Mercoledì 11 marzo 2020 – mattinata a scuola
-Come ti permetti, ridammi immediatamente la mia penna- Urla rabbiosamente Daniele verso Giacomo, che, come suo solito, aveva preso in prestito senza chiedere la penna del suo compagno di banco. Dopo averla usata gliela ridà indietro, invitando alla calma Daniele -Eccola, mi serviva, stai calmo- Gli dice Giacomo. Proprio in quel momento con la classe completamente allo sbando, entra nell’aula la professoressa di italiano, la Negri. Al suo primo passo in aula tutti i ragazzi abbassano la voce, temendo la severa insegnante. La classe quinta C si appresta ad assorbirsi due ore di spiegazione che, come ogni volta, saranno di una noia mortale, considerando anche l’argomento: Montale e le sue poesie, tutte da studiare ed analizzare nel dettaglio. Giacomo, insieme all’amico Daniele, passano le due ore a guardare video stupidi sul telefono, fregandosene totalmente della lezione. La professoressa Negri, notando i due non attenti, li lascia per tutto il tempo a bighellonare e, alla fine della lezione, interroga i due nel mondo del cellulare -Ei, voi due, avrei dato un compito veloce a tutta la classe, ma visto che non mi avete ascoltato neanche per un secondo, per domani farete la parafrasi di ogni poesia di Montale, altrimenti prenderete un bel 3- da questa ramanzina i due compagni mettono via il telefono incriminato e, guardandosi a vicenda con aria colpevole, biascicano delle scuse alla professoressa senza opporre resistenza. Sanno che hanno torto e non potranno certo esimersi dal fare il compito per l’indomani. La professoressa Negri sarà membro interno per italiano, storia e latino in maturità, che sarà tra soli tre mesi. I due così, messi alle strette, passano l’intervallo a parafrasare le poesie, appena spiegate in classe ma sconosciute a loro. Samuele, il migliore della classe, passando di fianco li prende in giro ridendo -come sono le poesie di Montale? Divertenti? Oggi pomeriggio usciamo a bere qualcosa al bar?- e mentre si allontana per evitare la penna lanciata da Giacomo, che lo colpisce sulla schiena, chiede a Cristian -oggi andiamo al bar con le ragazze, giusto?- che risponde -si, certo, magari anche Giacomo può venire- risponde sarcastico Cristian. Nell’aula Daniele è totalmente arrabbiato per non poter uscire nel pomeriggio, così come è lo stato d’animo di Giacomo. Sono gli unici rimasti in classe impegnati ancora sui libri. Al momento della campanella tutti i loro compagni rientrano, insieme alla professoressa di matematica: la Ricci. Con lei la classe è più “Festosa” vista la sua noncuranza verso il baccano. Il punto di vista dell’insegnante è quello di lasciare chi vuole a fare casino, mentre chi vorrà, potrà seguire la lezione. Grazie a questo atteggiamento della professoressa, metà classe ha avuto difficoltà prendendo il debito a fine anno nelle annate precedenti. Chi però ha deciso di ascoltarla con attenzione, ottiene degli ottimi voti, facendo notare la capacità nell’insegnamento della professoressa Ricci. Anche Daniele e Giacomo, amanti della matematica, sono soliti seguirla ma, vista l’enormità di lavoro da fare per l’indomani, decidono di continuare con il loro lunghissimo compito di punizione. Passa mezz’ora di lezione ed entra in classe, senza bussare, come suo solito fare, il preside dell’istituto: il dottor Luigi Frigerio. Tutti gli alunni scattano come al solito sugli attenti: quando entra nessuno ha il coraggio neanche di bisbigliare. Così, nel silenzio più totale, il preside prende la parola- ragazzi, oggi ho belle notizie per alcuni di voi: la nostra scuola è stata estratta per un viaggio premio, che si terrà tra dieci giorni e durerà per una settimana. Tutti voi avrete la possibilità di essere tra i fortunati a vincere questo viaggio. Oggi pomeriggio, se avete impegni vi consiglio di disdirli, ci sarà un test multidisciplinare che coinvolgerà tutte le quinte: i migliori 15 di tutto l’istituto avranno questo viaggio gratuitamente. Vi starete chiedendo la destinazione… sarà una sorpresa che una volta finito saprete. Tornando alle cose pratiche, oggi alle ore 14 nella vostra aula inizierà il test di due ore, siete liberi di non partecipare- concludendo così il preside esce dall’aula, facendo scatenare il putiferio più totale. Tutti gli alunni stanno cercando di capire se sia uno scherzo o se sia tutto reale. Anche la professoressa Ricci non ha nessuna idea di cosa tratterà questo test e non ha dettagli in più rispetto agli studenti che continuano a farle domande. Finite le ore di lezione alle 13, tutti i ragazzi di comune accordo si organizzano per pranzare fuori con un panino al volo, senza tornare a casa per essere pronti in classe alle 14.
Ore 14 - inizio test
Una classe così, senza la presenza di nessun professore, in perfetto silenzio con i banchi già disposti separati nella modalità delle verifiche, non si era mai vista nel liceo Michelangelo di Como. Tutta la classe è presente ed ogni alunno ha disdetto gli impegni del pomeriggio: poter vincere un viaggio vale più di ogni altra cosa. Con perfetta puntualità la professoressa Negri entra in classe distribuendo i vari test. Sulla prima pagina, a grandi caratteri, compare la scritta “Non aprire fino a che non vi verrà detto di farlo”. Nonostante questa frase il peggiore per rendimento della classe, Luca, viene beccato a sbirciare all’interno del test. Senza dare modo al ragazzo di spiegarsi, la professoressa Negri lo invita ad uscire, non avendo rispettato la consegna. Luca, arrabbiato, esce dall’aula senza salutare nessuno e scuro in volto. La classe, quindi, continua a stare sempre di più nel silenzio surreale di prima, avendo anche paura a muoversi. La professoressa Negri sembra godere di questa situazione, vedendo i suoi alunni così tesi. Rompe il silenzio solo per dare avvio alla verifica- avete due ore di tempo, potete iniziare pure-. Così, per due lunghe ore, gli unici rumori nell’aula sono fogli che si girano e penne che scrivono. Alla fine del tempo tutti i ragazzi hanno la penna appoggiata sul banco e i fogli chiusi, così come all’inizio della prova. La professoressa Negri ritira velocemente tutti i test invitando i ragazzi ad uscire dall’aula e lasciandoli così liberi. Durante l’uscita da scuola fino all’arrivo a casa, il gruppo di Samuele, Cristian, Giacomo e Daniele, parlano animatamente sul test appena effettuato e su cosa o non avevano sbagliato. Da subito Daniele e Cristian capiscono di avere fatto errori stupidi. D’altro canto Giacomo si pavoneggia dicendo con vigore di aver fatto tutto giusto. Samuele, tenendoselo per se, si sente anche lui positivo sull’esito del test. Dovendosi salutare dopo il viaggio in bus, e dopo aver di nuovo preso in giro Giacomo e Daniele per il compito su Montale, i ragazzi si separano andando ognuno verso casa propria.
Giovedì 12 marzo 2020 – mattinata a scuola
Nell’aula della quinta C regna un silenzio surreale, come il giorno prima durante il test. Sul banco di ogni ragazzo si trova una lettera con scritto: “Non aprire fino a che non avrete l’ordine di farlo”. Nessuno degli alunni, neanche Giacomo e Daniele, osano aprire bocca per parlare tra loro. Le prime due ore di lezione saranno con la professoressa Negri, questa volta con latino. Al suo ingresso i ragazzi chiedono spiegazioni riguardanti la lettera ma, anche lei, non ne sa nulla mostrandosi stupita di questa news. Non resta altro che aspettare. La tensione viene leggermente stemperata quando Giacomo e Daniele, chiedendo di nuovo scusa all’insegnante, consegnano i loro compiti extra, i quali li hanno tenuti svegli fino a tarda serata per concluderli. Successivamente inizia la lezione, con due lunghe ore di noia per i ragazzi, tutti con la testa alle lettere: ognuno immagina che siano i risultati del test. Finite le prime due ore di latino e la terza di religione, dove praticamente tutti hanno chiacchierato o fatto i compiti per i giorni seguenti, arriva l’intervallo. Però, nel preciso istante del suono della campanella, il preside Luigi Frigerio entra in aula, portandola di nuovo in silenzio e facendo rimanere ognuno al proprio posto, solamente per merito della sua presenza. Così prende la parola- Vi ho lasciato sulle spine mettendovi la lettera sul banco, vero? Bene, dentro di esse non c’è nulla, volevo solo prendervi in giro. Su questa lista ho i nomi di chi parteciperà alla vacanza premio. In questa classe saranno in due: Samuele Ridolfi e Giacomo Corbetta. Alla prossima ora venite pure nell’aula di fianco alla presidenza che vi parlerò più nel dettaglio del viaggio- così, il preside esce dalla classe, dove tutti puntano gli occhi sui due vincitori, come se li stessero accusando di aver copiato o avuto tanta fortuna. Solo Daniele e Cristian sembrano contenti per gli amici facendo loro i complimenti. Finito l’intervallo i due vincitori si avviano verso l’aula vicino alla presidenza, dove, entrando, vedono già seduti altri ragazzi di altre quinte: gli altri che viaggeranno con loro. Una volta che l’aula si è riempita di tutti i 15 vincitori, il preside fa capolino nell’aula prendendo subito la parola- Complimenti ragazzi, siete i più in gamba di tutto l’istituto, ve lo siete meritato. Andrete a fare questo viaggio premio da soli, senza professori o accompagnatori. Potrete fare quello che vorrete, a patto che rispettiate la legge, sia ben chiaro. Partirete da Milano Malpensa alle 7 di lunedì 23 marzo e tornerete domenica 29 verso le 21. Il tutto spesato con vitto e alloggio da parte del Ministero dell’Istruzione! Consideratelo sia un grosso colpo di fortuna ma siate anche consci delle vostre capacità, siete i migliori di tutta la scuola. I biglietti li avrete domani, mi servono i vostri documenti. Ah, dimenticavo, la destinazione del viaggio sarà su un’isola: a Palma de Mallorca, nelle Baleari. Ora potete tornare nelle vostre aule e, mi raccomando, fate morire di invidia i vostri compagni-. Chiudendo così la frase tutti i ragazzi tornano verso le rispettive sezioni. Giacomo e Samuele hanno notato la presenza di belle ragazze tra i vincitori delle altre classi. Di comune accordo si promettono di conoscerle meglio prima di partire, un’occasione così potrebbe non ricapitare più.
Al rientro in aula, tutti gli occhi sono puntati su di loro con sguardo accusatore. I due ragazzi, per cercare di aumentare l’invidia generale, dicono tutto riguardo alla vacanza che si apprestano a fare di lì ad una settimana. Anche i loro migliori amici, Daniele e Cristian, fanno fatica a mostrare felicità per i due. Finita la giornata scolastica Giacomo e Samuele cercano, all’uscita da scuola, di parlare alla ragazza più bella che sarà presente durante il viaggio: Camilla. Giacomo prende così l’iniziativa- Camilla giusto, verrai anche tu nel viaggio premio?- -Si, che figata, non trovi? Anche voi due verrete? Tutti in classe mi guardavano con un’invidia…- risponde Camilla. -Lascia stare, anche a noi. Comunque sarà un piacere affrontare il viaggio anche con te, se vuoi prendere un caffè per conoscerci meglio sarei disponibile- chiede avventatamente Giacomo. -si, mi piacerebbe, chiedo anche a Bianca se vuole venire, è l’altra mia compagna di classe che ha vinto il viaggio, così ci divertiremo. Ora scappo che ho lezione di pianoforte, ci sentiamo magari su Instagram…- risponde Camilla lasciando senza parole i due ragazzi. Dopo averla salutata sono entrambi eccitati: due ragazze carine, probabilmente simpatiche e intelligenti usciranno con loro e passeranno una settimana a stretto contatto. I due ragazzi non avrebbero saputo neanche immaginarsi nelle migliori fantasie una situazione di questo tipo.
Venerdì 13 marzo – pomeriggio a Como in un bar
Dopo la solita routine scolastica Giacomo e Samuele sono riusciti grazie a Instagram a strappare un’uscita a quattro come d’accordo a Camilla e Bianca. Si trovano così seduti a ridere e scherzare, spensierati, davanti a quattro caffè. -allora, come l’hanno presa i vostri genitori questa vacanza premio?- chiede Bianca. -i miei erano scettici, pensavano mi stessi inventando tutto, ma quando hanno visto anche l’articolo sul giornale ed i biglietti aerei oggi a pranzo hanno fatto i salti di gioia per me-. -stessa cosa anche per me- rispondono in coro Camilla e Giacomo. -non vedo l’ora di essere in costume a fare il bagno, ci dovrebbero essere ben 25 gradi quando andremo noi- dice felice Bianca. -a chi lo dici, è da un sacco di tempo che non vado in vacanza- dice Samuele. -in questa modalità, poi, vale doppio, senza sborsare un euro e saltando scuola, meglio di così non poteva capitare- afferma Camilla. Visto che fuori ha iniziato a piovere a dirotto, i ragazzi passano più tempo del dovuto al bar e, senza accorgersene, era quasi ora di cena. Così si danno appuntamento per il lunedì a scuola, andando ognuno a prendere il bus che li avrebbe riportati a casa. Giacomo e Samuele prendono il bus insieme, iniziano a parlare dell’uscita appena conclusa e di quale delle due conquisteranno una volta in vacanza. -Camilla è già cotta di me, hai visto come mi guardava?- dice fiducioso Giacomo. -al massimo sei tu quello cotto perso di lei… piuttosto Bianca sembra carina, non trovi?- risponde Samuele. -Si, è carina, ma mai come Camilla, comunque è cotta di me, fidati…- -ci credo poco, staremo a vedere…- conclude Samuele. Dopo questa conversazione i due tornano nelle rispettive case per cenare insieme alla famiglia, ma con la testa già al viaggio.
Sabato 14 marzo – domenica 22 marzo
Il weekend e la settimana precedente alla partenza trascorre lentamente per Giacomo e Samuele. Non riescono ad ottenere più alcun appuntamento dalle due ragazze, che trovano sempre la scusa di essere troppo impegnate. Anche a scuola le cose non vanno bene: la loro testa è già in vacanza, Samuele in un interrogazione di matematica con la professoressa Ricci prende solamente 6, abbassandogli la media, avendo sempre preso 8 o 9. Anche Giacomo viene interrogato dalla professoressa Negri in latino, dove prende 5, ed anche per lui la media viene abbassata. Per Samuele, ragazzo che ha sempre messo prima la scuola e poi tutto il resto, è un fatto strano essere così distaccato mentalmente dalla scuola ma, avendo la testa concentrata solamente sul viaggio imminente, riceve il voto senza troppa delusione. Per Giacomo è normale avere alti e bassi, li ha sempre avuti. Per lui è proprio vero il detto che quando vuole applicarsi, può essere il primo della classe, mentre quando non ha voglia, si distrae facilmente e non combina nulla se non perdere tempo sui social, in particolare su YouTube. Durante la settimana scolastica non ricevono alcuna indicazione riguardo al viaggio, né dal preside né dagli insegnanti. Hanno già il biglietto e sapendo che andranno per conto loro senza insegnanti al seguito, non ci sono effettivamente più cose da aggiungere. Chi continua a ricordare loro quanto siano stati fortunati a ricevere il biglietto sono i loro compagni, decisamente invidiosi. Cristian e Daniele, i loro amici più stretti della classe ed anche compagni di banco, sembrano invece essere contenti del fatto che andranno in vacanza gratuitamente. -Almeno qualcuno del nostro gruppo va, meglio voi che chiunque altro- ha detto Cristian agli amici.
Arriva così il giorno prima della partenza e, per motivi organizzativi, Giacomo è andato a dormire da Samuele per essere portato in aeroporto dai suoi genitori l’indomani. Samuele, guardando nella valigia di Giacomo aperta nella sua stanza, nota una scatola di preservativi. -sei così sicuro di te stesso da averli comprati apposta?- chiede Samuele. -cosa? Ah già, non si sa mai, voglio nel caso trovarmi pronto, Camilla oggi mi ha scritto che non vede l’ora di partire. Chissà per fare che cosa?- risponde Giacomo. -se, sogna sogna, che qui se c’è qualcuno che ha qualche chance sono io con Bianca, ci stiamo mandando un sacco di messaggi e, se non l’hai ancora capito, è cotta di me- -ok, nel caso te li presterò allora- risponde desolato Giacomo vedendo il suo amico più avanti di lui. -forza, andiamo a dormire, che domani ci tocca svegliarci alle 4.30- comanda Samuele. Addormentandosi entrambi subito, nei loro sogni ci sono loro che passano del tempo favoloso sulla spiaggia con le ragazze, ma non hanno la benché minima idea a cosa stanno andando incontro.
Lunedì 23 marzo 2020 Malpensa e aereo
Il giorno della partenza è arrivato, tutti e quindici i ragazzi dell’istituto attendono con ansia l’imbarco del proprio volo. Nel frattempo, la compagnia formata da Giacomo, Samuele, Bianca e Camilla sta parlando del più e del meno, con le ragazze che sembrano ben disposte nei loro confronti. Gli altri vincitori del viaggio formano diversi gruppi, sempre misti tra ragazzi e ragazze. Al momento dell’ingresso sull’aereo non notano di essere i soli sul velivolo essendo tutti in uno stato di euforia totale. L’aereo è a loro completa disposizione. Samuele, unico ad insospettirsi del fatto, lo fa notare alla hostess che gli risponde- effettivamente è strano, il volo doveva essere pieno, invece hanno cancellato tutti all’ultimo minuto a parte voi, a quanto mi risulta. Può comunque stare tranquillo, non c’è nessun pericolo- -grazie, allora buon lavoro- conclude la conversazione andando a sedere nel posto vicino a Bianca. Giacomo non si è preoccupato minimamente avendo la sua testa controllata dagli ormoni verso la bellezza di Camilla. Per farlo impazzire ulteriormente ha deciso di indossare una maglietta totalmente scollata, mettendo in risalto il suo seno. La faccia di Giacomo quando ha tolto la felpa sull’aereo è diventata rossissima senza accorgersene, facendo sghignazzare Camilla, riuscita nell’impresa di farlo invaghire ancora di più. Una volta decollati proprio Camilla, anche lei cotta di Giacomo, gli prende la mano stringendogliela forte per via delle leggere turbolenze. Giacomo, vedendolo come un segnale di rimorchio, tenta la mossa avventata di baciarla, riuscendo nell’impresa. Sul sedile dietro Samuele e Bianca li notano sbaciucchiarsi e, copiando gli amici, dopo essersi guardati per un attimo negli occhi, iniziano anche loro a farlo. Sembra l’inizio di un viaggio da sogno ma delle forti turbolenze improvvise porta i ragazzi in allarme, nonostante la hostess cerchi di rassicurarli. Poi un forte scoppio seguito da una vivida luce gialla. Per il resto più nulla. Né Samuele né Giacomo sanno dove si trovano e come siano finiti in questo posto.
Coselium - un nuovo mondo testo di TedMosby