Amen

scritto da Claudio Catozzi
Scritto 11 anni fa • Pubblicato 11 anni fa • Revisionato 11 anni fa
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Autore del testo Claudio Catozzi

Testo: Amen
di Claudio Catozzi

Buonasera Padre,
serata burrascosa questa in cui mi accingo a scrivervi, la finestra socchiusa disegna porzioni di un crepuscolo fresco e ventoso, increspato dai lampi di un temporale lontano.
Serata avara di serenità e del tutto priva di pace interiore.
Il telegiornale riversava la solita, interminabile sequenza di notizie nefaste, così ho spento, preferisco ascoltare la notte, posare le mani sulla testiera, e cliccare un nome a caso sulla lista che appare sul monitor, sta li da diverso tempo, non aspetta che una mia decisione.
Questa sera Padre io ho scelto voi, fra tanti, per condividere i miei tormenti.
Vi assicuro Padre che sono sorpreso di quanto sto facendo, non tanto per lo scrivere, da sempre mi riparo dietro una coperta di parole, ma, vedete, questa è la prima volta che mi rivolgo a un religioso, un uomo che possiede tutto quel che avrei voluto e che non possiederò mai; e immagino avrete capito che parlo di fede.
Ho 49 anni Padre e sono sposato da 15; non abbiamo avuto figli io e mia moglie, ma ho tre nipoti e ritengo si possa essere padri e madri in tanti modi, anche indirettamente.
La mia è una vita come tante, o quasi; vedete Padre, ho avuto un infanzia normalissima, in una famiglia cattolica qualunque.
Ma, badate bene, cattolici per tradizione, come lo sono la maggior parte, gente che segue il gregge, in ogni senso, che va alla messa domenicale, battezza i figli e dopo li manda ad Indottrinarsi e a ricevere i sacramenti.
Il tutto come da prassi, senza mai porsi domande, senza mai aver letto una sola pagina della Bibbia con interesse, senza valutarla dal punto di vista storico, senza notare le innumerevoli contraddizioni che contiene, senza chiedersi il senso delle frasi che compongono una preghiera o un dogma.
Esattamente come fanno i seguaci delle altre grandi religioni monoteiste del mondo che, in certi casi, le domande le vietano.
Io fin da ragazzo porto sulle spalle questa terribile sciagura, la famosa sete di sapere che ha rovinato la vita di tanti e di cui non so liberarmi; perché la conoscenza è dolore, come voi Padre, saprete meglio di me.
E di dolore ne ho provato parecchio durante le mie ricerche.
La mia fede era debole Padre, e lo studio delle scritture l'ha annientata; sapeste quanto mi sarebbe servita quella "stampella" nella vita, invece cammino solo, e da solo a volte inciampo, e spesso, cado.
Quando succede mi rialzo a fatica, sguardo basso, senza nessun riferimento, perché sono convinto che chi ci ha creato non si curi affatto di noi, se ne sono andati, e quando torneranno sarà solo per scrivere la parola fine a quel misero fallimento chiamato "uomo".
Non siamo che un esperimento mal riuscito Padre, non ho il minimo dubbio su questo, organismi geneticamente modificati per creare forza lavoro, per estrarre l'oro e i minerali di cui quegli "Dei”, quegli ”Elohim" venuti sulla Terra avevano bisogno, mio malgrado non posso pensarla diversamente.
Ci ho provato Padre, credetemi, ho tentato di scorgere qualcosa tra le storie del vecchio e del nuovo testamento, tra le gesta di quel Dio geloso, spietato e vendicativo che ordinava di uccidere e sterminare popoli, e che si faceva chiamare Yahwè.
Come possiamo sorprenderci della nostra innata indole di predatori se gli stessi creatori, gli Elohim, e dunque Yahwè, incitavano le genti alla guerra?
Come possiamo distinguere tra bene e male se chi aveva fatto una prerogativa di tale distinzione agiva in modo scellerato e ambiguo?
Non ho risposte Padre, ho provato a cercarle tra le parole dei suoi schiavi/ profeti, ma non è servito.
Ho frugato tra gli insegnamenti dei grandi patriarchi e quelli del giovane Rabbi galileo, la cui storia è stata a dir poco stravolta, ma, a parte l'ammirazione per la loro statura di uomini e la saggezza innata che scaturiva da alcuni reconditi discorsi, non ho provato altro.
Non doveva essere.
Ormai non sono più giovane Padre, ho sempre avuto una salute cagionevole nonostante sia immune dai vizi materiali più comuni, e vi confesso che spiritualmente mi sento solo; il non aver qualcuno la in alto cui esternare i miei sogni e le mie debolezze di uomo infonde in me un senso di vuoto e di amarezza.
Osservo incredulo le masse di pellegrini che si recano nei grandi santuari del mondo, li vedo inginocchiati a ripetere le stesse preghiere decine di volte e mi chiedo che senso abbia quella litania; occorre forse gridare più e più volte per attirare l'attenzione di chi davvero ci vuol bene?
Mi chiedo come possa un entità apparire e lasciare da oltre 30 anni gli stessi messaggi ad un gruppo di veggenti dell'Est, messaggi tutti uguali, di una puerilità disarmante, conditi dei soliti, stucchevoli segreti, come se l'umanità non avesse già abbastanza interrogativi.
E le moltitudini accorrono, rapite dal mistero, eppure quei segreti o non vengono rivelati, oppure svelano il loro contenuto solo a cose fatte.
Spesso poi, per qualche oscuro motivo, qualcuno cerca in tutti i modi di adattarli ad una realtà del tutto diversa, oppure ne rende pubblica solo una parte, come in occasione del terzo segreto di Fatima.
Il terzo segreto non ha nulla, ma proprio nulla a che vedere con l'attentato alla vita di quel Papa, se non la coincidenza della data.
In proposito Padre, mi sono chiesto come sia stato possibile per quell'entità a Fatima mostrarsi tanto preocupata dalla politica Russa senza menzionare minimamente la Germania nazista che di li a poco avrebbe causato milioni e milioni di morti sui campi di battaglia e di sterminio.
Può essere credibile tutto questo?
Eppure che sia accaduto qualcosa nella piccola cittadina portoghese è pressoché certo, visto che migliaia di persone hanno assistito al cosiddetto "miracolo del sole".
Può essere che le parole stesse dell'entità siano state adattate alla politica di quel determinato periodo storico?
Si tratta forse di un ipotesi azzardata?
E perché, mi chiedo, manifestarsi proprio in quel luogo che portava, e porta tutt'ora, il nome della quarta, amatissima figlia del profeta mussulmano Maometto; voleva forse farci capire qualcosa con quella scelta?
Era forse un segno che non abbiamo colto?
Ci perdo la testa Padre, cammino i sentieri della vita con questi interrogativi che mi perforano l'anima e la mente.
Andando a ritroso mi chiedo perché sono stati palesemente modificati i comandamenti, il secondo soprattutto, e perché ci si ostina a ritenere veritiero un libro, un insieme di testi copiati, ricopiati, e ricopiati di nuovo, dove amanuensi e traduttori hanno aggiunto ogni volta nuove frasi ed interpretazioni, come un imbuto a rovescio dove entra una parola e ne escono due, tre, quattro, che cambiano totalmente il significato di una frase.
Non potra mai essere il mio dio Yahwè, questo Elohim crudele e sanguinario , che manda i suoi nelle città non devote a lui e ordina di passare tutti a fil di spada, bambini compresi, che se ne sta nascosto nei cieli e osserva ogni nostro gesto, che dice di amarci, ma se infrangiamo una sola delle sue regole ci manda a bruciare in eterno in posto orribile pieno di fuoco e sofferenza.
Se osservato e studiato senza i paraocchi della fede non è altro che un tiranno, questo narrano le scritture.
Eppure nessuno lo nota, nessuno tranne pochi indomiti curiosi incapaci di rassegnarsi a vivere senza chiedersi chi ci ha creato e, soprattutto, perché.
Il fatto Padre, è che l'uomo non vuol sentirsi dire che tutto ha termine con la morte, e per questo ha modellato e creato le religioni, prendendo spunto da quegli Elohim, gli "Dei"che vennero da lontano, rimasero per un certo periodo, e se ne andarono, uno dei quali era Yahwè, signore degli eserciti.
Potrei andare avanti parecchie ore e parecchie pagine, ma non otterrei molto, se non che privarvi di altro tempo, e il tempo che doniamo a qualcuno va scontato da quel che rimane, per cui non voglio approfittare oltre.
Si è fatto tardi Padre, immagino che leggere queste righe abbia messo a dura prova la vostra pazienza, fuori i lampi continuano a schiarire il cielo notturno, gli occhi mi dolgono.
Non ci incontreremo noi due, queste pagine saranno il nostro unico contatto, eppure entrambi ricorderemo questa notte, nel bene e nel male, ognuno a modo suo, ognuno solo coi suoi pensieri e le sue considerazioni.
Spero non me ne vorrete, in fondo voi avete il dono, io al contrario, non l'avrò mai.
Buonanotte.
Amen testo di Claudio Catozzi
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