Mousekiller

scritto da Edward Sgubj
Pubblicato 23 anni fa • Revisionato 23 anni fa
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Autore del testo Edward Sgubj

Testo: Mousekiller
di Edward Sgubj


La vecchia Mara mi stava aspettando mentre guardava la televisione, seduta su uno sdrucito divano verde.
Quando mi vide, i suoi occhi s’illuminarono di gioia.
- Sono contenta che abbiano mandato te. Ti ho sempre voluto bene, bambino mio!
- Non chiamarmi bambino, Mara, lo sai che mi dà fastidio. Io sono un topo, sono soltanto un topo.
- Per me siete sempre i miei bambini – mi rispose sorridendo.
Provavo una certa affezione per quella vecchia sclerotica e paralitica, come per una madre.
Non so con esattezza come si può amare una madre, io non l’ho mai avuta.
Alcuni anni addietro la vecchia zitella timida e occhialuta lavorava come assistente nella clinica in cui fummo clonati. Nelle nostre cellule di topo erano stati impiantati preventivamente alcuni geni umani. L’esperimento non sembrava riuscito, oppure lo scienziato che lo dirigeva ne intuì la pericolosità e incaricò la Mara di sopprimerci; ma la vecchia tenerissima zitella non ebbe cuore di buttarci nel trituratore, ci nascose nella borsetta, bene avvolti in batuffoli di cotone e ci portò nella sua casa dove ci allevò coprendoci d’attenzioni, ignara che così avrebbe contribuito alla distruzione del genere umano.
Noi, i mousekiller, aumentavamo di numero con ritmi esponenziali, la nostra intelligenza era molto superiore a quella degli umani, avevamo capacità di adattamento tipiche dei topi ed eravamo resistenti alle malattie e alle radiazioni.
Quando gli umani si annientarono nella guerra nucleare, il pianeta era già nostro: al loro feroce caos subentrò la civiltà ordinata e razionale dei mousekiller.
La vecchia Mara era rimasta l’ultimo essere umano sopravissuto e il Gran Consiglio dei Topi aveva deciso che anche lei dovesse morire; la vecchia lo sapeva.
Io fui incaricato di ucciderla.
Qualcuno, in alto, voleva mettermi alla prova: se mi fossi rifiutato mi avrebbero accusato di tradimento, sarebbero state provate le mie residue pulsioni umane, mi avrebbero isolato e annullato politicamente. Non potevo sottrarmi al mio incarico.
Lasciai che la vecchia mi accarezzasse il pelo, come usava quando ci dava il latte col biberon.
Mi arrampicai sui suoi vestiti e, come facevo quando ero piccolo, strofinai i miei baffetti ispidi sotto il suo orecchio, provocandole solletico; lei rise contenta.
Con i miei dentini aguzzi le incisi la carotide.
La vecchia morì sorridendo.






Mousekiller testo di Edward Sgubj
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