Sono quei momenti bui e freddi che ti aiutano a pensare. Presi la sua fotografia e la guardai bene, come facevo sempre tutte le sere prima di dormire. Si era sbiadita col tempo, ma non importava, bastava il suo viso a farmi ricordare tutto. La sua bocca rossa sulla mia, le sue braccia fine sul mio collo, il suo profumo di lavanda nei miei polmoni, i suoi capelli davanti gli occhi. Una serata in particolare quella della luna. L'ultima luna. Mi portò al mare, dove sapeva lei e mi trascinò sulla sabbia fredda e bagnata. Mi fece toccare quella luna che pareva tanto lontana. Solo lei sapeva come fare. Io non riuscivo a prenderla come faceva lei, non colpivo come lei. Uno sguardo furtivo di ghiaccio e via! Nel mio mondo c'era solo il suo ricordo, l'immagine di lei che mi toccava e mi inebriava l'anima. Ed ora?
Due anni sono passati e a stento ricordo il suo nome. Virginia? Clara? Maria?
Iris. Era il mio fiore.
Piangi compagno piangi. Piangi le notti d'amore e di fuoco che da due anni non vedi più. Come fare? Lascia perdere compagno, lascia correre.
Non ti distruggere per lei! Sarà già sposata con un uomo più vicino.
Usala, usa la sua memoria per andare avanti, a questo servono le donne. Una flebile folata di vento fresco nella tormenta d'estate. E basta.
Ti aspetterò amore mio, fino a che la vecchiaia non mi chiuderà gli occhi.
E queste promesse che fine hanno fatto? La stessa della guerra.
Hai vinto partigiano! Hai vinto! Il rosso regna di nuovo sul cielo italiano!
Menzogne, che se ne fa il comunismo di un Paese totalmente distrutto. Lasceranno marcire anche questo. Come la tua foto nella camicia consunta.
Sei a casa finalmente. La guerra è finita. Per primo vai da tua madre e poi la cerchi.
Ti avvicini alla sua casa, al suo pagliaio, alla spiaggia. Il paradiso l'avevi trovato compagno. E la vedi lì, come tre anni fa, seduta su una balla di fieno a giocare con le bestie. C'è un anello sul suo dito, e di certo non è tuo.
Ti vede e per una notte tutto torna come l'avevi lasciato.
Il giorno dopo ti svegli e senti il suo corpo sul tuo. La guardi, come si guarda un diamante, ma per l'ultima volta. Si sveglia e ti bacia. Ma quel bacio sa d'amaro, è il vostro addio. Il bacio più bello della tua vita, irripetibile, unico. Con quel bacio si conclude la tua storia compagno.
Ti amo.
L'ultime parole che hai sentito da partigiano, dopo sarai solo un uomo.
Diario di un partigiano. testo di BexRf