La signorina Molly

scritto da Roberta
Scritto 24 anni fa • Pubblicato 24 anni fa • Revisionato 24 anni fa
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Autore del testo Roberta

Testo: La signorina Molly
di Roberta





La signorina Molly.

“Buongiorno bambini, oggi vi racconterò una storia molto, ma molto divertente…su fate i bravi perché questa mattina ci divertiremo davvero tanto e mai come questa volta dovrete prendermi sul serio!”

La mia maestra cominciava sempre così le sue storie, ma quella mattina era diversa e non perché avesse un sorriso o una luce negli occhi particolari: era semplicemente diversa. Ci raccontò una storia d’amore e noi poveri bambini, ancora incapaci di comprendere a fondo cosa fosse realmente l’amore, restammo increduli ad ascoltarla. La signorina Molly cominciò a raccontare quella che in realtà era la sua vita e che poi, ora lo so, sarebbe diventata la ragione del suo malessere e della sua tragica morte.
Fu un anno molto strano. Facevo la quinta elementare e quello era l’ultimo anno con la dolce signorina Molly…la mia timida maestra dagli occhi grandi di color nocciola…
Credo di essermene innamorato subito…sì dal primo momento in cui lei con il suo corpo esile e sempre stanco entrò nella mia classe…con il suo occhiale leggermente allentato che le scivolava sul naso…è strano come solo ora colgo l'importanza di questi particolari…particolari che hanno colpito la mia attenzione da bambino, ma che solo ora mi dicono qualcosa…ora che forse nulla ha + importanza perché lei, la mia maestra, la mia dolce e melanconica signorina Molly non c’è più!
Rivivo come per incanto quella mattina di gennaio…lei vestita di un bianco sporco che faceva da contrasto con la luce intensissima dei suoi occhi…la rivedo ancor qui davanti a me, al mio sguardo meravigliato di bambino felice completamente ipnotizzato dalla sua straordinaria capacità di coinvolgerci nei suoi racconti, nelle sue storie…
La signorina Molly si era innamorata e quella mattina ci raccontò la storia di due persone sole che per caso s’incontrano e si amano…non ci aveva mai parlato d’amore e tutti erano talmente attenti, talmente contenti per lei…aveva trovato un motivo per non essere più una persona spenta…aveva trovato anche lei una persona che sapesse farla sorridere…tutti erano felici per lei…tutti tranne me…il suo alunno prediletto..l’alunno che l’amava e che sognava di sposarla.
Sì, lo so ero troppo piccolo per provare un tale sentimento…ma non vedevo la signorina Molly come la sostituta di mia madre…io una madre l’avevo…eccome se l’avevo…io amavo la signorina Molly…l’amavo per davvero!
La scuola finì e io lasciai quella scuola per sempre…ma non lasciai lei…non avrei mai rinunciato a lei…e lì cominciarono la mia ossessione e le paure e gli incubi per la mia amata Molly…eh sì..ora non era più la mia maestra…
L’ ho seguita e l’ ho tormentata per anni con telefonate, scherzi poco piacevoli, false informazioni sul suo ormai marito, senza che lei si accorgesse mai che dietro questo machiavellico tentativo di rovinarle la vita c’ero io. Agli occhi della mia famiglia e dei miei compagni ero un ragazzo normale che usciva con le ragazze, che giocava con loro ed ero talmente delizioso in famiglia…nessuno avrebbe mai potuto immaginare quello che in realtà era la mia vita…una vita fatta di inganni, di azioni cattive, tanto cattive…tutto perché lei aveva deciso di non amare me…ma un altro!
Gli anni passavano per entrambi solo che lei invecchiava a vista d’occhio… ma nessuno poteva biasimarla… il suo povero marito era stato assassinato…qualcuno lo aveva rapinato mentre da lavoro tornava a casa…poveretto…ricordo ancora il suo sguardo completamente terrorizzato mentre cercava di divincolarsi…non trovarono mai il suo assassino e il caso fu archiviato…peccato che nessuno abbia mai pensato ad un innamorato respinto, ma come avrebbero potuto visto che io non avevo mai detto a nessuno che ero innamorato della mia maestra? Lei era a casa che preparava la cena e lui era in macchina con me!
Si ritirò dall’insegnamento e si rinchiuse in casa…sola in una grande e vecchia casa…decisi di fare il grande passo…ero completamente impazzito d’amore per lei e mi vestì elegante, comprai un mazzo di fiori e mi presentai alla sua porta con l’intenzione di dichiararmi una volta per tutte…
Come si era ridotta la mia povera signorina Molly…che cosa le avevo fatto! I suoi capelli erano bianchi, scompigliati e scendevano sulle sue magrissime spalle…era sciatta con lo sguardo assente…completamente estraniata dalla realtà…non c’era per niente luce nella sua casa ed era spaventata! Ed io? Rimasi pietrificato da tanto orrore…lei che spaventava me…ma allo stesso tempo rimasi ferito dall’essere stato completamente ignorato…non mi aveva neanche riconosciuto! Avevo sprecato il mio amore per tutti quegli anni!! Lascia cadere le mie rose e mi precipitai per le scale …e lei richiuse la porta e non raccolse le mie rose…lo so perché qualche giorno dopo tornai e le rose erano ancora lì per terra…morte come era morto il mio amore per lei! A lei non importava nulla di me ed ora nella mia mente malvagia cercavo il solo modo per vendicarmi di lei e del suo affronto! Non solo non mi aveva riconosciuto…ma non aveva neanche prestato attenzione a ciò che io le avevo portato…ma come potevo sapere io che la mia maestra aveva perso la vista a causa di una malattia agli occhi?
Proseguì nella mia follia, ignaro della sua malattia e cominciai a fare progetti su come vendicarmi e su come farla soffrire almeno la metà di quanto lei aveva fatto soffrire me…tanto non l’amavo più e sarebbe stato molto più facile per me farlo! Molto più facile e soprattutto molto più divertente!
Molly non usciva mai e quindi dovevo essere io ad andare da lei…e non era stato molto difficile per me procurarmi l’impronta della sua serratura…ed entrai…
Lei era seduta al buio su una vecchia poltrona e nell’udire un debole ma distinto rumore si voltò impaurita chiedendo disperata chi fosse entrato. Io non risposi e mi avventai su di lei infierendo con crudeltà sul suo esile e sofferente corpo…mi morì tra le braccia agonizzante e vederla lì in quella pozza di sangue mi fece tornare alla realtà e soprattutto mi resi conto della sua cecità…la mia povera maestra non aveva capito nulla di quello che le era successo…e soprattutto di chi le aveva fatto quello scempio!

Mi sono costituito e ho ammesso la mia colpa e tutte le altre gravità di cui mi sono macchiato! Ho cercato di riparare ai miei sbagli, di trovare sollievo per la mia coscienza…ma il rimorso è troppo grande e non riesco a darmi pace e soprattutto non riesco a perdonarmi…
Finirò i miei giorni in prigione forse…morirò isolato dal resto del mondo…ed è la punizione che merito…ma nulla sarà più angosciante per me dell’atroce rimorso che mi perseguita per quello che ho fatto…morirò nella mia follia, nel ricordo del mio amore per lei…un amore non consumato, un amore non riconosciuto…un amore forse sfortunato…molti affermano che non posso parlare d’amore…me ne rendo conto…ma è vero, l’amore può uccidere, l’amore non è sempre felicità… di questo ora ne ho la piena coscienza ed è l’unica cosa che ho a mia discolpa…niente di più.
La signorina Molly testo di Roberta
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