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In un istante tutta la paura scomparve con l'arrivo di un vento caldo, gentile, e al tempo stesso letale e spietato, come una raffica incontrastabile che spazza via l'oscurità, solo che non era né un vento né una raffica, ma un bellissimo e statuario demone, con ali nere e immense come il cielo di mezzanotte, un corpo largo e scolpito, corna grosse, spesse e ricurve sulla testa, che risprendeva nella luce intensa della luna, che accentuava ancora di più i suoi splendidi capelli rossi come il fuoco che stava ancora bruciando e divampando sul villaggio, tutto questo coronato da due luminosi e gelidi occhi viridi.
Lo splendido demone da solo stese quattro degli aggressori oltre a quello che aveva cercato di uccidermi, solo poi mi accorsi che non fu però un'azione in solitaria e che difatto c'erano altri compagni con lui, tre demoni tutti diversi in aspetto e stile di combattimento, il secondo che notai era altrettanto alto e forte come il mio salvatore ma aveva un viso e uno sguardo più severo e in un certo senso disgustato, dalla visione di quegli uomini pensai, anche lui era molto bello, le sue ali erano possenti e larghe ma di un colore cinereo, cosa che non avrei notato facilemente se non fosse che contrastavano parecchio con i suoi capelli che legati in minuscole treccine a loro volta unite in una coda di cavallo assomigliavano a un mazzolino di glicine, dato appunto il loro particolare colore lilla, inoltre invece di impugnare una spada aveva due grandi pugnali con lame lunghe, sottili e mortalmente taglienti. Degli altri due notai subito la loro differenza di altezza poichè uno era bassino e minuto ma velocissimo, agile e flessibile, così scattante che risultava molto difficile seguire i suoi movimenti, aveva il volto da bambino, e durante lo scontro era divertito e sorrideva, come se l'intera situazione in qualche modo fosse un gioco. Mentre l'altro era alto e slanciato e suoi movimenti erano raffinati e delicati come se non volesse ferire i suoi nemici quanto piuttosto addormentarli dolcemente, e non era aggraziato solo nei gesti ma anche nell'aspetto era esile e magro, le ali chiare e candide come neve, il volto etereo e i copiosi capelli argentei assomigliava in tutto e per tutto a un angelo, se non sapessi che almeno quelli non esistevano in quello strambo mondo sicuramente l'avrei scambiato per uno di loro.
Tutti e quattro accorsero a salvare gli abitanti e in pochi secondi l'unica minaccia rimasta fu il fuoco ancora indomabile. Sollevata senza pensarci troppo corsi da Iru e nana e li abbracciai forte, li strinsi quasi senza accorgemene e con mio grande sollievo ricambiarono il mio gesto, erano salvi e quella era l'unica cosa importante. Purtroppo il destino era crudele e ingiusto e il dolce momento durò proprio il tempo di un abbraccio perchè ancora una volta venni afferrata e distanziata da tutto il gruppo. Il demone dai capelli infuocati torreggiava su di me e la sua sciabola era puntata al mio collo, che dire avevo raggiunto un nuovo record, due lame alla gola nella stessa notte in pochi minuti, a quel punto aspettavo di ricevere solo il mio premio che sfortunatamente non sarebbe arrivato così presto.
"Chi sei? E perchè sei qui?" nonostante la cupa minaccia posta poco sotto al mio mento, il tono della sua voce era fermo ma non minaccioso
" Oh dai non fare così Ryu non vedi che la spaventi?" quindi il suo nome era Ryu, anche il suo nome era gradevole, e non solo, all'affermazione del suo compagno il demone bassino e svelto, mi squadrò di nuovo per un breve istante per poi abbasare l'arma, incredibilmente ero riuscita a scampare a un altro fendente.
"Che fai Rin difendi l'umana adesso?"
" Non essere sempre così burbero Rai l'hai vista anche tu stava proteggendo quei demoni con il suo stesso corpo, sarà anche un'umana ma non puoi negare le sue azioni. Sei d'accordo con me vero Rem?"
E così gli altri tre, compagni di Ryu erano Rai, Rin e Rem, non so perché ma la cosa era abbastanza buffa, insomma tutti iniziavano con una R come se fosse un loro tratto distintivo, come se fosse una regola obbligatoria per fare parte del loro piccolo gruppo, al pensiero mi venne da sorridere inconsciamente.
Tristemente il mio gesto venne frainteso in particolare da Ryu e Rai che erano evidentemente i più seri e restii nei confronti degli umani.
" Trovi la situazione divertente?" quelle parole furono come macigni, non avevo intenzione di ridere dell'accaduto, visto che trovavo la circostanza assolutamente orribile e crudele, e che a modo mio avevo anche provato a fermarla, la mia era stata una reazione spontanea dettata anche dall'alleggerimento della tensione che si era precedentemente creata. Ero decisa a chiarire la cosa il prima possibile non volevo fare una brutta impressione non so perché ma ci tenevo davvero che capissero quell che provavo.
" Mi dispiace non intedevo offendere nessuno era una risatina nervosa nulla di più davvero, perdonatemi, e grazie per avermi salvata" appena conclusi, fui sopresa da vedere le loro facce tra la confusione e lo sbigottimento, come se avessi recitato una qualche formula magica per maledirli o simili. Passò qualche tempo e nessuno dei presenti proferì parola così decisi di fare io la prima mossa
" Ehm ho detto qualcosa di strano?"
"No solo non ci aspettavamo che ti scusassi e che ci ringraziassi i pochi umani che abbiamo incontrato e con cui abbiamo avuto una conversazione o sono corsi via terrorizzati o non si sono nemmeno degnati di comunicare con noi" le parole di Rin erano rasseggnate e sconsolate, mi dispiacque molto, principalmente perchè pronunciate da Rin, che tra tutti fu quello più gentile ne miei confronti.
" Capisco, bhe non mi faccio di questi problemi e soprattutto non sono così sfacciata da non riuscire a ringraziare dopo essere stata soccorsa è normale educazione, tutto qui."
"Ahahah educazione? Ora ti aspetti anche che creda che gli umani sappiano qualcosa di educazione, ma per favore, tutto quello che sapete fare è distruggere ogni cosa e uccidere e basta." Rai sputò quelle parole come veleno compresi fin da subito il suo astio e odio nei confronti degli umani, e anche se mi sentì infastidita per quello che aveva detto non potevo dimenticare che quello non era il mio mondo e che di conseguenza non sapevo come fossero i rapporti tra le due razze e nemmeno cosa avesse scatenato tanto disprezzo. Quindi non potevo in alcun modo ribattere né dire che si sbagliava così rimasi in silenzio finchè Ryu non prese nuovamente la parola.
" Adesso basta Rai non abbiamo tempo per questo bisogna spegenre il fuoco e visitare i feriti lascia perdere l'umana"
" yuki..." forse non potevo rispondere a certe accuse tuttavia, non mi piaceva il modo in cui pronunciavano u-m-a-n-a come se ogni volta avessero qualcosa incastrato in fondo la gola e parlare risultasse difficile.
" Il mio nome è Yuki".
Ero intimorita e stanca eppure non riuscì a frenare quella semplice esclamazione, anzi direi quasi imposizione, quel mio volere che sapessero che io non ero un' u-m-a-n-a e basta, che non avrei mai potuto compiere azioni tanto atroci, e non so perché tenevo particolarmente al pensiero e al giudizio di Ryu, non lo conoscevo nemmeno sapevo a malapena il suo nome, ciononostante non volevo risultare un mostro alla sua vista, non volevo che i suoi splendidi e placidi occhi verdi mi guardassero con tanta freddezza.