televisioni, o social network ,
vivo, a volte no ,con la testa tra mille nuvole,
ma la mente ben salda nell'irreale realtà.
Ciò che volevo nella vita non l'ho ancora capito
non ho mai chiesto sconti, ho sempre pagato per ogni errore, parola, gesto .
Non so cosa sono, ma sono questo, inquieto ribelle tormentato, un uomo sbagliato,
anomalia di mezzo in un mondo pensato perfetto,
ma applicato col kiulo e sempre per difetto .
So anche ammettere che non basterebbe cambiare abito ,
cambiare casa, forse dio ,
per diventare come voi , anch'io,
so che per farlo ci vorrebbe un miracolo alla padre pio ,
rinascere non in un IO,
ma in un NOI, ed è per ora un sogno al di là di grazia, preghiere ,elevazioni.
Le aspirazioni non mi fanno più perdere il sonno ,
le rincorro, provo a realizzare se le vedo ,
ma litigarsi il cielo non è più un gioco per la mia età .
Spero tanto che questa uniformità ,
non uccida il cambiamento multiculturale,
nuova genesi multietnica che nasce dal confronto ,mai dallo scontro.
Vorrei morire vedendo mille colori, forse bandiere , che attraversino i continenti,
fino ad arrivare a vedere che non esistono più confini .
e riusciremo a parlare , poi capirci, anche ballando, come fanno solo i delfini .
Riuscire a vedere uomini senza razza,
camminare mano nella mano ,
e poi credere che potremo vivere insieme,
una sola anima con tante armonie ,
che si trasformano in luce di un'unica civiltà .
E poi PataPem testo di fabio b