Ieri ho scoperto che sei morto. Non ci sei più. Nell'istante in cui l'ho letto ho capito che sarebbe stato molto meglio non averlo saputo. Sarebbe stato meglio ignorare che da più di un anno hai smesso di respirare,di vivere e di amare.
Ho pianto. Avevo sentito da poco la canzone di Vasco che mi avevi dedicato varie vite fa; stavo stirando le camicie dell'uomo che amo ma sentendo quella canzone mi è sempre inevitabile pensare a te. Ho pensato che finito con lo stiro avrei potuto scriverti un messaggio e chiederti di mandarmi quella foto di noi al mare scattata assieme al tuo amico e mia sorella. Avevo pensato di dirti che la volevo per fare un regalo a lei, credo che in realtà il regalo lo volessi fare più a me... Credo che mi avresti accontentata, che nel giro di qualche giorno me l'avresti fatta avere e poi forse ci si sarebbe nuovamente scambiati l'amicizia su Facebook. Io non te l'avevo più chiesta, non avevo nemmeno più visitato il tuo profilo da tantissimo tempo, altrimenti l'avrei saputo che...non ci sei più. Ma che ti sarà capitato? Eri malato? Hai fatto un incidente o ti sei tolto la vita?
Ti giuro che lo vorrei sapere, non ne ho il diritto ma vorrei perché ieri ho capito che eri anche un poco mio e che io sono anche un poco tua. Quel tanto che potremmo esserci scambiati in tre notti di baci e stelle cadenti,in qualche ora di sguardi e sussurri. Quel tanto che dura un'avventura estiva.
Pensi che quel poco sia quasi niente e probabilmente è niente, ma da ieri ho solo voglia di piangere e ti penso in continuazione. Leggendo i commenti dei tuoi amici che ti salutavano per sempre e realizzando cosa significava mi é sembrato di ricevere uno schiaffo in faccia. Di quelli che non ti aspetti e ti lasciano tramortita più per lo sgomento che per il dolore.
Mi sono asciugata in fretta le lacrime perché ero già in ritardo ad un appuntamento, ho cercato di concentrarmi su quel che avevo da fare per tutto il pomeriggio, ho fatto anche la spesa perché la sera avevamo invitati a cena. E... lo sai? Mentre ero in fila alla cassa mi è venuto un nodo alla gola, le immagini di noi e del nostro incontro sommate al pensiero che non ci sei più mi hanno tolto il respiro e il controllo. Ho cercato di asciugarmi le lacrime con discrezione, come se avessi qualcosa negli occhi. Ho pagato e sono corsa fuori. Finalmente oggi che ho un'ora per stare da sola riesco a sfogare il mio dolore. A buttare fuori ciò che provo e che ricordo.
Ero solo una ragazzina che ti mentiva , non avevo 18 anni, ne avevo 15; forse lo sospettavi per la mia insicurezza e il mio imbarazzo, ma io di te ricordo solo la grande dolcezza. Ti sei comportato bene con me, non hai mai fatto nulla di sgradevole,non hai mai insistito quando ti ho detto che non volevo andare oltre tutti quei baci, mi hai augurato solo cose belle e mi hai dedicato quella canzone che dicevi sembrava parlasse di me...
Negli anni ho pensato molte volte a come ero stata incosciente, che se avessi avuto una figlia e avesse fatto quello che avevo fatto io con te l' avrei ammazzata, ma la verità è che è stato bello,non ho mai avuto paura e i tuoi abbracci mi hanno aiutata a farmi un'idea di cosa potesse essere l'amore tra un uomo e una donna. Una donna che ancora non ero, e ti chiedo scusa se solo adesso come donna mi rendo conto di quanto ti devo. Ora che so che non ci sei più.
Perché fino a che ti pensavo condurre la tua vita altrove non ho riflettuto a quanto fossi importante per me? Perché solo venendo a sapere che sei morto lo capisco? Mi sento veramente come se ieri avessi perso un piccolo pezzo di cuore, grande quanto una scheggia di scoglio croato,la scia di una stella cadente che ci ha messo 16 anni a spegnersi. Perché solo da ieri i ricordi riaffiorano così vividi? Era tutto sedimentato sotto anni di vita, anni di gioie e pensieri , anni di progetti e delusioni ma c'era ancora tutto. Non avevo dimenticato,te lo giuro ( ma tu avevi dimenticato?) , ogni tanto il pensiero è sempre andato a te ma ti sfiorava appena , ti solleticava come il piumino che spolvera un vecchio soprammobile, mi strappavi un sorriso e una scrollata della testa ripensando a com'ero quando ci siamo conosciuti: convinta di volerti archiviare una volta tornata a casa, avevo anche buttato il foglio con il tuo indirizzo e numero di telefono per poi ritrovarmi a rosicchiarmi le mani nella speranza che mi chiamassi ( ma tu il mio numero dove lo avevi segnato?mi sembra sull'atlante stradale?). Pensa che sono andata in biblioteca a cercare il tuo numero sull'elenco di Firenze, mica c'era Internet all'epoca, ma chi aveva il coraggio di chiamare? Ho telefonato un paio di volte per poi riagganciare, non ero nemmeno sicura che avessi risposto te... Ma ti avevo scritto una cartolina? Non ricordo e chissà poi se l'indirizzo era giusto! Capisci perché ripensandoti ridevo di me?!
Per fortuna si cresce , ma mai abbastanza per apprezzare in tempo tutto ciò che la vita ci fa vivere di bello.
Io ti apprezzo da ieri. Da ieri so che un po' di tutta la felicità che ho avuto nella vita la devo a te e ti ringrazio, anche se so che il mio grazie non può arrivarti ora ma ti arriverà, spero di esserci per portartelo. Ti ringrazierò per avermi baciata bene e senza sbavare come invece facevano i miei compagni di scuola, per avermi tenuta stretta mentre cadevano le stelle, per quell'abbraccio in pineta che ancora ricordo, ti ringrazierò perché sorridevi in modo così dolce; ti ringrazierò per non avermi presa in giro quando ai miei occhi ero uno sbaglio su due gambe. Ti dirò che se poi ho saputo riconoscere il vero amore è stato anche grazie a te e che se l'ho saputo baciare senza ansia è stato sempre per merito tuo e che se non mi sono spaventata nel sentirmi eccitata e nel sentire che mi scioglievo dentro è stato perché avevo conosciuto tutto questo con te e tu mi avevi permesso di vivere queste sensazioni per me nuove con fiducia e tenerezza. Te ne do ancora più merito perché tu non sapevi quanto inesperta e piccola fossi, sei stato un grande.
Perciò mi auguro con tutto il cuore che tu possa avere avuto tanto bene nella vita, che tu possa essere stato amato. Se così non fosse stato, se in questo mondo di merda la tua sensibilità non fosse stata apprezzata a dovere, ti voglio dire una cosa: recupererai. Tornerai a vivere , ad amare e a respirare e sarai felice. Te lo prometto.
Te lo prometto con la forza di chi crede e sono sicura che un giorno ti abbraccerò, ti farò conoscere mio marito e forse i miei figli e ti dirò tutto questo che ora posso solo scrivere perché nessuno potrebbe capire, perché anche io ho capito solo ieri.
Ora che non ci sei più. testo di Ingrid