SEMAFORI SPENTI

scritto da Lythium
Pubblicato 23 anni fa • Revisionato 19 anni fa
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Testo: SEMAFORI SPENTI
di Lythium


Abbasso gli occhi tra i riflessi sporchi di vetri sigillati sulle lamiere gialle, e sotto di me, inaspettata come una rondine invernale, si snoda una strada delirante e complessa la cui atmosfera derelitta, scivola sulla solita routine stanca, deserta e deprecabile.
Ho freddo alle ginocchia, freddo da star male, d’accordo, ma i finestrini sono chiusi, ermeticamente sepolti sopra sedili azzurri, sporchi di gesso e di noia.
Le mie usuali capacità telecinetiche giacciono ora ad un livello infimo, incapaci persino di spostare le lancette di un orologio fermo... fermo nella solita posizione d'attesa, attesa per un sole spento, acceso d'incantesimi incondizionati sopra le nostre teste rasate di soldati in guerra.
La guerra è finita, ed esplosivi inesplosi sorridono alle prossime vittime, scrutando ospedali, ascoltando sirene accese da musicisti infelici d’avere solo sette note da soffiare ai Presidenti... e la musica vibra librandosi al di sopra di verdi campagne oscurate da decisioni che non saranno mai nostre.
E se non ho nulla da decidere... allora non ho fretta:
mi lascio scivolare trascinato dalle ruote che proseguono la loro corsa, trascinandosi dietro lamiere compatte, al cui interno le persone pensano.
Scendo con lo sguardo, solo per un attimo, solo per vedere se sono ancora in grado di farlo.
La vista rimbalza all'esterno, in movimenti scomposti, quasi irreali, e dopo un attimo d'indecisione...
sono giù.

Lei è sempre al solito posto... e mi osserva: incantata e mistica come in una seduta spiritica, psicologicamente attenta a fenomeni normali che si susseguono costantemente, mascherati dietro parvenze d’anormalità.
Il mio amore è decappottabile e i suoi capelli vibrano nel vento, tra le foglie cadute... sospese da dita invisibili come lenzuola bianche ridisegnate dagli spiriti.
Non voglio più sedermi in quello scomodo autobus del centro, mentre l’ora di punta si smussa gli angoli contro le rugosità polverose dei sedili vecchi.
E così, come un ramo annoiato, resto a terra, appiedato, esprimendo considerazioni intellettualmente stimolanti sull'utilità di un pollice sollevato... e se una macchina si ferma, è per abbeverarsi, in questa liquida giornata d’Aprile. Mentre mostri si nutrono di mostri, penso a ciò che devo fare, al lavoro e alla ragazza, a frasi ripetute e ripetibili, soprattutto a quelle irripetibili, e non vedo modo di ricongiungermi al mio corpo disgiunto.
Oggi resto giù:
insetto in metamorfosi espulso dal suo involucro larvale.

Rumori, lacerazioni, cancellazioni continue: una striscia bianca mi ridisegna i bordi in un’anatomia fantascientifica. Ho braccia bianco gesso, tratteggiate lungo i polsi; gambe blu, lunghe e snodate che arrivano fino in centro e col collo di due metri sorveglio la testa, luminosa e inopportuna che non si lascia ingannare dalle stelle ridisegnate su cartelloni pubblicitari di uno spettacolo circense, sepolto il mese scorso.
Faccio tutte le fermate, senza autobus del centro e tra il calore delle suole lascio strisce nere, intrise di dolore, lungo l’asfalto tumefatto.
Ma come ho fatto prima a non pensarci...?
Dirigerò il mondo appeso ad un crocefisso di ferro e radiazioni: ondate di elettricità dissetanti mi irradieranno le membra. Bloccherò gli sprovveduti che arriveranno a frotte, trascinati da fiumi ad alto rischio, tracimati da ogni angolo.
Sarò verde o sarò rosso o forse sarò solo una figura in movimento catturata dall’effetto ridondante della quiete
(stasi, fissità, elettroshock)
Palloncini etilici si leveranno verso il cielo e su ognuno di essi vi sarà impresso il mio nome, ricordato per anni dai poliziotti locali.
Esploderò tra i cipressi, nei boschi, o forse in mezzo ad incroci stradali devastati da bombe fuse d’argento vivo.

Ho ancora in testa (quale testa?) le argomentazioni atipiche delle mie psicologiche dissertazioni sulla realtà informe e mentre ascolto il vento...

Sono svanito.

Distrutto e disciolto in un tombino di pietra.
SEMAFORI SPENTI testo di Lythium
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