Non smetterò mai di dirti quanto siano originalissime e illuminanti le tue creazioni, Marina. Questi testi spalancano mondi con il semplice ausilio della sintassi, dello scarto magico che si crea acco..
Un brano leggero e sensuale, stavolta meno surreale degli altri tuoi scritti, ma sempre fedele a quella tua sintassi conturbante e imprevedibile, in cui è impossibile immaginare quale parola seguirà ..
Un testo doloroso ma non disperato, con un bagliore tenace che rincorre come una speranza. Le immagini della sera sono surreali e magiche. Anche in questo caso la tua poesia "panteistica" sembra mostr..
Un altro testo meraviglioso sull'implacabilità del tempo, cristallizzabile unicamente nel ricordo. La felicità a volte sembra quasi essere inversamente proporzionale all'accumulo di memoria. O forse è..
Un testo potentissimo. Come sempre, sai evocare immagini originalissime e surreali. Grottesche. Credo che un libro composto di questi brevi testi sarebbe una boccata d'aria fresca. Un richiamo a scrit..
Ciao Johann! Hai colto in pieno l'idea che volevo trasmettere: la linguaccia di Cristina è il ricordare a se stessa di non perdere mai la sua bambina interiore, nonostante tutto. Anche a rischio di no..
Cara Ele, mi ha colpito la naturalezza con cui racconti due solitudini che si riconoscono senza bisogno di grandi parole. Quel balcone diventa un piccolo rifugio, dove persino un inglese maldestro rie..
Cara Ele, dietro quella linguaccia si nasconde una donna molto più matura di quanto gli altri sappiano vedere. Cristina mi ha colpito per la sua forza silenziosa e per la dignità con cui difende la pr..
Non è male. Un po' ripetitivo nei dialoghi. Cristina è un personaggio simpatico, forse manca un po' di profondità e sembra più una manic pixie dream girl che una vera protagonista: la bacchetta magica..
Un racconto che vive di silenzi e piccoli gesti. Più del tradimento, colpisce lo smarrimento di Sonia, divisa tra due uomini ma soprattutto tra due identità. Quel «Rajin» finale sembra ricordarle chi ..
Mi sono affezionato a Suely strada facendo, quasi sedessi anch’io su quel treno. Mi è rimasta dentro soprattutto una frase: prendersi cura non è impedire a qualcuno di cadere, ma rimettergli la testa ..
Surreale, visionario e con evaporazioni kafkiane. Piaciute molto le crepe che arrivano prima del rumore e il profumo che costruisce distanze invece di lasciare tracce. Un saluto.