« DAL BRUCO KAZAKHO »
Atyrau ( Kazakhstan ) 28/07/2005,
Carissimi amici,
alcuni anni fa, e fino al mese scorso, nutrivo la convinzione che per incontrare il Signore erano necessarie alcune condizioni fondamentali tra le quali l’isolamento ed il silenzio e, se fosse stato possibile, come luogo, la cima di una bella montagna ( …era così anche per Gesù, e ancora oggi i Papi, nostre guide spirituali, non si sottraggono a questa “condizione” e, se vogliamo, anche “convinzione” ).
Ho fatto questa premessa perché sono appena venuto fuori da una non facile “caduta di spiritualità”; colpito nella salute fisica da più parti, così come ogni essere umano, ho cercato più fortemente il Signore in quei luoghi che ritenevo i più deputati per l’incontro: nel silenzio della mia stanza, in chiesa, in un luogo di pellegrinaggio, finanche nell’eucaristia,…ma non c’è stato. Avevo il cuore e la mente stracolmi di preoccupazioni “umane”, legate alla mia salute e di conseguenza al mio lavoro (specialmente lontano da casa); avevo paura e perso la capacità di riservare a Lui, al mio amico di sempre, a Gesù, quel piccolo spazio necessario che mi permettesse, ancora una volta, di ascoltare la sua voce, il suo messaggio di “vita eterna” che supera la condizione della fragilità umana, con la quale dobbiamo confrontarci nel nostro pellegrinare terreno. Avevo perso la capacità d’ascolto e di “fare” silenzio intorno a me e dentro di me. Ma, come sempre, Lui è venuto in mio soccorso, nel modo più inaspettato ed inimmaginabile, in un luogo, il meno “deputato” , almeno così credevo: su una nave da crociera.
Sì, è stato proprio così, nonostante il luogo e l’aria esageratamente “vacanziera” che mi circondava, sono riuscito ad “isolarmi”, con il cuore e con la mente, ad incontrarlo ed ascoltare la sua voce, ogni giorno, nella piccola cappella, sempre vuota, della nave. Prima di trovare Lui e a Lui affidare tutte le mie ansietà fisiche e di smarrimento spirituale, ho ritrovato me stesso nella convinzione che proprio nei momenti di sofferenza, incertezza e debolezza umana, il Signore si fa più presente nella nostra vita, con i tempi e le modalità che solo Lui conosce. Anche l’esperienza lavorativa che sto vivendo qui in Kazakhstan mi sta provando duramente, specialmente nel fisico, anche perché lavoro sempre in turno di notte e, quando posso, dormo piegato su una sedia,… credevo di aver già visto e vissuto il “peggio” nel mio lavoro,…ma non è ancora così.
Ma il suo ritrovato Amore mi sostiene e, nonostante le tante difficoltà, mi permette di andare avanti e di farmi sentire un “piccolo cireneo” che ha ricevuto, senza alcun merito, la grazia di portare nel suo corpo e nel suo cuore una “scheggia” di quella ingiusta croce che più volte, per il suo peso, ha piegato anche le ginocchia “umane” di Gesù.
Non ho mai chiesto né chiederò al Signore di non provarmi, ma prego affinché mi dia sempre la forza di sostenere e superare le prove alle quali sono chiamato.
Auguro a tutti voi, ed in modo particolare ai più giovani, di vivere spensieratamente e serenamente questa vacanza ma, allo stesso tempo, come sentinelle, di avere lo sguardo e l’orecchio puntato in ogni dove, di fare silenzio e spazio nel vostro cuore affinché il Signore possa entrare, permeare ed accrescere, con il suo incalcolabile Amore, la vostra fede, speranza e carità, valori fondamentali per essere chiamati “figli di Dio”, della nostra Madre Maria, fratelli e sorelle di Gesù , missionari e testimoni credibili del suo Vangelo.
Buon campo a tutti
Vi voglio bene
DAL BRUCO KAZAKHO testo di CIRENEO