IL GRATTACIELO DI BISCOTTO

scritto da EvaLuna70
Scritto 23 anni fa • Pubblicato 23 anni fa • Revisionato 23 anni fa
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Autore del testo EvaLuna70

Testo: IL GRATTACIELO DI BISCOTTO
di EvaLuna70


Il ricordo più gustoso che io ho del nonno è certamente una storia che lui mi raccontava, quando il freddo cominciava a congelare le serate costringendo gli abitanti del suo piccolo e del suo grande mondo a vivere, al caldo di un camino, la gioiosa atmosfera natalizia che avvicinandosi riscaldava e illuminava ogni cosa, come quando ogni cosa diventava d'oro se veniva toccata da re Mida.
Vorrei che le parole del nonno rimanessero immortali, come immortale è il nonno nel mio cuore.
In un lontano o vicino tempo, non so, viveva negli splendori parigini un uomo che di professione faceva l'architetto.
Era una sera - una sera come questa diceva il nonno portandoci così immediatamente a Parigi - faceva molto freddo e come sempre l'architetto, al caldo della sua stanza, apparentemente ignaro delle cose del mondo, si destreggiava a meraviglia con matite e squadre come Re Artù si era, a suo tempo, destreggiato con la spada.
L'architetto era il re dei palazzi:di quelli disegnati sui fogli di carta. Stava appunto intentamente lavorando quando non si sa per quale fortuito e per lui certo inconsueto caso alzò lo sguardo incrociando il lontano tremolio di una stella.
Rimase immobile in un ipnotico attimo eterno a fissare la stella mentre l'irrefrenabile desiderio di regalare qualcosa a tutti i bambini di Parigi cominciò a tormentarlo.
Fu così che, abbandonato il suo lavoro, cominciò a pensare e un giorno nella sua mente venne a delinearsi chiaro un progetto incredibilmente maestoso.
"E se io regalassi un grattacielo di biscotto?" Non pensò oltre e si mise subito al lavoro, progettò il grattacielo.
Chiamò al suo servizio a dir poco un esercito di pasticcieri per vedere realizzato al più presto ciò che sulla carta e nella sua testa esisteva già.
Dirigeva i lavori di costruzione giorno e notte con una maestria da direttore d'orchestra, finchè la sinfonia non fu terminata.
Non vi dico lo stupore cittadino nel vedere quella enorme macchia di delizioso e fumante colore nel mezzo di una Parigi immersa nel candido grigiore invernale...
Accorsero da ogni parte. Inizialmente titubanti nessuno osava avvicinarsi ma l'architetto soddisfatto diede il via alla grande scorpacciata. Fu quello un inverno indimenticabile.
A questo punto il nonno ci dava un biscotto dicendo che era un pezzetto di quel grattacielo che aveva appositamente conservato per noi, e noi avidamente mangiavamo quel pezzetto di storia.
IL GRATTACIELO DI BISCOTTO testo di EvaLuna70
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