LA VENDETTA DELLA FENICE

scritto da Benny
Pubblicato 25 anni fa • Revisionato 25 anni fa
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Autore del testo Benny

Testo: LA VENDETTA DELLA FENICE
di Benny


Morì gridando come un bambino che viene alla luce.
Morte stupida la sua … ucciso da una delle più belle opere che avesse mai realizzato, mal bilanciata forse, infilzato di spalle, il vigliacco fuggiva o forse non sospettava, dall’indice accusatorio de "l’Araba Fenice fatta Donna”, questo era il titolo, così lui la chiamava, la sua opera… nata dalle sue mani.
Una statua d’argento di quasi duecento chili… perfetta, sensuale, quasi ipnotica… dura, fredda, ma commovente nello sguardo severo e triste.
La moglie di Johel odiava la Fenice, affermava che poteva sentire la sua rabbia, che le faceva venire i brividi, e, come se fosse viva, le si leggeva negli occhi la gelosia.
La moglie di Johel sosteneva che in presenza della statua si sentiva come al cospetto di una seducente potenza che viscida si era eletta regina della casa, e questo lei non lo sopportava, le si gelava il cervello e cieca non sentiva più il sangue come se esso l’abbandonasse per costruirle attorno una gabbia d’ira.
Johel l’accusava d’essere paranoica.
La statua con sguardo severo e feroce accusò l’uomo, essere impuro, di tenerle lontano l’oggetto del suo amore, e in un folle delirio di passione e gelosia, attuò la sua vendetta.
La statua fu fatta fondere dalla vedova, l’ultimo tradimento, l’ennesimo rifiuto… la vendetta. Il cuore della Fenice si sciolse agonizzante.
Pochi mesi dopo la vedova fu trovata su un piedistallo d’argento nell’atelier del defunto, il petto lacerato, il dito puntato nel vuoto, lo sguardo all’infinito e nella mano sinistra il suo cuore macchiato di nero, sul petto marchiata una A, ancora pulsante.

LA VENDETTA DELLA FENICE testo di Benny
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