FAVOLA: PINOCCHIO IL PIDOCCHIO

scritto da vick
Scritto 16 anni fa • Pubblicato 16 anni fa • Revisionato 16 anni fa
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Testo: FAVOLA: PINOCCHIO IL PIDOCCHIO
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Pinocchio il pidocchio®*
C’era una volta un burattino di nome Pinocchio, il cui carattere di certo tranquillo non era.
Il suo maggior difetto era quello di nascondere le sue marachelle raccontando bugie, ma subito veniva smascherato, poiché come si suole dire “le bugie hanno il naso lungo” ed infatti il suo si allungava.
Un giorno, proprio quello in cui ne aveva fatte di cotte e di crude, la Fatina Buona gli fece visita e gli diede un ultimatum “se bambino vero vuoi diventare mai più frottole devi raccontare”.
La mattina seguente Pinocchio, come quasi tutti i giorni andò a scuola, seppure a malincuore, anche perché v’erano due bambini dispettosi che avevano iniziato a prenderlo in giro chiamandolo Pinocchio il Pidocchio.
Quella mattina appena entrato in classe i due bimbi monelli iniziarono a stuzzicarlo “è arrivato il Pidocchio” “evviva Pinocchio il Pidocchio” e così via.
Pinocchio però per mantenere la promessa che aveva fatto alla Fatina cercava di non rispondere pur arrabbiandosi parecchio.
Finita la scuola tornò a casa ed il suo babbo lo vide triste e moggio, gli domandò cos’è che era successo, ma nessuna risposta ricevette, poiché Pinocchio aveva finalmente capito, che Geppetto, povero falegname, aveva fatto tanti sacrifici pur di mandarlo a scuola.
La mattina seguente la storia si ripetè e così per i giorni a venire, fino a quando una mattina all’uscita di scuola i due monellacci non iniziarono a deriderlo davanti a tutti i bambini della scuola “Pinocchio sei un Pidocchio” “Pinocchio hai Pidocchi” e tutti i bambini della scuola cominciarono a ridere, acchè Pinocchio non ce la fece più, corse vicino al primo e gli strappo la maglietta la quale mise in bella vista un pancione nascosto che al solo pensarlo faceva ridere, figuriamoci a vederlo.
Subito dopo fu il turno del secondo monello a cui Pinocchio strappò via i pantaloni che nascondevano una mutandina piena di fiorellini ed anche qui la cosa fu talmente ridicola che a quel punto l’intera scuola inizio a canzonarlo.
I due monelli allora spinsero Pinocchio il quale cadde e poi vi si avventarono contro.
Il primo provò a sferragli un calcione, ma il suo piede battè contro la pancia di legno di Pinocchio e si fece un gran male, il secondo provò a dargli uno schiaffo in faccia ma urtò contro il nasone di Pinocchio e un gran dolore ricevette.
Proprio in questi frangenti, arrivò vicino la scuola la Fatina Buona la quale, appena furono andati tutti via, si avvicinò a Pinocchio e con aria autoritaria gli disse: “PINOCCHIO E’ COSI’ CHE MANTIENI LE TUE PROMESSE” Pinocchio tentò di giustificarsi, ma la Fatina non gli diede il tempo e continuò: “VORRA’ DIRE CHE ANCHE IO MANTERRO’ LA MIA DI PROMESSA” ma Fatina provò Pinocchio, ma niente da fare la fatina continuò: “RESTERAI BURATTINO PER SEMPRE”.
Pinocchio allora iniziò a piangere, ma così forte che la Fatina mai lo aveva sentito, gli si avvicinò e questa volta Pinocchio le disse”ma non è colpa mia” la Fatina stava per allontanarsi poi si voltò per veder crescere il naso del burattino, ma notò che stranamente questo non cambiava, allora tornò indietro ed incredula chiese a Pinocchio “possibile che stai dicendo la verità!” “SI’” rispose Pinocchio “Ti prego ascoltami, fammi raccontare la mia versione e poi potrai prendere le tue decisioni”.
La Fatina allora si mise comoda e restò in attesa di sentire la storia raccontata da Pinocchio, aspettandosi da un momento di veder crescergli il naso.
Pinocchio raccontò degli sfottò ricevuti dai due mascalzoni, del fatto che l’avevano spinto a terra e che si erano fatti male cozzando vicino al suo corpo di legno, e più Pinocchio raccontava e più la Fatina si meravigliava poiché il naso di Pinocchio non cresceva.
Alla fine del racconto la Fatina si avvicinò a Pinocchio e con una lacrima che gli cadeva dall’occhio gli disse “piccolo mio che errore stavo facendo” “non puoi immaginare come sono contenta di avere un figliolo così bravo ed onesto” “vorrà dire che stanotte verrò e la mia promessa manterrò”.
Pinocchio finalmente era felice saltava dalla gioia e con un gran balzo, un grosso bacio regalò alla Fatina Buona, sussurrandole nell’orecchio “ma quando sarò un bimbo vero qualche innocente bugia, come fanno tutti i bambini veri, potrò raccontarla?”.
La Fatina lo guardò ed un abbraccio gli regalò.
FAVOLA: PINOCCHIO IL PIDOCCHIO testo di vick
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