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Ero là che mi gustavo il mio castrato di bue con insalatina per colazione. Mi ero portato delle patatine del McDonalds come ogni mattina.
Masticai le asticelle di tubero mentre i camerieri erano lontani,per non farmele mettere in conto per sbaglio. Fu allora che ebbi la telefonata che mi rovinò la giornata.
- Sotto al ponte di Via del Grosso.-
Ecco,un grosso fattaccio era successo.
La ragazzina era stesa tra un cumulo di rifiuti.
Già faceva pena vederla così stesa, rabbia scoprirla morta,ma schifo faceva vedere dove fossero stati i suoi ultimi passi. In mezzo a immondizia gettata là da gente che se ne fregava degli altri. Li aveva i vestiti un po' sottosopra,ma per fortuna niente abbassamento di jeans e slip,che sarebbe stato peggio,credetemi, a me che ne so più che qualcosa. Tutto era al suo posto. Solo che era morta secca e troppo giovane perché fosse cosa giusta esserlo.
-Si sa qualcosa? -
- I genitori non ne hanno chiesto la ricerca, perché è passato troppo poco tempo da che è uscita; e usciva spesso.-
- Si dovrebbe poter uscire tutti;a anche rientrare a casa.-
-Eh,poveretta, sì.-
-Si sa niente su chi frequentasse?-
- Ah, così giovane, avrà avuto degli amici fissi,ma anche vari altri conosciuti giorno per giorno...chiamati troppo presto amici...-
-Senza che sia detto che lo sian per davvero.-
Non le avevano rubato il portafoglio, così si seppe chi era. Almeno quello. Ma anche interrogata la famiglia, niente.
Ero incazzato. Per quella faccenda,ma anche per i miei anni che andavano velocemente persi in tante vicende come queste. Troppe così.
Mi diedi da fare come potrei,ma niente. La città sapeva, ma taceva; non tutta sapeva,ma solo quel piccolo spazio,dove forse i responsabili del fatto avevano dalla loro parte la buona fortuna (loro sì) del buio delle ore tardo pomeridiane preserali. O la avevano assalita, o colpita per sbaglio e fatta cadere, o era stato un malore. Ma neanche l'autopsia mi rivelò niente. A che mi servì essere il miglior Commissario? A un cazzo mi servì, e non chiedo scusa per il linguaggio. Sono troppo un bravo commissario per dover chiedere scusa.
Se le mie parole sono così è perché sono queste,e non ne posso usare altre.
Quel caso fu uno dei tanti della cronaca che divenne cold case,caso insoluto. Prima clamore di stampa,indignazione,pianti, lutto cittadino e pareva cadesse giù la città e l'Italia tutta; poi l'Italia si calmò,e quindi la città. Io e la famiglia rimanemmo incazzati. Finché altri casi non mi distrassero e anche io abbandonai questa ragazza sfortunata oltre i nostri ricordi, ponendola adagiata nell'oblio. Solo che essendo io onesto,non fu che davvero me ne dimenticai mai. Fu solo che si doveva tutti andare avanti,per il bene di chi restava.