Il Mondo dopo parte 2

scritto da Nene
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La vita continua sui colli, Franco continua ad annotare pensieri, situazioni e piccoli avvenimenti che il destino gli aveva destinato.
- Nota dell'autore Nene

Testo: Il Mondo dopo parte 2
di Nene

  

Martedì 5 novembre 2030

Oggi siamo scesi in paese con il fuoristrada. Sono venuti Mario e Alice. Lei voleva vedere se riusciva a trovare del filo per rammendare, ormai anche le cose più semplici cominciano a diventare difficili da reperire.

Il paese è ancora lì, naturalmente, ma fa un certo effetto girare per quelle strade sapendo quello che è successo. Abbiamo incontrato alcune persone, qualcuna la conoscevamo già, altre le avevamo viste soltanto di sfuggita prima di maggio. Non sono molti quelli rimasti, almeno da quello che abbiamo potuto vedere, ma qualcuno c'è.

L'alimentari è ancora aperto, ma è praticamente vuoto. Il proprietario tiene aperto non so bene per quale motivo, forse anche solo per abitudine. Non ha più quasi niente e non sa quando potrà rifornirsi. Del resto, chi dovrebbe portargli la merce? Non ci sono più camion, consegne o magazzini che funzionano come una volta.

La ferramenta invece aveva ancora parecchie cose. Anche il negozio di stoffe aveva qualcosa da offrire e Alice è riuscita a trovare il filo che cercava. Abbiamo preso anche un paio di altre cose che potrebbero tornarci utili. Ormai bisogna guardare tutto con occhi diversi, anche una vite, un rocchetto di filo o un pezzo di stoffa possono avere il loro valore.

Parlando con gli abitanti sono venute fuori anche le solite domande su quello che è successo. Nessuno sa esattamente cosa sia accaduto. La versione che abbiamo sentito più volte riguarda un meteorite caduto in Antartide. Pare che l'impatto abbia provocato una serie di eventi a catena, prima una specie di tempesta geomagnetica che avrebbe messo fuori uso le comunicazioni e le reti elettriche, poi lo scioglimento improvviso dei ghiacci e l'innalzamento del mare.

Non so quanto ci sia di vero. Qualcuno sostiene di aver sentito la notizia poco prima che tutto smettesse di funzionare, altri dicono che se ne parlava già da giorni. Io non ho detto niente, ma alla fine, purtroppo le mie previsioni si erano avverate, però neanch’io avrei pensato in questo modo, le altre comunque  sono tutte testimonianze indirette e nessuno sembra avere prove. Ormai non possiamo fare altro che raccogliere quello che ci viene raccontato e cercare di capire.

Siamo rientrati nel pomeriggio. La giornata è proseguita con le solite faccende e i bambini che, come sempre, riescono a trovare qualcosa da fare e da combinare.

A cena eravamo tutti insieme. Si è parlato della discesa in paese, di quello che abbiamo visto e delle persone incontrate. Poi, inevitabilmente, siamo finiti a parlare di questi mesi e di quello che potrebbe succedere da qui in avanti.

Non abbiamo trovato risposte e nemmeno soluzioni particolari. Però, mentre eravamo seduti a tavola, mi sono guardato intorno e ho pensato a una cosa: nonostante tutto quello che è successo, siamo ancora qui. Le nostre famiglie sono qui, i bambini sono qui, abbiamo un tetto sopra la testa e qualcosa da mangiare.

Non è poco. Anzi, a pensarci bene, è tantissimo.




Domenica 10 Novembre 2030

Oggi è successa una cosa che non so ancora bene come interpretare.

Dopo pranzo Matteo ha tirato fuori la sua radio. Ormai è diventata quasi un'abitudine. Da quando siamo qui prova ad accenderla ogni tanto, cerca qualche frequenza, ascolta per un po' e poi lascia perdere. Fino a oggi non aveva mai sentito niente.

Io e Mario eravamo fuori, dovevamo sistemare alcune cose e avevamo appena finito di bere il caffè. Ci siamo accesi una sigaretta mentre Matteo armeggiava con la radio.

A un certo punto ci ha chiamati.

Aveva sentito una trasmissione. Una voce disturbata, ma abbastanza chiara da capire che non era un'interferenza. Qualcuno stava parlando, ripetendo un messaggio.

Era un avviso dell'esercito.

La trasmissione segnalava la presenza di un avamposto militare sulle Prealpi venete. Cercavano di mettersi in contatto con eventuali superstiti, famiglie e comunità che si erano organizzate autonomamente. L'obiettivo era raccogliere informazioni, capire quali insediamenti fossero ancora abitati e cercare di coordinare quello che restava delle persone e delle risorse disponibili.

Il messaggio veniva ripetuto a intervalli regolari. Non siamo riusciti a capire molto altro, anche perché il segnale andava e veniva.

Matteo ha continuato ad ascoltare, cercando di prendere più informazioni possibili. Ha annotato alcune indicazioni e provato a risintonizzare la frequenza, ma per il momento non abbiamo ottenuto altro.

Mario ed io siamo rimasti lì a guardarlo.

Dopo tutti questi mesi di silenzio, sentire una voce che trasmette da qualche parte, non lontano da noi, è stato strano. Non so nemmeno spiegare bene cosa abbiamo provato. Da una parte sollievo, dall'altra una quantità di domande.

Quindi non siamo completamente isolati. Da qualche parte c'è ancora qualcuno che cerca di organizzarsi.

Ne abbiamo parlato anche con le nostre mogli. La notizia ha suscitato parecchio interesse, ma anche qualche preoccupazione. Non sappiamo chi ci sia a quell'avamposto, quanti siano, in che condizioni si trovino e soprattutto cosa intendano fare.

Matteo dice che domani riproverà a collegarsi. Per ora non abbiamo deciso niente.

Però stasera, mentre eravamo a tavola, mi sono reso conto che da parecchio tempo non avevamo una notizia che riguardasse qualcosa al di fuori di queste colline.

Domani vedremo.

 Continua...

Il Mondo dopo parte 2 testo di Nene
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