ELIOT NESS

scritto da noncelafopiù
Scritto 20 anni fa • Pubblicato 20 anni fa • Revisionato 20 anni fa
0 0 0

Autore del testo

Immagine di noncelafopiù
no
Autore del testo noncelafopiù

Testo: ELIOT NESS
di noncelafopiù




Avrei voluto scrivere di Berlusconi oggi e delle sue paranoie.
Avrei potuto postare una mia “poesia”.
Non lo farò. No.
Oggi voglio parlarvi di Eliot Ness, Dalmata.

Ieri Eliot Ness, Dalmata, ci ha lasciati.

Sei andato in silenzio, dignitosamente, scodinzolando fino all’ultimo istante.
Ricordo perfettamente la prima volta che ti vidi, cucciolo dalle poche macchie, giocherellone ed invadente, testardo e docile, ma assolutamente indisciplinato. Proprio come me.
Non fu amore a prima vista, fosti tu a scegliermi come umano degno della tua fiducia e ti sono grato per questo. Poi la tua costanza e generosità hanno sciolto il grumo che era il mio cuore e con te sono “rinato” ad una esistenza più naturale e meno tediosa.
Ricordo il tuo caratterino mica male e quante volte mi hai morso (senza mai volermi fare veramente male) lasciandomi i segni dei tuoi dentini affilati? Tante, e a volte io li ricambiavo quei morsi.
Ammetto che a volte non riuscivo a capirti, ma questo è stato un mio limite, tu invece mi capivi
sempre e lo notavo dall’espressione (scusa il termine troppo umana)dei tuoi occhi o dall’inclinazione della testa o… insomma lo capivo che avevo detto o fatto cazzate.
Avevi “campo”.
E ricordo le lunghe passeggiate e quel guinzaglio che non sopportavi proprio, no. E le corse affannate nei campi e le ululate alla luna piena? Che tempi.
Nelle lunghe sere invernali tutti e due sul divanone a pigroneggiare maestosi, mi guardavi con quei tuoi occhi sinceri e limpidi e sembrava mi leggessi dentro.
Eliot grazie, grazie per tutto l’affetto che hai saputo e voluto darmi.
Ci incontremo ancora in altro luogo, in altro tempo e tu mi risaluterai col solito abbaio secco e deciso, uno solo.
Anche se non puoi più sentirmi sei in un “campo” di mille papaveri rossi all’ombra di un leccio, oltre l’arcobaleno, sperando così che il tuo sonno sia lieve. Un poco, almeno.
ELIOT NESS testo di noncelafopiù
0