EPISODIO 2 - Monster Hall
Max si stiracchiò pigramente, lasciandosi cadere su una delle poltrone della Sala Centrale.
Era arrivato da poco al quartier generale dei cacciatori, denominato dalle persone comuni come Monster Hall.
L'edificio era simile ad un grosso e grigio castello medioevale persino dotato di spettacolari torri arzigogolate, a cui si accedeva tramite un enorme portone intarsiato da cui sarebbe passato anche un gigante. In quel momento lui si trovava al centro della struttura caratterizzato da un'imponente cappella che svettava nel cielo plumbeo della città.
Chibi svolazzava tra le numerose librerie contenenti i più antichi saperi, tramandati da generazioni di cacciatori, mentre il buon vecchio Thommy era seduto davanti al computer principale a tre schermi alla ricerca di informazioni.
Il Salone dei Saperi era il centro nevralgico del quartier generale: se si cercava qualcosa era lì che si doveva andare. L'aria era piacevlmente tiepida e permeata dell'odore di libri centenari, lo stendardo della loro organizzazione si muoveva placidamente sulle loro teste, appeso alla base della cupola.
" Le notizie riguardanti bambini spariti o uccisi dai mostri sono troppe per poterle controllae tutte, senza contare che non possiamo neanche restringere l'arco temporale non sapendo da quando Chibi è diventato un fantasma".
" Sospettavo che sarebbe finita così, ma valeva la pena tentare" rispose Max sorseggiando una tazza di the. " Chibi. Sicuro di non ricordare niente?"
Il fantasmino si precipitò davanti a lui facendo spallucce.
" Il trauma della morte, soprattutto quella violenta, può danneggiare la memoria" constatò Thomas, passando una mano sulla testa di Chibi.
"Beh, non ci resta che scegliere la via più lunga".
Sebbene la memoria di Chibi non fosse accessibile, le emozioni lo erano eccome. Anche se perdiamo i nostri ricordi, le emozioni più profonde che ci hanno segnato rimangono marchiate dentro di noi senza possibilità di essere dimenticate. Per questo a Max piaceva dire che le emozioni non sono altro che i ricordi dell'anima, e ormai il fantasmino era solo quello.
Thomas sistemò gli schermi e iniziò ad aprire vari programmi per iniziare l'esperimento. La loro idea era far vedere a Chibi tutte le immagini del database sui monstri e vedere quali avrebbero scatenato una sua forte reazione ansiosa. D'altra parte la paura verso chi ti ha ucciso non si può dimenticare.
" Allora piccolo" sussurò Thomas, accompagnando il fantasma davanti alla postazione. " Ora ti farò vedere alcune immagini e tu dovrai farmi sapere se ti ricordi qualcosa. Capito?".
Chibi annuì vigorosamente.
" Bene, ci vorrà un bel po' quindi abbi pazienza".
Il Fantasmino sembrò rimurginare, svolazzando intorno ai computer lentamente. All'improvviso i suoi occhietti neri si spalancarono e un sorrisino determinato gli attraversò il lenzuolo bianco che lo componeva. Non ci voleva il disegno di una lampadina sopra la sua testa per capire che aveva avuto un'idea. Senza indugiare si avvicinò al computer e, con sorpresa generale, si trasformò in una versione cartonensca di una piccola presa elettrica per poi sparire nello schermo.
"Ma che..." sussultò Max alzandosi dalla poltrona e correndo verso la postazione dove pochi secondi fa vi era Chibi.
" Incredibile, mai visto niente del genere" mormorò Thomas, il suo solito aplomb scalfito da una espressione di sorpresa.
Il buon vecchio Thommy era sempre gentile e impassibile, come un maggiordomo con tanta esperienza. Niente di lui era mai fuori posto: ciuffo nero corvino , lunghi baffi impomatati, piccoli occhiali tondi da vista e completo elegante con l'aggiunta di mantello nelle giornate fredde.
Per cui vederlo così scioccato avrebbe fatto sicuramente ridere Max, ma non in quel momento.
Che stava succedendo?
Poì capì.
" Ma certo, è chiaro". Thomas lo guardò perplesso, attendendo una spiegazione.
" É solo un'ipotesi, ma tutto sta nel fatto che lui è un bambino. Sebbene non si ricordi nulla, la sua tipica immaginazione fanciullesca non ha subito danni. Questo, combinato con la caratteristica dei fantasmi di assumere la forma che l'inconscio vuole, può permettere a Chibi di cambiare la sua forma.
Un evento rarissimo, ma spiegabile".
Thommy annuì, metabolizzando la notizia. " Percui anche le sue capacità di apprendimento possono migliorare. D'altra parte la sua comprensione delle parole sembra essere avanzata da quando è qui. Il punto focale è il suo essere bambino".
Prima che continuasserò con il discorso, il fantasmino emerse dallo schermo piatto sbattacchiando il testino. "Trovati" disse.
Il silenzio calò sulla sala. "Ora parla pure" pensò Max " altro che apprendimento veloce. Le informazioni che ha assorbito dal sistema lo hanno reso capace di parlare. Questo si che è inaspettato".
" Ho imparato a parlare. Visto Thommy?" trillò il fantasmino, tutto contento.
" Bravissimo piccolo" disse il maggiordomo, recuperando compostezza. "Cosa hai trovato?".
" I mostri che mi terrorizzano" rispose Chibi conducendoli davanti al computer dove campeggiavano cinque immagini nitidissime.
Maximilian si avvicinò storcendo la bocca in segno di preoccupazione. Mostri tutt'altro che facili.
Kelpie, Chupacabra, Mothman, Nure-Onna e Vampiro.
" Non si scherza vedo" commentò Thomas inarcando un sopracciglio.
" Sono quelli che mi spaventano di più" sentenziò Chibi imbronciato.
" Devi aver viaggiato molto quando eri in vita. Sono tutti mostri sparsi per il mondo" rimuginò Max, grattandosi nervosamente la testa.
"Non necessariamente" intervenne Thommy pensieroso. " Se fino adesso il fatto che sia un bambino ci ha aiutato, qui potrebbe esserci d'ostacolo. I bambini si spaventano facilmente, soprattutto nel campo dei mostri, per questo potrebbe esserci la possibilità che quattro di questi cinque mostri li abbia in verità visti in televisione oppure in qualche Monster Park. Sono illegali ma esistono ancora".
" Potresti non avere torto, tuttavia riteniamoci fortunati che siano solo cinque e non molti di più".
Max sospirò, mettendo ordine nei pensieri. Si prospettava un lungo viaggio pieno di pericoli, ma non poteva essere evitato, perciò era inutile stare lì a ricamarci sopra. " Thommy, apri la mia camera".
"Pensavo non l'avrebbe più chiesto, signor Thorns".
Ogni cacciatore di alto livello aveva diritto ad una camera personale a Monster Hall dove tenere il suo equipaggiamento. Maximillian guardò con nostalgia la sua tenuta da caccia conservata in una teca che Thommy aveva appena aperto: Pantaloni grigi e maglia bianca a maniche lunghe fatte di un tessuto speciale molto resistente, il tutto completato da un lungo cappotto nero impermeabile e antitaglio.
Il vecchio cacciatore accarezzo la sua vecchia divisa, scorrendo le dita con fare nostalgico sulla cintura di cuoio al quale era fissata la sua seconda arma preferita: il Rocket Sting.
Chibi svolazzava per la stanza incuriosito, esplorando ogni minimo anfratto fino a fermarsi davanti ad un'altra teca contenente una diversa uniforme. tuttavia non fece domande, come se sapesse che Max non ne voleva parlare.
" Qual'è il piano signor Thorns?"
" Molto semplice. I mostri elencati da Chibi non sono unici, ne esistono vari esemplari. Perciò dovremmo chiedere a chi di dovere se vi sono soggetti maledetti o che si comportano in modo strano"
" Capisco, quindi vuole ricorrere ai Sapiens".
" Che?" chiese Chibi materializzandosi davanti alla faccia di Max.
" Esistono due grandi tipologie di mostri: i Normali e i Sapiens. Quest'ultimi sono inteligenti alla stregua degli umani e sanno parlare. Di solito controllano un certo territorio e tutti i mostri al suo interno, quindi non gli sfugge niente".
" Che bello! Così ci aiuteranno!".
"Non è detto piccolo. Esistono Normali buoni e Sapiens cattivi, e viceversa. Dovremmo fare attenzione" precisò Max aggiustandosi il cappotto.
" Il jet è pronto. Qual'è la prima tappa?" domandò Thomas con un filo di curiosità.
" Scozia" rispose il cacciatore inserendo la sua spada di critallo nell'appposita elsa, un sorriso divertito che gli faceva capolino sulle labbra tirate.
"Andiamo a trovare il mio vecchio amico Nessie".
The Way of the Monster - A Ghost Story (Ep 2) testo di Artie Chaste