" Furto, di un Babbo Natale " ( miracoli a Natale)

scritto da Edo-e-le-storie-appese
Scritto 20 anni fa • Pubblicato 20 anni fa • Revisionato 20 anni fa
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Testo: " Furto, di un Babbo Natale " ( miracoli a Natale)
di Edo-e-le-storie-appese


Furto, di un Babbo Natale...a Natale

Data Astrale 01-12- di un qualsiasi anno, esterno carcere minorile Beccaria di Milano, tempo, piovoso con misto neve, aria di feste nelle vetrine illuminate.
Questo si presentò agli occhi di Lucescu, palazzi con addobbi natalizi, come nuova moda imponeva, tanti "Babbo Natale" appesi ad un scaletta, come se fossero in arrampicata per portare i doni.
Rimase colpito da questa novità il diciasettenne, ladruncolo per necessità, appena scarcerato e preso in custodia da un adulto del suo Clan di nomadi Rumeni, accampato nella periferia milanese, uno dei tanti.
Lucescu (nome di fantasia) s'avviò con il suo tutore, per una passeggiata in città, in cerca di qualcosa da racattare, essendo Lui senza arte ne parte.
Aveva sempre vissuto di piccoli furti ed imbrogli, era questo che gli era stato insegnato, o meglio...appreso, da quando aveva perso i genitori, morti in un incendio alla loro roulotte qualche anno prima.
Salutò il suo garante, con la promessa che sarebbe tornato al campo alla sera per dormire e magari dividere un qualche bottino.
Cazzeggiando qui e là, si trovò in via Paolo Sarpi, cuore della China Town Milanese, dove è tutto un brulicare di furgoni che intasano marciapiedi e sede stradale. Lucescu, con le mani in tasca, si trovò nelle vicinanze di una rissa fra cinesi, che urlavano e gesticolavano, ma appena fece capolino una pattuglia di vigili, come per incanto s'eclissarono, come non fosse successo nulla. Rimase sul marciapiedi con un furgone aperto una sola persona, che cercava di scaricare una montagna di pacchi.
Lucesco chiese se voleva una mano, in cambio ovvio... di qualche euro. Ok disse il cinese, ti do 20 eulo pe_scalicale tutto ( parlano così senza erre ).
Non era uno slancio di voglia lavorativa per il nostro protagonista, ma un tentativo di "guadagnare" qualche spicciolo, ma anche la fiducia dell' interlocutore, per poi fregarlo in qualche maniera ( era successo a volte che insieme ad un complice fregavano l'intero furgone.)
L'occasione d'appropriarsi di un qualcosa avvenne nel momento in cui non c'era nessuno all'orizzonte.
Fece scivolare un pacco dentro un ammasso di cartoni, imballaggi messi a catasta per essere smaltiti dal servizio AMSA, lui sarebbe ripassato la notte per recuperare il pacco, non sapeva cosa contenesse però per lui, tutto faceva brodo.
Finito di scaricare, arrivò un altro carico e così altri 20 eulo nelle sue tasche ed un altro pacco da recuperare la notte.
Notte fonda, tutto tace e l'orologio batte piccole ore.
Lucescu va a recuperare la refurtiva.
Nessuno nota mai chi fruga nell'immondizia, è piena la ricca Milano ( da Bere ) di povere persone che cercano qualcosa tra i rifiuti, non solo nelle favelas Brasileire. Con i due pacchi in spalla, s'avvia in un posto appartato per scoprire il contenuto recuperato.
Apre i pacchi e scopre ch'erano pieni di "Babbo Natale" con la scaletta, 10 per scatola.
Rimase deluso, non sapeva cosa farsene, però nella sua mente fantasiosa una lampadina s'accese, si costruì un qualcosa di grandioso: avrebbe fatto un furto, con l'aiuto della refurtiva...geniale no?
Il giorno dopo passò per varie portinerie dei palazzi più ricchi, proponendo a 10 euro i "Babbo Natale" che andarono a ruba nel giro di un isolato.
Soddisfatto per il piccolo bottino, 200 euro, decise però d'investirli, per organizzare il colpo che gli frullava in testa.
Comprò un vestito completo di Babbo Natale, con barba, sacco ecc.
Ecco com'era il suo piano:
1) un palazzo di gente ricca, magari in ristrotturazione con impalcature. Lui sapeva neutralizzare i sistemi d'allarme.
2) magari uno Studio Notarile ( dai notai circolano un sacco di soldi, anche in contanti per via della rintracciabilità degli assegni, molte transazioni sono in Nero, quindi...il venerdì notte poi i soldi rimangono in cassaforte o nei cassetti, per essere depositati il Lunedì...ma, considerava anche uffici di altri professionisti.
3) vestirsi da Babbo Natale ed imitare i fantocci appesi, per arrampicarsi senza dare nell'occhio.
Arrivò il fatidico venerdì, adocchiò il palazzo con i requisiti necessari, con uffici ed abitazioni, con impalcature appena accennate, come i suoi calcoli prevedevano, c'erano anche ben 4 fantocci di Babbo Natale Appesi ...benissimo.
Aspettò che calasse la sera, ora in cui gli uffici, ma anche molti appartamenti, causa week end fuori porta, erano vuoti.
Cominciò l'arrampicata verso le 23 quel venerdì antevigilia di di Natale.
Facile la salita, quasi un gioco, ma dalla strada un bambino esclamò..."mamma guarda Babbo Natale che porta i doniiii!!!" Lucesco rabbrividì e si pietrificò, ma poi con sollievo sentì la donna esclamare, siiii... ma che bello... sono ben 5 i Babbo Natale...dai andiamo dentro che fa freddo, arriverà anche da Te a portare i doni.
Riprese la salita il nostro eroe, V° Piano, una finestra socchiusa, come molte a Milano, perchè negli stabili fa un caldo Boia, s'intrufolò furtivo, non c'era nessuno.
Era un ufficio, rovistò nei cassetti e trovò 500 euro e spiccioli.
Era evidente pensò ch'erano soldi di cassa per spese spicciole, tutti tagli piccoli.
Bene bene, la cosa stava dando i frutti sperati.
Uscì dal V° piano e salì al sesto, stessa storia, anche qui soldini nei vari cassetti, non tantissimi, ma meglio così, nessuno si sarebbe allarmato. Passò all'appartamento di fianco, forzando leggermente una finestra scorrevole, c'erano tendaggi e profumo di cibo sopraffino, quindi occhio, quello poteva essere abitato, ma non sentiva rumori di fondo, quindi...erano assenti.
Cominciò a rovistare piano, trovò soldi, gioielli non di tanto valore, roba ordinaria, poi si fermò in cucina dove un profumo di arrosto aleggiava nell'aria.
Aveva fame, mangiò e si trangugiò mezza bottiglia di vino che trovò in frigo, ma un rumore lo fece trasalire.
Era la porta che s'apriva piano in cucina, la luce s'attivò, Lucescu si sentì perduto, ma una voce di bimbo... lo rassicurò...sentendolo esclamare "Babboooo Nataleeee" evviva che bellooo...ma nel contempo, si stagliò anche una donna sulla porta della cucina, allora Lucesco prese in braccio il bambino e lo coccolò, con versetti e moine, così la donna si tranquillizzò e non urlò.
"Ma_come_entrato te?" ( era straniera ) intimò colei, che poi si rivelò la tata del Bimbo e casualmente anche lei Rumena.
Lucesco raccontò tutto a questo punto, e chiese per favore di non denunciare l'accaduto, tirò fuori la refurtiva e la rimise a posto in cambio del suo silenzio.
Si fermò a parlare il "Babbo Natale" con la giovane connazionale, fino a quando non rientrarono i padroni di casa, che: vedendo il loro bimbo felicissimo che giocava, s'abracciarono nel vedere quella scena da vero Natale.
Il padrone di casa era un industriale, uno di buon cuore, come non ce ne sono più in giro, tutti presi a far soldi calpestando tutto e tutti, sistemò nella sua azienda Lucesco e assunse definitivamente la ragazza, che occasionalmente fungeva da babysitter.
Così finì la carriera di Ladro per Lucescu, s'accompagnò con Tata Ramona sua connazionale, vivranno felici e contenti.
AUGURI a tutti e lettori di Alidicarta.

Edo e le storie Appese



















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