Quando sei innamorato, tutto sembra non esistere più, si fluttua in uno stato di mista incoscienza e ciò che ci circonda, anche l’ostacolo più grande, diventa sabbia fine trascinata dal vento. Ma il dolore, il dolore è sempre lì ad assisterti, come un brutto vizio.
Stasera ho visto un film con lei, “August”, c’erano anche mia sorella, suo marito e un amico. Le sue gambe sopra le mie, nascoste da una coperta. Le mie mani non trovavano pace in lei, solo piacere e tormento. Le sfioravo la pelle, l’accarezzavo dolcemente e ancora. Non salivo oltre il ginocchio, ma il fatto di essere con lei, vicino a lei, accarezzandola… era acqua nel deserto per il mio cuore. In lei mi sono perso, e le mie mani erano per me un dono. Dentro a loro correvano sensazioni ed emozioni, piacere, orgoglio e felicità.
Ma ancora niente; forse non ci sarà mai niente, ma non si può andare avanti così…Sono un ragazzo equilibrato che mai salterebbe addosso ad una ragazza in un impeto d’amore. E forse è proprio questo ciò che lei sta cercando. Ma non sarebbe da me, vorrei ma già mi pento, ancor prima di aver fatto qualcosa. Ho i miei principi, giusti o sbagliati che siano, li porterò avanti e non li infrangerò per questa storia. Resta il fatto che lei mi sta tentando, inconsciamente o consciamente mi sta tentando. E non posso dire, perché non ne sono certo, fino a quando resisterò. Poi, cosa farò? Quando non riuscirò più a sopportare i suoi no a parole e si a fatti, cosa farò? Che farò? Quando vorrò di più dei già impegnativi massaggi alle gambe, quando vorrò più di ogni altra cosa al mondo un suo bacio, che farò? Il mio essere un bravo ragazzo è inconcludente, ma a me sta bene così, sebbene vorrei di più.
Ne sono ipnotizzato; la sua presenza mi ravviva, la sua mancanza mi rende triste, sfiorarla mi fa impazzire. E penso a lei, sempre penso a lei, bella com’é.
13 Maggio testo di DD