Percorremmo un lungo tratto della strada panoramica, che affianca il Golfo del Tigullio. Un brulichio di luci cominciava ad illuminare gli agglomerati di case ai piedi delle alture, mentre dagli yacht, che facevano sosta lungo il tratto costiero che da Sestri Levante si estende sino a Portofino giungevano voci e melodie, segnali inequivocabili di feste notturne in corso.
Sedevo a fianco di Fabio sulla sua vettura sportiva, tenendo entrambe le mani appoggiate goffamente sulle gambe, malcelando l’ansia e l’ardore che simultaneamente avevano preso in me il sopravvento. Ero rapita dalla dolcezza del suo sguardo, dal suo profumo dalle note pepate e agrumate, come piace a me; ero incantata dinnanzi a quegli scorci paesaggistici, esaltati dalle luci della sera, che creavano uno sfavillio nelle acque placide del Mar Ligure e che sfumavano magicamente i contorni dei ponti, delle piazze, dei monumenti e di tutte quelle case color pastello. Mi consumava il desiderio di prendergli la mano per fargli sentire l’impeto del mio sangue, che scorreva come un torrente in piena. Chissà se anche lui provava le stesse sensazioni, che catalizzavano tutte le mie attenzioni sui suoi occhi, sul suo profumo, sul suo respiro, sui suoi movimenti stranamente rilassati, ma incredibilmente sensuali.
Per un’arcana ragione dettata dal destino, Fabio accostò la sua mano destra sul mio braccio sinistro, sino a farla scivolare dolcemente sulla mano. Le mie guance probabilmente si infiammarono sotto il colore uniforme dell’abbronzatura. Trattenni il fiato per qualche, prolungato istante, che seppe di perdizione eterna. Fabio mi fissò con lo sguardo di chi attende un cenno di gratifica, che non giunse, perché la mia emozione bloccò ogni altra forma di esaltazione. Apparentemente intento alla guida, Fabio infranse l’attesa di quegli istanti, scanditi dal ritmo incessante, sempre più vorticoso del mio cuore, dicendomi: “Scendiamo ora. E’ venuto il momento di fare quattro passi”.
Amore a Santa Margherita Ligure e poi... testo di Calamaio Rosa