Fammi masticare un po del tuo dolore

scritto da Fomentone
Pubblicato 23 anni fa • Revisionato 23 anni fa
0 0 0

Autore del testo

Immagine di Fomentone
Fo
Autore del testo Fomentone

Testo: Fammi masticare un po del tuo dolore
di Fomentone


Dicono che siamo il risultato delle esperienze infantili. Quei primi cinque o sei anni di vita sono alla base di tutto il resto dell’esistenza. Nella mia infanzia devo aver preso troppe botte, o troppo poche. Forse ho avuto troppo amore, o troppo poco. Credo di aver avuto una infanzia normalissima, ammesso esista un concetto universale di normalità. Ne migliore ne peggiore di tante altre. Probabilmente uno psichiatra non sarebbe d’accordo. Problemi loro. A quelli non va bene mai nulla. Neanche se stessi.
L’importante non è questo. L’importante è stare qui, ora, con questa donna che mi sorride fiduciosa. Come fa, come fanno a fidarsi di me? Io non lo farei. Il fatto è che c’è un sacco di dolore e infelicità a spasso per il mondo. C’è una vagonata di solitudine. Una valanga di solitudine e infelicità e dolore e sofferenza. La gente ne ha paura. Vuole la medicina. Vuole che qualcosa o qualcuno gli curi le piaghe dell’infelicità, gli suturi le ferite della sofferenza. Vuole che colmi il vuoto della solitudine. Vuole qualcosa o qualcuno che gli mangi il suo dolore. Non tutto, un po’ è più che sufficiente. Vuole attaccarsi ad una persona, persino amarla. Qualche volta quella medicina, quella persona, sono io.
Questa donna mi sorride in modo dolcissimo mentre l’accarezzo. Nel suo sguardo il pozzo della delusione è stato cacciato da una cascata di speranza. Il candore dei suoi denti rilancia scintille d’entusiasmo. Sembrano piccoli fuochi artificiali. Una festa pirotecnica per festeggiare….cosa? Forse un nuovo amore?
Sotto le mie mani la sua pelle rabbrividisce. Le labbra semiaperte lasciano uscire dei sottili sospiri. Sembrano coriandoli ripieni di aspettative. Troppo ripieni. Il mio piacere non è fisico. E’ nascosto da qualche parte; tra il culo ed i capelli. Il mio piacere è il potere che ho su di lei.
Quando arriva all’orgasmo il suo volto diventa traslucido. Per un istante lo spirito si sovrappone alla materia inondandola di felicità. Non avrà mai più un momento tanto intenso. Quello è l’apice della sua carriera umana.
Ed è in quei pochi istanti che deve materializzarsi la mia arte. Ho pochi, pochissimi secondi per consegnare un anima felice all’eternità. Lei non deve accorgersi di nulla. Nemmeno l’ombra di un sospetto può adombrare la mistica purezza del suo stato. Del suo nirvana. Sotto il cuscino riposa una piccola sfera di vetro blu. Contiene un veleno inodore insapore e dall’effetto fulmineo. Lo incastro tra il pollice e l’idice e carezzai le labbra semiaperte della donna. Una lievissima pressione della sfera sui denti e il liquido le si riversa sulla lingua. Morì senza muovere un muscolo.


La sera dopo giocavo con i miei due bambini. La Befana gli aveva portato un puzzle. Rappresentava una scena di Biancaneve. Dalla cucina la voce dello spider arrivava fino a noi.
“Stamattina è stato scoperto il corpo di Stefania Esposito. Tutti gli indizi sembrano indicare che sia la dodicesima vittima dell’avvelenatore.” Poi parlo uno dei maggiori esperti di profili criminali. “Si tratta di un uomo tra i trenta e i quarant’anni. Di buona cultura e di brillante intelligenza. Probabilmente ottimamente inserito nel tessuto sociale. Ha paura delle donne. E’ un solitario. Ho non si è mai sposato o è divorziato. Quasi sicuramente vive con la madre, con la quale ha un rapporto di dipendenza”
Mio marito irruppe nella stanza.
“Dai Laura, è pronto”
Presi i bambini per mano. “Su, andiamo a lavarci le mani, la pappa si fredda”
Riccardo mi segui recalcitrante. “Ma dopo continuiamo; vero mamma?”
“Certo caro” Risposi sorridendogli e carezzandogli il soffice baschetto di capello biondi
L’infanzia deve essere la più serena possibile.


Fammi masticare un po del tuo dolore testo di Fomentone
0