lettera a Babbo Natale

scritto da maria rosaria
Scritto 16 anni fa • Pubblicato 16 anni fa • Revisionato 16 anni fa
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Autore del testo maria rosaria

Testo: lettera a Babbo Natale
di maria rosaria

Caro Babbo Natale,
a dire il vero ho già tanto e in verità potrei anche farti risparmiare: vedi, alla mia tavola c’è sempre tanta gente e non mancano farina, uova, latte, burro, zucchero, sale e olio. Posso impastare sia dolce sia salato, anche se a volte mi viene bene e a volte male.
Comunque il mio fuoco è sempre acceso e il forno caldo …. sto imparando anche ad accendere il camino.
Di solito m’impegno a impastare con quello che ho e ti prometto che cercherò di farlo sempre, anche se riconosco che a volte alla mia tavola non c’è stato proprio niente e a volte ho offerto pessimo cibo. Ammetto anche che talora mi sono risentita quando qualcuno ha rifiutato di sedersi alla mia tavola e ancora di più quando qualcuno non ha gradito il mio cibo. Ti confesso che a volte ho tentato di cacciarglielo in gola con la forza. Ci vorrebbe un po’ più di umiltà e questo è il primo dono che ti chiedo, per far sì che io riconosca che la mia tavola non è la migliore in assoluto, anche quando lo è per me, figuriamoci poi quando non lo è nemmeno per me!
È vero, a volte non ho la forza per cambiare, per provare nuove combinazioni, per dosare in maniera diversa, per osare nuove temperature di cottura. Ci vuole coraggio per questo, per cui vorrei anche questo da te.
Lo so, lo so, molti degli ingredienti che uso sono doni che portano gli invitati, ma non riesco a dominare la rabbia che talora mi assale quando ho bisogno di latte e mi offrono farina, ho bisogno di miele e mi offrono sale. Ci vorrebbe maggiore tolleranza giacché ognuno porta quello che ha e non si può pretendere miele da chi ha sale e sale da chi ha miele. È dunque questo il terzo dono che ti chiedo: la tolleranza.
Di certo è sempre desiderabile rifornire la dispensa di ingredienti originali ma ci vuole tanto lavoro di ricerca,tanta destrezza per riconoscere ciò che serve e tanta modestia per riuscire a chiederlo, oltre alla sapienza nell’aggiungere il nuovo ai miei già tanto elaborati piatti, centellinandoli a poco a poco, affinché i nuovi sapori si amalgamino bene con i primi senza rischiare di mandare tutto a male.
CaroBabbo Natale, lo so che con la crisi economica tutto è diventato più difficile e prezzi troppo alti nessuno può permettersi di pagarli, per cui ti chiedo di darmi la forza di cercare sempre, ma nello stesso tempo di essere capace di valutare quando accettare o quando rinunciare.
Certo ognuno ha la sua tavola da imbandire ogni giorno, affinché ne goda e ne godano i commensali, però vorrei essere così saggia da concedere ad ognuno la libertà di scegliere il posto che più gli piace e la distanza che ritiene più opportuna ma talora, lo confesso,alla mia tavola sono io che decido posti e distanze riducendo il piacere della convivialità: spero che tu possa donarmi la saggezza che mi manca.
Caro Babbo Natale, so bene di averti chiesto tanto ma voglio tranquillizzarti: anche se tu non potrai aiutarmi, in ogni caso alimenterò il mio fuoco e terrò caldo il forno. Distinguo abbastanza chiaramente tra bisogni e desideri ed è già tanto.
A te che sei magico non mancherà modo di capire quali tra i doni che ti ho chiesto sono più importanti e quali sono lussi che forse né tu né io ci possiamo permettere.
Con affetto
Maria Rosaria

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