Il Sogno di una Pulce

scritto da mecan
Pubblicato 16 anni fa • Revisionato 16 anni fa
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Per chi Ama i Gatti e un pochino, dai sì, anche le loro Pulcette. L' ho scritto nel 2003, ma non ne avevo segnato la data precisa. Ciao, Buona Serata a Tutti!
- Nota dell'autore mecan

Testo: Il Sogno di una Pulce
di mecan

Da sempre una piccola Pulce, cercava l’ occasione della sua vita. Il suo sogno era quello di trovare un bel Gatto domestico, ben curato, magari anche di razza, su cui trascorrere beatamente tutta la sua vita. Perciò se ne stava sempre in giro, saltellando di qua e di là, cercando senza sosta questa sua “grande occasione”.
Sapeva cosa stava cercando, e non si fermava al primo pelo morbido e caldo che incontrava, certo che no! Lo voleva anche pulito, ben curato, magari profumato, e l’ animale a cui apparteneva, doveva rigorosamente frequentare ambienti sani, come possono essere, per esempio, quelli di un focolare domestico. Eh sì… Era proprio il sogno della sua vita, e, se lo avesse realizzato, si sarebbe sistemata per sempre, vivendo proprio come una regina.
Furono tanti gli Animali sui quali capitò: molti Gatti, ma anche qualche Cane, però..., ahimè.....: o erano già troppo “affollati”; o si trattava di animali vecchi e malati; o avevano il pelo sporco e tutto arruffato; o, peggio ancora, erano magri e spelacchiati. Insomma, nessuno andò mai bene per lei. L’ animale ideale non riusciva proprio a trovarlo.
Intanto il tempo passava, e siccome la sua vita, non sarebbe durata a lungo, decise che, per trovare quell’ occasione fortunata da sogno, doveva cambiare strategia. Pensò che probabilmente il Gatto ideale, non riusciva a trovarlo, perché stava sempre dentro la casa degli uomini. Perciò, come logica conseguenza, anche lei ci sarebbe dovuta entrare. Come fare, dunque? Come avrebbe potuto sapere in quale casa ci fosse un Gatto? E se le capitava di entrare in una casa piena di insetticidi? Sarebbe stata la fine. No, no, era una cosa seria, doveva pensarci bene, prima di rischiare tanto. Pensa e ripensa, giunse infine alla conclusione, che, per risolvere il suo problema, avrebbe dovuto “studiare” un po’ gli esseri umani. Così, andò nella piazza del paese, dove di persone ne giravano tante, si mise sopra il monumento, che era proprio nel mezzo, e da lì cominciò ad osservare tutte le persone che passavano. Alla fine della giornata, era davvero esausta, non pensava davvero, che potessero esistere tante persone in così poco spazio! Piccole, grandi, più corte, più lunghe, più fini, più larghe... E quanti colori portavano addosso! Le girava la testa, solo a ripensare a tutto quello che aveva visto. Ma la cosa peggiore fu che, per quanto fosse stata attenta nell’ osservare tutti quegli esseri umani, in realtà non ci aveva capito niente. Così, sconsolata, se ne tornò nel suo solito posto, vicino ad un maleodorante cassonetto dell’ immondizia, frequentato ahimè, da numerosi Gatti e Cani randagi, molto poco puliti.
"Beh, meglio di niente!" Pensò. "Continuerò a saltare da un “pelo” all’ altro, con la speranza che, prima o poi, mi capiti qualcosa di meglio." Si disse un po’ demoralizzata.
Mentre stava per saltare sul dorso di uno di quei Gattacci, però, vide arrivare, proprio verso di loro, un’ anziana signora. Stranamente quel randagio non scappò via, anzi, si tirò su sollevando la coda e trotterellandole incontro, miagolò eccitato. La donna allora, salutandolo con voce gentile, aprì il cassonetto per buttarci il suo sacchetto di rifiuti e, prima di andarsene, gli lasciò degli avanzi di cibo.
Vista questa scena, alla Pulce si accese subito una “lampadina”: se quella dolce e gentile signora era così buona e comprensiva con i randagi, di sicuro amava gli Animali, ed era molto probabile che anche lei ne tenesse qualcuno in casa. Chissà come erano trattati bene! Così, senza pensarci troppo, saltò su un bordo del vestito della signora, e si lasciò trasportare con fiducia, dovunque stesse andando.
Appena superata la soglia di casa, la donna si diresse verso la cucina e, con la stessa dolce voce con la quale si era rivolta al Gatto del cassonetto, si mise a chiamare qualcuno.
"Speriamo, speriamo, speriamo…" Pensò fra sè la Pulce. E dopo qualche secondo: "Siiiiiiiiiiiiiiii!!!!!!!!!!!!!!" Esclamò felice.
Dalla porta della cucina, era infatti entrata una splendida e dolce Gattina pelosa, che cominciò a sfregarsi sulle gambe della padrona, ronfando affettuosamente. Nessun’ altra posizione, forse, sarebbe stata più adatta per il suo tanto desiderato “salto di qualità”, e se lo “gustò” meravigliosamente appieno. La sensazione piacevolissima di morbidezza e soavità di quel pelo impeccabilmente pulito e ben curato, le diede una felicità davvero immensa, molto più grande di quanto avesse mai immaginato. Stava entrando, non solo nel pelo del Gatto, ma anche nel magnifico sogno della sua vita e, finalmente, lo stava realizzando, avrebbe finalmente cominciato a viverlo. Se ne stette per un po’ immobile a crogiolarsi in quell’ immenso paradiso di calda e profumata morbidezza, decisa a godersi la nuova meravigliosa vita, fin dal primo momento; poi, si mosse e cominciò a passeggiare esplorando il suo nuovo bellissimo “territorio”.
La Gattina però, non essendo abituata a sentirsi “camminare” sopra, cominciò a darsi, qua e là, qualche grattatina, infliggendo al suo pelo ed alla sua pelle, delle forti “scosse”. Un vero e proprio terremoto, per la povera Pulce!
Accidentaccio! Bisognava correre immediatamente ai ripari. Così, la piccola intrusa, si affrettò a raggiungere un orecchio della Gattina.
-Ehi, ehi! Cosa fai con quelle zampe?- le disse.
La Gattina si turbò un po’ e, alla voce che sentiva nell’ orecchio, chiese a sua volta: -Chi sei? Chi è che parla? Dove sei, non ti vedo.-
E la Pulce allora: -Sai cos’ è una Pulce? Ne hai mai sentito parlare?-
-No, veramente no! Cos’ è una Pulce?- Rispose stupita la Gattina.
-Bene! Ora ti spiego.- Disse la Pulce approfittandone furbescamente:
-Devi sapere che tutti i Gatti, prima o poi, hanno le Pulci. Sono come i loro “Angeli custodi”, sai? Generalmente, nei Gatti che vivono fuori dalle case degli uomini, ce ne sono di più, perché un solo Angelo custode, a quei poveretti, non basta, ma ai Gatti come te, che vivono con gli uomini, che hanno sempre cure, cibo in abbondanza e tutte le comodità che offre la loro casa, ne basta solo uno. Dunque eccomi qui, sono il Tuo Angelo Custode per proteggerti in ogni circostanza.-
-Davvero?- Fece la Gattina: -Ma come mai non ti vedo?- Chiese ancora un po’ incredula.
-Beh!- Riprese la Pulce, decisa più che mai a starsene lì tranquilla e beata: -Gli Angeli custodi non si vedono, però saprai che ci sono, perché sul tuo corpo sentirai una specie di formicolio diffuso, sentirai un po’ di solletico sulla tua pelle, e ti verrà da grattare. Non devi farlo però, non ti devi agitare, perché quel solletico sarò io che, giornalmente, ti “supervisionerò” con cura, dalla testa alla coda (sta tranquilla che so far bene il mio lavoro), e non tralascerò neanche un pezzettino del tuo splendido corpo. Sarai protetta da me, completamente! Tu però, non devi proprio grattarti, altrimenti il mio controllo sarà vano, e mi toccherà ricominciare daccapo.- Concluse la Pulce con tono più che mai serio e convincente.
-Va bene…- Disse l’ ingenua Gattina: -Se è così, mi sforzerò di non grattarmi.-
La Pulce allora, soddisfatta della sua trovata, ridiscese dall’ orecchio della Gattina e si rimise tutta contenta a perlustrarne il corpo.
Caspita! Che bellezza! Non aveva neanche un granellino di sudiciume, quella splendida bestia. Inoltre, essendo giovanissima, aveva anche la pelle rosea e morbidissima, l’ ideale per una Pulce affamata come lei. Chi l’ avrebbe mai detto? E’ vero che aveva aspettato tanto, ma ne era valsa la pena. Finalmente stava coronando il suo sogno. E sì, l’ astuta Pulce, era davvero soddisfatta.
Ma…, aveva realmente calcolato tutto? Sembrava di sì, eppure l’ entusiasmo le aveva fatto dimenticare un particolare importante: e cioè le cure e le attenzioni che, quella signora tanto gentile, aveva per la sua Micina. Infatti, si accorse quasi subito che la sua piccola Amica, aveva qualcosa di diverso, di strano, non era più spensierata e giocherellona come sempre, sembrava invece, piuttosto triste, preoccupata, infastidita da qualcosa. Perciò, la tenne d’ occhio con maggiore attenzione e, dopo un paio di giorni (quando appunto, la povera Gattina non ne poteva più di quel continuo “formicolio”), la vide grattarsi con tanta forza, che era impossibile non accorgersi che nel pelo del giovane Animale, era arrivato un qualche “ospite indesiderato”. Senza pensarci troppo, la gentile signora, andò subito in farmacia a comprare un bell' antiparassitario per Gatti, il più costoso ed efficace. Glielo mise e, accarezzandola con affetto, la rassicurò teneramente. Presto non avrebbe avuto più quel fastidioso formicolio, e tutto sarebbe tornato come prima.
Povera Pulce, che delusione! Appena cominciò a sentire la presenza dell’ antiparassitario, che dal collo della Gattina lentamente si diffondeva in tutto il resto del corpo, fu costretta ad arretrare e, come un capitano che con orgoglio e coraggio, per ultimo, abbandona la sua nave che affonda, anche lei abbandonò prima il torace e poi le zampe anteriori; si rifugiò allora nel ventre, e subito dopo anche nelle zampe posteriori; ma l’ odore dell’ antiparassitario era talmente forte e insopportabile, che dovette percorrere a ritroso, anche l’ intera coda. Non aveva più scampo, saltare giù, lasciando il suo bel sogno per sempre, o restare lì e decidere di morire dolcemente sopra quello splendido, morbido e caldo, magnifico letto di “lusso”? Che fare? In fondo ormai, le mancava poco tempo da vivere, avrebbe avuto la forza di cercarsi un altro ospite, bello o brutto che fosse? Magari sarebbe morta chissà dove, in un posto sudicio, al freddo, patendo orribili sofferenze? Nooooo!!!!!! Il suo posto era quello, ora che lo aveva finalmente trovato, non lo avrebbe più lasciato. E se anche non ci fosse ormai più niente da fare, lo avrebbe accettato come luogo di morte: soffice, caldo, morbido e pulitissimo. Sì, aveva deciso: sarebbe rimasta lì.
Intanto, nell’ arretrare, era arrivata all’ ultimo pezzettino di coda, doveva soltanto chiudere gli occhi e aspettare, ma mentre lentamente chiudeva i suoi occhi, le zampe posteriori, come mosse da una forza misteriosa e irresistibile, scattarono prontamente, catapultandola lontano dalla Gattina.
-Caspitaaaa! Non era possibile che finisse tutto così, devo raccontare questa mia fantastica esperienza ai miei figli (perché sono in tempo per averne ancora tanti), e in qualunque altro posto sarà, io continuerò a vivere. Certo che continuerò a vivere! Finché la mia morte non giungerà in modo naturale.-
Detto questo, balzò fuori da una finestra aperta della casa e, raggiunto con un altro salto il primo Gatto randagio di passaggio, dove mai probabilmente sarebbe arrivato l’ antiparassitario, riuscì a completare felicemente la sua vita. Ebbe tanti figli e a tutti raccontò la sua esperienza, trasmettendo loro l' immensa gioia di vivere che le aveva dato.
Morì, inaspettatamente dopo tanto, di morte naturale, soddisfatta e felice per quella sua scelta istintiva, ma assolutamente giusta per la Vita.

Fine
Il Sogno di una Pulce testo di mecan
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