Titoli

scritto da Rubrus
Scritto 12 mesi fa • Pubblicato 12 mesi fa • Revisionato 12 mesi fa
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Testo: Titoli
di Rubrus

A volte mi stupisco di quanta poca attenzione si dia ai titoli. Eppure, a mio parere, sono un po' il biglietto da visita del testo e, in un'epoca di sintesi. spesso eccessiva, dovrebbero essere fondamentali in quanto in pochissime parole dovrebbero dire di che cosa parla il testo stesso e, allo stesso tempo, non dire troppo, invogliando a leggerlo.
Storicamente, nei paesi anglosassoni si usava spesso, come titolo, il nome del protagonista: da Tom Jones a Oliver Twist, David Copperfield, Moby Dick, il Signore degli Anelli (ok, è il soprannome o attributo) ecc (ma anche "It") no?, mentre da noi mi pare si preferissero - parliamo di tendenze eh? -  titoli più descrittivi o nomi di famiglia, a cominciare dai Promessi Sposi e i Malavoglia, passando per i Vicerè,Piccolo mondo Antico o Moderno ecc; volendo azzardare un po', questa tendenza potrebbe rispecchiare un certo approccio culturale nazionale. PArticolare da non trascurare, nei secoli passati le copertine illustrate non esistevano quindi il titolo era ancora più importante.  Di qui, probabilmente, tanto per non lasciare spazio ad equivoci, titoli come "le avventure di..." oppure quelle dei romanzi o racconti con protagonista fisso "Maigret e..." (Simenon era attentissimo agli aspetti editoriali) o "Sherlock Holmes e il caso..."   
Sia come sia, il titolo è secondo me un elemento tutt'altro che secondario. A volte sono attratto o no da un libro proprio dopo aver letto il titolo. Trovare quello giusto non è facile e ci vuole riflessione, applicazione e, spesso, talento se non genio.  
Un episodio illustrerà meglio ciò che intendo.
Lo scrittore Paolo Roversi cercava un titolo per un suo giallo in cui si parlava di un macellaio che la crisi trasformava in delinquente ed assassino. Lo scrittore Andrea G. Pinketts gli suggerì "Manzo Criminale" (aveva un senso dell'umorismo un po' particolare, spesso sarcastico e, soprattutto, "il senso della frase" che è anche il titolo di un suo libro), ma l'editore di Roversi spinse per il più vago (e, secondo me, un po' alla Eugene Sue) "Il risveglio della notte".
Insomma, un titolo come il primo mi avrebbe sicuramente spinto a leggere il risvolto o la quarta di copertina, mentre il secondo sarebbe passato più inosservato.  Infatti, trovo il titolo proposto da Pinketts più accattivante e aderente alla storia: magari fa ridere, lo si trova bislacco, ma incuriosisce e quello un titolo deve fare... ma è solo la mia opinione.... o forse no. Perchè, quest'anno, un comico la cui macchietta è appunto uno scrittore ha annunciato che il suo prossimo libro (ovviamente uno pseudobiblum) sarà proprio "Manzo Criminale". 
Credo che Pinketts, ovunque sia, si sia fatto una risata. 

PS: faccio attenzione anche ai titoli dei testi presenti su AdC? Sì, ma parlare di AdC su AdC mi dà l'impressione di mettere lo zucchero sulla Saint Honorè: stroppia.   
   

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