EPISODIO 5 - Dove sei, oh figlia?
L'aria si insinuava insidiosa tra le vesti, facendo rabbrividire il vecchio visitatore.
Max si scrollò di dosso quella sensazione, forse dovuta al luogo in cui si trovava: un piccolo cimitero cileno.
Chibi era fermo accanto a lui stranamente silenzioso, gli occhi persi in ricordi che cominciavano a riafforare dalla nebbia della morte.
" Cimitero" sussurrò il fantasmino, aumentando l'atmosfera lugubre di quel luogo.
" Ti sovviene qualcosa, piccolo amico?"
" Facevo spesso visita alla tomba del nonno... credo, non riesco a ricordare bene"
" Non c'è bisogno di sforzarsi, tutto arriva a tempo debito". Max non voleva che il suo amico si deprimesse ancora di più: dopo aver sconfitto il Kelpie, era rimasto molto deluso dalla mancata liberazione da quella sua forma eterea. Un bambino non sa che raramente le cose sono così semplici.
Ma qualcosa di strano si stava delinenando in tutta quella situazione. Prima la Maledizione della pietà e adesso la Maledizione della Marionetta, entrambe troppo rare e complicate perchè si trattasse di una coincidenza. Cosa stava succedendo? Qualcuno aveva voluto Chibi morto? Chi? E Perchè?
I sospetti non potevano essere molti, d'altra parte gli stregoni erano davvero pochi ormai, ma proprio per la loro natura schiva era davvero difficile trovarli. Per adesso l'unico modo di sbrogliare la matassa era andare avanti con il piano e capire quale mostro avesse tolto la vita al suo amico.
Proprio per questo erano in quel posto durante una giornata uggiosa e spettrale: gli serviva una pista.
Il prossimo mostro sul loro cammino era il Chupacabra, e Thommy aveva riconosciuto dalla foto scelta da Chibi alcune caratteristiche che lo riconducevano alla sottospecie cilena. Cercarlo senza nessuna dritta era come cercare un ago in un pagliaio fatto d'aghi, perciò serviva di nuovo l'aiuto di un Mostro Sapiens; ve ne erano diversi in Sud America, ma una fra tutti era quella più legata alla morte.
Come se questo pensiero l'avesse richiamata, un flebile pianto risuonò poco distante mentre una nebbiolina spettrale si allargava lungo il terreno, inglobando anche le vecchie lapidi.
"Andiamo Chibi, sta dietro di me".
Max si mosse agilmente fino al luogo dove quel lamento proveniva. Dinanzi a lui vi era una parte ancora immacolata del cimitero su cui si ergeva una figura spettrale di bianco vestita, lunghi capelli diafani le incorniciavano il volto emanciato, e copiose lacrime le scorrevano lungo le guance allagando il terreno sottostante.
La Pucullèn, anche conosciuta come la Llorona.
" Non vorrei disturbarla" esordì Max " ma ho bisogno di parlarle". Il cacciatore sapeva bene che quello era un compito importante dello spettro, ossia indicare con le sue lacrime cristalline dove seppelire un defunto, ma non avevano tempo da perdere.
La ragazza in lacrime alzò il volto verso di lui, fissandolo con i suoi occhi grandi e disperati. Aveva il viso di una giovane ragazza, ma quell'aura spettrale la rendeva spaventosa.
" Cosa desideri, Maximilian Thorns?"
" Cerco un mostro maledetto, un Chupacabra per la precisione. Un esemplare che si comporta in modo strano".
" E perchè lo chiedi a me?"
" Tu conduci i morti con le tue lacrime verso l'aldilà, gli impedisci di tornare indietro nel mondo dei vivi. Se qualcuno muore, tu lo sai. Ho bisogno del tuo aiuto, per adempiere un compito simile al tuo". Max si scostò appena per mostrare Chibi, nascosto sotto il cappotto.
Un fantasma a cui non piacevano i fantasmi, molto curioso come fatto.
La Llorona lo fissò intensamente, le lacrime che non smettevano di sgorgare e le labbra incurvate in un'espressione tremendamente triste.
" Maledzione della Pietà" sussurrò. " Capisco".
" Mi aiuterai quindi?"
" Si, ma non per questo motivo. Tu sei come me, non è vero Maximilian Thorns?"
Il cacciatore sentì una fitta la cuore. Sapeva bene a cosa si riferiva. La Pucullèn era in origine una giovane madre a cui avevano strappato il suo bambino dalle braccia, e per questo aveva ceduto alla disperazione. Il suo dolore era quello di chi perdeva una persona cara, ed è per quello che conduceva i defunti al loro posto, per donare la pace che non sapeva trovare.
" Hai perso tua figlia, lo posso sentire. Posso sentire lo stesso dolore che alberga dentro di me. Tu sei come me".
" Lo so" sussurò Max. Se qualsiasi altro mostro avesse osato toccare il ricordo di sua figlia lui l'avrebbe fatto a pezzi senza un secondo ripensamento.
Non questa volta. Quella davanti a lui non era un mostro, ma solo un'anima sofferente.
" Ho condotto alcuni uomini uccisi inspiegabilmente da un Chupacabra, e l'ho avvertita. Ho avverito una maledizione"
" Della Marionetta, vero?"
Lo spettrò annuì. Era risaputo che quei tipi di mostro attacavano solo animali, perciò un comportamento così violento verso degli esseri umani non era di certo normale .
Con un movimento lento, la ragazza indicò un monte in lontananza, il dito magro e evanescente puntato verso la loro prossima destinazione.
" Grazie" disse il vecchio cacciatore, piegando la testa a mo' di inchino. Stava per allontanarsi, ma un pensiero lo fermò facendolo voltare.
La Pucullèn non si era mossa di un millimetro, come se sapesse che la conversazione non era ancora finita.
" Tu sai...". La voce si incrinò per il dolore. " Tu sai se lei è in pace?"
Lo Spettro si avvicinò a lui, asciugando con la piccola mano pallida l'unica lacrima che stava rigando la sua vecchia guancia .
" Valérie Thorns è in pace".
Max chiuse gli occhi, una sensazione di tristezza e di gioia che li si mescolava nel petto. Val...
Con un ringraziamento silenzioso si voltò, avviandosi all'uscita, ma lei non aveva finito.
" Sai bene che non è facile trovarmi o anche solo vedermi, eppure tu no hai avuto alcun problema. Sai bene cosa vuol dire".
Il cacciatore si fermò, guardandola di sbieco.
" La tua ora è vicina, Maximilian Thorns. Il Mietitore di Cristallo sta andando verso la sua ultima avventura".
"Non ho paura. Per uno come me, la morte non è altro che un agognato dono".
Detto questo si avviò a grandi passi verso l'uscita, lasciando la ragazza a piangere su una tomba che sarebbe stata presto colmata.
The Way of the Monster - A Ghost Story (Ep 5) testo di Artie Chaste